STELLA Takis Würger

stella2In occasione della prossima GIORNATA DELLA MEMORIA, il 27 gennaio, vorrei parlarvi del nuovo libro di Takis Würger, Stella, edito da Feltrinelli Editore, nella traduzione italiana di Nicoletta Giacon, che si è attirato numerose critiche in Germania ed è stato oggetto di dibattito: Il Süddeutsche Zeitung definisce il libro “ein Ärgernis, eine Beleidigung, ein Vergehen”, quindi una seccatura, un insulto, un’offesa, mentre per il Frankfurter Allgemeine, ha dichiarato che il romanzo è “Schund”, spazzatura.

Stella, con le sue ambientazioni, ci riporta in dietro nel tempo, in piena seconda guerra mondiale, nella Germania nazionalsocialista, nel periodo in cui i nazisti hanno il paese sotto controllo e la popolazione non “ariana” soffre a causa del razionamento, dei bombardamenti ed è sistematicamente sottoposta all’arbitraria violenza della polizia.

Ed è in questa Berlino che sapeva di carbone, di sapone di resina, di gasogeni trasportabili, di cera per pavimenti e barbabietole cotte, che il giornalista del Der Spiegel, Takis Würger, ambienta il suo secondo libro, un romanzo coinvolgente, ma al contempo controverso e a tratti crudele, seguito al bestseller Der Club, che venne tradotto in sette paesi e vinse il premio Lit.Cologne.

Friedrich, il protagonista, è un giovane svizzero ricco e apparentemente senza un preciso obiettivo, se non quello di occuparsi d’arte, arriva nella capitale tedesca per capire che aria tira e se veramente, così come gli era stato raccontato, la notte i nazisti sfollavano gli ebrei, caricandoli sui furgoni. Giunge al Grand Hotel Am Brandenburger Tor, all’inizio del gennaio 1942, per lasciare la città esattamente un anno dopo. Il suo passaporto svizzero è un perfetto lasciapassare per le strade della capitale, soggette a continui controlli.

Così, prende lezioni di disegno e incontra una donna che si presenta come Kristin:

Questa donna recitava così tanti ruoli, la modella nuda, la cantante con la voce sottile, la bellezza quando era distesa nella vasca da bagno, la penitente, la bugiarda, la vittima e la colpevole.

Infatti nel gioco dei ruoli, Kristin, molto sicura di sé, poco alla volta sembra quasi sbiadire, per mostrare una personalità sempre più ambigua e insondabile, che la costringerà a rivelare chi  è realmente: Stella Goldschlag, una giovane ebrea, che vuole essere considerata a tutti i costi “ariana”, annullando completamente la sua identità, tanto da essere ricordata storicamente come il veleno biondo, la donna che collaborò con la Gestapo, scovando tutti quegli ebrei che, negli anni ’40, si nascondevano a Berlino, arrivando a denunciarne centinaia.

L’autore con maestria si destreggia tra finzione e realtà: la vera storia di Stella Goldschlag, che Takis Würger intreccia alla figura di Friedrich, personaggio di fantasia, così come la loro storia d’amore.

Friedrich è la voce narrante, la voce di un uomo innamorato, che tuttavia sembra vivere i fatti dall’esterno, come se fosse un semplice spettatore, incapace di lasciarsi coinvolgere emotivamente dal ruolo mostruoso giocato da Stella nei confronti degli ebrei, al punto da perdersi in pensieri che continuano a mettere in evidenza il suo atteggiamento del tutto passivo e neutrale:

Non so se è giusto tradire una persona per salvarne un’altra.

E mentre la Germania sta per distruggere milioni di persone, il protagonista filtra la vicenda attraverso uno specchio, che deforma le verità a sostegno di un amore, quello per Stella, che inizialmente la mostra vittima, ma che subisce una trasformazione, incessante e progressiva, per rivelarsi una carnefice, brutale e spietata.

