DONNE, SCRITTURA E LETTERATURA… “AL FEMMINILE”?

Da quando ho avuto modo di recensire alcune pubblicazioni della casa editrice La Tartaruga, un quesito, tra l’altro dibattuto, a cui difficilmente si è riusciti a dare una risposta concreta, ha cominciato a farsi strada nella mia mente: si può parlare di scrittura femminile? Di conseguenza, esiste una letteratura prettamente al femminile?

Alcune volte, in libreria mi è capitato di notato cartelli con su scritto “letteratura femminile” e ancora “narrativa al femminile” per indicare la sezione dedicata alla letteratura “sentimentale”.

Quindi la scrittura femminile è legata a un preconcetto? Adesso lo andremo a vedere…

La letteratura scuote la mente e ne amplifica l’esperienza esistenziale, a tal fine non credo sia utile una distinzione di genere.

Da curatrice del blog Into The Read, leggo molto, dedicando una buona parte della mia giornata ai libri e, dovendo occuparmi di vari generi, sono giunta alla conclusione che si può parlare di scrittura femminile solo in riferimento al fatto che “forse” le scrittrici sembrano maggiormente propense e più disposte a intrecciare la propria sensibilità ai costrutti narrativi. Di contro, però, sono costretta a smentirmi se penso ai libri di autori dotati di tutta quella sensibilità, che potremmo facilmente riscontrare in un’autrice, per cui una particolare sensibilità non può essere considerata uno specifico femminile.

Credo che Bianca Pitzorno abbia ragione quando afferma che per scrivere ci vuole una mente androgina, slegata da preconcetti di genere e proiettata verso un’assolutezza concettuale, capace di inglobare ogni aspetto della realtà, mettendo in equilibrio perfetto le due parti, quella maschile e femminile. Aprendo un libro, difficilmente riusciremmo a identificare il sesso dello scrittore da ciò che vi è scritto, ma è anche pur vero che non riesco a immaginare La Divina Commedia di Dante o L’Odissea di Omero scritta da una donna… a quel tempo l’idea della scrittrice avrebbe mandato fuori di testa chiunque.

Le pubblicazioni de La Tartaruga sono tutte incentrate su opere prodotte esclusivamente da donne, non a caso è un marchio storico del femminismo italiano; i libri che ho avuto modo di leggere, e quindi di recensire su Into The Read, hanno rappresentato un percorso culturale di straordinaria bellezza: storie di donne, raccontate da donne, il cui lirismo narrativo si accompagna a una sensibilità tutta femminile.

stanzaUn tempo era impensabile che un’autrice potesse pubblicare un libro, il fatto era ritenuto sconveniente, andava oltre il ruolo ricoperto all’interno della società, basti pensare alle sorelle Brontë, che preferivano firmarsi con pseudonimi maschili. La letteratura è disseminata di casi analoghi!

Nella nostra società, la presenza femminile in ambito artistico è preminente e lo è sempre stata, le donne hanno sempre esercitato una notevole influenza sul piano intellettuale.

Eppure ritengo che le scrittrici, rispetto ad altre categorie, rappresentino un caso diverso, poiché differente è stata l’affermazione in ambito culturale, con riferimento per esempio alle pittrici; nei primi anni del Novecento, le pittrici hanno dovuto faticare per ritagliarsi uno spazio, nei movimenti d’avanguardia entrano dalla porta secondaria, dove si presentano come semplici modelle, o compagne di artisti, per dar prova di talento solo successivamente.

Le scrittrici, invece, si dedicano inizialmente alla compilazione di diari o lettere, essendo escluse da narrativa e saggistica, poiché scrivere pubblicamente era impensabile, tuttavia hanno sempre potuto contare su un pubblico femminile interessato, a cui potersi rivolgere.

Oggi la narrativa è invasa dalle donne, le scrittrici sono tantissime e, se talentuose, vendono…

Benedetto Croce sosteneva che le donne sono “l’infinito pulviscolo di romanzatrici, le instancabili romanzatrici”.

