TIMES UNCERTAIN, un nuovo carattere per i tempi incerti

I caratteri tipografici esercitano una profonda influenza sul modo in cui accettiamo le informazioni acquisite e se qualche anno fa lo studio Commercial Type aveva realizzato un nuovo font per Repubblica, noto come Eugenio Serif Poster, per sottolineare un cambiamento che guarda alle origini, una novità giunge da Third Street, un’agenzia di Chicago operante nel settore del brand building, che ha ideato un font a riflesso di questo periodo incerto, contraddistinto da distanziamento sociale e angoscia.

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E mentre vari slogan pongono l’accento sul distanziamento, Third Street ha scelto un carattere tipografico adatto al clima attuale, soprannominandolo Times Uncertain.

Si tratta di una versione rielaborata in chiave angosciosa del noto font Times New Roman, ideato da Victor Lardent, che vedete utilizzato anche per Into The Read, ma nell’adattamento del Times Uncertain i caratteri sono stati resi irregolari, applicando una maggiore crenatura tra le lettere per simulare il distanziamento sociale, imposto a tutti in questo periodo di pandemia. times-uncertain 3

Inoltre, la punteggiatura disponibile è limitata al punto esclamativo e interrogativo, a espressione di emozioni estreme e sensibilità accresciuta, dovuti all’irrazionalità del momento e alla conseguenziale perdita di punti di riferimento.

Anche la dimensione del carattere varia, in un’alternanza di coerenza e incoerenza, in base al modo in cui rimoduliamo il nostro umore dopo aver letto le notizie.

Se vi ho incuriosito, potete visionare il carattere Times Uncertain al seguente link https://www.takethirdstreet.com/times-uncertain dove potrete anche scaricarlo gratuitamente, in tutta tranquillità, dato che David Jones, cofondatore di Third Street e ideatore del nuovo carattere, assicura che “il download del font Times Uncertain non ha virus, o almeno ancora non ne mostra i sintomi.”

 


 

THIRD STREET

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CLASSIFICA AMAZON.IT dei libri più letti e ascoltati durante il confinamento

Il lockdown ha riacceso l’interesse per la lettura, grazie anche all’utilizzo di strumenti digitali, mostrando chiaramente un’evoluzione nella scelta dei generi.

Lente d’ingrandimento a tal riguardo è stato Amazon, il colosso di Jeff Bezos, che ha fornito dati interessanti, acquisiti dall’utilizzo del suo assistente vocale, Alexa, che ha permesso di stilare una classifica degli autori più nominati, almeno in riferimento a coloro che posseggono il dispositivo in casa.

Vediamo quindi come si sono orientati i lettori, durante la quarantena, quali sono state le scelte operate, i libri “letti” ascoltando un audiolibro e i titoli in eBook più richiesti. Le classifiche riportate si riferiscono ai consumi digitali dei clienti Amazon.it nel periodo marzo/aprile 2020, mettendo in luce le variazioni rispetto alle scelte avvenute nel corso del 2019.

Se durante il 2019 il primo posto sul podio è appartenuto a Dante Alighieri, in base alle richieste rivolte ad Amazon Alexa, adesso alla stessa posizione troviamo Charles Perrault, con la fiaba di Cappuccetto Rosso, scelta ovvia se consideriamo la necessità di intrattenere i bambini durante il confinamento.

Al secondo posto Alessandro Manzoni rappresenta un percorso obbligato per tutti gli studenti che si apprestano a preparare l’esame di maturità, seguito da Giovanni Boccaccio, che si conquista una terza posizione, favorito probabilmente dalla tematica del Decameron, in un periodo in cui pandemia e quarantena sono di ordine globale. Dante si conquista il suo quarto posto della Top 10.

Inoltre, nella Top 10 degli ultimi due mesi troviamo Antoine de Saint-Exupéry, i Fratelli Grimm, Gabriel García Márquez, Edmondo De Amicis, Giovanni Verga e Italo Svevo.

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Invece, per quanto riguarda gli audiolibri, Alexa offre un’ampia varietà di scelta, facendo di Audible un’applicazione in costante crescita; tra i titoli più richiesti durante gli ultimi due mesi nel nostro paese troviamo La misura del tempo, di Gianrico Carofiglio, seguito da I leoni di Sicilia di Stefania Auci, che continua a occupare un secondo posto già conquistato nel 2019, mentre Donato Carrisi si conquista la terza posizione con La casa delle voci.

Ѐ anche interessante sapere che tra gli audiolibri più ascoltati di sempre, troviamo al primo posto la saga completa di J.K. Rowling, Harry Potter, seguito da I pilastri della terra di Ken Follet, con un terzo posto occupato da L’amica geniale di Elena Ferrante.

Per quanto riguarda invece la lettura in formato digitale La ragazza della neve di Pam Jenoff è stato l’eBook più letto dai clienti Amazon.it durante il lockdown, un romanzo del 2017 che racconta la storia della giovane Noa, cacciata dai genitori quando scoprono che è rimasta incinta dopo una notte passata con un soldato nazista.

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Il secondo posto è occupato da Stai calmo e usa le parole giuste nel giusto ordine di Paolo Borzacchiello, il medico delle parole, esperto di intelligenza linguistica applicata al business; una lettura che probabilmente sottolinea il bisogno degli italiani di migliorare se stessi, soprattutto nelle relazioni con gli altri, in questo particolare periodo. Al terzo posto troviamo quello che ormai possiamo considerare un classico per ragazzi, Harry Potter e il calice di fuoco.

E anche se in questo periodo di confinamento i device si sono dimostrati utili strumenti, in Italia il 78% dei genitori legge libri ai propri figli, a differenza del 26% dei genitori inglesi che preferisce affidare ai dispositivi tecnologici, come Amazon Alexa, la lettura delle fiabe della buonanotte.

La percentuale più significativa resta sempre quella dei libri cartacei, al 60%, ma per quanto riguarda l’uso delle nuove tecnologie, dedicate alla lettura in digitale, il rapporto AIE del 2019 ha dimostrato che l’uso di e-book è al 24%, di Audiolibri al 7%, mentre lo smartphone è il device più utilizzato per accedere ai contenuti editoriali.

SFILATA DI MODA A PECHINO NEL BOOKSTORE PAGE ONE… al tempo del Covid-19

La vita al tempo del Coronavirus richiede adattamento, reclamando a gran voce una rapida ripresa, esempio in tal senso è stata la China Fashion Week, che pochi giorni fa ha visto organizzare una sfilata all’interno di una libreria di Pechino. Le modelle hanno percorso il bookstore tra i libri, indossando abiti firmati, ma senza la presenza del pubblico.

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La sfilata si è svolta nel bookstore Page One (https://www.facebook.com/pageonebeijing/) di Pechino, il 5 maggio scorso, in diretta streaming.

Page One è una libreria contemporanea, con interni minimalisti, che incorpora in modo univoco l’arte del sud-est asiatico, con le sue stoffe tipiche e un arredamento che cambia ogni stagione, dove annualmente vengono organizzati molti eventi speciali.

