CREATURE FANTASTICHE DI SICILIA Rosario Battiato Chiara Nott

creature

Ci sono libri che ti scelgono, che ti chiamano, è il libro che cerca di attirare la tua attenzione, puoi ignorarlo, ma troverà il modo di raggiungerti comunque, a me è capitato tantissime volte e sono certa che capiti a chiunque ami profondamente i libri e quindi la lettura.

Riguardo a ciò, durante una delle mie visite in libreria, mentre mi trovavo alla cassa e stavo per pagare i miei acquisti, sul bancone scorgo un libretto: Creature fantastiche di Sicilia… è stato un attimo, d’impulso, senza neppure poterlo aprire dato che era incellofanato, decido di acquistarlo.

Ho letto tantissimo in merito a questo argomento, eppure sulle creature fantastiche tipiche di Sicilia non avevo molti dati.

Il libro in questione è stato scritto da Rosario Battiato (giornalista catanese) e illustrato dal raffinato tratto di Chiara Nott (illustratrice catanese): 168 pagine di pura suggestione, che si fanno leggere tutte d’un fiato.

Le creature descritte da Rosario Battiato popolano esclusivamente la notte siciliana, quindi sono creature notturne, dietro alle quali fanno da supporto narrativo spunti e citazioni di autori siciliani e non, tra cui ricordiamo Giuseppe Pitrè, Gesualdo Bufalino, Ugo Antonio Amico, Santo Calì, ed ancora Maria Savi Lopez, ecc…

La costruzione del progetto delle Creature muove da un approccio narrativo, basato sugli spunti forniti dagli autori popolari più o meno noti, e mira alla creazione di un mondo nuovo che, soltanto nelle fondamenta, si nutre delle vecchie storie siciliane.

E attraverso una suddivisione quadripartitica dell’opera vengono catalogate le varie creature suddivise  in anime, creature, diavoli e donne mostruose, a ognuna di esse fa capo la descrizione specifica della creatura di appartenenza. Ogni racconto è accompagnato da un’illustrazione di Chiara Nott,  la cui mente creativa, sostenuta da un tratto delicato e armonioso, traccia l’essenza dell’essere citato, trasformando la parola in immagine; le atmosfere fortemente gotiche e surreali che ne derivano riportano alla mente i racconti cinematografici di Tim Burton.

E sono proprio queste atmosfere ad attingere dalla superstizione isolana, ricordandomi alcune storie facenti parte della mia infanzia, come a esempio la marabbecca, la strega delle cisterne, riaffiora dai miei ricordi di bambina, quando in campagna dai miei nonni, per evitare che mi sporgersi dal pozzo, mi raccontavano della vecchia marabbecca, che aspettava solo questo per trascinarmi sul fondo.

Non c’è pozzo nero senza marabbecca e non c’è chiesa sconsacrata senza “missa scurdata”, perché la Sicilia occulta e nascosta può sempre dormire, ma non muore mai.

Sicilia non è solo storia, profumo di zagara, mare, pietra lavica e stupendi tramonti, Sicilia è anche un mondo enigmatico, occulto, intriso di credenze, che si manifesta solo all’occhio vigile che sa scrutare nella notte più buia, quando si popola di creature misteriose, ripescate dalla storia e dal folklore siciliano, dove la suggestione riporta in vita tutti quegli esseri, sepolti nella memoria popolare e come ci dimostrano Rosario Battiato e Chiara Nott, mai dimenticati.

Il libro contiene, in uno dei risvolti di copertina, la mappa della Sicilia disegnata da Chiara Nott con indicati i luoghi in cui sono segnalati gli avvistamenti delle creature fantastiche sull’isola.

C’è un’altra Sicilia che trasuda indifferenza e distacco. È la bella di notte: sotterranea, enigmatica, timida, scostante.

