BIRRA E CULTURA? UN MUST!

Con l’aumentare delle temperature, aumenta il bisogno di bibite ghiacciate e la tentazione di una buona birra scandisce il tempo di molte serate.

Prodotta secondo un metodo naturale rimasto invariato da millenni, la birra è la bevanda alcolica più antica in commercio, il cui malto fermentato si trova in varie versioni dato che, contrariamente a quanto si possa credere, le birre non sono tutte uguali. Provenienza, gradazione, fermentazione, colore, ingredienti usati e sapore, ne determinano le caratteristiche peculiari.

Oggi alle tradizionali birre bionda, rossa, nera e chiara, si accompagnano le nuove light, ipocalorica, al limone e la più criticata di sempre l’analcolica, la cui comparsa in commercio spinse il noto giornalista del settore birraio di New York, Tom Roston, a sostenere che “La birra analcolica non sarà mai un prodotto di punta!”. Ma si sbagliava e marche come Beck’s, Tourtel e Heineken si sono presto adeguarono al cambiamento.

E ancora birra spalmabile bionda e scura della cioccolateria Napoleone di Rieti, la marmellata di birra, la birra giapponese, le birre d’abbazia e potremmo continuare all’infinito in base al paese di produzione.

Le origini della birra si perdono nella notte dei tempi, coinvolgendo letteratura, pittura, fumetti, cinema e cartoon. duff

Addirittura della birra se ne fa cenno in alcuni passi della Bibbia, pur essendo il vino la bevanda che tradizionalmente ricopre un ruolo centrale.

I greci e i latini, grandi amanti del vino, si pensi ai baccanali in onore di Bacco e Dionisio, fanno anch’essi riferimento alla birra. Eschilo ne Le Supplici ne parla e Tacito nel volume Germania deplora i popoli barbari per via di “un liquido, ricavato dall’orzo o dal frumento, fermentato pressappoco come il vino.”

Caio Plinio Secondo, conosciuto come Plinio il Vecchio, nel libro XXXVII della Naturalis Historia, descrive la birra in maniera quasi scientifica, menzionandone due tipi, la zythum egiziana e la cerevisia della Gallia. Inoltre, sottolinea che presso i Celti era la bevanda fermentata più diffusa e aggiunge: “La Gallia e la Spagna fanno macerare le specie di cereali di cui abbiamo parlato, utilizzando come lievito la schiuma che si forma in superficie.”

Nella Roma imperiale la birra era anche impiegata nella cosmesi femminile per la pulizia del viso, mentre nelle Province era una bevanda molto apprezzata e largamente diffusa.

Viaggio in parallelo, birra e letteratura costituiscono un binomio quasi inscindibile, divenendo in alcuni casi un passaggio obbligato.

Ritroviamo la birra negli scritti di William Shakespeare il quale, come la maggior parte dei suoi connazionali, era un grande appassionato di birra. Nell’atto V dell’Amleto suscita desiderio nel becchino: “Adesso, per favore, va’ da Yaughan e fatti dare una pinta di birra”; in Sogno di una notte di mezza estate il folletto Puck è talmente dispettoso da far schiumare la birra. La riprova dell’amore incondizionato di Shakespeare per la birra trova piena espressione, ancora una volt,a in un passo dell’Amleto, quando un paggio di Falstaff, che si trova in Francia durante una campagna bellica, preso da un momento di sconforto pronuncia queste parole: “Ah, come mi vorrei trovare a Londra, in una birreria! Sarei disposto a barattare tutta la mia gloria per un gotto di birra e la pellaccia!

fiore azzurr
Acquista IL FIORE AZZURRO su Amazon

In tempi recenti, anche la scrittrice Penelope Fitzgerald, dedica un passo alla birra nel suo Il fiore azzurro, romanzo Sellerio, in cui l’autrice racconta la vita di Friederich von Hrdenberg, noto come Novalis.

E ancora, il più grande top seller italiano, Andrea Camilleri, contribuisce a omaggiare la birra nel suo Il Birraio di Preston, edito da Sellerio.

Troviamo “tracce di birra” anche in Charles Dickens, ne Il Circolo Pickwick:

 

E su questo tono, con l’intermezzo casuale di qualche bicchiere di birra, a guisa di parentesi, quando si mutavano i cavalli della diligenza, continuò lo sconosciuto finché non fu raggiunto il ponte Rochester, e intanto i taccuini del signor Pickwick e del signor Snodgrass si erano andati ricoprendo di estratti delle avventure di costui.

Lo scrittore e drammaturgo gallese Dylan Thomas dichiara:

Non ho niente da sciogliere in un bicchiere di birra, tranne una libbra d’amore.

Frank Zappa scrisse che un Pese è veramente un Paese quando ha una compagnia aerea e una birra… e alla fine è di una bella birra che si ha bisogno; Charles Bukowski: “Avevo bisogno di una birra come base per ricominciare”, per ritrovare la birra anche in alcuni scritti di Goethe e George Orwell, che nel suo saggio, La luna in fondo al pozzo, descrive le caratteristiche del suo pub ideale, accennando alle qualità che la birra dovrebbe possedere.