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Fondata nel 1983 da Mark Tan, a Singapore, Page One 书店 è una catena con diverse sedi in Asia, tra cui Cina, Hong Kong, Taipei, Bangkok. Specializzata in libri di lingua inglese, recentemente ha ampliato la sua offerta con libri in lingua cinese. Nato come negozio di abbigliamento per la vendita al dettaglio, Page One con il passare del tempo si è trasformato, dedicandosi al campo dell’editoria e della distribuzione di libri. Nell’editoria accresce la propria forza con l’acquisizione di diritti e la pubblicazione di titoli originali, con particolare attenzione all’arte e al design. Page One Publishing ha anche portato i suoi titoli in Occidente, vendendone i diritti, titoli che sono stati tradotti in undici lingue diverse, mentre come distributore ha creato una solida rete in Asia e nel resto del mondo.

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Il 5 maggio scorso, la sede di Pechino ha quindi ospitato le creazioni di Dejin e Link Unique, per le collezioni 2020/2021.

Il bookstore di Pechino ha il vantaggio di essere aperto 24 ore al giorno e anche se la Cina è stata la prima a dichiarare il lockdown obbligatorio, adesso la vita reclama una ripresa, soprattutto economica, a cui non ci si può più sottrarre.

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PAGE ONE 书店

19 Sanlitun Rd, Sanlitun, Chaoyang, Beijing, Cina

Telefono: +86 10 6417 6626

6 libri per LA GIORNATA DELLA TERRA

Amo gli alberi. Sono come noi. Radici per terra e testa verso il cielo.

– Erri De Luca –

 

Dal 22 aprile 1970 si festeggia la Giornata della Terra (Earth Day), su proposta dell’attivista John McConnell, durante la quale si celebra la salvaguardia ambientale del nostro pianeta, una giornata quindi per tutti coloro che hanno a cuore il mondo di oggi e desiderano preservarlo per le future generazioni.

Oggi, 22 aprile 2020, ricorre il 50° anniversario dalla sua istituzione e gli spunti di riflessione di certo non mancano.

Con sistematicità e assoluta indifferenza abbia soffocato un pianeta, fatto che, soprattutto in questi giorni, si è mostrato chiaramente attraverso le varie immagini che abbiamo avuto modo di vedere a testimonianza di come, in assenza dell’uomo, la natura si riappropria dei suoi spazi.

Il pianeta non è solo nostro…

Quando i primi astronauti orbitarono intorno alla Terra, milioni di ascoltatori li sentirono descrivere la sua bellezza: abitiamo un pianeta “simile a una perla azzurrina persa nello spazio”, un mondo dalle cui finite risorse dipendiamo.

Io non sono un ambientalista. Sono un guerriero della Terra.

– DARRYL CHEARNEY-

Perché la sostenibilità ambientale passa per un’unica grande verità: l’essere umano dipende dalle interrelazioni che avvengono all’interno di questo reame di forme vitali, chiamato Terra, dove ogni organismo è collegato a ogni altro essere vivente attraverso labili e al contempo tangibili legami.

L’interdipendenza è una fase costante dell’esistenza, ogni essere vivente partecipa al riciclaggio dell’energia e delle sostanze nutrienti provenienti dall’acqua, dalla terra, dal sole e dall’aria e la nostra sussistenza poggia su questo intricato, delicato e continuo interscambio.

Dovremmo aver capito che la straordinaria caratteristica della materia vivente è quella di sapersi organizzare; la vita, in tendenza opposta al disordine dell’universo, crea ordine dalla materia che la circonda, generando “scorie” in grado di influenzare l’ambiente. Così la biosfera, grazie a una serie di meccanismi naturali di retroazione e al pari di un organismo vivente, fa funzionare i propri sistemi, che consentono la vita sul pianeta. E l’uomo esercita un’incidenza negativa su questi meccanismi, apportando uno squilibrio, che non ha tardato a dare i suoi risultati.

Vi sono diversi saggi che vi vorrei consigliare, ma ho scelto solo 6 libri che a mio avviso trattano la questione ambientale da vari punti di vista e che forniscono interessanti spunti di approfondimento per una tematica tanto ampia.

Buona lettura!

 

DIZIONARIO DELL’AMBIENTE

In oltre trecento voci, i principi, i concetti della scienza ecologica e i molteplici aspetti della problematica ambientale, definiti e spiegati nei loro necessari intrecci con le diverse discipline scientifiche e umane, nelle loro implicazioni giuridiche, politiche, sociali.

Un’opera che si può consultare a vari livelli di approfondimento e nella quale una fitta rete di collegamenti interni consente di seguire molteplici e più generali percorsi di lettura.

Dalla collaborazione di più di 100 specialisti, i fondamenti dell’ecologia e dell’ambientalismo. A cura di Giuseppe Gamba e Giuliano Martignetti, Dizionario dell’ambiente, ISEDI

LA NOSTRA CASA Ѐ IN FIAMME

«Non voglio la vostra speranza. Voglio che proviate la paura che io provo ogni giorno. Voglio che agiate come fareste in un’emergenza. Come se la nostra casa fosse in fiamme. Perché lo è.» Greta Thunberg ha parlato chiaro ai grandi del mondo e ha iniziato così la sua battaglia contro il cambiamento climatico, sostenendo che «nessuno è troppo piccolo per fare la differenza». Lo «sciopero scolastico per il clima» di una solitaria e giovanissima studentessa davanti al Parlamento svedese è diventato un messaggio globale che ha coinvolto in tutto il mondo centinaia di migliaia di ragazzi che seguono il suo esempio in occasione dei #fridaysforfuture. Greta ha dato inizio a una rivoluzione che non pare destinata a fermarsi, una battaglia da combattere per un futuro sottratto alle nuove generazioni al ritmo furioso dei 100 milioni di barili di petrolio consumati ogni giorno.

La nostra casa è in fiamme è la storia di Greta, dei suoi genitori e di sua sorella Beata, che come lei soffre di disturbi dello spettro autistico. È il racconto di come una famiglia svedese si sia trovata ad affrontare una crisi imminente, quella che ha travolto il nostro pianeta. È la presa di coscienza di come sia urgente agire ora, quando nove milioni di persone ogni anno muoiono a causa dell’inquinamento. È il «grido d’aiuto» di una ragazzina che ha convinto la propria famiglia a cambiare vita e ora sta cercando di convincere il mondo intero. Greta Thumberg, La nostra casa è in fiamme, Mondadori.