I social mi offrono l’opportunità di seguire diverse scrittrici di talento, anche perché se non lo fossero non le seguirei, avendo poco tempo da dedicarvi: come dico io poche ma buone e questo vale anche per gli autori. Ma in questo specifico caso, parlando di scrittura femminile, focalizziamo l’attenzione sulle autrici, le quali si dedicano alla scrittura con dedizione, anche se impegnate su diversi fronti e pur non avendo “una stanza tutta per sé” ritenuta fondamentale per Virginia Woolf.

Se ha intenzione di scrivere romanzi, una donna deve possedere denaro e una stanza tutta per sé.

– Virginia Woolf –

Per le donne scrivere vuol dire costruirsi uno spazio interiorizzato e privato, all’interno del quale, strutturato il blocco narrativo, sarà possibile condividerlo all’esterno, solo dopo averlo filtrato attraverso quella sensibilità tutta femminile, che trova un’origine nel cuore e il suo punto focale nell’intelletto.

Questa sensibilità, che la donna riversa nella sua scrittura, è riscontrabile anche nelle giornaliste, capaci di cogliere e registrare ogni forma di cambiamento, impegnandosi in battaglie di opinione, portando alla luce situazioni dolorose, ma soprattutto facendosi portavoce di un disagio femminile, spesso coperto dal silenzio sociale. azzurro pallido

L’emancipazione femminile quindi passa anche dalla scrittura la quale, attraverso l’articolato processo creativo, ha dato voce a grandi autrici, che hanno saputo e sanno interpretare e rappresentare il mondo che le circonda, liberandosi da tutti quei pregiudizi che per secoli le ha volute contadine analfabete, se non addirittura fattucchiere.

Le donne che amano hanno un sesto senso. Il loro intuito è sicuro come quello di animali selvaggi che fiutano il nemico. Possiedono virtù divinatorie che riguardano le colpe maschili.

Scrittura femminile azzurro pallido di Franz Werfel –

La capacità di scrivere, orientando al meglio la propria scrittura, non ha nulla a che vedere con il genere, ma con l’individuo, quello che conta veramente è la qualità di ciò che viene scritto e quindi letto; superati gli inutili preconcetti, volti solo a discriminare, scrivere vuol dire scavare in quella parte della coscienza, dove vi affiorano le più profonde inquietudini dell’animo umano.

Come sostiene ironicamente Margaret Atwood “si scrive per compiacere sé stessi… per fare maramao alla Morte… per fare soldi… perché non si sopporta l’idea di un lavoro…

 

BIRRA E CULTURA? UN MUST

Con l’aumentare delle temperature, aumenta il bisogno di bibite ghiacciate e la tentazione di una buona birra scandisce il tempo di molte serate.

Prodotta secondo un metodo naturale rimasto invariato da millenni, la birra è la bevanda alcolica più antica in commercio, il cui malto fermentato si trova in varie versioni dato che, contrariamente a quanto si possa credere, le birre non sono tutte uguali. Provenienza, gradazione, fermentazione, colore, ingredienti usati e sapore, ne determinano le caratteristiche peculiari.

Oggi alle tradizionali birre bionda, rossa, nera e chiara, si accompagnano le nuove light, ipocalorica, al limone e la più criticata di sempre l’analcolica, la cui comparsa in commercio spinse il noto giornalista del settore birraio di New York, Tom Roston, a sostenere che “La birra analcolica non sarà mai un prodotto di punta!”. Ma si sbagliava e marche come Beck’s, Tourtel e Heineken si sono presto adeguarono al cambiamento.

E ancora birra spalmabile bionda e scura della cioccolateria Napoleone di Rieti, la marmellata di birra, la birra giapponese, le birre d’abbazia e potremmo continuare all’infinito in base al paese di produzione.

Le origini della birra si perdono nella notte dei tempi, coinvolgendo letteratura, pittura, fumetti, cinema e cartoon. duff

Addirittura della birra se ne fa cenno in alcuni passi della Bibbia, pur essendo il vino la bevanda che tradizionalmente ricopre un ruolo centrale.