 

QUARTA DI COPERTINA

Creature fantastiche si Sicilia recupera dagli abissi della memoria popolare le creature, rigorosamente notturne, più strane e tipiche dell’isola con l’intento di far affiorare l’eco oscura e suggestiva di un tempo lontano ancora vivo nelle storie e nel folklore siciliano. Scopriremo così, sotto forma di brevi storie illustrate, la vita e le vicende di anime condannate, donne mostruose come la Bellina, folletti, diavoli di varia stirpe, fate, streghe, sirene e di altri abitanti della “Sicilia dell’eterna notte”.

Il libro è arricchito dalla prefazione di Nicola Lo Bianco e dalla postfazione di Daniele Barbieri.

Chi sono Rosario Battiato e Chiara Nott?

ROSARIO BATTIATO giornalista, scrive per il «Quotidiano di Sicilia» ed è direttore responsabile del magazine «Move in Sicily». Ha scritto per il «Corriere del Mezzogiorno» e altre testate regionali. Dopo aver completato gli studi accademici in Storia contemporanea, con una tesi su Philip K. Dick, ha alternato la passione per la letteratura di genere con l’analisi e lo studio del settore editoriale.
Ha curato una rubrica dedicata ai mostri nella letteratura e nel cinema dell’orrore per horror.it e suoi racconti sono apparsi sulla rivista «Parallaxis», sul blog di Daniele Barbieri (labottegadelbarbieri.org), e all’interno del volume di narrativa weird Strane visioni delle Edizioni Hypnos. Continua a fare il giornalista, ma sogna dischi volanti ricavati dai cerchioni e mostri con la coppola. Per il Palindromo ha pubblicato, con i disegni di Chiara Nott, Creature fantastiche di Sicilia.

CHIARA NOTT si diploma presso il vecchio Istituto d’arte di Catania e in seguito l’Accademia di Belle Arti; ha scritto una tesi sperimentale sulla Fototerapia, studiando i benefici della fotografia applicata alla psicologia clinica.
Nel corso degli anni ha partecipato a diversi workshop su reportage e camera oscura, il più significativo nel 2007 con Enzo Cei: La via dritta, frammenti visivi. Ha fatto parte della scena fotografica catanese che l’ha vista protagonista in diverse esposizioni, sia collettive che personali. Poi, in seguito a un incidente nel 2011, e dopo un periodo di riflessione, decide di tornare alle sue origini, al disegno.
Nel corso degli ultimi anni si è dedicata alla realizzazione di una raccolta di 110 illustrazioni che raccontano la sua Sicilia, e gli uomini che l’hanno animata, da diverse angolazioni. Il progetto delle Creature fantastiche di Sicilia è una naturale prosecuzione di questo percorso di ricerca che, accompagnato dai testi di Rosario Battiato, ha preso forma in un libro de il Palindromo.

DETTAGLI

Collana: Kalispéra
Data di pubblicazione: marzo 2018

Pagine: 168
Formato: 11,5 x 16,5 cm, brossura
ISBN: 978-88-98447-42-8
prezzo: 12,00 €

 

 

STORIA DELLE TERRE E DEI LUOGHI LEGGENDARI Umberto Eco

StoriaStoria delle terre e dei luoghi leggendari, uno dei tanti libri di Umberto Eco che ho avuto modo di leggere, un amore cominciato con il film e poi la lettura de Il nome della rosa, per passare a Il Pendolo di Foucault (letto due volte), L’isola del giorno prima e Il cimitero di Praga. Tutti i suoi libri posseggono un’impronta peculiare, là dove storia, filosofia, estetica e conoscenza si combinano, per dar vita a opere di magistrale bellezza e sconfinato sapere.

Eppure, quando ho cominciato Storia delle terre e dei luoghi leggendari un senso di incompiutezza aveva preso a serpeggiare nella mia mente, qualcosa infastidiva la lettura, sino a quando non ho capito che stavo completamente sbagliando il mio approccio al libro e vi spiego il perché.

