PENSIERI NOTTURNI Marlene Dietrich

Pensieri notturniUna mattina di dicembre del 2005 mi venne recapitato per posta un plico, al cui interno vi era un libro con questa dedica:

Tra illusioni e disillusioni, molto spesso è difficile tenere le redini del proprio equilibrio. E quando si crede che il bello stia per accadere, invece non accade.Come fare allora? Bisogna credere che esiste il contrario delle cose, comunque quando il bello succede inatteso. Basta un po’ d’abitudine. Tutto qui…

Con amore, tuo fratello Salvo.

Berlino, dicembre 2005”.

Non credo che mio fratello me ne vorrà per aver riportato un nostro personalissimo momento di vita, uno dei tanti che ci appartengono e non solo da fratello e sorella, ma anche da amici, poiché non potevo prescindere dalle sue parole; la sua dedica accompagnava il florilegio di cui vi vorrei parlare, una raccolta preziosissima di Marlene Dietrich, dal titolo: “Pensieri Notturni” , editata nel novembre del 2005 da Frassinelli e curata dalla figlia Maria Riva, che per l’occasione venne intervistata da Salvatore Trapani, mio fratello.

Icona del cinema mondiale, ma stanca di essere tale, Marlene Dietrich decise di trascorrere gli ultimi anni ritirandosi in solitudine a Parigi e come racconta la figlia Maria Sieber, sposata Riva, nel silenzio della notte, quando non riusciva a mettere a tacere i fantasmi del passato, l’attrice tedesca dava voce ai ricordi, riportandoli su di un foglio che teneva a portata di mano, in modo forse un po’ scarabocchiato e da qui lo scatenarsi dei suoi pensieri che in questa raccolta si fanno Pensieri notturni. Per cui ad un certo punto della sua vita Maria Riva decise di farli pubblicare in una raccolta, ammettendo il probabile disappunto della madre, qualora fosse stata ancora in vita.

Sarebbe contenta che quei momenti così privati e insonni si trovino ora su queste pagine? Ne dubito, poiché viveva nel completo isolamento, il definitivo paradosso di un’icona senza tempo. Eppure per molte ragioni, essi meritano di essere divulgati.

E in realtà i “Pensieri Notturni” di Marlene Dietrich non sono altro che frammenti di vita di tutti quei personaggi appartenuti al suo passato e le cui vicende in un modo o in un altro si sono intrecciate alla vita pubblica e privata dell’attrice: tutti uomini illustri, legati al mondo dello spettacolo, della cultura e della politica che hanno avuto un ruolo predominante nell’esistenza di Marlene Dietrich, non solo da un punto di vista sociale, ma anche umano e personale.

Così, ricorda uomini e donne quali Frank Sinatra, Yul Brynner, Ernest Hemingway, Rainer Maria Rilke ed ancora Mae West, Edith Piaf, Johannes Mario Simmel, il generale Patton, Judy Garland grande amica della figlia, il cui sorriso le fu tanto caro. E tantissimi altri da cui resterete colpiti, non solo per la chiarezza lessicale con cui l’attrice ne dipinge il ricordo, ma anche per il ruolo che hanno ricoperto.

Eppure accade che i versi, così come le sue rievocazioni, in alcuni casi sono oscuri, quasi incomprensibili, dato che servono a richiamare particolari di vita che solo la Dietrich poteva conoscere e che la notte fa riemergere dai meandri della sua memoria. E ancora i pensieri intrisi di malinconia, del loro Weltschmerz, si fanno lontani, anche ferocemente implacabili, dolorosi, a tratti divertenti, che permettono prima alla donna e poi alla madre di venir fuori in tutta la sua autentica veridicità.

A concludere la raccolta gli ultimi pensieri dedicati alla figlia Maria Riva…

Ma chi è Maria Riva?

Figlia amatissima della Dietrich e del produttore cinematografico Rudolf Sieber, è stata un’attrice statunitense, conosciuta per un periodo di tempo con il nome d’arte di Maria Manton; prima e unica assistente personale della madre, fu talmente tanto amata da essere ritenuta quasi “una proprietà” da Marlene Dietrich e da ciò ne nacque un rapporto molto controverso e conflittuale, soprattutto in età adulta, poiché soffocata dall’amore apprensivo/oppressivo della Dietrich, sempre e comunque presente nella sua vita. Ed è qui che i pensieri notturni si fanno dolorosi, tristi, melanconici poiché si comprende come la separazione incombente tra madre e figlia non può essere evitata; giunge il sollievo nel momento in cui l’attrice si sfoga assicurando a Maria che comunque, malgrado la separazione definitiva, rimarrà sempre una donna con una posizione agiata, senza dover rinunciare a tutto ciò a cui è sempre stata abituata. Ciò che una madre spera per i propri figli è la serenità oltre tutto e tutti…

Per far comprendere quanto amore questa donna nutrisse per la propria figlia, da cui non si separava mai, tanto da non averle dato un’istruzione adeguata, a causa dei continui spostamenti dovuti al suo lavoro, vi è un aneddoto per il quale una sera, nel corso di una rappresentazione teatrale di Maria Riva, Marlene Dietrich otturasse una sirena con la propria pelliccia per evitare che disturbasse lo svolgimento dello spettacolo. Leggenda, verità? Chi lo sa, fatto sta che la Dietrich ha affermato che

Sei la mia pozione per svegliarmi! Non è una novità, ma ora sei anche la mia pozione sonnifera e ancora di più! La calma mi pervade come anni fa, quando noi due eravamo una cosa sola Tu raggomitolata in me. Ma ora – siamo separate – sole, non come quando tutto era ancora in ordine.

