GLI ESTIVI Luca Ricci

Gli dissi tutto di te, della rincorsa insensata e bellissima che avevamo preso diverse estati fa, di quanto mi mancassi, della morbosità come ingrediente indispensabile a qualsiasi passione amorosa.

gli estiviGli estivi, disponibile in libreria dal mese di febbraio, è il secondo tassello della quadrilogia delle stagioni di Luca Ricci, edito da La nave di Teseo; i lettori di Into The Read ricorderanno dello stesso autore Gli autunnali, recensito in aprile. Scrittore di grande spessore, ancora una volta ha saputo coinvolgere con una storia scritta all’insegna della crudeltà, dove l’amore si fa nuovamente ossessione, perché “il matrimonio è un atto di fondazione, mentre l’amore è un terremoto.

Con Gli estivi Luca Ricci offre al lettore una storia visionaria, che si consuma sotto il sole cocente di quindici estati, vissute al Circeo, in quel tempo senza tempo che solo il periodo estivo sa offrire. L’anonimo protagonista, oltre a essere la voce narrante, è uno scrittore impegnato nel tentativo di ultimare un romanzo che sembra non voler trovare una fine, al contempo funzionario RAI, è sposato con Ester da trent’anni, prigioniero di un matrimonio che aveva truffato entrambi.

Finché una sera “d’improvviso, a tradimento” una ragazzina di nome Teresa, notata per caso in un ristorante vista mare, qualche tavolo più in là rispetto a quello occupato da lui e dalla moglie, diventa “un desiderio che non avevo espresso, esaudito da una stella che non avevo visto cadere.

Quell’incontro del tutto casuale si fa prima amore e poi ossessione, consumato da un’urgenza che estate dopo estate concede sempre meno, divenendo un appuntamento fisso in cui a prevalere è un esercizio di crudeltà fatto di inganni, tradimenti e ripicche.

L’immagine di te sfocò a poco a poco, inesorabilmente, come qualsiasi immagine ci colpisca ma non abbia il tempo materiale di attecchire.

E sullo sfondo Roma, “il proscenio del mondo”, la Pontina, con le sue code “che accadono” e “Le sere di giugno che sanguinavano e ti dicevano bugie; le sere di luglio, in cui la luce sopravviveva al tramonto ma come svuotata dei colori; le sere d’agosto, camicette d’organza nera con gli astri al posto dei bottoni.

Un romanzo, Gli estivi, in cui non mancano interessanti spunti di riflessione sul mondo dell’editoria, ricordando che la letteratura non dovrebbe mai perdere di vista il “fattore Rimbaud”, cioè ispirarsi a un grido senza passato e senza futuro, cristallizzato nel trauma della giovinezza che non sa raccapezzarsi nella vita.

Elemento di continuità con Gli autunnali è Alberto Gittani, un personaggio che i lettori hanno già incontrato e che durante la narrazione de Gli estivi viene introdotto in un periodo narrativo breve; inoltre troviamo il richiamo a una monografia di John William Waterhouse, autore di un dipinto intitolato Circe offering the cup to Ulysses, dove Teresa agli occhi del protagonista è la Maga Circe, per somiglianza e intenti incantatori.

Quel ritratto era una tua fedele riproduzione e avrei potuto amarlo ogni volta che mi sarebbe parso. Sì, avrei anche potuto amarlo al posto tuo.

Ma se ne Gli autunnali l’amore ossessivo è totalizzante, con Gli estivi l’ossessione non è più la conseguenza di un’amour fou ma viene mitigata da una leggerezza, elemento precipuo di questa particolare stagione, consumata alla luce accecante e spietata dell’attesa, in un gioco crudele di ripicche.

E così con un lessico articolato in un bouquet di parole ben assortite: capzioso, borborigmi, eburnea, tautologia, ribaldo, artatamente, contubernio, Luca Ricci, con grande maestria, racconta ai suoi lettori un’altra stagione, sospesa nel tempo e ritmata in una sequenza di quindici estati, che gli permettono ancora una volta di scandagliare la sfera emotiva con ferocia e lucidità disarmante, in un romanzo che non ha nulla di scontato.

Ecco quindi cos’è la letteratura, un artificio della mente, una sperimentazione linguistica, un’invenzione a sostegno di una tesi esistenzialista, filtrata attraverso una comprensione artistico-letteraria del reale.

Dovresti mollare il romanzo che non riesci a consegnarmi e scriverne uno sull’estate,” mi suggerì Lello. “Magari un ciclo, una quadrilogia delle stagioni.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

È la notte di San Lorenzo quando un uomo nota una ragazzina al tavolo di un ristorante vista mare. Lei gli appare a sorpresa, come “un desiderio che non avevo espresso, esaudito da una stella che non avevo visto cadere”. Eppure quell’incontro fortuito lascia il segno, e tra i due comincia una storia particolare, vissuta sotto l’insegna tarlata della crudeltà, consumata da un’estate all’altra, come un appuntamento fisso. Tutt’intorno, Roma, la Pontina, il Circeo sono luoghi avvolti dalla stessa luce spietata che abbaglia i personaggi, la luce insolente dell’estate che a volte non concede “il margine di un’ombra, una possibilità di fuga rispetto a ciò che si è realmente”. Dopo Gli autunnali, Luca Ricci ci consegna il secondo tassello della quadrilogia delle stagioni in un romanzo visionario ed esatto allo stesso tempo, capace d’indagare l’ossessione d’amore in tutte le sue forme.

Chi è LUCA RICCI

Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, Premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018, in corso di traduzione nei principali paesi europei), Trascurate Milano (2018) e Gli estivi (2020). Insegna scrittura per Scuola Holden, Belleville, Scuola del Libro e Scuola Fenysia.

 

DETTAGLI

Autore: Luca Ricci

Titolo: Gli estivi

Editore: La nave di Teseo

Collana: Oceani

Data uscita: 27 febbraio 2020

Pagine: 229

Formato: brossura

Prezzo: € 18,00

EAN: 9788834602058

 

 

TERRA DI FATE di Edgar Allan Poe

Valli di nebbia, fiumi tenebrosi
e boschi che somigliano alle nuvole:

poi che tutto è coperto dalle lacrime
nessuno può distinguerne le forme.

Enormi lune sorgono e tramontano
ancora, ancora, ancora…
in ogni istante
della notte inquiete, in un mutare
incessante di luogo.

E così
spengono la luce delle stelle
col sospiro del loro volto pallido.