 

La chiave di lettura, per comprendere quanto detto, si concentra in quel termine imputata che nel romanzo ricorre nei documenti, infatti Würger conclude ogni capitolo con piccoli brani in corsivo, tratti dalle dichiarazioni rilasciate in un tribunale militare sovietico e oggi conservate nel Landesarchiv di Berlino, dove vengono citati i fatti, i testimoni e quindi le vittime ebree, denunciate da Stella senza aver mai mostrato pietà o titubanza.

Il Signore ha creato tutto l’universo, lo sai? Merli, elefanti… Dio dimora in ogni essere umano, è scritto negli Atti degli Apostoli. Capisci? Per questo dobbiamo prendercene cura… di tutte le creature intendo.

E tutto nel romanzo scorre con studiato distacco, nonostante la crudezza degli argomenti trattati, che stridono con le ambientazioni e le finzioni attorno a cui ruota la storia d’amore dei protagonisti.

Per quanto il romanzo sia ben strutturato e si lasci leggere tutto d’un fiato, la vicenda solleva molte domande, a cui l’autore non intende dare risposta. Würger non ci prova nemmeno: se inizialmente la protagonista viene costretta dalla Gestapo a tradire, perché risparmi i genitori dalla deportazione, Stella continuerà nel suo intento, anche quando madre e padre sparirono dietro i cancelli di Auschwitz. Fatti che appunto non richiedono risposte, dato che la stessa protagonista non volle mai motivare le proprie azioni.

Come ho potuto essere così ingenuo? Ma non è forse una domanda che ci si pone sempre, quando si guarda al passato?

Il compagno di classe di Stella Goldschlag, Peter Wyden, pubblicò nel 1992 una biografia e inoltre due musical portano a Berlino la storia sul palco. Tuttavia, la vita di Stella è rimasta in gran parte sconosciuta fino a oggi, per essere infine raccontata dalla penna di Würger, che riesce a trascinare il lettore in un’ambientazione atroce, priva di pietismo. I protagonisti sono caratterialmente molto forti e ben delineati, i rapporti tra i personaggi sono articolati e posti in relazione con date ed eventi storici realmente accaduti; il capovolgersi dei ruoli, vittima-carnefice, conferisce al romanzo un ritmo incalzante e spinge il lettore a scavare per cercare con il protagonista la verità, quell’unica verità che permetterà alla storia di condannare Stella Goldschlag.

Nell’inutile ricerca della perfezione e nella negazione della propria identità, si consumano i tradimenti perpetrati da Stella, attraverso l’inganno, un inganno che si fa collettivo, così come fu per tantissimi altri che al di là delle intenzioni reali, ossia quelle di sopravvivere agli orrori del nazismo, portarono allo sterminio di 6 milioni di esseri umani, 6 milioni di ebrei tra uomini, donne e bambini, senza fare distinzione alcuna.

Mio padre mi aveva detto che la verità è un segno d’amore. Che la verità è un dono. E a quell’epoca ero certo che fosse vero.

 

Ad Auschwitz, nei luoghi della memoria, oggi è possibile leggere queste parole:

Solo quando nel mondo a tutti gli uomini sarà riconosciuta la dignità umana, solo allora potrete dimenticarci.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Friedrich è un giovanotto svizzero che si trasferisce a Berlino per inseguire le sue ambizioni artistiche. In una scuola d’arte incontra Kristin, una ragazza molto bella e sicura di sé. È lei a prendersi cura di Fritz che, un po’ ingenuo, non si sa muovere bene in una grande città. Se lo porta in giro nelle folli notti berlinesi, tra locali alla moda e posti che non avrebbe mai trovato senza di lei, si divertono e s’innamorano. Un giorno però Kristin bussa alla sua porta, ferita, con dei lividi sul volto e sul corpo, e gli confessa di non avergli detto tutta la verità.
Un romanzo che nasce da una storia vera, una storia d’amore impossibile sullo sfondo della Seconda guerra mondiale, il nazismo e la caccia agli ebrei.