Tutti i suoi pensieri sono dettati dalla disperazione del momento, in cui l’attrice non riesce a prender sonno e irrequieti, vagando nella mente, la tormentano riemergendo con lucida prepotenza, senza volerle dare quella pace che, nella solitudine delle sue ultime giornate, probabilmente Marlene Dietrich cercava di riacquistare a fatica, anche ricorrendo all’oblio procurato dall’uso di sostanze chimiche.

La struttura del libro è tale da agevolarne la lettura che può essere completata velocemente, lasciandosi trascinare da una memoria storica, in grado di far compiere al lettore un viaggio a ritroso, in dietro nel tempo, per lasciarsi travolgere dalle suggestive atmosfere, non solo rievocate dall’attrice, ma anche da una madre quale è stata Marlene Dietrich.

“Pensieri Notturni” quindi si compone di 165 pagine, tutte arricchite con foto storiche di Marlene Dietrich e di tutti coloro che hanno ricoperto un ruolo fondamentale e imprescindibile, a documentare i suoi ricordi, mentre i pensieri si fanno versi attraverso una bipartizione: lingua originale e traduzione italiana, accompagnati tutti da una descrizione del personaggio ricordato e i rapporti intercorsi con l’attrice tedesca.

Nessuno che non sia stato in equilibrio sul più precario dei piedistalli, quello della celebrità, può capire quali disperati funambolismi esso richieda a creature tanto vulnerabili. Spesso l’unica via d’uscita è una rigorosa solitudine.

QUARTA DI COPERTINA

Leggendaria diva cinematografica, negli ultimi anni Marlene Dietrich scelse di scomparire al mondo. Passava le notti insonni mettendo sulla carta i pensieri che si affollavano alla sua mente irrequieta. Ora Maria Riva, la figlia, ha reso pubblici quegli scritti: i ricordi malinconici di un’esistenza famosa, gli sguardi poetici su amici e amanti, protagonisti del mondo dello spettacolo, della letteratura, della politica. Le brevi poesie e i virtuosi ritratti della diva ridonano vita ai grandi del suo tempo. Le veloci istantanee colgono il carattere di personaggi indimenticabili, ne riassumono l’unicità, la debolezza, il genio: il carismatico Jean Gabin, un uomo disperatamente triste nonostante fosse circondato da sciami di donne: la mitica cantante Edith Piaf; il poeta Rainer Maria Rilke, la cui opera commosse così intensamente l’attrice da convincerla che incontrarlo l’avrebbe uccisa dall’emozione; il comico Charlie Chaplin che per tutta la vita restò sempre un bambino indifeso; il “compagno d’armi” Erich Maria Remarque, oppure Judy Garland con il suo indimenticabile sorriso. La carrellata di miniature notturne cela un tesoro che cangia tra gli incubi e i sussurri d’amore, l’impegno sociale e l’affetto materno. Marlene Dietrich si accomiata dialogando con coloro che l’hanno accompagnata sulla via della celebrità. Arricchito da splendide foto, un libro avvincente, uno sguardo poetico nel mondo di una donna straordinaria.

DETTAGLI

Editore: Frassinelli
Autore: Marlene Dietrich
Data di pubblicazione: 29 novembre 2005
Lingua: italiano
ISBN: 9788876848797
Pagine 165
Prezzo: 20,00 €
Formato: illustrato
Curatore: Maria Riva
Traduttore: Robin Benatti

 

 

IO PRIMA DI TE Jojo Moyes

IO PRIMALouisa Clark vive in una piccola cittadina immersa nella campagna, poco distante da Londra, su cui domina il castello di Stortford; è una giovane donna di ventisei anni, dalla personalità vivace ma al contempo un po’ insicura, non ha grandi prospettive per il futuro e permette a quelle che ha di bastarle; la sua vita è fatta di poche certezze, una di queste è che “Ci sono cinquanta passi tra la fermata dell’autobus e casa mia” ed un’altra di queste certezze la spinge a credere di essere innamorata del fidanzato di sempre Patrick, giovane atletico, dalle grandi ambizioni e dai pochissimi spazi per gli altri.