Poi viene mezzanotte sul quadrante lunare
ed una più sottile delle altre
(di una specie che dopo lunghe prove
fu giudicata la migliore)
scende giù,
sempre giù, ancora giù,
fin quando
il suo centro si posa sulla cima
di una montagna, come una corona,
mentre l’immensa superficie,
simile a un arazzo,
s’adagia sui castelli
e sui borghi (dovunque essi si trovino)
e si distende su strane foreste,
sulle ali dei fantasmi, sopra il mare,
sulle cose che dormono e un immenso
labirinto di luce le ricopre.

Allora si fa profonda – profonda! –
la passione del sonno in ogni cosa.

Al mattino, nell’ora del risveglio,
il velo della luna si distende
lungo i cieli in tempesta e,
come tutte le cose,
rassomiglia ad un giallo albatro.

Ma quella luna non è più la stessa:
più non sembra una tenda stravagante.

A poco a poco i suoi esili atomi
si disciolgono in pioggia: le farfalle
che dalla terra salgono a cercare
ansiose il cielo e subito discendono
(creature insoddisfatte!) ce ne portano
solo una goccia sulle ali tremanti.

Il 24 GIUGNO tra sacro e profano

Ieri, il 24 giugno, si è celebrata la festa di San Giovanni e la conclusione del solstizio d’estate, nel corso di una notte nota come la notte di San Giovanni, in cui in epoca precristiana si festeggiava questa data come l’inizio del periodo più luminoso e prospero dell’anno, dando luogo a rituali propiziatori e a cerimonie di ringraziamento.

Tradizionalmente il solstizio d’estate è il momento dell’anno maggiormente carico di magia, in cui leggenda, sortilegio e credo si mescolano per ridar vita a quella sacralità che, nelle tradizioni precristiane, infondeva forza e vigore a rituali tipici delle zone rurali, all’interno delle quali si mantengono vivi, a tutt’oggi, gli usi e i costumi propri della società pastorale e contadina.

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E in Italia i riti per il solstizio, che quest’anno essendo bisestile è caduto il 20 giugno, si celebrano per la notte di San Giovanni Battista, attraverso una sorta di parallelismo che si viene a creare tra il calendario cristiano e quello pagano. La festa di San Giovanni si consuma la notte tra il 23 e il 24 di giugno, quando il sole, superato il punto del solstizio, comincia a decrescere impercettibilmente sull’orizzonte, dando origine alla notte più breve dell’anno, LA NOTTE DI SAN GIOVANNI, in cui l’attesa del sorgere del sole è propiziata dai falò accesi sulle colline, poiché con il fuoco, ricavato dall’ardere della legna di quercia, si mettono in fuga le tenebre e con essa gli spiriti maligni, in un continuo susseguirsi di prodigi.

In questo momento dell’anno la terra si risveglia, la natura è al massimo del suo rigoglio: allo spuntar dei primi raggi del sole i fiori brillano bagnati di rugiada, come piccole fiaccole e un tempo, proprio al sorgere del sole, si sceglievano e si raccoglievano i mazzetti di fiori per essere benedetti in chiesa dal sacerdote. notte di

E allora si festeggia Litha, una festa pagana, in cui l’esplosione della vita si rinnova anche attraverso la danza, in quanto la danza è uno dei più antichi modi di celebrare e di fare rituali nel mondo. Ѐ la festa dell’abbondanza, della crescita interiore, è il momento di raccogliere ciò che abbiamo seminato nella nostra vita, non tanto a livello materiale, quanto sul piano spirituale.

Secondo la tradizione, è proprio durante la mezzanotte della vigilia di San Giovanni che si raccolgono le erbe ancora bagnate di rugiada, poiché posseggono virtù particolari che non avranno durante il resto dell’anno, come l’artemisia, l’iperico, il mirto, il sambuco, l’arnica, per poi legarle a mazzetti e farle seccare, quindi bruciarle negli incensieri, in modo che l’ambiente sia impregnato del loro profumo e delle loro vibrazioni positive. Si possono ardere incensi di lavanda, caprifoglio, limone e glicine. E ancora la verbena, la quale si crede protegga, chi la porta con sé, da qualunque male e da qui tutta una serie di leggende che si fondono alle tradizioni sacre e profane di un mondo magico, indissolubilmente legato alle culture dei luoghi, all’interno del quale si mantengono vive tutte quelle cerimonie, tramandate da una generazione all’altra, per celebrare la terra e quindi con essa il perpetuarsi della vita.

acquaLe usanze di questa notte vengono ricordate anche in letteratura da Verga, Petrarca, Cesare Pavese, nel suo La luna e i falò; e ancora Grazia Deledda e D’annunzio, ci offrono diversi resoconti, in particolare il Vate, ne La figlia di Iorio, vede Ornella rivolgersi ad Aligi e dire:

E domani è Santo Giovanni, fratel caro: è San Giovanni. Su la Plaia me ne vo’ gire per vedere il capo mozzo dentro il Sole all’apparire, per vedere nel piatto d’oro tutto il sangue ribollire.

Questo in riferimento all’antica abitudine delle ragazze abruzzesi di svegliarsi all’alba per guardare il sorgere del sole, ritenendo che si sarebbe sposata entro l’anno solo la prima che avesse visto nel sole il volto di San Giovanni, decapitato dopo la danza dei sette veli di Salomè.

 

 

 

 

CERCANDO VIRGINIA Elisabetta Bricca

“Non c’è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente.”

Elisabetta Bricca, autrice de Il rifugio delle ginestre (2017), torna in libreria con il suo nuovo romanzo Cercando Virginia, edito da Garzanti, coinvolgendo il lettore in una storia struggente, che vuol essere un omaggio a una delle più grandi scrittrici femministe della storia, la saggista britannica Virginia Woolf e alla bellezza della letteratura, intesa come elemento salvifico. Cer vir

La storia si svolge in Toscana, a Cortona, nei primi anni ‘70, periodo in cui le donne cominciano a lottare per riuscire a essere ciò che desiderano e dove la lettura è una di quelle pratiche viste come una forma di inutile divagazione, che induce a pensare, a essere mentalmente libere, mettendo a rischio i doveri di mogli e madri.

La protagonista, Emma, è una giovane donne le cui esperienze di vita tracciano un destino molto diverso da quello che il padre sembra aver voluto per lei, rinchiusa in un ruolo, che indossa come un vestito logoro, troppo stretto.

Dal fratello Settimio, Emma ha imparato ad amare la lettura, da lui ha saputo prendere esempio, ma entrambi sanno di doversi nascondere alla vista del padre, che li vuole sempre a lavoro.