ENTRO I LIMITI DEL NOSTRO PIANETA

La problematica ambientale, nella sua pluralità di dimensioni, si impone sempre più come tematica culturale da indagare nel suo percorso storico a partire dalle attente riflessioni compiute da studiosi straordinariamente eclettici ma anche trascurati dai più negli specifici studi. Veri precursori, in non pochi casi, del dibattito attuale, non possono non essere riconsiderati nella ricerca di ipotesi alternative sulle quali costruire nuovi, più equilibrati e sostenibili, modelli di sviluppo. Nel volume si riflette su questi aspetti attraverso scritti di studiosi, proposte politiche e relative azioni all’interno di un arco temporale compreso tra l’inizio dell’Ottocento e i giorni nostri. Caterina Madau, Entro i limiti del nostro pianeta, Pàtron Editore

LA GRANDE CECITÀ. Il cambiamento climatico e l’impensabile

Nei primi anni del XXI secolo Amitav Ghosh lavorava alla stesura de Il paese delle maree, il romanzo che si svolge nelle Sundarban, l’immenso arcipelago di isole che si stende fra il mare e le pianure del Bengala. Occupandosi della grande foresta di mangrovie che le ricopre, Ghosh scoprì che i mutamenti geologici che ciclicamente vi avvenivano – un argine poteva sparire nell’arco di una notte, trascinando con sé case e persone – stavano diventando qualcos’altro: un cambiamento irreversibile, il segno di un inarrestabile ritrarsi delle linee costiere e di una continua infiltrazione di acque saline su terre coltivate.
Che un’intera area sotto il livello del mare come le Sundarban possa essere letteralmente cancellata dalla faccia della terra non è cosa da poco. Mostra che l’impatto accelerato del surriscaldamento globale è giunto ormai a minacciare l’esistenza stessa di numerose zone costiere della terra.
La domanda, per Ghosh, nacque perciò spontanea. Come reagisce la cultura e, in modo particolare, la letteratura dinanzi a questo stato di cose? La risposta è contenuta in questo libro in cui l’autore della trilogia della «Ibis» ritorna con efficacia alla scrittura saggistica.
La cultura è, per Ghosh, strettamente connessa con il mondo della produzione di merci. Ne induce i desideri, producendo l’immaginario che l’accompagna.
Una veloce decappottabile – un prodotto per eccellenza dell’economia basata sui combustibili fossili – non ci attrae perché ne conosciamo minuziosamente la tecnologia, ma perché evoca l’immagine di una strada che guizza in un paesaggio incontaminato; pensiamo alla libertà e al vento nei capelli; a James Dean e Peter Fonda che sfrecciano verso l’orizzonte; a Jack Kerouac e a Vladimir Nabokov. Questa cultura, così intimamente legata alla storia del capitalismo, è stata capace di raccontare guerre e numerose crisi, ma rivela una singolare, irriducibile resistenza ad affrontare il cambiamento climatico.
Quando il tema del cambiamento climatico appare, infatti, in una qualche pubblicazione, si tratta quasi sempre di saggistica.
La rara e fugace comparsa di questo argomento in narrativa è sufficiente a relegare un romanzo o un racconto nel campo della fantascienza.
Che cosa è in gioco in questa resistenza? Un fallimento immaginativo e culturale che sta al cuore della crisi climatica?
Un occultamento della realtà nell’arte e nella letteratura contemporanee tale che «questa nostra epoca, così fiera della propria consapevolezza, verrà definita l’epoca della Grande Cecità»? Amitav Ghosh, La grande cecità, Neri Pozza Editore

VIVERE SENZA PLASTICA

Una guida per cambiare il mondo, una bottiglia di plastica alla volta. Circa 12,7 milioni di tonnellate di plastica stanno invadendo l’oceano ogni anno, uccidendo oltre un milione di uccelli e 100.000 mammiferi marini. Entro il 2050 potrebbe esserci più plastica nell’oceano che pesci, in termini di peso. Questo tipo di inquinamento è il flagello ambientale della nostra epoca, ma come si può modificare questa situazione? Questa guida accessibile a tutti, scritta dall’attivista in prima linea nel movimento anti-plastica, analizza il problema con esempi concreti raccolti in giro per il mondo e fornisce i consigli adatti per realizzare piccoli cambiamenti che fanno una grande differenza, dall’acquisto di stoviglie riutilizzabili alla pulizia del parco o della spiaggia vicino a casa. La plastica non si elimina senza combattere. Abbiamo bisogno di un movimento composto da miliardi di gesti individuali, che unisca persone provenienti da tutti gli ambienti e da tutte le culture. Questo libro vuole essere una “chiamata alle armi” per unire le forze in tutto il mondo e porre fine alla nostra dipendenza dalla plastica. Will Mccallum, Vivere senza plastica, HarperCollins Italia

 

ATMOSFERA Istruzioni per l’uso

Effetto serra, inquinamento, buco dell’ozono: il libro vuole essere un manuale divulgativo per conoscere l’atmosfera e, di conseguenza, imparare a proteggerla, perchè, sostengono gli autori, il problema, a questo punto, è quello di compiere le scelte giuste per sopravvivere. alcuni capitoli, quelli relativi alla condanna a morte di Cristo). Rinchiuso in manicomio, come indesiderabile, viene liberato grazie all’intervento di Margherita, la donna da lui amata, che accetta di diventare strega e per una notte guidare il gran sabba di Satana. una versione dall’italiano. ra di una zia vedova e più matura che finirà per sposare. Piero Angela e Lorenzo Pinna Atmosfera istruzioni per l’uso Mondadori

10 LIBRI DI VIAGGIO

Durante questo stranito 2020, le vacanze non riesco neppure a immaginarle: chiudo gli occhi e, oltre a un orizzonte troppo lontano per essere raggiunto, mi vengono alla mente bagnini e bagnanti in mascherina… un incubo!

E allora che fare?

Iniziare a viaggiare con la mente può essere d’aiuto, surrogato a una remota prospettiva che ci vede a cuor leggero dedicare del tempo a fare la valigia. Non sarà la stessa cosa, eppure un buon libro rappresenta sempre una destinazione avvincente!

M’abbandono all’adorabile viaggio: leggere, vivere dove guidano le parole.

Paul Valéry-

I libri di viaggio offrono un biglietto di sola andata per essere proiettati verso luoghi al momento preclusi, ve ne sono diversi coinvolgenti e senza andare troppo in là, la storia è piena di scrittori che si sono dedicati a questo genere, basti pensare a Marco Polo con Il Milione o a Viaggio in Italia di Goethe, ve ne consiglierò qualcuno che spero possa fare al caso vostro; quanto meno potrà servire da ispirazione per giorni migliori.

Allora pronti a partire, andiamo…

 

QUATTRO CONVERSAZIONI SULL’EUROPA

Europeo per nascita e per vocazione, cresciuto al crocevia tra Italia, Francia e Germania, Philippe Daverio ci accompagna in alcune riflessioni sul passato del vecchio continente e sulla sua eredità intellettuale. Si inserisce così nel dibattito politico attuale con la sua autorevole voce di storico dell’arte e antropologo culturale. Il presupposto è che l’Europa è la nostra casa comune, una condivisa visione del mondo, con uno stesso linguaggio artistico, musicale, architettonico e addirittura gastronomico. Partendo dal pensiero di alcuni grandi maestri dell’Ottocento e Novecento, tra cui Victor Hugo e Sir Winston Churchill, Altiero Spinelli e Paul Valéry, che hanno immaginato un’Europa unita, il discorso si sposta poi su alcuni periodi storici, come il Rinascimento carolingio o le corti del Settecento, per approfondire le differenze e le contaminazioni fra i vari Paesi. Alla fine si può quindi addirittura affermare, provocatoriamente, che “il senso dell’Europa sta anche nei sensi: guardiamo, ascoltiamo, sentiamo, annusiamo, mangiamo in modo diverso dagli altri popoli e in questo stanno le nostre radici comuni”. Philippe Daverio, Quattro conversazioni sull’Europa, Rizzoli.