Eppure la vita di Lou cambierà per sempre nel momento in cui diverrà l’assistente di William Traynor, affascinante uomo d’affari, che a causa di un incidente la vita ha deciso di inchiodare in una sedia a rotelle, facendo di lui un tetraplegico C 5/6.

La ventata di freschezza che Louisa saprà portare nella vita di Will, segnata dalla sofferenza, lo spingeranno a donarle le istruzioni d’uso per un’esistenza ricca di emozioni e infinite possibilità, istruzioni di cui il giovane Traynor ha deciso di non avere più bisogno per se stesso.

Dipinsi il mondo che lui aveva creato per me, pieno di meraviglie e possibilità”.

Una storia d’amore dalle forti contraddizioni, dove dolce e amaro, ironia e drammaticità, odio e amore mettono in scena un’incredibile varietà di sentimenti, spesso contrastanti e con cui abilmente Jojo Moyes tesse il costrutto emotivo dei suoi personaggi.

Il lettore arrendevole si lascerà trascinare in un vortice di emozioni che, pagina dopo pagina, gli permetterà di cogliere tutta quella tenerezza, dolcezza, eleganza, forza, commozione e dolore che questa storia d’amore sembra gridare.

Da ciò ne nasce un libro intenso, fortemente commovente e coinvolgente che porta a riflettere su un tema sempre attuale ma lo fa attraverso un costrutto narrativo mai banale, in cui i protagonisti, epurati da qualunque egoismo, saranno in grado di comprendersi, oltre ogni umana ragione, grazie al loro amore e permettendo a uno di ribellarsi a una condizione dolorosa e all’altra di accettare una vita migliore, ricca di nuove possibilità.

Non ti sto dicendo di buttarti da un grattacielo o di nuotare con le balene o cose di questo genere (anche se in cuor mio mi piacerebbe che lo facessi), ma di sfidare la vita. Metticela tutta. Non adagiarti. Indossa quelle calze a righe con orgoglio. E se proprio insisti a volerti sistemare con qualche tizio strampalato, assicurati di mettere in serbo un po’ di questa vitalità. Sapere che hai ancora delle possibilità è un lusso. Sapere che potrei avertele date io è stato motivo di sollievo per me”.

Lo stile narrativo della Moyes è accattivante e a tratti brillante, il suo pensiero scorre fluido e riesce ad essere ironica, pur trattando un argomento difficile.

La narrazione è in prima persona, la voce narrante è quella di Louisa Clark, ma in tre capitoli  viene sostituita, mettendo in evidenza il punto di vista di altri personaggi. Il passaggio si comprende facilmente grazie alla titolazione del capitolo, che riporta il nome di colui che si sovrappone alla voce narrante principale.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l’altro per sempre. “Io prima di te” è la storia di un incontro. L’incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all’improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l’una all’altra a mettersi in gioco.

 

Chi è Jojo Moyes?

Scrittrice britannica, madre di tre figli, Moyes inizia la sia carriera come giornalista. Dal 2001 è diventata una scrittrice a tempo pieno, ottenendo un grandissimo successo. Di lei ricordiamo anche la ragazza che hai lasciato, Luna di miele a Parigi, Una più unoInnamorarsi in n giorno di pioggia e Dopo di te di cui vi parlerò a breve.

 

DETTAGLI

Genere: Romanzo rosa
Editore: Mondadori
Formato: Brossura con aletta
Pagine: 396
Isbn: 9788804662655
Traduttore: Maria Carla Dallavalle
Collana: Oscar Absolute
Pubblicato: 05 Luglio 2016
Listino: € 13,00

 

IL BACIO PIU’ BREVE DELLA STORIA Mathias Malzieu

il bacio più breveLe sue labbra, che volteggiavano come un fiocco di neve smarrito su  una spiaggia d’estate, mentre io cercavo di recuperarlo con la mia ghiacciaia troppo grande.

Una fiaba, che profuma di racconto, ambientata in una Parigi quasi incantata, dove il protagonista incontra una ragazza che riesce a stregarlo, poiché  da perfetti sconosciuti, dopo un rapido sguardo, si scambiano IL BACIO PIU’ BREVE DELLA STORIA, a causa del quale lui se ne innamora perdutamente. Lei nello stesso istante svanisce, divenendo una donna invisibile, le cui tracce si perdono negli intricati arrondissement della capitale francese.

Il protagonista, a cui è destinato il bacio più breve della storia, è un inventore di oggetti improbabili, il quale disperato si rivolge a un ex detective che si avvale dell’aiuto di  Elvis, un particolarissimo pappagallo.

Eppure l’ex detective non è l’unico a credere al bacio più breve della storia, poiché anche una giovane farmacista decide di dare credibilità all’inventore, lasciandosi coinvolgere nella vicenda.

Il detective chiede all’inventore di aiutare il pappagallo ricreando qualcosa, un odore, un sapore, una sensazione, persino un respiro asmatico che possa ricondurre alla ragazza invisibile e ciò che ne verrà fuori sarà qualcosa di unico e straordinario.