Così, ogniqualvolta era sicuro che suo padre non fosse nei paraggi, chiudeva il libro dei conti e spariva nel fienile per dedicarsi ai suoi amatissimi scrittori russi.

Ed è la lettura che permette loro di guardare al mondo e alla vita con occhi diversi, al punto da essere considerato un atto rivoluzionario, che spianerà la strada a quella ribellione su cui Emma costruirà i propri sogni: leggere, studiare, conoscere.

Emma era acqua, bosco, era il vento d’inverno che faceva vibrare le chiome degli alberi e spazzava i campi. Era la tempesta improvvisa, in un giorno d’estate.

Sarà Settimio a offrire alla sorella una via di fuga, una possibilità di vita migliore, lontano da casa, in una esistenza del tutto nuova, nel momento in cui Franco, l’uomo con “gli occhi da lupo”, la trascinerà nella disperazione. Solo allora Emma deciderà di accettare un posto come cameriera, presso la ricca signora Dalloway.

Una donna poteva e doveva avere tutto ciò cui aspirava, sosteneva la Woolf, e a Emma appariva una rivelazione.

Dal loro primo incontro, la signora Dalloway intravede nella giovane donna molte delle caratteristiche proprie, riconosciute nella negazione di quella libertà tanto anelata e nel sentirsi frenata nell’assecondare sogni e aspirazioni. Per tale ragione, Emma troverà nella signora Dalloway una guida e un’amica fidata, venendo così introdotta in uno spaccato di vita in cui Virginia Woolf è la protagonista delle ore di lettura condivisa, a cui si dedicheranno una volta a settimana.

Attraverso i saggi della Woolf, Una stanza tutta per sé, Le tre ghinee e Diario di una scrittrice, Emma riuscirà a cambiare se stessa, attingendo da quella forza tutta femminile, che la spingerà a non arrendersi, difendendo i propri diritti e scegliendo la strada da seguire.

“Lei è donna come me e la sua, la nostra forza ci appartiene da quanto è antico il mondo. Leggete se potete. Imparate. Confrontatevi. Combattete l’ignoranza.”

Con Cercando Virginia, Elisabetta Bricca sottolinea l’ammirazione per una scrittrice complessa, fortemente femminista e progressista qual è Virginia Woolf, permettendole al contempo di condurre un’indagine su quella che fu, e ancora è, la condizione femminile, un’indagine che ripercorre i tre saggi fondamentali per la comprensione della sua autrice.

La scrittura di Elisabetta Bricca è seducente, sempre coinvolgente; la struttura tecnica esprime una maturità narrativa, sostenuta da una consapevolezza che fa vibrare la parola, attraverso le corde della sua poeticità. Le parole utilizzate dall’autrice costruiscono un mondo che, se pur apparentemente distante dall’attuale condizione della donna, riescono a rievocare una società fortemente patriarcale, in cui il ruolo femminile viene relegato in quell’ambito angusto, che ha sempre cercato di deprivare la donna di dignità e diritti.

Avvertì la tensione abbandonare il suo corpo, era sempre questo l’effetto che le parole le facevano. Erano la sua ancora di salvezza, il suo rifugio. Le davano la forza di sperare, di reagire anche quando tutto intorno a lei parlava di rassegnazione.

I personaggi intorno a cui ruota la vicenda, così come i personaggi chiave, che s’incontrano nel corso della narrazione, sono tutti ben articolati nel raccontare una storia di crescita, rivalsa e riscatto, con il superamento di tutti quei nodi, più o meno dolorosi, che il racconto mostra al lettore con immagini vivide e descrizioni minuziose.

Le citazioni ad apertura di ogni capitolo, estrapolate dai saggi di Virginia Woolf, offrono spunti di riflessione, riagganciandosi a quelli che sono stati i temi cari all’autrice che, oltre alla questione femminile, affrontò le problematiche legate ai diritti delle donne, l’importanza della loro indipendenza economica, l’opportunità di un’istruzione adeguata e la libertà di poter sempre seguire le proprie aspirazioni.

Elisabetta Bricca consegna ai lettori un romanzo di formazione, un libro di grande respiro, che ripercorrendo i passi della grande Virginia Woolf, spinge tutte le donne a una presa di coscienza e a una nuova consapevolezza, al di là di un’esistenza convenzionale, per vedere riconosciuti i propri diritti, ridefinito il proprio ruolo e per essere libere di esprimersi per ciò che si è e non perciò che le sovrastrutture sociali, di ordine patriarcale, cercano ancora oggi d’imporre.

Ma Cercando Virginia è anche una storia di coraggio, che sottolinea il valore dell’amicizia, ponendo l’accento sulla complicità femminile, in una continuità storica, che si riallaccia a quel lungo cammino intrapreso sino ad oggi, per una comprensione più profonda dell’universo femminile.

Non esisteva più la morte ora, ma solo la memoria indelebile di quello che era stato e che mai sarebbe stato dimenticato. Esisteva il ricordo di ciò che Elizabeth aveva lasciato, la sua forza, il suo amore, la sua libertà. L’eredità di cui ognuno avrebbe fatto tesoro.

 

QUARTA DI COPERTINA

Cortona, 1976. La luce è flebile, ma a Emma, rannicchiata nel fienile, basta per immergersi nelle pagine dei libri che è costretta a leggere di nascosto. Lontano dagli occhi del padre che la vorrebbe impegnata nelle faccende domestiche. Finora è riuscita a proteggere il suo segreto. Ma quando si rende conto di non poter più continuare, preferisce andarsene e accettare un posto da cameriera offertole da una ricca aristocratica di origini inglesi che si fa chiamare “signora Dalloway”. Per Emma quel lavoro rappresenta l’occasione unica di conquistare l’indipendenza. Ciò che non si aspetta è di trovare nella signora Dalloway un mentore, oltre che un’amica fidata. Fin dai primi giorni di servizio, la donna si accorge della curiosità che accende l’animo di Emma. È per questo che pensa di proporle delle ore di lettura condivisa alla scoperta di una delle prime scrittrici femministe della storia: Virginia Woolf. Così, sfogliando Una stanza tutta per sé, Le tre ghinee, Diario di una scrittrice, Emma si nutre delle parole illuminate di Virginia e inizia a coltivare il sogno di una vita, in cui è lei a scegliere il proprio destino. Ma per realizzarlo deve prima combattere contro chi tenta in ogni modo di ostacolarla e tenerla lontano dai libri. Solo così potrà davvero trovare la sua personale Virginia e, in lei, la voce per esprimere ciò che sente dentro.