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BORGHI DI SICILIA

Far conoscere l’isola attraverso traiettorie insolite e coinvolgenti: questo è l’intento del libro Borghi di Sicilia.

Grazie a testi compositi e al prezioso corredo iconografico, viene presentata una Sicilia lontana dagli stereotipi, unica e misteriosa, costellata di realtà insospettabili e sorprendenti, che lascia a bocca aperta anche chi, l’isola, pensa di conoscerla bene.

Ciascuno dei borghi per le sue caratteristiche e tutti quanti insieme ne raccontano così il volto poco conosciuto e non sufficientemente esplorato, dai significati e dai valori non scontati.

Il libro è stato costruito come progetto corale e collettivo grazie ad autori – tutti rappresentanti competenti e riconosciuti delle relative comunità locali – che li narrano da una “prospettiva interna” con un forte coinvolgimento emotivo.

Soffermandosi su territori caratterizzati da nuclei urbani di dimensioni contenute, poco popolati ed estranei alle consuete traiettorie turistiche, il libro Borghi di Sicilia illustra l’incredibile patrimonio di risorse artistiche, storiche, culturali, enogastronomiche e paesaggistiche che i borghi offrono a chiunque voglia visitarli. Edito da Dario Flaccovio Editore, Borghi di Sicilia è un libro a cura di Fabrizio Ferreri e Emilio Filadelfo Messina.

 

L’ULTIMO VIAGGIO DI AMUNDSEN

Un grande racconto documentario che indaga uno dei misteri irrisolti dell’esplorazione artica e il tragico destino dell’eroe polare Roald Amundsen.

Il 25 maggio 1928 il dirigibile Italia, tornando da una spedizione al Polo Nord, si schianta sulla banchisa a nord delle isole Svalbard. Il generale Umberto Nobile e gli altri otto sopravvissuti, malati, affamati e sull’orlo della follia, resistono quasi cinquanta giorni in un deserto di ghiaccio, chi aspettando i soccorsi, chi tentando una marcia disperata verso la terraferma. Per salvarli, ma anche per difendere interessi politici e territoriali, si mobilitano Italia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Francia e Unione Sovietica, dando inizio a una complessa e spettacolare operazione di soccorso seguita da reporter e cineoperatori di tutto il mondo. Il 18 giugno, a bordo di un idrovolante francese, parte anche il grande eroe polare norvegese Roald Amundsen. Con Nobile, nel 1926, aveva compiuto il primo sorvolo del Polo Nord a bordo del dirigibile Norge. Tra loro era esploso subito uno scontro di personalità e di potere, lasciando poi strascichi di offese reciproche. Eppure Amundsen è impaziente di volare a salvare il rivale, forse anche per il timore di essere stato messo in ombra dalle esplorazioni dei tempi nuovi, ormai in mano agli eroi dell’aria. Ma il Latham 47, che è solo un prototipo mai collaudato, una volta partito scompare per sempre. Amundsen si rendeva conto del rischio che correva? E cos’è successo all’aereo e al suo equipaggio? Monica Kristensen mette in campo sia le sue competenze scientifiche sia la sua esperienza di narratrice per ricostruire la vicenda con commossa accuratezza, arrivando, ragionamento dopo ragionamento, ad avanzare una sua originale interpretazione. E ci regala il ritratto emozionante di un grande eroe al tramonto. Monica Kristensen, L’ultimo viaggio di Amundsen, Iperborea.

 

L’ITALIA Ѐ UN SENTIERO. Storia di cammini e camminatori

Il racconto appassionato dell’Italia vista da quota zero: tra incantevoli sentieri di montagna e tratturi che rievocano pratiche antichissime, tra vie sacre di pellegrinaggio e percorsi che conservano memoria di scenari di guerra, questo libro è un invito irresistibile a uscire di casa e mettersi in cammino.

Per centinaia di migliaia di anni noi umani abbiamo conosciuto solo un modo per muoverci: mettere un passo davanti all’altro. In qualche caso muli e cavalli hanno aiutato, ma per spostarci abbiamo sempre dovuto affrontare lunghe scarpinate. Agli inizi del secolo scorso automobili, treni e aerei hanno sconvolto quest’abitudine, condizionando il nostro corpo e anche il nostro modo di pensare. Camminando ci accorgiamo di riuscire a osservare i luoghi sotto una prospettiva diversa, ci sembra di entrarci meglio, di viverli più in profondità. In queste pagine ritroveremo il piacere di uno sguardo nuovo a partire da luoghi vicini e accessibili: ripercorreremo i passi di Giustino Fortunato sui monti Lattari, quelli dell’inglese Edward Lear in Aspromonte e il cammino degli anarchici nei monti del Matese. Andremo sulla via Vandelli in Toscana e nelle trincee della Grande Guerra. Senza trascurare gli itinerari religiosi, dalle vie francigene ai cammini di Francesco d’Assisi. E ancora, i percorsi classici di escursionismo e trekking, fino al grande sogno del Sentiero Italia: seimila chilometri e più di 380 tappe attraverso tutta la penisola. Natalino Russo, L’Italia è un sentiero. Storie di cammini e camminatori, Laterza.

 

IL NOSTRO PIANETA

Il libro ufficiale per ragazzi della docuserie originale Netflix. Una straordinaria celebrazione delle bellezze naturali del nostro pianeta, con immagini meravigliose tratte dalla serie TV e splendide illustrazioni di piante e animali di terra e di mare, così vivide e realistiche che sembrano vive. Esplora i paesaggi ghiacciati, le giungle impenetrabili e gli immensi oceani, e scopri come tutti questi habitat siano legati l’uno all’altro per creare l’unico luogo che tutti noi chiamiamo casa: IL NOSTRO PIANETA. Questo libro straordinario sarà di ispirazione per grandi e piccini, e il suo messaggio di speranza toccherà il cuore di tutti noi. Con una speciale prefazione del celebre naturalista David Attenborough. Matt Whyman, Il nostro pianeta, HarperCollins.