Fuori nevicava. In poche ore i fioccoriandoli avevano ricoperto il quartiere. Il Cirque d’hiver somigliava d un gigantesco donut spolverato di zucchero a velo e i rumori dei passi sui marciapiedi si attenuavano. 

Mathias Malzieu è un autore visionario, dalla narrazione poetica, possiede il pregio si saper parlare di emozioni utilizzando moduli espressivi delicati, leggeri, un po’ trasognati; il suo un libro dalle poche pretese, ma dallo stile fluido ed incisivo, tale da conferire veridicità a situazioni surreali e paradossali; nell’evolversi della vicenda sembra richiamare le romantiche atmosfere dei fidanzatini di Raymond Peynet, mentre il lettore si ritrova a gustare  una scatola di cioccolatini Quality Street, affermazione quasi paradossale, ma più che plausibile per chi ha già letto questa delicatissima storia d’amore.

Unico sforzo richiesto al lettore? Quello si abbandonare la realtà, per lasciarsi introdurre in un mondo contornato da magiche ambientazioni irreali.

E l’insieme di tutti questi elementi spingono a credere che solo superando paure, dubbi e perplessità si può risolvere “quell’equazione amorosa” che gli avvenimenti dell’esistenza umana spesso trasformano in una irrisolvibile formula di fisica quantistica, la cui soluzione è concessa solo a pochi e resa impossibile ai più. La maggior parte delle volte, ciò che merita attenzione è proprio sotto i nostri occhi, ma presi ad inseguire l’impossibile non siamo in grado di rendercene conto.

In fondo l’amore è molto più semplice di quel che può sembrare.

Gli mostrai l’albero di forcine che avevo appena messo a punto. In un primo momento avevo raccolto quelle che Sobralia seminava in bagno per evitare che le perdesse. Le avevo riunite in mazzetti con l’elastico, immaginando come si pettinava. Poi le avevo piantate nel pavimento e le annaffiavo come l’albero ad armonica. Più o meno producevano un germoglio di forcina alla settimana.

Quindi un susseguirsi di immagini interessanti ed intense, dove la creatività fantasiosa e grottesca incalza durante il corso della lettura, in un libro dalle tenui tinte pastello che ricorda regni, favole, carillon, zucchero filato e donut, là dove la luce della luna riesce a gocciolare su una colonna di marmo e uno skateboard con un tiro di 5 scoiattoli da combattimento aiutano il protagonista a mantenere la velocità, in un racconto popolato da personaggi onirici, come l’uomo-sciarpa, la campionessa del mondo di chignon, la bomba d’amore, ecc.
Le 128 pagine, di cui si compone il libro, si lasciano leggere tutte d’un fiato, grazie alla narrazione coinvolgente di Mathias Malziue, spesso riconducibile a quella di Stefano Benni, dato l’utilizzo di parole inventate e  bizzarre, come il polverometro, l’albero ad armonica, per accennare solo a due dei tanti esempi con cui si vuol arricchire la narrazione.
Il 2 marzo c.a. è uscito in libreria il nuovo romanzo di Malzieu, Vampiro in pigiama, dalla copertina fortemente accattivante e très français tanto quanto quella de Il bacio più breve della storia, per cui non escludo una delle mie prossime recensioni.

Il cielo scoppiò in singhiozzi di pioggia contro il finestrino. Non avrei mai accettato ciò che era successo, ciò che non era più successo. Le stelle si sciolsero oltre il parabrezza, la luce della luna sgocciolò nel profondo dell’asfalto.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Parigi, una sera al Théâtre du Renard, l’orchestra suona It’s Now or Never. Una ragazza misteriosa e sfuggevole si aggira, lui la nota, cerca in ogni modo di avvicinarla e, quando ormai tutto sembra impossibile, si trovano faccia a faccia e si baciano. Un bacio minuscolo, il più breve mai registrato, e lei scompare. Invisibile, si allontana. Un mistero anche per un inventore come lui che, seppur di indole tendenzialmente depressa, è determinato a rivedere l’eterea e vulnerabile creatura che lo ha ammaliato. Inizia così una ricerca serrata in cui sarà affiancato da due bizzarri personaggi: un detective in pensione, che ha tutto l’aspetto di un orso polare, e il suo stravagante pappagallo. Le invenzioni si susseguono e qualcosa di molto goloso e originale aiuterà il protagonista nel suo scopo. Ormai è chiaro, fra i due è scoccata una scintilla, si è prodotto un cortocircuito. Ma in amore gli artifici non bastano, servono coraggio e temerarietà, doti che entrambi dovranno conquistare se vorranno trovarsi e abbandonarsi l’uno all’altra. Riusciranno i due a superare ostacoli e paure e a vivere il loro amore?

“I tuoi occhi sono troppo grandi, quando ridi, dentro ci si vede il cuore.”

Chi è Mathias Malzieu?