Ispirato a una storia vera, Stella è un romanzo d’amore ossessivo e tradimento nella spaventosa Berlino del 1942.

 

Chi è Takis Würger ?

Takis Würger, nato nel 1985, è scrittore e giornalista d’inchiesta per il “Der Spiegel” e vive a Berlino. Ha lavorato come reporter in Afghanistan, Libia, Ucraina e in tutto il Medioriente. Nel 2017 ha esordito come romanziere con Der Club (in pubblicazione per Keller Editore), premio Lit.Cologne e grande successo nelle librerie tedesche. Feltrinelli ha pubblicato Stella (2019), il suo secondo romanzo.

 

 DETTAGLI

Editore: Feltrinelli Editore

Data di uscita: Gennaio 2019

Collana: I Narratori

Pagine: 192

Prezzo: € 16,00

ISBN: 9788807033278

Genere: Narrativa

Traduttore: Nicoletta Giacon

 

 

ANCHE LE FORMICHE NEL LORO PICCOLO POSTANO Gino & Michele, Francesco Bozza

le formiche 2Avete presente quei giorni in cui gira storto, poi aprite Facebook e scorrete tutti quei meme o freddure tipiche del web, che cominciano a divertirvi sciogliendo la tensione? Bene! Preparatevi, perché dopo quasi 30 anni dalla nascita del primo libro, Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, ritorna la saga comica più famosa, quella delle Formiche, con Gino (Vignali) & Michele (Mozzati), noi le avevamo lasciate “incazzate”, ma adesso in compagnia di Francesco Bozza, noto pubblicitario, si fanno social e danno vita al secondo libro, scritto a sei mani, Anche le formiche nel loro piccolo postano, edito da Baldini+Castoldi.

Certo i tempi sono cambiati, oggi una buona parte di quotidianità si svolge davanti a un display e tutto si fa più veloce e immediato, anche l’umorismo, che richiede una certa dose di agilità mentale. Infatti, se siete social al punto giusto, leggendo Anche le formiche nel loro piccolo postano, non potrete non conoscere, e quindi riconoscere, tutta una serie di battute-tormentone che, rimbalzando da un post a un altro, finiscono con il consumarsi su WhatsApp, dando vita così a nuove tipologie e a nuove espressioni, non solo lessicali, di una comicità sempre più trascinante.

  1. Ricominciamo dai fondamentali: la Terra gira intorno al Sole, gli scudetti della Juve sono 34 e chiunque abbandona 629 persone in mare è uno stronzo. (Gipo di Napoli, dalla pagina Facebook <<Satiraptus>>).

Per cui freddure estemporanee e molto attuali, che permettono anche di dire come la si pensa su determinate problematiche.

Per questo torna a essere decisivo il <<cartaceo>>. Il libro con il suo profumo di cellulosa e di inchiostro. Perché il libro ti obbliga a leccarti il dito per girare la pagina, tempo necessario per tre secondi di riflessione.

Anche le formiche nel loro piccolo postano è un lavoro ben strutturato, che ha richiesto una bipartizione: una prima parte, contenente 540 battute, come nel primo libro, che si susseguono mettendo in luce la comicità del popolo del web, fatta di calembours sagaci, freddure, botta e risposta divertenti e dedicando invece la seconda parte, con gli ultimi 10 capitoli, alla storia che si nasconde dietro i meme più famosi, di come sono nati e perché sono stati realizzati. Sicuramente, quello che mi ha più sorpresa è il fenomeno virale Keep Calm and Carry On, dietro al quale la storia inglese e una semplice coincidenza hanno dato il loro contributo.

Ci sono libri che vanno letti in un determinato momento e con un preciso stato d’animo, disposto ad accogliere, quindi

540 battute che si consumano su un Frecciarossa o in una pausa pranzo. Per essere un po’ meno cupi e incazzosi, ma solari e incazzati, quello può andar bene.