 

IN MEZZO AL MARE. Storie di giovani rifugiati

Un libro illustrato, vincitore di molti premi, che ha il valore di un documento storico e la potenza di un libro di testimonianza.
Tradotto dai ragazzi della BIBLIOTECA IBBY DI LAMPEDUSA.
1€ di ogni copia venduta sarà devoluto alla Biblioteca.
Tutti i popoli sono stati migranti almeno una volta nella Storia. Spinti da guerre, persecuzioni, fame, molti sono stati i ragazzi e le ragazze che hanno preso la via del mare da soli o insieme ai loro cari, rischiando la vita per cercare rifugio. Questo libro ce lo ricorda, raccontando cinque storie vere. Quella di Ruth, in fuga dalla Germania nazista. Quella di Phu, via dal Vietnam in guerra. Quella di José, che si imbarca per non vivere più nella Cuba di Castro. Quella di Najeeba, che fugge dall’Afghanistan per salvarsi dai talebani. E infine quella di Mohamed, che dalla Costa d’Avorio in piena guerra civile affronta il viaggio per approdare in Italia, dove oggi vive e lavora. Mary Beth Leatherdale e Eleanor Shakespeare, In mezzo al mare, Il Castoro.

 

AUTOSTOP CON BUDDHA. VIAGGIO ATTRAVERSO IL GIAPPONE

Un abile scrittore rievoca il suo viaggio in Giappone, seguendo gli itinerari più inconsueti. Se ne ricava un’immagine nitida e vera, ricca di inquietudini, squilibri, contraddizioni. Ma c’è anche il vivido racconto di un’esperienza fatta di incontri, di persone, di caratteri indimenticabili. L’autore mostra una speciale maestria nella rappresentazione dei tratti psicologici oltre che nella descrizione suggestiva e attenta dei paesaggi e degli stili di vita. Raramente la letteratura di viaggio ha saputo entrare così a fondo e con tanta garbata e partecipe ironia nell’intimo delle persone. Will Ferguson, Autostop con Buddha. Viaggio attraverso il Giappone, Feltrinelli Editore.

 

PATAGONIA EXPRESS

Il diario di viaggio di Sepúlveda in Patagonia e nella Terra del Fuoco: riflessioni, racconti, leggende e incontri che s’intrecciano nel maestoso scenario del Sud del mondo, dove l’avventura non solo è ancora possibile, ma è la più elementare forma di vita. Il vecchio Eznaola, che naviga senza sosta per i canali cercando un vascello fantasma; i gauchos che ogni anno organizzano il “campionato di bugie” della Patagonia; l’aviatore Palacios e lo scienziato Kucimavic; Bruce Chatwin, Butch Cassidy e Sundance Kid… una serie di personaggi eccezionali sullo sfondo di un eccezionale paesaggio. Luis Sepùlveda, Patagonia Express, Guanda.

 

VIAGGIO IN PORTOGALLO

“Questo Viaggio in Portogallo è una storia. Storia di un viaggiatore all’interno del viaggio da lui compiuto, storia di un viaggio che in se stesso ha trasportato un viaggiatore, storia di un viaggio e di un viaggiatore riuniti nella fusione ricercata di colui che vede e di quel che è visto… Prenda il lettore le pagine che seguono come sfida e invito. Faccia il proprio viaggio secondo un proprio progetto, presti minimo ascolto alla facilità degli itinerari comodi e frequentati, accetti di sbagliare strada e di tornare indietro, o, al contrario, perseveri fino a inventare inusuali vie d’uscita verso il mondo. Non potrà fare miglior viaggio.” La storia di un viaggio nell’affascinante terra portoghese si trasforma nello spunto per una riflessione sul viaggiare come esperienza fondamentale. José Seragamo, Viaggio in Portogallo, Feltrinelli Editore.

 

SULLA STRADA

Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell’Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l’Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall’amico, che torna negli Stati Uniti. Jack Kerouac, Sulla strada, Mondadori.

PREMIO DELL’UNIONE EUROPEA PER LA LETTERATURA (EUPL Award) 2020

Il Premio dell’UE per la letteratura si concentra ogni anno su 41 Paesi aderenti al programma Europa creativa, un’iniziativa che mira a rafforzare i settori culturali e creativi dell’Europa, con l’obiettivo di celebra la ricchezza della letteratura contemporanea europea e il patrimonio culturale e linguistico del continente.

La prima edizione del premio risale al 2009 e da allora sono stati premiati 122 autori; i vincitori di quest’anno saranno selezionati da 13 Paesi: Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Germania, Kosovo, Lussemburgo, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia e Spagna.

In attesa dell’assegnazione del premio, che avverrà il 19 maggio, è stata comunicata la shortlist delle 47 opere selezionate.

L’Italia ha vinto le edizioni EUPL 2019, 2015, 2012 e 2009, i vincitori sono stati rispettivamente:

  • Giovanni Dozzini, E Baboucar guidava la fila, Minimum fax, 2019
  • Lorenzo Amurri, Apnea, Fandango 2015;
  • Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto, Ponte alle Grazie, 2012;
  • Daniele del Giudice, Orizzonte mobile, Einaudi, 2009.

La selezione di quest’anno è la seguente:

BELGIO

Charly Delwart, Databiographie, Flammarion

Nathalie Skowronek, La carte des regrets, Éditions Grasset

Odile d’Oultremont, Baïkonour, Les Editions de l’Observatoire

Victoire de Changy, L’île longue, Autrement

BOSNIA-ERZEGOVINA

Adnan Repeša, Svojta, Synopsis

Danijel Gatarić, Libreto, Kontrast izdavaštvo

Elvedin Nezirović, Ništa lakše od umiranja, Laguna

Lana Bastašić, Uhvati zeca, Kontrast izdavaštvo

CROAZIA

Kristina Gavran, Gitara od palisandra, Disput

Maša Kolanović, Poštovani kukci i druge jezive priče, Profil knjiga

Nenad Stipanić, Bogovi neona, Sandorf

Zoran Malkoč, Umro Supermen, Fraktura

CIPRO

Κυθρεώτης Χρίστος (Christos Kithreotis), Εκεί που ζούμε, Patakis Publications

Σωτηρίου Κωνσταντία (Constandia Sotiriou), Πικρία χώρα, Patakis Publications

Σταύρος Χριστοδούλου (Stavros Christodoulou), Τη μέρα που πάγωσε ο ποταμός, Kastaniotis Publications

DANIMARCA

Asta Olivia Nordentoft, Penge på lommen, Basilisk

Maren Uthaug, En lykkelig slutning, Lindhardt and Ringhof

Morten Pape, Guds Bedste Børn, Politikens

Thomas Korsgaard, Tyverier, Lindhardt and Ringhof

ESTONIA

Kaur Riismaa, Väike Ferdinand, Vihmakass ja Kakerdaja

Mait Vaik, Kurvake sügis, Puiestee

Mudlum, Poola poisid, Strata

GERMANIA

Gunther Geltinger, Benzin, Suhrkamp Verlag

Leif Randt, Allegro Pastell, Verlag Kiepenheuer & Witsch

Matthias Nawrat, Der traurige Gast, Rowohlt Verlag

Paulina Czienskowski, Taubenleben, Blumenbar

Peggy Mädler, Wohin wir gehen, Verlag Galiani Berlin

KOSOVO

Azem Deliu, Shënimet e krimbit Smolinski, Onufri

Majlinda Bregasi, Gërsheti i prerë, Koha

Shpëtim Selmani, Libërthi i dashurisë, Armagedoni

LUSSEMBURGO

Francis Kirps, Die Mutationen, Hydre Editions

Jeff Schinker, Sabotage, Hydre Editions

Samuel Hamen, V wéi vreckt, w wéi Vitess: Erzielung, G. Binsfeld

MONTENEGRO

Milo Masoničić, Kraj smjene, Treći trg

Stefan Bošković, Ministar, Nova knjiga

MACEDONIA DEL NORD

Давор Стојановски (Davor Stojanovski), Утеха за голите, Или-или (ili-ili)