I greci e i latini, grandi amanti del vino, si pensi ai baccanali in onore di Bacco e Dionisio, fanno anch’essi riferimento alla birra. Eschilo ne Le Supplici ne parla e Tacito nel volume Germania deplora i popoli barbari per via di “un liquido, ricavato dall’orzo o dal frumento, fermentato pressappoco come il vino.”

Caio Plinio Secondo, conosciuto come Plinio il Vecchio, nel libro XXXVII della Naturalis Historia, descrive la birra in maniera quasi scientifica, menzionandone due tipi, la zythum egiziana e la cerevisia della Gallia. Inoltre, sottolinea che presso i Celti era la bevanda fermentata più diffusa e aggiunge: “La Gallia e la Spagna fanno macerare le specie di cereali di cui abbiamo parlato, utilizzando come lievito la schiuma che si forma in superficie.”

Nella Roma imperiale la birra era anche impiegata nella cosmesi femminile per la pulizia del viso, mentre nelle Province era una bevanda molto apprezzata e largamente diffusa.

Viaggio in parallelo, birra e letteratura costituiscono un binomio quasi inscindibile, divenendo in alcuni casi un passaggio obbligato.

Ritroviamo la birra negli scritti di William Shakespeare il quale, come la maggior parte dei suoi connazionali, era un grande appassionato di birra. Nell’atto V dell’Amleto suscita desiderio nel becchino: “Adesso, per favore, va’ da Yaughan e fatti dare una pinta di birra”; in Sogno di una notte di mezza estate il folletto Puck è talmente dispettoso da far schiumare la birra. La riprova dell’amore incondizionato di Shakespeare per la birra trova piena espressione, ancora una volt,a in un passo dell’Amleto, quando un paggio di Falstaff, che si trova in Francia durante una campagna bellica, preso da un momento di sconforto pronuncia queste parole: “Ah, come mi vorrei trovare a Londra, in una birreria! Sarei disposto a barattare tutta la mia gloria per un gotto di birra e la pellaccia!

fiore azzurr
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In tempi recenti, anche la scrittrice Penelope Fitzgerald, dedica un passo alla birra nel suo Il fiore azzurro, romanzo Sellerio, in cui l’autrice racconta la vita di Friederich von Hrdenberg, noto come Novalis.

E ancora, il più grande top seller italiano, Andrea Camilleri, contribuisce a omaggiare la birra nel suo Il Birraio di Preston, edito da Sellerio.

Troviamo “tracce di birra” anche in Charles Dickens, ne Il Circolo Pickwick:

 

E su questo tono, con l’intermezzo casuale di qualche bicchiere di birra, a guisa di parentesi, quando si mutavano i cavalli della diligenza, continuò lo sconosciuto finché non fu raggiunto il ponte Rochester, e intanto i taccuini del signor Pickwick e del signor Snodgrass si erano andati ricoprendo di estratti delle avventure di costui.

Lo scrittore e drammaturgo gallese Dylan Thomas dichiara:

Non ho niente da sciogliere in un bicchiere di birra, tranne una libbra d’amore.

Frank Zappa scrisse che un Pese è veramente un Paese quando ha una compagnia aerea e una birra… e alla fine è di una bella birra che si ha bisogno; Charles Bukowski: “Avevo bisogno di una birra come base per ricominciare”, per ritrovare la birra anche in alcuni scritti di Goethe e George Orwell, che nel suo saggio, La luna in fondo al pozzo, descrive le caratteristiche del suo pub ideale, accennando alle qualità che la birra dovrebbe possedere.

Anche il cinema si fa passaggio obbligato: da John Ford, con il suo Un uomo tranquillo a Frank Capra, fino ai musical di Minnelli. Anzi, nel cinema americano, la birra gioca un ruolo antitetico al Wisky, rivelandosi una bevanda semplice e genuina, le cui caratteristiche si riflettono sul personaggio, per diventare la bibita tipica del protagonista impegnato in qualche indagine, tanto che nei polizieschi americani non manca mai. In tutti gli uomini del Presidente, Robert Redford e Dustin Hoffman ne bevono a fiumi e ancora beve birra in abbondanza Al Pacino nel suo Serpico. E come dimenticare il tenente Colombo, che a conclusione delle sue indagini, prende una birra, quasi fosse un premio.