Insomma, se vi siete persi qualche battuta sui social, la recupererete facilmente con Anche le formiche nel loro piccolo postano e poi con le formiche ci si può anche intenerire, per questo vi rimando alla lettura della prefazione di Francesco Bozza e alla conclusione dei suoi ringraziamenti, che recita così:

Ovunque egli sia: Papà visto? Ci siamo vendicati…

Ma per scoprire a cosa si riferisce Bozza, dovete leggere il libro.

Quindi, se volete farvi trascinare dalla comicità di Gino & Michele, o dal senso dell’humor di Francesco Bozza partendo da tutto ciò che normalmente avete sotto gli occhi, ossia i social network, con internet a portata di mano, non potete perdere Anche le formiche nel loro piccolo postano, una raccolta destinata a regalarvi momenti di puro divertimento!

Mason Cooley affermava che l’umorismo non ci salva dall’infelicità, ma ci consente di scostarcene di qualche passo… un passo che evidentemente si fa sempre più 2.0.

 

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Un grande ritorno. A quasi trent’anni dalla nascita si ripete la saga comica più famosa d’Italia, quella delle Formiche.

Insieme al pubblicitario Francesco Bozza, da sempre cultore di battute e grande conoscitore del web, Gino & Michele tornano a proporre, con 540 battute nuovissime, l’antologia che ha lanciato un genere nell’editoria italiana, raggiungendo milioni di lettori. Questa volta Gino & Michele e Francesco Bozza raccolgono il meglio della comicità del web e dei social in una divertentissima e curiosa rassegna che diventa quasi una fotografia della contemporaneità attraverso il virtuale. Ancora una volta si parte dal comico, oltre che per divertirsi, per conoscere un po’ la società sia nei suoi aspetti più frivoli che in quelli più critici. Inoltre, in dieci schede, viene spiegata dagli autori, la storia dei meme più famosi del mondo, dallo schiaffo di Batman al John Travolta confuso.

Anche le formiche nel loro piccolo postano entra di diritto a far parte di un filone, quello di una comicità istantanea e libera che ha saputo conquistare un numero sempre crescente di lettori dal loro esordio a oggi.

 

Chi sono Gino & Michele, Francesco Bozza?

Gino Vignali e Michele Mozzati, meglio noti come Gino & Michele, sono scrittori, autori televisivi e teatrali e condirettori di Smemoranda.

Francesco Bozza è un affermato pubblicitario. Durante la sua carriera ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali. Oggi è Chief Creative Officer di FCB Milan.

 

DETTAGLI

Editore: Baldini + Castoldi

Collana: Le Boe

Genere: Umorismo

Listino: € 15,00

Formato: Cartonato, Illustrato

Ean: 9788893881456

Pagine: 286

Data di pubblicazione: 27/09/2018

 

 

BERLINO, DUSSMANN E UN SOGNO CHE PROFUMA DI CARTA

Bentrovati webnauti,

eccoci agli inizi di un nuovo anno, ricco di progetti e nuove opportunità…

Il 2018 per me non poteva concludersi in modo migliore, con la famiglia riunita a casa di mio fratello, nella meravigliosa cornice di un Natale berlinese, che ho sperato non finisse mai.

A Berlino ho lasciato un pezzo del mio cuore!

Sony Center a Potsdamer Platz – Berlino

Al rientro, mentre la sorvolavo, nascosta da una spessa coltre nuvolosa, riflettevo sul fatto che indicare Berlino con il termine di città significa stritolarla in un ambito riduttivo, che non le appartiene; città è chiusura, limite, confine, invece Berlino è una capitale sempre in espansione, dove la storia accompagna per mano una modernità, che si oppone di continuo al passato, per proiettarsi in un futuro immediato e fortemente avveniristico.