Chi è ELISABETTA BRICCA

Elisabetta Bricca, nata e cresciuta ner core di Roma, è laureata in Sociologia, comunicazione e mass media, e lavora come copywriter, autrice e traduttrice. Vive con il marito e le due figlie al <<Rifugio del daino>>, un antico casolare umbro circondato da ulivi e boschi, che domina il lago Trasimeno. Ѐ appassionata di arte, cucina, vino e natura. Con Garzanti ha pubblicato anche Il rifugio delle ginestre (2017).

DETTAGLI

Autore: Elisabetta Bricca

Titolo: Cercando Virginia

Editore: Garzanti

Collana: Narratori moderni

Pagine: 350

Prezzo: € 17,00

Formato: Rilegato

EAN: 9788811675532

BUNGALOW Åke Edwardson

Salì a passi lenti la scala vecchia di un secolo e mezzo che portava al piano superiore dell’House Memories. Sembrava che gli odori del passato non fossero mai svaniti, i ricordi sopravvivevano nel fetore di umido e caldo e morte.

BungalowÅke Edwardson, uno dei più noti e apprezzati scrittori svedesi del nostro tempo, con il suo venticinquesimo libro Bungalow, edito da Baldini+Castoldi nella traduzione di Stefania Forlani e Giulia Pillon, ci offre una lettura intima, toccante, profonda, trascinando il lettore in una spirale di intrighi da capogiro. Un thriller che tiene inchiodati alle sue 634 pagine con crudo e a volte brutale realismo.

Il protagonista, Kalle Edwards, intraprende un viaggio “nel cuore dell’oscurità”, alla ricerca della figlia Jenny, nel momento in cui le sue tracce si perdono definitivamente a Bangkok, trasformando l’intero percorso in una indagine dolorosa su se stesso, per perdonare e perdonarsi, in un viaggio intervallato da scene inerenti l’infanzia di Kalle, nello Småland degli anni Sessanta, in una continua alternanza di presente e passato.

Abbassò il finestrino della vecchia Toyota e sul viso sentì il vento verde e gli odori di umidità, benzina, cemento, muffa, olio di cocco, sole dimenticato. Il profumo di Bangkok.

Kalle, da giovane, fuggì dalla famiglia disfunzionale a cui apparteneva e dalla Svezia, con i suoi rigidi inverni, che sembravano ingabbiare l’anima, fino alle sue più oscure profondità, per scoprire un Sudest asiatico, dal caldo torrido, disseminato di bungalow, che lo spinse ad attraversare la Thailandia e la Malesia, con la sua Kuala Lumpur, “un mondo senza treni che viaggiano nel cielo. Senza tanti palazzi che lo grattavano”. E poi l’Indonesia, fino alla Birmania e il Laos.

Fuggire per riapparire, una costante nell’infanzia di Kalle imposta dal padre, sempre ubriaco, che li ha spesso abbandonati anche nei luoghi più impensati, come su di un ponte nel bel mezzo del traffico, per far ritorno dopo qualche tempo, rendendo quegli inverni ancora più duri e ancora più rigidi. Un difetto che il protagonista farà suo in età adulta.

Malgrado tutto, Kalle è riuscito a diventare uno scrittore affermato, pur avendo ereditato il gene malato del padre, che lo ha reso proprio come lui, un alcolista e che lo porta a ricalcarne il comportamento in ambito familiare, mettendo a nudo una natura irrequieta e malinconica, che lo spinge sempre lontano da casa, seguendo un destino che finirà per inghiottirlo.

Un aeroplano era passato nel buio, volando dritto nel futuro. Viviamo tutti nel futuro. Aveva visto le luci del futuro lasciate dall’aereo lassù. Ogni passo che facciamo è un passo nel futuro. L’aereo viaggia a mille chilometri all’ora nel futuro, girando intorno alla terra. Il futuro è eterno in una maniera diversa rispetto al passato. Il presente non esiste, non è mai esistito. Quando siamo vissuti nel presente? Era prima o dopo?

Anche nella relazione con la moglie, Maria, sembra ripercorrere le orme dei suoi genitori, tra continui litigi dovuti alla sua condizione di alcolizzato, che lo inducono spesso ad allontanarsi dalla Svezia, trascinando con sé i tormenti dell’anima nella convinzione che “bisogna meritarsi il proprio presente.”

Con Maria hanno una figlia, Jenny, che Kalle adora, ma che spesso abbandona a se stessa, facendole rivivere i lunghi inverni che lui stesso aveva vissuto con il padre. Ma Jenny è cosciente del fatto che tra lei e Kalle c’è sempre una bottiglia di troppo, una menzogna, un abbandono e la distruzione di quell’unità familiare, tanto desiderata, dovuta a tutti gli errori che Kalle non è riuscito a evitare.

In questa continua fuga, a conclusione della quale vi è sempre un ritorno, Jenny decide di intraprendere lo stesso viaggio che condusse il padre in Asia, più di quarant’anni prima, per visitare gli stessi luoghi…

Fino a quando Jenny scompare, dopo aver inviato un ultimo messaggio da Bangkok.

Estrasse il cellulare dal taschino e cercò la foto di Jenny. Sorrideva, ma non troppo. Era già dall’altra parte del mondo in quella foto. Lui avrebbe ritrovato il resto di quel sorriso e l’avrebbe ricomposto.

Così, Kalle ripartirà ancora volta per la Thailandia, alla ricerca della figlia, riattraversando paesi, città e luoghi già visitati in passato, in un alternarsi di flashback, che lo costringeranno a fare i conti con le inquietudini esistenziali di tutta una vita.

Bungalow è un thriller complesso, avvincente, un lavoro ben articolato, che ha impegnato Åke Edwarson per sei anni, un romanzo fortemente emotivo sulle scelte di vita, la riconciliazione e le lunghe ombre del passato. Una storia quindi che spinge ad avere coraggio, dando voce a quella speranza, di cui spesso la vita si avvale, che induce a non arrendersi e a ricominciare.

Lui le chiese se aveva paura ma lei rispose che non aveva mai paura. Non aveva mai avuto paura. Ѐ pericoloso non avere paura, diceva lui. Ѐ la cosa più pericolosa al mondo. Dobbiamo sempre avere paura perché è l’unica cosa che ci può salvare.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Da giovane, Kalle Edwards ha viaggiato nel Sudest asiatico e quei viaggi hanno plasmato la sua vita futura. Più di quarant’anni dopo, sua figlia Jenny parte sulle orme del padre.