Quello che conta è l’atto di fare. Per me girare un film equivale a fare castelli di sabbia. Si va in spiaggia con un gruppetto di amici e si costruisce un grande castello di sabbia. Quando è finito ci si mette seduti a bere una birra aspettando l’arrivo delle onde. Dopo venti minuti quello che riamane è solo sabbia. La struttura che si era costruita è rimasta solo nella testa della gente… afferma Robert Altman, in Altman racconta Altman, a cura di David Thompson.

Nel film del 1961, I due nemici, con Alberto Sordi e David Niven, il dialogo tra il maggiore Richardson (David Niven) e Burke (Michael Wilding) verte proprio sulla birra:

“Non so cosa darei per una tazza di tè.”

“E io non so che darei per una birra gelata servita da una cameriera con indosso soltanto un grembiulino.”

Insomma, la birra a 35 millimetri scorre a fiumi.

E così i grandi mastri birrai traggono ispirazione dalla letteratura attraverso titoli, personaggi e autori. In relazione ai luoghi di origine o agli ingredienti impiegati, nascono birre che, per gusto ed etichette, si legano ai grandi classici della letteratura di tutti i tempi.

Esempio ultimo, negli Stati Uniti, la fabbrica di birra Bell’s Brewery, del Michigan, la quale da fine maggio ha prodotto una birra in serie, con un IPA americano d’ispirazione tedesca, dedicata alla nota raccolta di poesie Leaves of Grass, nella sua traduzione italiana Foglie d’erba, di Walt Whitman. La raccolta Leaves of Grass, pubblicata per la prima volta nel 1855, è considerata un classico della letteratura americana.

bells leaves of grass main (Custom)

La produzione di birra Leaves of Grass della Bell’s si concluderà in maggio 2020: 7 nuovissime birre presentate ai consumatori ogni due mesi, dove ognuna prende il nome da una delle poesie di Whitman, mentre ogni ricetta è complementare alla stagionalità di quando ogni birra viene prodotta.

I tempi di produzione coincidono anche con il 200° compleanno di Walt Whitman.

Questo il programma seguito dalla Bell’s:

Maggio 2019: Song of Myself – American-Inspired American IPA (6.5% ABV)

Luglio 2019: The Prairie-Grass Dividing – Gose-Style Ale prodotta con prugna, sale e coriandolo (4.5% ABV)

Settembre 2019: Oh Capitano! Mio capitano! – TBA

Novembre 2019: per una locomotiva in inverno – TBA

Gennaio 2020: Song of the Open Road – TBA

Marzo 2020: Salut Au Monde! – TBA

Maggio 2020: Spontaneous Me – TBA

Se siete collezionisti e apprezzate tanto la birra, quanto il genio poetico di Walt Withman, non potete perdere questa nuova serie speciale e limitata in confezione da 6 bottiglie, ognuna da 12 once. Per ulteriori info, il link di riferimento della Bell’s Brewery, Inc. è  http://www.bellsbeer.com/

La Bell’s Brewery non è nuova a questo genere di lancio, negli anni hanno tratto ispirazione da diversi ambiti culturali, tutti riflessi delle molteplici passioni del suo presidente e fondatore, Larry Bell. Nel 2014 lanciarono le birre Bell’s Planets, ispirate a I pianeti di Gustav Holst, noto compositore e direttore d’orchestra inglese.

Come ha dichiarato lo stesso Larry Bell: “Questa serie è solo l’ultimo esempio di come le arti ci hanno ispirato a creare ricette nuove e innovative.”