Anche il cinema si fa passaggio obbligato: da John Ford, con il suo Un uomo tranquillo a Frank Capra, fino ai musical di Minnelli. Anzi, nel cinema americano, la birra gioca un ruolo antitetico al Wisky, rivelandosi una bevanda semplice e genuina, le cui caratteristiche si riflettono sul personaggio, per diventare la bibita tipica del protagonista impegnato in qualche indagine, tanto che nei polizieschi americani non manca mai. In tutti gli uomini del Presidente, Robert Redford e Dustin Hoffman ne bevono a fiumi e ancora beve birra in abbondanza Al Pacino nel suo Serpico. E come dimenticare il tenente Colombo, che a conclusione delle sue indagini, prende una birra, quasi fosse un premio.

Quello che conta è l’atto di fare. Per me girare un film equivale a fare castelli di sabbia. Si va in spiaggia con un gruppetto di amici e si costruisce un grande castello di sabbia. Quando è finito ci si mette seduti a bere una birra aspettando l’arrivo delle onde. Dopo venti minuti quello che riamane è solo sabbia. La struttura che si era costruita è rimasta solo nella testa della gente… afferma Robert Altman, in Altman racconta Altman, a cura di David Thompson.

Nel film del 1961, I due nemici, con Alberto Sordi e David Niven, il dialogo tra il maggiore Richardson (David Niven) e Burke (Michael Wilding) verte proprio sulla birra:

“Non so cosa darei per una tazza di tè.”

“E io non so che darei per una birra gelata servita da una cameriera con indosso soltanto un grembiulino.”

Insomma, la birra a 35 millimetri scorre a fiumi.

E così i grandi mastri birrai traggono ispirazione dalla letteratura attraverso titoli, personaggi e autori. In relazione ai luoghi di origine o agli ingredienti impiegati, nascono birre che, per gusto ed etichette, si legano ai grandi classici della letteratura di tutti i tempi.

Esempio ultimo, negli Stati Uniti, la fabbrica di birra Bell’s Brewery, del Michigan, la quale da fine maggio ha prodotto una birra in serie, con un IPA americano d’ispirazione tedesca, dedicata alla nota raccolta di poesie Leaves of Grass, nella sua traduzione italiana Foglie d’erba, di Walt Whitman. La raccolta Leaves of Grass, pubblicata per la prima volta nel 1855, è considerata un classico della letteratura americana.

bells leaves of grass main (Custom)

La produzione di birra Leaves of Grass della Bell’s si concluderà in maggio 2020: 7 nuovissime birre presentate ai consumatori ogni due mesi, dove ognuna prende il nome da una delle poesie di Whitman, mentre ogni ricetta è complementare alla stagionalità di quando ogni birra viene prodotta.

I tempi di produzione coincidono anche con il 200° compleanno di Walt Whitman.

Questo il programma seguito dalla Bell’s:

Maggio 2019: Song of Myself – American-Inspired American IPA (6.5% ABV)

Luglio 2019: The Prairie-Grass Dividing – Gose-Style Ale prodotta con prugna, sale e coriandolo (4.5% ABV)

Settembre 2019: Oh Capitano! Mio capitano! – TBA

Novembre 2019: per una locomotiva in inverno – TBA

Gennaio 2020: Song of the Open Road – TBA

Marzo 2020: Salut Au Monde! – TBA

Maggio 2020: Spontaneous Me – TBA

Se siete collezionisti e apprezzate tanto la birra, quanto il genio poetico di Walt Withman, non potete perdere questa nuova serie speciale e limitata in confezione da 6 bottiglie, ognuna da 12 once. Per ulteriori info, il link di riferimento della Bell’s Brewery, Inc. è  http://www.bellsbeer.com/

La Bell’s Brewery non è nuova a questo genere di lancio, negli anni hanno tratto ispirazione da diversi ambiti culturali, tutti riflessi delle molteplici passioni del suo presidente e fondatore, Larry Bell. Nel 2014 lanciarono le birre Bell’s Planets, ispirate a I pianeti di Gustav Holst, noto compositore e direttore d’orchestra inglese.

Come ha dichiarato lo stesso Larry Bell: “Questa serie è solo l’ultimo esempio di come le arti ci hanno ispirato a creare ricette nuove e innovative.”

Quindi da Ernest Hemingway che beveva per rendere le altre persone più interessanti, a Benjamin Franklin per il quale nella birra c’è libertà, nell’acqua ci sono batteri, fino a coinvolgere gli ambiti più disparati, basti pensare ai Simpson con la Duff Beer, la birra è diventata nel tempo un must, dimostrandosi un apporto complementare al processo creativo, nota di sofisticata freschezza!

Tuttavia, al di là dell’aspetto culturale e dell’interesse sociale, bere responsabilmente e con moderazione deve essere comunque e sempre prioritario… per salvarsi la vita e salvaguardare quella degli altri.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...