Ѓорѓи Крстевски (Gjorgji Krstevski), Другата страна, Бегемот (Begemot)

Михајло Свидерски (Mihajlo Sviderski), Последните денови на Ханс, Или-или (ili-ili)

Петар Андоновски (Petar Andonovski), Страв од варвари, Или-или (ili-ili)

NORVEGIA

Atle Berge, Puslingar, Samlaget

Bjørn Esben Almaas, Den gode vennen, Oktober

Maria Navarro Skarange, Bok om sorg, Oktober

Therese Tungen, Kjærleik og det som liknar, Aschehoug

SPAGNA

Elisa Ferrer, Temporada de avispas, Tusquets

Irene Solà, Canto jo i la muntanya balla, Anagrama

Joan Benesiu, Serem Atlàntida, Periscopi

Raquel Taranilla, Noche y océano, Seix Barral

La rosa dei candidati per ciascun paese è stata selezionata da una giuria nazionale di esperti letterari.

LA PROTESTA DEL GRUPPO LED – Librai Editori Distribuzione in rete

Buon pomeriggio miei cari lettori,

riporto la lettera aperta del gruppo LED – Librai Editori Distribuzione in rete – in merito alla riapertura delle librerie, annunciata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e prevista per domani, martedì 14 aprile.

Oltre centocinquantaquattro librerie indipendenti, tra dubbi e perplessità, non desiderano aderire alla riapertura del 14 aprile, denunciando l’assenza di misure e indicazioni per la sicurezza e la sanificazione, fatto spiegato chiaramente in una lettera aperta, pubblicata sul blog Minima&Moralia, dove potrete anche trovare l’elenco (destinato a crescere di ora in ora) delle librerie che da Nord a Sud hanno detto no alla riapertura.

A seguire il testo integrale della lettera.

Il nuovo decreto preannunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte prevede per il 14 aprile la riapertura delle librerie, riconosciute da più fronti come presidi sociali e luoghi essenziali per il tessuto culturale del nostro Paese.

Come libraie e librai siamo contenti di questa improvvisa attenzione al nostro lavoro, ma ci sarebbe piaciuto ci fosse stata anche prima delle misure governative per il contenimento della pandemia e, soprattutto, ci piacerebbe ci fosse dopo: se siamo dei luoghi essenziali del tessuto culturale italiano, allora sarebbe il caso che questa funzione ci fosse riconosciuta sempre e in modo strutturale, attraverso una serie di misure economiche a sostegno delle nostre attività nel quotidiano.

Mentre sono ancora in vigore misure che costringono le persone dentro casa e sospendono la mobilità, viene chiesto a noi librai e, di conseguenza ai nostri lettori, di tornare a muoverci per raggiungere le librerie.

Ci siamo adoperati tutti quanti, come cittadini prima di tutto, a rispettare le regole, a proteggere gli altri e noi stessi, ci siamo fermati e abbiamo pensato, cercando modi alternativi di continuare a fare rete, cultura e dove possibile servizio.
Ci siamo re-inventati sui canali digitali, abbiamo raccontato libri a distanza, abbiamo studiato le formule giuste per permettere ai libri di arrivare alle porte delle persone senza mettere in pericolo nessuno, abbiamo messo in atto modalità, come quella delle consegne e spedizioni a domicilio, in assenza di un contesto normativo chiaro e unitario, per non perdere il contatto con i lettori.

Se alla decisione di riaprire possono aver contribuito lettere e appelli che fanno forza sul valore e sul conforto culturale del libro, la prima domanda da porsi è: a quali condizioni? E perché tra le firme di questi appelli mancano proprio quelle dei librai?
In merito alla proposta di riaprire le librerie, molte e molti di noi nutrono una serie di dubbi e perplessità che ci piacerebbe fossero sciolti:

1. Sono state previste delle indicazioni precise per la sicurezza del nostro lavoro, come l’adozione di specifici dispositivi? E nel caso: quali? Il lavoro del libraio, infatti, prevede un tempo lungo della comunicazione verbale faccia a faccia, una pratica che, se non precisamente regolata, comporta in questo momento degli evidenti rischi di sicurezza sanitaria. Inoltre è buona abitudine di chi frequenta le librerie prendere, toccare, manipolare una gran quantità dei libri presenti sui nostri scaffali. È stata pensata una procedura per la sanificazione di libri e ambienti? Senza contare l’inevitabile ripresa dell’attività di tutti i lavoratori (corrieri, logistica, promotori ecc.) coinvolti nel funzionamento della filiera e la cui salute va tutelata al pari di quella di chiunque altro.

2. È stato considerato cosa significhi, dal punto di vista della sicurezza sanitaria, fare muovere tutti i librai e le libraie d’Italia verso i loro luoghi di lavoro, e tutti i nostri lettori in direzione delle librerie, in tempi in cui viene chiesto a tutti i cittadini italiani di restare a casa il più possibile? Andare in libreria implica che i lettori escano di casa, scendano in strada, salgano in macchina o sui mezzi pubblici, passino del tempo tra gli scaffali a maneggiare libri e a cercare dialogo e confronto con noi librai. La scelta di un libro avviene per contatto diretto, per passaggi di mano e di idee. Come gestire tutto questo?

3. Malgrado la riapertura delle librerie restano comunque in vigore le misure restrittive che limitano la libertà di movimento e circolazione delle persone. Andare a comprare un libro sarà una giustificazione valida per uscire, esattamente come andare al supermercato?

4. È stato considerato cosa significhi in merito alla possibilità di concordare sulla base dell’art. 1623 c.c una congrua riduzione dei canoni di affitto delle nostre attività, l’intervento di una disposizione che ci dà facoltà di riaprire ma a fronte di una prevedibile e consistente riduzione delle vendite? Aiutare le librerie, in quanto riconosciuti luoghi di produzione di cultura, non prevedrebbe invece la possibilità di una norma che consenta ai proprietari dei nostri locali di godere loro di un credito di imposta equivalente alla riduzione che ci accorderebbero sulle pattuizioni contrattuali relative al canone di locazione ed alle spese relative?

5. Perché non creare un fondo nazionale o una partnership con i servizi postali, simile nella premessa alle iniziative attualmente sostenute dal contributo libero degli editori, ma su finanziamento statale, per aiutare le librerie a sostenere la gestione economica delle forme alternative di vendita attualmente in atto (spedizioni fuori città, spedizioni a domicilio ecc.)?