Quindi da Ernest Hemingway che beveva per rendere le altre persone più interessanti, a Benjamin Franklin per il quale nella birra c’è libertà, nell’acqua ci sono batteri, fino a coinvolgere gli ambiti più disparati, basti pensare ai Simpson con la Duff Beer, la birra è diventata nel tempo un must, dimostrandosi un apporto complementare al processo creativo, nota di sofisticata freschezza!

Tuttavia, al di là dell’aspetto culturale e dell’interesse sociale, bere responsabilmente e con moderazione deve essere comunque e sempre prioritario… per salvarsi la vita e salvaguardare quella degli altri.

 

 

INTO THE READ SUMMER EDITION… 10 letture per un’estate

Non c’è stagione di lettura migliore dell’estate, le giornate si allungano permettendoci di sfruttarle al meglio.

E non importa se preferite stare sdraiati in spiaggia o parcheggiati di fronte a un condizionatore d’aria, o semplicemente seduti sotto un portico in una casa di montagna, tutto può essere accompagnato da una lettura.

Quindi vi presento la lista di libri che Into The Read ha selezionato per quest’estate.

Voi cosa preferite leggere? Fatemi sapere nei commenti!

 

respiro

Respiro

Chiang Ted

Frassinelli

Prezzo: € 18,50

ISBN: 9788893420563

Pubblicato nel 2019

Pagine: 352

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L’universo ha avuto origine da un immenso respiro trattenuto. Perché non si sa, ma quale che ne sia stato il motivo, mi fa davvero piacere sia andata così, se sono vivo lo devo infatti a quel fenomeno. Tutti i miei desideri e le mie riflessioni non sono altro che vortici d’aria generati dalla successiva e graduale espirazione dell’universo. E finché questa grande espirazione non avrà termine, i miei pensieri continueranno a vivere.

Nel racconto che dà il nome alla raccolta, il protagonista è uno scienziato che fa una scoperta impossibile sulla propria esistenza. E chiude proprio con un’esortazione che contiene la poetica dell’autore: «Anche se quando mi leggerai, esploratore, io sarò morto da tempo, mi congedo adesso rivolgendoti un invito: contempla la meraviglia che è l’esistenza e rallegrati di poterlo fare. Mi sento in diritto di dirtelo. Mentre scrivo queste parole, infatti, io sto facendo lo stesso.» In questo uso della fantascienza come contenitore dei sentimenti e dei pensieri umani, Chiang è degno erede di Philip K. Dick. Nelle altre otto storie che compongono la raccolta ci sono sempre personaggi fuori dall’ordinario, che sperimentano la vita in dimensioni diverse dalla nostra. Come nel Mercante e il portale dell’alchimista, il racconto che apre la raccolta, in cui un varco temporale costringe un venditore di stoffe nell’antica Baghdad a fare i conti con i propri errori e gli offre il modo di rimediare.

Come in tutte le sue opere, Chiang sfiora la fantascienza immaginando mondi diversi, intelligenze artificiali, forse viaggi nel tempo (sicuramente nella memoria), e in realtà mette sul tavolo temi umanissimi: il valore della vita, l’ineluttabilità, la paura e il dolore della morte, la necessità della memoria, la ricchezza salvifica del sapere, e volere, comunicare.

la perfezione

La perfezione

Raul Montanari

Baldini+Castoldi

Prezzo: € 15,00

ISBN: 9788893881951

Pubblicato nel 2019

Pagine: 124

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«Lui non aveva paura della morte, non aveva paura di niente.» Lui è Willy l’Olandese, un vecchio killer implacabile. Un gigante silenzioso e in apparenza indifferente a tutto come un dio nordico. Quando arriva nella valle presso il grande lago del Norditalia che ogni anno è la sua meta estiva, in una pensione dove fa da cameriera la bella Adriana, non sa di avere appuntamento con il destino. Il telefono ha squillato in una casa a pochi chilometri da lì e un altro killer, un trentenne sfigurato al volto da un remoto incidente d’auto, ha ricevuto l’incarico di ucciderlo. Tutta la storia si svolge nell’arco di 24 ore, ma la tensione monta capitolo dopo capitolo nell’attesa del momento fatale: lo scontro fra due killer professionisti, due terribili macchine di morte. E tra loro l’inquietudine di Adriana, che senza saperlo ne deciderà le sorti. Tutt’intorno uno scenario affascinante: un piccolo paese rivierasco, le acque buie del grande lago, e una valle profonda, percorsa da un torrente gelido. Un paesaggio che sta per essere contaminato dall’approssimarsi del Male. Con rara potenza, Montanari ci restituisce il clima feroce e geometrico di Durrenmatt e del grande noir americano immergendoli nel contesto della provincia italiana, fino a creare un contrasto sorprendente e irresistibile.