Berlino è soprattutto ricordo e al contempo superamento di tutti quei limiti imposti da un periodo storico pesante e catastrofico, quindi è accoglienza, ma soprattutto è kultur che si nutre di nostalgia e storicità, a cui si accompagna una controcultura, gegenkultur, intesa come contrapposizione ai principi culturali dominanti. Inoltre, essendo un museo a cielo aperto, biblioteche, librerie e caffè letterari fanno da cornice a un mondo in continuo fermento culturale; in Germania si legge molto di più che in Italia.

Quindi, rivelatasi terra di grandi opportunità, con i quartieri multietnici e le sue possibilità di lavoro, Berlino è molto ambita e sono tanti coloro che provenienti da varie parti del mondo vi si sono trasferiti e tra questi, da oltre vent’anni, mio fratello.

In questo contesto trova la sua perfetta collocazione una delle librerie più belle del mondo e più grandi d’Europa, la libreria Dussmann das Kulturkaufhaus. Potevo non andare? Un’opportunità del genere non me la sarei mai fatta sfuggire!

Dussmann das Kulturkaufhaus

Peter Dussmann in un arco temporale di 40 anni ha costruito un impero finanziario enorme e diversificato, il Dussmann Group, composto da 64.000 dipendenti in 21 Paesi, con una internazionalizzazione che partita nel 1968, da Monaco di Baviera, con i bagni chimici, non si è più fermata. Infatti, il Dussmann Group non si occupa solo di attività culturali, ma abbraccia case di cura per anziani e asili nido; oltre ai servizi di catering, si occupa anche di servizi per la gestione degli edifici commerciali e gli uffici, per passare alla creazione di tecnologie per la refrigerazione e la climatizzazione e servizi per l’esercito tedesco, come la pulizia della caserma di Edelweiβ, a Mittenwald e in passato si è anche occupato della fornitura di pasti alle truppe.

 “Ogni insuccesso è un’opportunità” 

– Peter Dussmann –

 Quindi un colosso finanziario da un giro d’affari enorme che coinvolge, fra tutti gli altri Paesi, anche l’Italia.

DUSSMANN – Crime & Thriller

Ma focalizziamo la nostra attenzione su una piccola parte di questo incredibile impero, quella nota come la Dussmann das Kulturkaufhaus – Dussmann la grande casa della cultura – distribuita su cinque piani e che occupa una superficie di 7.300 metri quadrati, al numero 90 di Friedrichstraβe, una centralissima strada, nel cuore di Berlino, vicino il quartiere di Kreuzberg, aperta tutti i giorni fino a mezzanotte, fatta eccezione per il sabato che anticipano la chiusura di mezz’ora, mentre la domenica rispettano il riposo settimanale.

Entrare da Dussmann equivale a cominciare un viaggio entusiasmante, un’esperienza indimenticabile, tra pagine e pagine di libri, oltre ad abbracciare altri affascinanti rami culturali, quali musica e cinema con CD, Dvd, Blu-ray e film in 3D, con accessori incentrati su saghe famose, quali Harry Potter, Star Wars e Game of Thrones.

Andiamo per ordine…

La libreria venne fondata nel 1997 e volle essere un dono per i berlinesi, oltre a rappresentare la realizzazione di un sogno, quello di poter creare una libreria, di ispirazione americana, aperta fino a tarda sera, con una caffetteria interna, la musica dal vivo e offrire diversi servizi per i clienti, con eventi dedicati a mostre, esposizioni e presentazioni di libri. E il tutto richiama alla mente il film con Meg Ryan e Tom Hanks, C’è posta per te, stereotipo americano, molto in voga negli anni ’80.

Sono arrivata da Dussmann il 24 dicembre, intorno a mezzogiorno, quindi a ridosso delle 14,00, orario di chiusura anticipata per via delle festività natalizie, con la riapertura prevista per il 27, giorno del mio rientro in Italia.