Mathias Malzieu è il leader dei Dionysos, uno dei migliori gruppi rock francesi, descritto da Iggy Pop come Francois Truffaut con una rock’n’roll band e autore del bestseller internazionale La meccanica del cuore(Feltrinelli, 2012). Ha pubblicato un album basato sul romanzo, ed è il codirettore dell’omonimo film di animazione prodotto da Luc Besson, finalista agli Oscar e ai Césars. Nato nel 1974, è cresciuto a Montpellier e vive a Parigi. Con Feltrinelli ha inoltre pubblicato L’uomo delle nuvole (2013), Il bacio più breve della storia(2015) e Vampiro in pigiama (2017).

DETTAGLI

Editore: Feltrinelli

Data di pubblicazione: Febbraio 2015

Collana: I Narratori

Pagine: 128

Prezzo: 12,00 €

ISBN: 9788807031304

Genere: Narrativa

Traduttore: Cinzia Poli

 

 

 

IL LIBRO DEI SIMBOLI Archive Research Archetypal Simbolysm

simboliUn libro particolarmente affascinante per il tema trattato è Il libro dei simboliedito dalla Taschen; si tratta di una pubblicazione del 2011, disponibile sul sito della casa editrice tedesca con il titolo The book of symbols e facilmente reperibile anche su vari siti italiani.

Sono sempre stata dell’idea che uno dei termini più articolati e complessi sia proprio quello di simbolo, non solo per la straordinaria varietà di associazioni cui si presta, ma soprattutto per il suo significato, che apre la strada a una concettualità che affonda (per non dire sprofonda) nella parte più inconscia della psiche umana.

Se cerchiamo il termine nel dizionario Treccani troviamo:

“Qualsiasi elemento (segno, gesto, oggetto, animale, persona) atto a suscitare nella mente un’idea diversa da quella offerta dal suo immediato aspetto sensibile, ma capace di evocarla attraverso qualcuno degli aspetti che caratterizzano l’elemento stesso, il quale viene pertanto assunto a evocare in particolare entità astratte, di difficile espressione”. E procede con una serie di esempi quali: il focolare è simbolo della famiglia; la palma è simbolo del martirio e così via.

Una parte di tutto questo è stato spiegato magistralmente, con l’ausilio di 17.000 immagini fotografiche (vedi immagine sottostante) provenienti da varie parti del mondo, ne Il libro dei simboli delle Edizioni Taschen e realizzato attraverso un lavoro di gruppo del The archive for research in archetypal symbolism (ARAS – Archivio della ricerca sul simbolo archetipo).

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Sedici settembre, René Magritte, olio su tela, 1956, Francia

Si tratta di un opera di facile consultazione, molto coinvolgente, che spinge alla riflessione su un lavoro complesso che ha richiesto l’ausilio di specifiche figure professionali, capaci di creare un collegamento valido tra il simbolo e un’esperienza specifica, con l’ausilio di un’immagine ad esso associabile e quindi in grado di fornire una visione della realtà archetipa.

Come sosteneva Hegel “Il simbolo è più o meno il contenuto che esso esprime come simbolo”.

ARAS, essendosi ispirato all’opera di Jung sugli archetipi e l’inconscio collettivo, in 808 pagine ha prodotto un archivio suddiviso in cinque parti, all’interno del quale sono stati catalogati gli aspetti simbolici, legati all’esperienza umana:

–         Creazione e Cosmo

–         Mondo Vegetale

–         Mondo Animale

–         Mondo Umano

–         Mondo Spirituale.

L’opera è destinata a tutti coloro che vogliono approfondire  l’analisi simbolica della vita interiore, ma anche a chi desidera approfondire la conoscenza della vita simbologica umana.

La curatissima veste editoriale si sposa con l’eloquenza dei simboli, per dar vita ad un progetto che mette chiaramente in luce come… TUTTO È SIMBOLO…!!!

Per cui se volete scoprire i simboli che stanno alla base dell’inconscio del mondo  e della stessa esistenza umana, allora questo è il libro che fa per voi.

QUARTA DI COPERTINA

Il libro dei simboli costituisce un affidabile compendio di immagini e saggi dalla portata potenzialmente rivoluzionaria: una guida alle immagini simboliche che si rivelerà indispensabile per psicoterapeutici, artisti, storici dell’arte, designer e quanti indagano la vita interiore. – PROF. JAMES C. HARRIS (Johns Hopkins University).

DETTAGLI

Editore: Taschen
Genere: Storia dell’arte
Anno: 28 Novembre 2011
Formato: Rilegato, illustrato
EAN: 9783836533072
Listino: € 29,99
Collana: Varia
Pagine: 808
Lingua: italiano

 

 

IL MESTIERE DELLO SCRITTORE Murakami Haruki

MurakamiA quel tempo ciò che mi interessava, che mi premeva, più che dare un ampio movimento alla storia, era costruire un mondo fatto alla mia maniera. Un mondo armonioso, insomma un rifugio per resistere alla violenza della realtà.