6. In questo momento sono attive delle misure di welfare (possibilità di cassa integrazione straordinaria, accessi a contributi pubblici, agevolazioni fiscali) pensate per contribuire alla sostenibilità economica degli esercizi commerciali. Quali certezze abbiamo che queste misure verranno mantenute anche dopo la riapertura “simbolica”?

Riaprire le librerie non può essere considerato un puro gesto simbolico, ma deve essere un’azione strutturata e gestita nella sua complessità, così come dovrebbe avvenire per tutte le altre attività necessarie alla vita sociale.

Le librerie sono dei presìdi culturali che vivono costruendo relazioni, dei luoghi che hanno un peso nella creazione di comunità culturali e sociali, spazi che creano dibattiti, lavorano alla promozione e alla diffusione della lettura e della cultura in senso ampio, organizzano eventi e occasioni di confronto. Quando una libreria viene disarticolata da questo tessuto connettivo, quando non si guarda al complesso di attività che svolge e la si riduce a mero luogo di vendita delle merci non solo si tradisce il ruolo che riveste nel territorio ma si fa finta di non vedere la differenza tra consumo e fruizione, tra cliente e cittadino.

Tanti di noi hanno continuato a lavorare senza alcuna certezza di sostegno economico, ad altri non è stato possibile portare avanti il proprio lavoro nel quotidiano, ma NON abbiamo mai smesso di fare cultura: abbiamo continuato a dialogare con la nostra comunità di lettori attivando tutti i mezzi a nostra disposizione. Ora non abbiamo intenzione di esporci al solo scopo di fingere una “ripresa culturale delle anime” che ci potrà essere davvero solo quando sarà possibile la messa in sicurezza di tutti i corpi.

In mancanza di garanzie sulle richieste qui avanzate molti di noi si riservano di non riaprire comunque l’attività nemmeno dopo l’entrata in vigore del decreto, finché non sarà possibile esercitare il nostro lavoro nelle condizioni e con le tutele adeguate.

BAEK HEENA è la vincitrice dell’Astrid Lindgren Memorial Award 2020

illustratriceMalgrado le cancellazioni di tutti gli eventi, a causa della pandemia, lo scorso 31 marzo la giuria del prestigioso premio Astrid Lindgren Memorial Award (ALMA), istituito dal Governo svedese e destinato ad autori impegnati nel campo della letteratura per l’infanzia, ha proclamato vincitrice l’illustratrice sudcoreana Baek Heena, con la seguente motivazione:

Con una spiccata sensibilità per i materiali, la mimica e la gestualità, i libri illustrati di Baek Heena, dal chiaro approccio cinematografico, mettono in scena racconti sulla solitudine dei bambini, sull’amicizia e sul senso di appartenenza. Nei suoi universi in miniatura, zeppi di suggestioni, si mescolano piccoli panini alla nuvola e sorbetto di luna, animali, fate e persone di ogni tipo. La porta è sempre spalancata sull’incredibile, che diventa concreto, incisivo e vertiginoso.

La cerimonia, condotta dalla pronipote di Astrid Lindgren, Boel Westin, per la prima volta ha premiato un’autrice coreana, che ha ricevuto 5 milioni di corone svedesi (circa 455.000 €).

Quest’anno 240 autori, provenienti da 67 Paesi, erano in competizione per l’ambito premio, amministrato dallo Swedish Arts Council; la cerimonia di premiazione tradizionalmente viene trasmessa durante la Bologna Children’s Book Fair, ma a causa della pandemia l’evento è stato cancellato, quindi la cerimonia si è svolta nella casa di Astrid Lindgren, a Stoccolma, il 31 marzo; l’annuncio è stato dato in diretta streaming.

Durante la consegna del premio, il ministro svedese per la cultura e la democrazia, Amanda Lind, ha voluto sottolineare la rilevanza del premio in questo particolare momento storico, in cui i bambini di tutto il mondo e le loro famiglie sono costretti a rimanere a casa: “La lettura è un modo per ridurre le distanze e attraversare i confini“, ha precisato. Inoltre, Amanda Lind ha ricordato che l’idea del libro più famoso di Astrid Lindgren, Pippi Calzelunghe, è nato quando la figlia Karen, avendo la polmonite, le chiese di raccontarle la storia di Pippi Calzelunghe, un nome inventato al momento.

Ma chi è Baek Heena?

Nata a Seul nel 1971, Baek Heena è una delle più importanti illustratrici della letteratura per l’infanzia della Corea; ha studiato al California Institute of the Arts negli Stati Uniti e animazione alla Ewha Womans University di Seoul, laura che ha completato negli Stati Uniti. Dopo la nascita della figlia ha deciso di dedicarsi alla realizzazione di libri illustrati. Complessivamente, ha pubblicato 13 libri, alcuni dei quali sono stati tradotti e hanno ricevuto riconoscimenti importanti, non solo nel suo paese ma anche a livello internazionale. Il suo libro d’esordio è Cloud Bread, pubblicato in inglese nel 2011.

Le illustrazioni di Baek Heena sono caratterizzate da personaggi in miniatura che lei stessa realizza, fotografa e poi inserisce in piccole ambientazioni poetiche, dove la luce ha un ruolo fondamentale. Straordinaria la sua capacità nell’illustrare i gesti e le espressioni facciali dei bambini.

astrid

 

I VINCITORI DEL PREMIO ALMA fino a oggi

2019 Bart Moeyaert, Belgio

2018 Jacqueline Woodson, USA

2017 Wolf Erlbruch, Germania

2016 Meg Rosoff, UK/USA

2015 PRAESA Sudafrica (Progetto per lo studio di un’educazione alternativa in Sudafrica)

2014 Barbro Lindgren, Svezia

2013 Isol, Argentina

2012 Guus Kuijer, Olanda

2011 Shaun Tan, Australia

2010 Kitty Crowther, Belgio

2009 Tamer Institute for Community Education, Palestina

2008 Sonya Hartnett, Australia

2007 Banco del Libro, Venezuela

2006 Katherine Paterson, USA

2005 Philip Pullman, UK e Ryôji Arai, Giappone

2004 Lygia Bojunga, Brasile

2003 Maurice Sendak, USA e Christine Nöstlinger, Austria

JOHN CONNOLLY con un invito ai suoi lettori

Miei cari lettori,

questa mattina, ho ricevuto un’email della Fanucci Editore, che ho trovato molto interessante, dato che si riallaccia a un concetto che ho ribadito più volte in questo periodo, quello di reinventarsi, nel senso di proporsi in modo nuovo; quindi ho pensato di condividerla.

L’email contiene una lettera del noto autore irlandese John Connolly che, in considerazione di questo momento tanto difficile, ha deciso di avvicinarsi ai suoi lettori in un modo per lui del tutto inusuale, ma che trova adatto al periodo che stiamo attraversando.

Riporto integralmente quanto ricevuto, non solo per chi già conosce John Connolly, ma anche per chi desidera scoprire questo maestro indiscusso del thriller, che con suspence e mistero, ha saputo creare un legame tra i suoi personaggi e i tanti lettori che lo seguono in tutto il mondo.