Ma Jenny scompare. L’ultimo suo segno di vita è un messaggio da Bangkok. Nessuno sa dove sia, o se sia sparita di sua volontà. Kalle decide di andare in Thailandia a cercarla.

Nella sua ricerca, torna nei posti che ha visitato molto tempo prima. Il giovane e l’uomo di mezza età si ritrovano nella stessa vita. E il viaggio va ancora più indietro, fino ai ricordi della sua infanzia negli anni Sessanta, nello Småland, alla sua vita di bambino in una famiglia complicata, alla partenza dal piccolo paese e ai tentativi di diventare adulto. Di diventare padre. Un romanzo che si legge come un thriller, ma anche un racconto sulle scelte di vita, le lunghe ombre del passato e la riconciliazione.

 

Chi è ÅKE EDWARDSON

Åke Edwardson è considerato uno tra i principali scrittori di gialli e thriller della Svezia. Oltre alla fortunata serie che ha venduto più di 5 milioni di copie  con protagonista il commissario Erik Winter, ha scritto romanzi vincitori di premi, raccolte di racconti e libri per ragazzi.

Bungalow è il suo venticinquesimo libro, e il suo sforzo maggiore, su cui ha lavorato per sei anni. Un romanzo fortemente emotivo, che riunisce dei temi della sua prosa: la città e la campagna.

Quando non scrive, Åke Edwardson va in moto e cucina, non contemporaneamente, però!

 

DETTAGLI

Autore: Åke Edwardson

Titolo: Bungalow

Editore: Baldini+Castoldi

Traduttori: Stefania Forlani e Giulia Pillon

Collana: Romanzi e racconti

Genere: Thriller

Data uscita: 20 febbraio 2020

Formato: brossura

Pagine: 634

Prezzo: € 22,00

EAN: 9788893882637

 

TIMES UNCERTAIN, un nuovo carattere per i tempi incerti

I caratteri tipografici esercitano una profonda influenza sul modo in cui accettiamo le informazioni acquisite e se qualche anno fa lo studio Commercial Type aveva realizzato un nuovo font per Repubblica, noto come Eugenio Serif Poster, per sottolineare un cambiamento che guarda alle origini, una novità giunge da Third Street, un’agenzia di Chicago operante nel settore del brand building, che ha ideato un font a riflesso di questo periodo incerto, contraddistinto da distanziamento sociale e angoscia.

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E mentre vari slogan pongono l’accento sul distanziamento, Third Street ha scelto un carattere tipografico adatto al clima attuale, soprannominandolo Times Uncertain.

Si tratta di una versione rielaborata in chiave angosciosa del noto font Times New Roman, ideato da Victor Lardent, che vedete utilizzato anche per Into The Read, ma nell’adattamento del Times Uncertain i caratteri sono stati resi irregolari, applicando una maggiore crenatura tra le lettere per simulare il distanziamento sociale, imposto a tutti in questo periodo di pandemia. times-uncertain 3

Inoltre, la punteggiatura disponibile è limitata al punto esclamativo e interrogativo, a espressione di emozioni estreme e sensibilità accresciuta, dovuti all’irrazionalità del momento e alla conseguenziale perdita di punti di riferimento.

Anche la dimensione del carattere varia, in un’alternanza di coerenza e incoerenza, in base al modo in cui rimoduliamo il nostro umore dopo aver letto le notizie.

Se vi ho incuriosito, potete visionare il carattere Times Uncertain al seguente link https://www.takethirdstreet.com/times-uncertain dove potrete anche scaricarlo gratuitamente, in tutta tranquillità, dato che David Jones, cofondatore di Third Street e ideatore del nuovo carattere, assicura che “il download del font Times Uncertain non ha virus, o almeno ancora non ne mostra i sintomi.”

 


 

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CLASSIFICA AMAZON.IT dei libri più letti e ascoltati durante il confinamento

Il lockdown ha riacceso l’interesse per la lettura, grazie anche all’utilizzo di strumenti digitali, mostrando chiaramente un’evoluzione nella scelta dei generi.

Lente d’ingrandimento a tal riguardo è stato Amazon, il colosso di Jeff Bezos, che ha fornito dati interessanti, acquisiti dall’utilizzo del suo assistente vocale, Alexa, che ha permesso di stilare una classifica degli autori più nominati, almeno in riferimento a coloro che posseggono il dispositivo in casa.

Vediamo quindi come si sono orientati i lettori, durante la quarantena, quali sono state le scelte operate, i libri “letti” ascoltando un audiolibro e i titoli in eBook più richiesti. Le classifiche riportate si riferiscono ai consumi digitali dei clienti Amazon.it nel periodo marzo/aprile 2020, mettendo in luce le variazioni rispetto alle scelte avvenute nel corso del 2019.

Se durante il 2019 il primo posto sul podio è appartenuto a Dante Alighieri, in base alle richieste rivolte ad Amazon Alexa, adesso alla stessa posizione troviamo Charles Perrault, con la fiaba di Cappuccetto Rosso, scelta ovvia se consideriamo la necessità di intrattenere i bambini durante il confinamento.

Al secondo posto Alessandro Manzoni rappresenta un percorso obbligato per tutti gli studenti che si apprestano a preparare l’esame di maturità, seguito da Giovanni Boccaccio, che si conquista una terza posizione, favorito probabilmente dalla tematica del Decameron, in un periodo in cui pandemia e quarantena sono di ordine globale. Dante si conquista il suo quarto posto della Top 10.

Inoltre, nella Top 10 degli ultimi due mesi troviamo Antoine de Saint-Exupéry, i Fratelli Grimm, Gabriel García Márquez, Edmondo De Amicis, Giovanni Verga e Italo Svevo.

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Invece, per quanto riguarda gli audiolibri, Alexa offre un’ampia varietà di scelta, facendo di Audible un’applicazione in costante crescita; tra i titoli più richiesti durante gli ultimi due mesi nel nostro paese troviamo La misura del tempo, di Gianrico Carofiglio, seguito da I leoni di Sicilia di Stefania Auci, che continua a occupare un secondo posto già conquistato nel 2019, mentre Donato Carrisi si conquista la terza posizione con La casa delle voci.

Ѐ anche interessante sapere che tra gli audiolibri più ascoltati di sempre, troviamo al primo posto la saga completa di J.K. Rowling, Harry Potter, seguito da I pilastri della terra di Ken Follet, con un terzo posto occupato da L’amica geniale di Elena Ferrante.

Per quanto riguarda invece la lettura in formato digitale La ragazza della neve di Pam Jenoff è stato l’eBook più letto dai clienti Amazon.it durante il lockdown, un romanzo del 2017 che racconta la storia della giovane Noa, cacciata dai genitori quando scoprono che è rimasta incinta dopo una notte passata con un soldato nazista.