Scrittore giapponese straordinario, Murakami Haruki pur essendo un uomo riservato, un po’ schivo, ne Il mestiere dello scrittore, sua ultima pubblicazione, si mette a nudo, mostrando al lettore le dinamiche e lo sviluppo di tutto il processo creativo attraverso cui prendono vita i suoi romanzi, come  Norwegian Wood o 1Q84.

Senza riserve ripercorre i primi anni in cui si palesò improvviso il bisogno di scrivere; una crescita non solo stilistica, ma anche emotiva e quindi personale, sostenuta dall’esperienza, ha permesso a Murakami di aprire poco per volta tutti quei cassetti della memoria, di cui ha imparato a servirsi durante la costruzione dei suoi lavori.

È un diritto imprescindibile di ogni scrittore sperimentare le possibilità del linguaggio in tutti i modi che riesce a immaginare e allargarne la portata, perché senza questo spirito d’avventura non si creerebbe nulla di nuovo.

Scrittore dotato di grande umiltà, ha l’abitudine di mettersi sempre in discussione; grazie a una preponderante energia interiore, unita a un indomabile desiderio di libertà espressiva, prende le distanze da qualunque canonizzazione stilistica e strutturale, legata alla tradizione culturale giapponese.

La civiltà giapponese, che piaccia o meno, punta all’armonia ed evita, come si dice, di << sollevare le onde >>, quindi tende fortemente a organizzare la cultura in maniera piuttosto rigida.

Nel costrutto narrativo di Murakami, infatti, i personaggi aspirano ad una continua ricerca dell’equilibrio interiore, che avviene solo con il superamento di tutti i limiti. Per tale ragione, spesso le sue storie rimangono in sospeso, sacrificate dal concludersi del percorso formativo dei suoi personaggi, solitamente misteriosi, strani, quasi pittoreschi.

Il mestiere dello scrittore è redatto utilizzando un tono confidenziale e gli argomenti sembrano non seguire un percorso prestabilito, cronologicamente consequenziale, dato che si ripetono, ma solo dopo aver acquisito una maggiore forza descrittiva.

Inoltre, nel suo raccontarsi, Murakami Haruki mostra una mentalità individualista: appartenuto alla generazione delle rivolte studentesche, avvenute nel corso del Sessantotto giapponese, si rifiuta di entrare a far parte del sistema e da qui la sua libertà di spirito, che si rispecchia anche nel suo originale stile narrativo.

Così lo scrittore parlando di sé, dei difficili inizi, dopo aver abbandonato il sicuro per dedicarsi completamente alla scrittura e la faticosa scalata per il raggiungimento dei propri obiettivi, si rivela un uomo dagli incrollabili equilibri interiori, animato da un’invidiabile determinazione.

E ancora,  in questo saggio nell’affrontare diversi temi, che spaziano dal tempo, alla scuola, dal valore dell’immaginazione, al conflitto tra originalità e tradizione, realizza un’autentica autobiografia letteraria, che oltre a rivelare il percorso formativo di una “persona del tutto ordinaria”, come lui si definisce, mette in luce tutta la magnificenza creativa di uno dei più grandi scrittori del nostro tempo.

L’unica cosa che vorrei fosse chiara, è che io sono << una persona del tutto ordinaria >>. Penso di essere dotato di un certo talento di romanziere (altrimenti non sarei in pista dopo tanti anni), ma a parte ciò, non penso di essere qualcuno di speciale.

Così com’è accaduto con Terry Brooks ne “A volte la magia funziona”, ammetto di accogliere sempre con grande favore la possibilità di dedicarmi ai saggi biografici, dove grandi scrittori aprono le porte della loro mente, permettendo di sondare i meccanismi con i quali danno vita al processo di composizione creativa.

Si ha sempre da imparare dalla grandezza, non solo del passato, ma anche del nostro tempo.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Come si impara a scrivere? Esistono dei veri e propri esercizi per l’aspirante romanziere? Cosa determina l’originalità di un libro? È giusto assegnare ai premi letterari tanta importanza? Uno scrittore dove «trova» i personaggi da mettere in scena? La scuola prepara davvero alla vita o serve solo a rendere i ragazzi conformisti? Qual è l’importanza della forma fisica per un romanziere? E soprattutto: per chi si scrive? Con Il mestiere dello scrittore Murakami Haruki compie un gesto straordinario e inaspettato: fa entrare i suoi lettori nell’intimità del suo laboratorio creativo, li fa accomodare al tavolo di lavoro e dispiega davanti a loro i segreti della sua scrittura. Sono «chiacchiere di bottega», confidenze, suggerimenti, che presto però si aprono a qualcosa di piú: una riflessione sull’immaginazione, sul tempo e l’identità, sul conflitto creativo tra forma e libertà. In questo senso Il mestiere dello scrittore è anche un’autentica autobiografia letteraria di uno degli autori piú schivi del pianeta. È un libro pieno di curiosità e rivelazioni sul mondo di Murakami: dal fatto che la sua prima e piú importante editor è la moglie, che legge tutto quello che scrive e di cui lui ascolta tutti i consigli; a quando riscrisse Dance Dance Dance due volte: la prima a Roma, in una stanza d’albergo confinante con una coppia un po’ troppo focosa, la seconda a Londra quando si accorse che il dischetto su cui aveva salvato il file del romanzo si era cancellato – mesi dopo però, per le bizze a cui i computer ci hanno abituato, la prima versione rispunta fuori e Murakami deve ammettere che la seconda, che senza l’inghippo informatico non avrebbe mai scritto, è molto migliore della prima. Murakami regala ai suoi lettori un libro pieno di confidenze, dettagli biografici, ammissioni di passi falsi, insomma: di umanità.