 

concita

Nella Notte

Concita De Gregorio

Feltrinelli

Prezzo: € 16,50

ISBN: 9788807033414

Pubblicato nel 2019

Pagine: 240

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Nora è una ragazza brillante, appassionata al racconto della realtà e allo studio della politica. La sua tesi di dottorato, Nella notte, è un’indagine sulle ore durante le quali l’elezione a presidente della Repubblica di Onofrio Pegolani, data per certa dagli analisti e dalla maggioranza dei parlamentari, è sfumata senza un apparente perché. È proprio grazie alla qualità della sua tesi che Nora viene convocata dal suo relatore, il professor Atzeni, che le offre un impiego di prestigio in un centro studi di Roma: dovrà raccogliere e archiviare informazioni riservate da vendere al miglior offerente, alimentando un sottobosco di ricatti e giochi di potere.  Nora è pronta a rifiutare la proposta ma in quegli stessi luoghi ritrova Alice, la sua migliore amica degli anni del liceo: bellissima, a tratti cinica, molto abile nelle relazioni. Le due ragazze sono sempre state affascinate dalle reciproche diversità, il loro legame si riscopre intatto dopo anni di lontananza. Negli archivi del centro studi, Nora si imbatte in un fascicolo inaspettato: un capitolo inedito della sua tesi, espunto per volontà del professore e incentrato su un delitto scoperto la stessa notte in cui la carriera di Pegolani si è conclusa e il Partito dei Giusti, del quale era uno degli esponenti più prestigiosi, è caduto in una crisi irreversibile. Che cosa ci fa quel capitolo, in quell’archivio? Perché Atzeni ha deciso di non renderlo pubblico, consegnandolo invece a un organismo specializzato in ricerca di informazioni sensibili? A Nora non resta che tentare di scoprirlo, tornando a indagare. Una doppia indagine: su di sé, sulla vera natura delle relazioni di potere. Muovendosi tra la cronaca politica, descritta nei suoi retroscena con rara minuzia e penetrazione, e il ritratto di due giovani donne, Concita De Gregorio offre al lettore un’autentica anatomia del potere, analizzandone con spietata lucidità e passione antiche e nuove consuetudini: dalla corruzione endemica alla manipolazione sistematica delle informazioni, alle distorsioni alimentate dai nuovi media. Il confine fra verità e menzogna si nasconde e si riflette in un gioco di specchi. Un racconto che muove da trent’anni di conoscenza diretta di un mondo di cui l’autrice rivela gli snodi profondi.

 

notte a

Notte a Caracas

Karina Sainz Borgo

Einaudi Stile Libero Big

Prezzo: € 17,00

ISBN: 9788806241780

Pubblicato nel 2019

Pagine: 136

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In una terra meravigliosa che prima della recessione era la più ricca del subcontinente americano e che ora è dilaniata dalla corruzione, dalla criminalità e dalla repressione di qualsiasi voce discorde, Adelaida cerca solo di sopravvivere. Ma un giorno, di ritorno a casa, la chiave non gira più nella serratura: il suo appartamento è stato sequestrato. Un commando di militari, in seguito alle sue proteste, le spacca tutti i piatti davanti agli occhi, le strappa i libri, poi la tramortisce con il calcio di un fucile. Quando riprende i sensi, Adelaida si rifugia dalla vicina, Aurora Peralta, la cui porta è miracolosamente aperta, ma la trova stesa a terra, priva di vita. Ormai sola, non le resta che impossessarsi della sua grigia identità, indossarne il guardaroba antiquato, e grazie alla sua cittadinanza spagnola cercare di lasciare il Paese.