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Il secondo posto è occupato da Stai calmo e usa le parole giuste nel giusto ordine di Paolo Borzacchiello, il medico delle parole, esperto di intelligenza linguistica applicata al business; una lettura che probabilmente sottolinea il bisogno degli italiani di migliorare se stessi, soprattutto nelle relazioni con gli altri, in questo particolare periodo. Al terzo posto troviamo quello che ormai possiamo considerare un classico per ragazzi, Harry Potter e il calice di fuoco.

E anche se in questo periodo di confinamento i device si sono dimostrati utili strumenti, in Italia il 78% dei genitori legge libri ai propri figli, a differenza del 26% dei genitori inglesi che preferisce affidare ai dispositivi tecnologici, come Amazon Alexa, la lettura delle fiabe della buonanotte.

La percentuale più significativa resta sempre quella dei libri cartacei, al 60%, ma per quanto riguarda l’uso delle nuove tecnologie, dedicate alla lettura in digitale, il rapporto AIE del 2019 ha dimostrato che l’uso di e-book è al 24%, di Audiolibri al 7%, mentre lo smartphone è il device più utilizzato per accedere ai contenuti editoriali.

SFILATA DI MODA A PECHINO NEL BOOKSTORE PAGE ONE… al tempo del Covid-19

La vita al tempo del Coronavirus richiede adattamento, reclamando a gran voce una rapida ripresa, esempio in tal senso è stata la China Fashion Week, che pochi giorni fa ha visto organizzare una sfilata all’interno di una libreria di Pechino. Le modelle hanno percorso il bookstore tra i libri, indossando abiti firmati, ma senza la presenza del pubblico.

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La sfilata si è svolta nel bookstore Page One (https://www.facebook.com/pageonebeijing/) di Pechino, il 5 maggio scorso, in diretta streaming.

Page One è una libreria contemporanea, con interni minimalisti, che incorpora in modo univoco l’arte del sud-est asiatico, con le sue stoffe tipiche e un arredamento che cambia ogni stagione, dove annualmente vengono organizzati molti eventi speciali.

Page one

Fondata nel 1983 da Mark Tan, a Singapore, Page One 书店 è una catena con diverse sedi in Asia, tra cui Cina, Hong Kong, Taipei, Bangkok. Specializzata in libri di lingua inglese, recentemente ha ampliato la sua offerta con libri in lingua cinese. Nato come negozio di abbigliamento per la vendita al dettaglio, Page One con il passare del tempo si è trasformato, dedicandosi al campo dell’editoria e della distribuzione di libri. Nell’editoria accresce la propria forza con l’acquisizione di diritti e la pubblicazione di titoli originali, con particolare attenzione all’arte e al design. Page One Publishing ha anche portato i suoi titoli in Occidente, vendendone i diritti, titoli che sono stati tradotti in undici lingue diverse, mentre come distributore ha creato una solida rete in Asia e nel resto del mondo.

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Il 5 maggio scorso, la sede di Pechino ha quindi ospitato le creazioni di Dejin e Link Unique, per le collezioni 2020/2021.

Il bookstore di Pechino ha il vantaggio di essere aperto 24 ore al giorno e anche se la Cina è stata la prima a dichiarare il lockdown obbligatorio, adesso la vita reclama una ripresa, soprattutto economica, a cui non ci si può più sottrarre.

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PAGE ONE 书店

19 Sanlitun Rd, Sanlitun, Chaoyang, Beijing, Cina

Telefono: +86 10 6417 6626

GLI AUTUNNALI Luca Ricci

Ricordarsi che il processo è essenzialmente studio dell’uomo; non dimenticarsi mai che tutte le nostre simmetrie sistematiche, tutte le nostre elegantiae juris, diventano schemi illusori se non ci avvediamo che al di sotto di essi di vero e di vivo non ci sono che gli uomini, colle loro luci e loro ombre, con le loro virtù e le loro aberrazioni.

IMG_20200530_162142.pngCosa accade quando, scavalcando la soglia del razionale, permettiamo al passato di confondersi con il presente, mescolando illusioni e sentimenti?

Il protagonista de Gli autunnali di Luca Ricci è un uomo senza nome, immerso in un matrimonio claustrofobico e noioso: “Non c’era scampo, non c’era salvezza” si sentiva come se vivesse “in scatole contenute in altre scatole, come in un quadro di Escher, come in una matrioska infinita…”.

Sino a quando, in una Roma d’inizio autunno, il protagonista, sfogliando un libro usato trovato in un mercatino rionale, rimane folgorato da una stampa di Jeanne Hébuterne, compagna dell’artista Amedeo Modigliani. Ed è così che Jeanne diviene l’unico elemento in grado di destabilizzare la crescente monotonia, per risolversi in un’ossessione.

L’amore folle, in cui si perde il protagonista, trova la sua ragion d’essere nel momento in cui la moglie Sandra non decide d’invitare a cena la cugina Gemma, che sembra somigliare in modo straordinario a Jeanne, in un autunno “in cui ognuno poteva essere come gli pareva, assumere la forma che preferiva.” L’irrazionale sovverte ogni logica, spingendolo a credere che Jeanne ricambi i suoi sentimenti attraverso Gemma, sua incarnazione vivente. Non gli rimane altro da fare che pianificare l’adulterio. Perché “Jeanne era la misura di tutte le cose, era il pensiero che conteneva tutti gli altri…”

Gli autunnali, edito da La nave di Teseo, è disponibile in tutte le librerie dal 22 febbraio 2018, un romanzo intenso e tormentato, candidato al Premio Strega 2018, che ha preso spunto da altri racconti di Luca Ricci, come lui stesso sottolinea nella nota conclusiva al romanzo.

Con Gli autunnali l’autore offre al lettore un’accurata indagine psicologica di ciò che rimane di un matrimonio, consumato nell’assoluta indifferenza, nel momento in cui ci si lascia coinvolgere da un amore portato alle estreme conseguenze. Dietro ogni parola del protagonista si celano i segreti del suo inconscio e di quella continua lotta contro i desideri a lungo repressi, che nella prostituta Kainene trovano un loro brutale sfogo.

Avevo sfogato un istinto, soddisfatto un bisogno, per darmi ancora di più a Gemma. Più precisamente quel vicolo aveva ristabilito un equilibrio nella mia vita, perfino un’armonia.  