Chi è Murakami Haruki?

Murakami Haruki è nato a Kyoto nel 1949. Tra i suoi libri, tutti pubblicati da Einaudi, ricordiamoIQ84, L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggioUomini senza donneVento & Flipper oltre ai volumi SonnoLa strana biblioteca e Gli assalti alle panetterie.

DETTAGLI

Genere: Saggio autobiografico

Editore: Einaudi
Pubblicato: 14/02/2017
Formato: Rilegato
Listino: €18,00
Collana: Frontiere
Pagine: 186
Isbn o codice id: 9788806232146

 

LA PRIMA LUCE DI NERUDA Ruggero Cappuccio

La prima luceEl viento es un caballo, óyelo corre por el mar, por el cielo.Quiero llevarme: escucha cómo recorre el mundo para llevarme lejos. Escóndeme en tus brazos por esta noche sola”.

La prima luce di Neruda è un frammento di vita del grande poeta Pablo Neruda, all’interno del quale vengono ricordati gli ultimi 20 anni della sua esistenza: dall’incontro con la donna amata, Matilde Urrutia, sino alla morte del poeta, avvenuta subito dopo il golpe di Pinochet, in un susseguirsi di avvenimenti a cui s’intreccia l’amore, la speranza, l’impegno civile, la rivolta e la poesia che animano infiammando vite degne di memoria.

De Lucia non lo guardava per sorvegliarlo, ma soltanto per non perdersi lo spettacolo di quegli occhi da pensatore, in fondo ai quali brilla la malinconia curiosa di un bambino.

L’autore con il solo ausilio delle emozioni, compie un viaggio nell’interiorità di Pablo Neruda, dove il concetto di amore si fa dedizione, divenendo un tutt’uno con l’oggetto del proprio amore: la sua Matilde Urrutia, musa ispiratrice del poeta e il suo amato Cile.

Ruggero Cappuccio, spettatore immaginifico di una realtà che non gli appartiene, riesce a dar magnificamente voce a Pablo Neruda, trascinando il lettore in un’atmosfera che, se pur biografica, possiede la consistenza del sogno. Ogni frase così diviene poesia pura, visione, incanto.

La narrazione è scorrevole, in grado di trascinare il lettore nelle ambientazioni descritte dall’autore, attraverso i racconti dei suoi protagonisti: Neruda e Matilde Urrutia, dove l’amore sensuale diviene verità assoluta, parte integrante di tutti i suoi protagonisti.

Il lettore avrà la piacevole impressione di ripercorrere, quasi in prima persona, la vita di uno dei più grandi poeti, come in un fotogramma, sondando gli elementi fondamentali della sua esistenza tra amore e Storia: si troverà al capezzale di Neruda durante la sua dipartita, sentirà il battito del suo cuore scandito dalle emozioni, vedrà i colori della prima luce, in un perfetto mix di magia, ipnosi, mistero. Tutti elementi che contribuiscono a ricostruire una parte di vita, eco lontano che si perde nella storia del tempo per rivivere nella memoria degli uomini.

Guarda Matilde: il sole sulla vetrata. Che colori magnifici. E’ venuto il momento di infrangerla. Devo passare. Devo andare al di là. Guarda com’è bella. Mio amore. Vado a conoscere la prima luce.

 

 

QUARTA DI COPERTINA
Napoli, 1952. Pablo Neruda è svegliato da un insistente bussare alla porta. Al poeta viene notificato un decreto di espulsione dall’Italia firmato dal ministro Scelba. Sarà accompagnato da due agenti a Roma per essere estradato in Svizzera. Nella stazione della capitale, il poeta è atteso da una folla nella quale si riconoscono i volti di Alberto Moravia, Elsa Morante, Renato Guttuso e Carlo Levi. Intimano alla polizia di lasciarlo in libertà. In mezzo a quella folla una donna, Matilde Urrutia, osserva e attende che si liberi anche il suo amore per Pablo. Dopo il clamore del mondo che lo celebra e vuole che viva la sua voce, la scena si sposta a Capri nella villa di Edwin Cerio, dove i due amanti danno profondità e splendore a una passione segreta, sconvolgente e imprevedibile. Vent’anni dopo, a Isla Negra, in Cile, durante il golpe di Pinochet, altri militari bussano alla porta di Neruda e Matilde per minacciarne la libertà. Due stagioni della vita di Pablo Neruda: la stagione dell’amore, delle speranze, di un mondo che si trasforma, e la stagione del buio, della violenza, della morte. Due stagioni raccontate in prima persona dalla voce del poeta e dalla voce di Matilde, due esistenze che raccontano la forza della vita e la grandezza dello stare al mondo, l’incanto civile della parola contro i poteri che la vorrebbero ottusa o distorta.