Si tratta di un saggio di antropologia culturale che, rimanendo fedele al titolo, viene strutturato attraverso storia e fantasia, mito e leggenda, utilizzando un apparato iconografico posto in essere con l’ausilio di un gran numero di illustrazioni, estrapolate da dipinti e stampe, quadri e sculture, alcune volte riportando semplici dettagli, che mettono in particolare risalto l’argomento trattato. Il risultato è un libro, anche e non solo, esteticamente pregevole.

The Lady of Shalott 1888 by John William Waterhouse 1849-1917
John William Waterhouse – The Lady of Shalott (1888), London, Tate Gallery

Articolato in 15 capitoli, Storia delle terre e dei luoghi leggendari spazia dai più disparati argomenti, che vanno dalla terra piatta agli antipodi, le terre della Bibbia, quelle di Omero, le meraviglie d’Oriente, il paradiso terrestre con le Isole Fortunate ed Eldorado, il mito di Atlantide, Mu e Lemuria, l’ultima Thule, Iperborea, le migrazioni del Graal, Alamut, il paese della Cuccagna, le isole dell’Utopia, l’isola di Salomone e la Terra Australe e ancora l’interno della terra, il mito polare e Agarttha, l’invenzione di Rennes-le-Château, per concludere con la sezione che maggiormente ho preferito, quella dei luoghi romanzeschi e le loro verità, dove si fa cenno ai luoghi misteriosi della jungla nera di Emilio Salgari, dell’Isola del Tesoro di Stevenson e ancora Baker Street, dove abitò Sherlock Holmes e così via.

L’intero apparato iconografico e antologico è di vaste proporzioni, molto simile a un volume enciclopedico, ma redatto con uno stile divulgativo legato all’immenso patrimonio culturale di ordine storico, filosofico e artistico di Umberto Eco.

A conclusione troviamo l’indice degli autori, indice degli artisti, illustrazioni senza indicazioni d’autore, i fotogrammi cinematografici, riferimenti bibliografici delle traduzioni utilizzate, opere di autore anonimo, bibliografia generale e i crediti fotografici, per un’opera enorme. Tale enormità è maggiormente amplificata dalla presenza, in quasi tutti i capitoli, di brani antologici che permettono richiami e approfondimenti vari.

mappa
Le fasi di applicazione della polvere di simpatia, da Kenelm Digby, Theatrum Sympatheticum, Nürnberg (1660)

L’errore, tuttavia, in cui ci si può imbattere e nel quale sono incorsa anch’io, è che trattandosi di un testo paratattico crea nel lettore un senso di attesa, durante il quale ci si aspetterebbe dal suo autore chissà quali rivelazioni, ma non vi è chiave di lettura peggiore; infatti le argomentazioni vengono affrontate con grande razionalità e pertinenza, senza mai spogliare il libro di quella che è la sua reale funzione: approfondire la conoscenza dei miti e delle leggende, semplicemente per ciò che sono.

Non troverete affermazioni a sostegno del vero, il lettore dovrà affrontare la lettura con la consapevolezza che Umberto Eco non vuol trasformare la leggenda in verità ma, scavando nell’immaginario collettivo, racconta la memoria culturale e storica tramandata di generazione in generazione.

Quindi se desiderate compiere un viaggio nell’immaginazione letteraria, attraversando luoghi e terre leggendarie e avvalendovi di illustrazioni, con citazioni accurate e minuziose, e indicazioni che rimandano a terre sconosciute, allora Storia delle terre e luoghi leggendari fa al caso vostro.