Amedeo Modigliani è stato un pittore e uno scultore espressionista, ma l’intera struttura narrativa del romanzo sembra richiamare alcuni aspetti di questa corrente artistica e letteraria dei primi del Novecento e che ne Gli autunnali trova la sua massima espressione nell’esasperazione del lato emotivo della realtà a sacrificio di quello immediatamente percettibile.

Una Roma autunnale, decadente, diviene lo sfondo su cui costruire il rapporto uomo–natura, in una trasposizione per cui l’autunno è la stagione dei temperamenti inquieti, “una primavera tetra, una lunga agonia delle cose, compresi noi, l’esercitazione annuale (la prova generale?) in vista del trapasso.”

Se l’autunno era il culto, il parco era il tempio, la panchina l’altare, il cappotto la tonaca, le foglie l’incenso, il bacio l’ostia e Jeanne la sacerdotessa.

E dato che l’espressionismo ha un carattere metropolitano, si sofferma sull’aspetto estetico della metropoli, spazio in cui l’uomo moderno subisce il massimo dello stress causato dalle veloci trasformazioni sociali, Roma diviene lo spazio entro cui il protagonista si dilunga in passeggiate con l’amico Gittani, una Roma velata dai ricordi del passato e sempre in continuo mutamento.

Il chiostro Bramante era stato la fine di una storia d’amore; piazza Farnese un campo di calcio coi giacchetti al posto dei pali; il Pantheon il furto del portafoglio (con dentro la patente presa da un mese); la fontana dei Quattro Fiumi una cazzottata per futili motivi.

Anche il linguaggio del protagonista serve a mettere in risalto la sua distorta realtà emotiva, dentro cui trovano un apparente rifugio sentimenti e frustrazioni, a espressione di quell’istintivo moto di ribellione, che porrà fine al racconto con il sopraggiungere dell’inverno, a dissipazione del suo mondo.

L’amore non c’è, non esiste. Ci s’incapriccia di perfetti sconosciuti e si combinano un sacco di cazzate, perché fare cazzate ci mantiene allegri, ci fa sentire vivi. Sempre ci s’innamora e mai si ama.

L’amore con Luca Ricci si fa totalizzante, ossessivo e in quanto tale irrazionale, Gli autunnali è quindi la storia di un amour fou, un amore folle, scritta con maestria, che tiene con il fiato sospeso fino alle ultime pagine, a conclusione delle quali anche il lettore sarà consumato da quell’unico dubbio, che solo una logica distorta riesce a insinuare.

“E allora che c’è?”

“Non c’è niente”, dissi. “Sono un uomo autunnale.”

“Questa è bella! Potrebbe essere il titolo di un romanzo: Gli autunnali.”

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Un uomo, al rientro dalle vacanze d’agosto, è prigioniero del suo stanco rapporto matrimoniale. La moglie Sandra è ancora bella, ma lui non riesce più a provare desiderio per lei. Durante una passeggiata solitaria in un mercatino di Roma, l’uomo viene attratto da un vecchio volume sugli artisti di Montmartre, e rimane stregato dall’immagine di Jeanne Hébuterne, la compagna di Amedeo Modigliani. Scocca un particolare colpo di fulmine e Jeanne diventa per il narratore un’ossessione. L’uomo strappa la foto, la piega con cura e inizia a portarla sempre con sé, nella propria tasca. Tutto sembra avvenire soltanto nella sua mente, almeno fin quando sua moglie Sandra non invita a cena una vecchia cugina, Gemma, che all’uomo appare identica in tutto e per tutto a Jeanne. E l’ossessione inizia a riversarsi nella realtà, fatalmente, mentre l’autunno romano avvolge le cose nella sua luce struggente e diafana. Luca Ricci, dopo aver incantato critica e lettori con i suoi racconti, esordisce nel romanzo con un sillabario contemporaneo del sentimento amoroso e delle manie di oggi, un ritratto spietato degli uomini e delle loro passioni.

 

Chi è LUCA RICCI

Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, Premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018, in corso di traduzione nei principali paesi europei), Trascurate Milano (2018) e Gli estivi (2020). Insegna scrittura per Scuola Holden, Belleville, Scuola del Libro e Scuola Fenysia.

 

DETTAGLI

Autore: Luca Ricci

Editore: La nave di Teseo

Titolo: Gli autunnali

Collana: Oceani

Data uscita: 22 Febbraio 2018

Formato: rilegato

Pagine: 224

Prezzo: € 12,00

EAN: 9788893444835

 

8 libri per bambini – LA GIORNATA DELLA TERRA

Devo lasciare un biglietto a mio nipote: la richiesta di perdono per non avergli lasciato un mondo migliore di quello che è.

– Andrea Zanzotto –

 

Sensibilizzare le future generazioni al rispetto e alla tutela ambientale è fondamentale, per evitare che possano commettere i nostri stessi errori! Allora, in occasione della Giornata della Terra, ecco 8 libri da comprare ai piccoli lettori, per educarli da subito al rispetto dell’ambiente.

 

 

LE VOCI DEL BOSCO

“Mauro Corona ci prende per mano e ci accompagna in una passeggiata attraverso i suoi boschi. Dalle pagine di questo piccolo libro, e dai disegni dell’autore che le arricchiscono, impareremo così che ogni albero, come noi, ha una struttura fisica, un carattere, una spiccata inclinazione. Accadrà che ci riconosceremo nell’elegante betulla, nel generoso cirmolo o nella tenacia dolente dell’ulivo nodoso. E ci capiterà anche di scoprire che ogni legno ha una sua “vocazione”, che ogni essenza da il meglio di sé solo in alcune circostanze e per alcuni usi particolari. L’acero, per esempio, che può essere tagliato solo in una certa direzione “perché è un legno bello, elegante, ma di facciata”; oppure il maggiociondolo, utilizzato da secoli per le spine delle botti e i pali delle vigne perché l’alcol, a differenza di ciò che fa con gli uomini, non riesce a distruggerlo. Se, silenziosamente attratti dalla profonda umanità della natura, lasciamo le nostre città, facciamo silenzio, e sotto la guida di Mauro Corona ci addentriamo nel bosco, queste e molte altre saranno le sorprese che incontreremo…” Mauro Corona, Le voci del bosco, Mondadori.