 

Chi è Ruggero Cappuccio?

Ruggero Cappuccio (Torre del Greco, Napoli, 1964) è scrittore, drammaturgo e regista. Come autore di teatro esordisce nel 1993 con Delirio Marginale (Premio Idi) e Il sorriso di San Giovanni (Premio Ubu novità italiana 1997). Per la collana Classici del teatro Einaudi pubblicaShakespea Re di Napoli (Premio Speciale Drammaturgia Europea 1995),Edipo a Colono (2001) e Le ultime sette parole di Caravaggio (2012). Per il cinema e la televisione firma le regie di LigheaIl sorriso dell’ultima notte, Rien va e Paolo Borsellino Essendo Stato. È anche pubblicista sulle pagine della cultura del quotidiano “Il Mattino”. Con il romanzo La notte dei due silenzi (Sellerio, 2007) è finalista al Premio Strega 2008Per Feltrinelli pubblica Fuoco su Napoli (2010; Premio Napoli 2011) e La prima luce di Neruda (2016).

 

DETTAGLI

Genere: Letteratura Italiana
Editore: Feltrinelli
Data di uscita: 20 Ottobre 2016
Formato: Brossura
Listino: € 15,00
Collana: I Narratori
Pagine: 176
EAN: 9788807032141

 

 

INTO THE READ

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Ciao a tutte/i,

mi presento, sono Savina Trapani, una lettrice innamorata del concetto di libro, sotto ogni suo aspetto e forma; sono anche un’autrice di libri per ragazzi: ho cominciato con la fiaba, sono passata per le favole, fino ad approdare al fantasy.

E’ con grande piacere che mi accingo a presentarvi il mio nuovo blog INTO THE READ, nato da un passaggio personalmente quasi obbligato: dal blogspot DENTRO LA QUARTA al nuovo blog WordPress.

E dato che omnia tempus habent, pur avendo solo 5 mesi di vita, Dentro La Quarta era diventato un contenitore troppo stretto, per quello che mi sono prefissata di realizzare.

Anche INTO THE READ nasce dal desiderio di condividere con voi le mie varie e variegate letture che, se avrete la voglia e l’interesse di continuare a seguirmi, vi condurranno in un percorso di analisi dei libri proposti, dando giustificazione allo stesso titolo. La lettura è un processo che ci permette di comprendere, mentre al contempo ci informa e richiede un certo quantitativo di concentrazione, per cogliere tutti quegli aspetti che tendono a suscitare in noi un qualche interesse. Recensire, permette di mettere in luce, attraverso un’indagine del testo proposto, tutti quegli aspetti che dovrebbero spingere un lettore a scegliere, assecondando i propri gusti e le proprie inclinazioni  di genere.

L’intento di INTO THE READ quindi è analogo a quello di Dentro La Quarta, ossia analizzare non solo le letture proposte, ma anche conoscere, sondando quello che è il mondo culturale ed editoriale in genere.

Così non parleremo solo di nuove uscite e di work in progress ma anche di pubblicazioni che, pur stuzzicando il vostro interesse, possibilmente non saranno più in commercio. E allora cosa fare…? Magari cercherete un po’ in giro, rovistando in una bancarella di libri usati, di un qualunque mercatino.

Mi occuperò di generi diversi, da leggere in cartaceo, e-book, paperback, hardcover books, quindi tascabili o con copertina rigida e quant’altro.

Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso… (Daniel Pennac)

Un’ulteriore parte di INTO THE READ verrà dedicata alle librerie, da quelle storiche a quelle che hanno lasciato un segno in ambito editoriale e bibliofilo.

Parleremo infine anche di Editori, deus ex machina di questa industria complessa, produttrice di miraggi incisi sulla carta.

Un editore è fatto più spesso di difetti che di qualità. Deve essere, per esempio, aggressivo, prepotente e colonialista. Deve spingere la propria ambizione fino alla vanità, per far propria la vanità segreta dello scrittore. Deve saper mentire per poter sostenere anche i libri di cui non sia convinto. Deve, talvolta, dar credito più all’istinto che al raziocinio. (Valentino Bompiani, Discorso in omaggio a Arnoldo Mondadori, 1970)

Forse un progetto un po’ ambizioso, che spero riuscirò a portare avanti in ogni suo punto, suscitando interesse in chi mi vorrà seguire.

Quindi anticipatamente grazie e…

…BUONA LETTURA…!!!!