D’altronde, fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza (Dante – Inferno, canto XXVI).

magdalena
Dante Gabriel Rossetti – Maria Maddalena (1887) Wilmington, Delaware Art Museum

 

 

 

QUARTA DI COPERTINA

La nostra immaginazione è popolata da terre e luoghi mai esistiti, dalla capanna dei sette nani alle isole visitate da Gulliver, dal tempio dei Thugs di Salgari all’appartamento di Sherlock Holmes. Ma in genere si sa che questi luoghi sono nati solo dalla fantasia di un narratore o di un poeta. Al contrario, e sin dai tempi più antichi, l’umanità ha fantasticato su luoghi ritenuti reali, come Atlantide, Mu, Lemuria, le terre della regina di Saba, il regno del Prete Gianni, le Isole Fortunate, l’Eldorado, l’Ultima Thule, Iperborea e il paese delle Esperidi, il luogo dove si conserva il santo Graal, la rocca degli assassini del Veglio della Montagna, il paese di Cuccagna, le isole dell’utopia, l’isola di Salomone e la terra australe, l’interno di una terra cava e il misterioso regno sotterraneo di Agarttha. Alcuni di questi luoghi hanno soltanto animato affascinanti leggende e ispirato alcune delle splendide rappresentazioni visive che appaiono in questo volume, altri hanno ossessionato la fantasia alterata di cacciatori di misteri, altri ancora hanno stimolato viaggi ed esplorazioni così che, inseguendo una illusione, viaggiatori di ogni paese hanno scoperto altre terre.

 

Chi è Umberto Eco?

Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale. A ventidue anni si è laureato all’Università di Torino con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d’Aquino.
Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano, poi presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. Infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Inoltre, ha fatto parte del Gruppo 63, rivelandosi un teorico acuto e brillante.
Dal 1959 al 1975 ha lavorato presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 viene nominato professore di Semiotica all’Università di Bologna, dove impianta una vivace e agguerrita scuola. Negli anni 1976-’77 e 1980-’83 ha diretto l’Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo, presso l’Università di Bologna.
I suoi saggi spaziano dall’estetica medievale (Il problema dell’estetica in Tommaso d’Aquino, 1956; Arte e bellezza nell’estetica medievale, 1987), alla semiotica (Trattato di semiotica generale, 1975; Semiotica e filosofia del linguaggio, 1983; La ricerca della lingua perfetta, 1993), soffermandosi sui codici della comunicazione artistica (Opera aperta, 1962; Apocalittici e integrati, 1964). Noto per le brillanti inchieste sulla cultura di consumo (Diario minimo, 1963; Il superuomo di massa, 1976; Sette anni di desiderio, 1983; Il secondo diario minimo, 1992), ha ottenuto un successo mondiale con il romanzo Il nome della rosa (Bompiani, 1980, premio Strega), thriller gotico d’ambientazione medievale e conventuale che sviluppa, con lucido razionalismo, la fitta trama di un dibattito ideologico. Più elaborati, nel linguaggio e nella tecnica compositiva, i romanzi successivi (Il pendolo di Foucault, 1988; L’isola del giorno prima, 1994; Baudolino, 2000; La misteriosa fiamma della regina Loana, 2004: tutti Bompiani). Critico verso le concezioni ontologiche dell’interpretazione, ha posto l’accento sulla relazione autore-lettore in diversi scritti: La struttura assente (1968), Lector in fabula (1979), I limiti dell’interpretazione (1990), Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994, ciclo di conferenze tenuto alla Harvard University nel 1993), Tra menzogna e ironia (1998), Sulla letteratura (2002). Si ricordano inoltre: La definizione dell’arte (1968), Le forme del contenuto (1971), Sugli specchi e altri saggi (1985), Kant e l’ornitorinco (1997), Storia della bellezza (2004), A passo di gambero (2006) e la felice traduzione dei funambolici Esercizi di stile (1983) di R.Queneau.
Tra i suoi ultimi libri: il romanzo Il cimitero di Praga (2010), la raccolta di saggi Costruire il nemico (2011), Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013), Numero Zero (2015), Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida (2016).
Umberto Eco è stato uno dei favoriti per l’assegnazione del premio Nobel per la Letteraura (dall’Enciclopedia della Letteratura – Garzanti).

 

DETTAGLI

Editore: Bompiani

Collana: Vintage

Anno edizione: 2013

Pagine: 478

Formato: illustrato, rilegato

ISBN: 9788845277580