Al primo piano, ho avuto modo di ammirare la Sfinge della Regina Hatshepsut,

Sfinge della Regina Hatshepsut, Civiltà Egizia, Nuovo Regno, XVIII dinastia.

un prestito permanente, antico 4000 anni, del Museo Egizio di Berlino, che si trova nell’androne centrale e sembra dare il benvenuto; alle spalle della Sfinge, vi sono le scale, che permettono di scendere al piano 0, per raggiungere il caffè-ristorante Ursprung, inaugurato nel 2012 e aperto dalle 09,00 alle 21,00 con cucina tipica tedesca, ma con un pizzico di innovazione; qui è possibile fare colazione, o semplicemente consumare il pranzo, per esempio a base di tagliatelle fatte in casa, con verdure colorate, pomodori secchi e parmigiano, al prezzo di € 7,20 e non manca il tè pomeridiano, servito non prima delle 16,00. I posti al suo interno sono 74 e alle prime 9 telefonate è permesso prenotare.

Sotto la scala, che immette al caffè, si trova una vasca impreziosita da mosaici, al cui interno è possibile ammirare alcuni pesci rossi. Ma l’elemento straordinario del piano 0 è il giardino verticale, che occupa una parete di 270 metri quadrati, dove sono state collocate 6000 piante tropicali, si tratta del “Mur Végétal”, opera d’arte (vivente) del famoso botanico Patrick Blanc.

MUR VÉGÉTAL, un’opera d’arte vivente, di Patrick Blanc

Il Mur Végétal vuole simboleggiare il rispetto per la sostenibilità da parte del Dussmann Group.

Poi, man mano che si salgono i piani, abbiamo una distribuzione di libri, Dvd, Blu-ray, film in 3D e Cd, di cui non ricordo l’esatta distribuzione per piano ma, una cosa è certa, la scelta è ampia e riesce a soddisfare qualunque richiesta, grazie anche alla presenza del personale addetto, sempre molto disponibile e prodigo di consigli.  Le varie sezioni si susseguono tra un piano e un altro, dove si possono trovare tutte le novità in campo letterario, con una vasta esposizione di oggetti di cartolibreria, una room dedicata ai libri per bambini in lingua straniera, la Children’s International e ancora libri in lingua originale: italiano, spagnolo, francese, e una piccola sezione in lingua polacca e svedese. I libri in lingua italiana sono suddivisi in libri d’importazione e libri scritti da autori tedeschi in italiano. Inoltre, vi è una sezione dedicata alla letteratura specialistica e libri di saggistica su argomenti vari, libri di psicologia, cucina, oppure guide, libri di viaggio e ancora al terzo piano troviamo libri per l’apprendimento del tedesco, ma anche di altre lingue e libri di marketing o per la programmazione. Molto ricca è la sezione fantasy, a cui si affianca un’ala dedicata alla letteratura per l’infanzia, con una nutrita esposizione di libri in 3D.

Durante la visita è anche possibile occupare una delle poltrone presenti in libreria, leggendo ciò che si desidera, senza essere disturbati, oppure ci si può accomodare in una delle scrivanie, per cominciare una ricerca o una semplice consultazione. hdr

E dato che a Berlino tutto è possibile, da Dussmann potete realizzare il sogno di rimanere in libreria per una notte. Come è semplicissimo: una volta all’anno, 20 persone vengono sorteggiate e chiuse dentro la libreria, per dieci ore. Le richieste sono così tante, che non si può scegliere senza un sorteggio, così come per sorteggio si scelgono 19 lettori, che uno alla volta al mese vengono ospitati nel salotto letterario, per discutere con l’autore del suo ultimo libro.

È una cattedrale della cultura, un concetto riuscitissimo di libreria supermercato, con dentro una libreria raffinata. Ha un proprietario ricchissimo e atipico, che vuole avere un centro di cultura. E la più brava direttrice del mondo

– Inge Feltrinelli –

Credo, comunque, che Dussmann non si debba raccontare, bisogna andare a vedere con i propri occhi come un sogno, di ispirazione americana, possa diventare il sogno di chiunque vi si rechi, giungendo in un giorno qualunque, da qualunque parte del mondo.

 

berlin mur
Berlin Mur – Street Art