 

 

 

LA STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNÒ A VOLARE

I gabbiani sorvolano la foce dell’Elba, nel mare del Nord. “Banco di aringhe a sinistra” stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa. Ma quando riemerge, il mare è una distesa di petrolio. A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, ma poi stremata precipita su un balcone di Amburgo. C’è un micio nero di nome Zorba su quel balcone, un grosso gatto cui la gabbiana morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto dal gatto solenni promesse: che lo coverà amorevolmente, che non si mangerà il piccolo e che, soprattutto, gli insegnerà a volare. E se per mantenere le prime due promesse sarà sufficiente l’amore materno di Zorba, per la terza ci vorrà una grande idea e l’aiuto di tutti. Luis Sepùlveda La storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Salani Editore.

 

 

 

STORIA DELL’IMMONDIZIA

Un simpatico personaggio guida e il suo cane mascotte accompagnano il lettore in un percorso dalla Preistoria ai giorni nostri per analizzare lo scottante tema della sovrapproduzione e dello smaltimento dei rifiuti. Dalla discarica di Atene alla Cloaca Maxima di Roma, passando attraverso il tanfo e i bacilli pestilenziali del Medioevo, per finire con lo smog della prima rivoluzione industriale e le montagne di rifiuti non biodegradabili dell’età contemporanea, si scopre che la gestione dell’immondizia è un problema vecchio quanto il mondo e che ogni civiltà si è impegnata ad affrontarlo e risolverlo inventando soluzioni ingegnose. Il linguaggio umoristico e i divertenti fumetti che intervallano il testo agevolano la lettura e rendono questo libro adatto a un pubblico vasto e differenziato. Mirco Maselli, Storia dell’immondizia, edito da Giunti.

 

 

 

C’ERA UN’ALTRA VOLTA. La seconda vita dei rifiuti

I protagonisti di “Storia dell’immondizia” continuano il loro viaggio nello scottante tema della sovrapproduzione e dello smaltimento dei rifiuti. Dopo aver scorrazzato tra i problemi e le ingegnose soluzioni delle civiltà del passato, l’econauta e il suo fido segugio si addentrano nelle montagne di rifiuti non biodegradabili dell’età contemporanea e analizzano i vari metodi di riduzione, recupero, riciclaggio e riutilizzo. Biodegradabilità, isole ecologiche, impianti di selezione, termovalorizzatori e discariche non avranno più segreti! Annalisa Ferrari e Mirco Maselli, C’era un’altra volta. La seconda vita dei rifiuti, Editoriale Scienza.

 

 

 

POSSIAMO SALVARE IL MONDO PRIMA DI CENA

“Nessuno se non noi distruggerà la terra e nessuno se non noi la salverà… Noi siamo il diluvio, noi siamo l’arca.”. Il tema dell’emergenza climatica affrontato in un libro che ha l’urgenza di un pamphlet e il fascino di un romanzo. Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l’umanità andrà incontro al rischio dell’estinzione di massa. Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire. Il problema è che l’emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare e, soprattutto, non è una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da indurci a cambiare la nostra vita. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati: la stessa reazione che suscitò Jan Karsky, il «testimone inascoltato», quando cercò di svelare l’orrore dell’Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, veniva chiesto ai cittadini di contribuire allo sforzo bellico: ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio, quando in gioco c’è la nostra sopravvivenza, o la sopravvivenza dei nostri figli? E quali sono le rinunce necessarie, adesso, per salvare un mondo ormai trasformato in una immensa fattoria a cielo aperto? Nel suo nuovo libro, Jonathan Safran Foer mette in campo tutte le sue risorse di scrittore per raccontare, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere », mescolando in modo originalissimo storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati. Jonathan Safran Foer, Possiamo salvare il mondo prima di cena, edito da Guanda.

 

 

 

STORIE PER RAGAZZE E RAGAZZI CHE VOGLIONO SALVARE IL MONDO

Le star hollywoodiane Emma Watson e Leonardo DiCaprio, il Premio Nobel Wangari Maathai, il pluripremiato fotografo Sabastião Salgado e la determinata attivista svedese Greta Thunberg potranno sembrarti persone molto diverse fra loro. Eppure hanno qualcosa in comune. Hanno capito che salvare il mondo si può, giorno dopo giorno. Sin da piccoli. Le loro passioni li hanno portati a vivere esperienze incredibili e a diventare donne e uomini straordinari con una missione urgentissima: lottare per la salvaguardia dell’ambiente. Ognuno si è impegnato a modo proprio, ma tutti si sono schierati in prima linea, con iniziative concrete che hanno fatto e faranno la differenza. Diciassette eroi descritti in sedici ritratti; sedici storie esemplari magnificamente illustrate e un unico messaggio di vitale importanza: non si è mai troppo piccoli per difendere il mondo.

Con le storie di: Vandana Shiva · Leonardo DiCaprio · Dian Fossey · Al Gore Emma Watson · Tiziano Guardini · Wangari Maathai Rigoberta Menchu Tum · Pierre Rabhi · Jadav Payeng Greta Thunberg · Sebastião Salgado · Björk · Jun Ma Yvon Chouinard · Bob Brown & Nicole Anderson. Carola Benedetto Luciana Ciliento, Storie per ragazze e ragazzi che vogliono salvare il mondo, De Agostini.

 

 

 

50 COSE DA FARE PER SALVARE LA TERRA

Siamo tutti bravi a parlare di ecologia; sappiamo tutti quanto è importante un corretto rapporto con l’ambiente. Gli insegnanti lo spiegano a scuola, i genitori fanno raccomandazioni. Finora i piccoli hanno imparato che il rispetto per l’ambiente consiste in una serie di divieti. Usando questo libro scopriranno che possono fare tante cose, e che salvare la Terra è anche divertente. The Earthworks Group 50 cose da fare per salvare la terra, Salani Editore.

 

 

 

IL PIANETA LO SALVO IO! IN 101 MOSSE

Questo ingegnoso “manuale” indirizzato ai ragazzi suggerisce divertendo i modi possibili per contribuire concretamente alla salvaguardia del pianeta per sé e per le generazioni future. Alla luce dello slogan “La generazione dei tuoi genitori ha messo a rischio il pianeta, ora tocca a te salvarlo” un grande tema d’attualità si traduce in 101 proposte concrete che vanno da come rendere più “verde” la propria abitazione a come fare la spesa, dalla regola delle 4 R – Ridurre, Riutilizzare, Riparare, Riciclare – a come limitare l’inquinamento ambientale nei corsi d’acqua. Il testo è accompagnato da buffi disegni, il tono è leggero ma gli argomenti sono assolutamente seri: il giovane “ecologista” potrà così promuovere piccoli ma importanti cambiamenti a casa e a scuola, e contribuire a sensibilizzare gli adulti. Jacquie Wines, Il pianeta lo salvo io! in 101 mosse, EDT- Giralangolo.