Ecco quanto ricevuto:

Cari amici,

          Okay, lo so, sono passate solo un paio di settimane dall’ultima newsletter, e Dio non voglia che diventi anch’io uno di quelli che chiamano solo per sapere come state, o che vi credono sulla parola quando dite che dovrebbero farsi vedere più spesso.

          “Oh no, ancora lui!”

          “Digli che non siamo a casa.”

          “Se gli dico che non siamo a casa, saprà che siamo a casa. Cosa sei, un idiota?”

          “Se faccio stare zitti i bambini, magari se ne andrà.”

          “Non se ne va mai. È ostinato. Come i pidocchi.”

          Insomma, non voglio essere uno di quelli. Di nuovo.

          Ma ero dispiaciuto per il rinvio della pubblicazione di The Dirty South a causa delle attuali sgradevolezze, nonché per le difficoltà di alcune edizioni all’estero. E volevo offrire ai lettori una piccola distrazione per le prossime settimane e i prossimi mesi, perché se sei uno scrittore, l’unica cosa che puoi fare per coloro che apprezzano il tuo lavoro è scrivere.

          E così, da giovedì 2 aprile, e a seguire ogni giorno fino alla conclusione della vicenda, pubblicherò sul mio sito, a puntate di 500/600 parole ciascuna, una breve novella con Parker intitolata “Le sorelle Strange“. Per rendere la cosa più interessante, la storia non è stata ancora completata, e non ne conosco né il centro né la fine. Per ora ho scritto soltanto un paio di migliaia di parole, e l’ho fatto perché possano essere tradotte, visto che ogni giorno sul sito verranno pubblicate anche le versioni in francese, spagnolo e italiano. (La novella sarà disponibile anche per i miei editori in altri paesi, ma coordinare i brani in quattro lingue è probabilmente il massimo che possa fare direttamente.)

          È un metodo di lavoro che va contro quello che adotto di solito, il quale consiste nello scrivere con grande lentezza una prima stesura, senza mai rileggere quello che ho creato il giorno prima, e riprendere dall’inizio solo dopo essere giunto al termine. Nessuno vede il libro finché non è stato rivisto e corretto a più riprese e dall’inizio alla fine, processo che mi permette altresì di riorganizzare il materiale, ripensare agli snodi narrativi e riposizionare i personaggi. Io stesso scopro il libro, la storia e i personaggi a mano a mano che scrivo. È l’unico modo in cui so davvero lavorare, ed è così che i miei libri sono stati creati fin dall’inizio della mia carriera.

          “Le sorelle Strange”, al contrario, permetterà ai lettori di assistere a una sorta di “work in progress” nella fase stessa della sua creazione, e una volta che avrò deciso di pubblicare un brano non potrò più modificarlo. Inoltre, voi e io scopriremo la natura della storia e dei suoi personaggi più o meno in contemporanea. (Tra l’altro, la novella segna il temporaneo ritorno alla narrazione in prima persona.) Potrete leggerne un nuovo brano ogni giorno, oppure accumularli per goderveli alla fine della settimana. I nuovi brani saranno resi disponibili qui all’indirizzo http://www.johnconnollybooks.com/the-sisters-strange ogni mattina per almeno un mese, forse anche un po’ più a lungo.

          Comunque scegliate di leggere “Le sorelle Strange”, se lo farete, spero che vi piaccia. È un piccolo segno della mia gratitudine per la vostra gentilezza e il sostegno che mi avete dato negli anni, e un gesto di affetto. Nel corso della mia carriera di scrittore ho avuto la fortuna di conoscere di persona molti di voi, e in questo difficile momento voglio che stiate bene. Con un pizzico di fortuna, nonché di gentilezza, ci rivedremo quando sarà tutto finito. Ricordate, se potete, di sostenere le librerie di zona con i vostri acquisti. I libri ci aiuteranno molto a superare questa situazione, e così facendo anche voi aiuterete un’impresa locale a sopravvivere.

State bene,

John

connolly

CONSIGLI DI LETTURA? NAPOLI RISPONDE

Buongiorno miei lettori,

avrete avuto modo di notare come in questo periodo non mancano i gesti di solidarietà, la vita al tempo del coronavirus è attraversata da atti significativi, piccoli o grandi che siano ed è giusto sottolinearli, permettendo a tutti di venirne a conoscenza.

Così, oggi vorrei raccontarvi di un’iniziativa interessante del Grand Hotel Europa a Napoli il quale, come tutte le strutture turistiche, si trova ad affrontare una situazione difficile; i clienti hanno abbandonato da tempo le camere ma, come detta lo spirito del napoletano DOC, ci si reinventa e lo staff del Grand Hotel ha dato nuovo significato al concetto di solidarietà, in una forma del tutto digitale, con il suo progetto The Unstoppable Reception; tenere aperta la reception telefonica diventa una priorità, per far compagnia a coloro che possono sentirsi soli o semplicemente cercano un contatto con il mondo esterno.

E allora basta comporre il numero per discutere, chiedere, sapere: per farvi consigliare un libro, un film o semplicemente ricevere suggerimenti su una ricetta.

Oltre 900 milioni di persone in tutto il mondo sono confinate nelle loro abitazioni, al punto che con l’isolamento a Venezia sono tornati i cigni, i delfini sono riapparsi nel porto di Cagliari e la natura indisturbata si riappropria degli spazi, permettendo addirittura alle stelle di mostrarsi in tutti il loro splendore sul cielo notturno delle grandi capitali del mondo, fatto che non avveniva da tempo. Quindi affermare che il Covid-19 ha stravolto il Pianeta è dire poco, sappiamo che lo ha fatto in negativo, ma con un’incidenza sull’impatto ambientale insolitamente positiva e del tutto inaspettata.

E mentre le attività sono in stallo al Grand Hotel Europa, dopo aver rimborsato le prenotazioni, per non precipitare è bastato cambiare il modo di guardare alle cose, decidendo di arginare la solitudine e quel senso di abbandono in coloro che, soli, desiderano un contatto con l’esterno.

 

 

Così il Grand Hotel Europa non smette di accogliere e rassicurare, svolgendo le consuete mansioni, ma sotto un’altra ottica infatti, durante il lockdown, il telefono della reception diventa un numero di supporto per chi si sente solo.

Perché lo facciamo? Perché capiamo che le “prime necessità” non sono solo cibo e medicine. Perché sappiamo che la solitudine può essere molto dolorosa da combattere, ma che a volte basta poco per non sentirsi soli.

Quindi, se avete bisogno di compagnia, desiderate sfogarvi o solo per fare due chiacchiere, potete chiamare il Grand Hotel Europa, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 14.00 al numero 351 7027052 e dalle 15.00 alle 18.00 al 339 3585580; loro assicurano:

Noi siamo sempre pronti alle cornette, per consigliarvi un libro da sfogliare, un film da vedere, una ricetta da preparare, o un itinerario da iniziare a sognare.

 


 

GRAND HOTEL EUROPA

Indirizzo: Corso Meridionale, 14, 80143 Napoli NA

Telefono: 081 267511