 

l'altra

L’altra Grace

Margaret Atwood

Ponte Alle Grazie

Prezzo: € 20,00y

Pubblicato nel 2017

ISBN: 9788868337377

Pagine: 576

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Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery. Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio. A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell’opinione pubblica – propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice -la protagonista di questo romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan. Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile. Il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale – in quanto povera e in quanto donna – e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l'”altro”.

 

karma

Karma City

Massimo Bisotti

HarperCollins Italia

Prezzo: € 18,00

Pubblicato nel 2019

ISBN: 9788869055072

Pagine: 422

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Cosa faremmo se ci venisse offerta l’opportunità di cambiare vita, di ripartire da zero? Amanda, Mary Jane, Sarah, Joy, Robin, Yuki, Zac e Sasha hanno tra i venticinque e i quarant’anni e ognuno di loro ha una sua storia particolare. Zac ha una discoteca di successo e gli è appena stata diagnosticata una brutta malattia. Amanda è una milionaria famosa sui social ma sente di aver costruito solo rapporti superficiali. Sasha è un tatuatore che fa anche il ghost writer, soffre per i mancati riconoscimenti e di notte va a disegnare meravigliosi graffi ti sui muri della sua città. Mary Jane è una scrittrice che ha perso l’ispirazione e non riesce a trovare l’amore… Tutti e otto sono accomunati da una cosa: sono insoddisfatti della loro vita. Per questo accettano la proposta, che viene da uno psicologo conosciuto online, di abbandonare la loro esistenza quotidiana e trasferirsi su un’isola bellissima e appartata che possa offrire loro la possibilità di ricominciare. Qui, assieme ad altri giovani, potranno vivere un nuovo inizio in un luogo capace di riportare l’anima in contatto con la sua parte più vera. Passano i mesi, si creano legami, amori, amicizie. Ma qualche tensione comincia a scuotere il gruppo. È possibile che non sia tutto perfetto come sembra? Forse il sogno di un luogo ideale è soltanto un’illusione…

A due anni e mezzo di distanza dal precedente romanzo, Massimo Bisotti torna con un nuovo straordinario libro capace, con il suo stile inconfondibile, di raccontare il mondo di oggi e quanto di unico è nascosto nelle profondità del cuore umano. Bisotti scende negli abissi delle nostre emozioni, e, con Karma City, restituisce ai lettori l’amore, il dolore, la debolezza e la forza degli esseri umani, con una scrittura che in ogni pagina colpisce la mente e il cuore

 

dentro

Dentro soffia il vento

Francesca Diotallevi

Neri Pozza

Prezzo: € 16,00

Pubblicato nel 2016

ISBN: 9788854512368

Pagine: 222

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In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile. Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche “anima pia” esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino. Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano “pozioni” approntate da una “strega” che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi. Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphael Rosset se n’è andato. Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphael, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia. Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana. Romanzo vincitore della Sezione Giovani del «Premio Neri Pozza – Fondazione Pini – Circolo dei Lettori». «Questa giovane autrice ha un prodigioso senso del racconto». Sandra Petrignani «Una scrittura tersa, misurata, di grande mestiere. Un’opera di sicuro talento». Romana Petri «L’ambientazione così remota, così radicale; la scrittura asciutta ed essenziale, la capacità di creare un’aspettativa, invogliando il lettore ad andare avanti… sono le qualità salienti di questo sorprendente romanzo». Francesco Durante

 

notre

Notre-Dame

Ken Follett

Mondadori

Prezzo: € 9,00

Data Uscita: 2 luglio 2019

ISBN: 9788804719953

Pagine: 84

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“L’immagine di Notre-Dame in fiamme mi ha stupefatto e sconvolto nel profondo. Un bene di inestimabile valore stava morendo davanti ai nostri occhi. È stato spaventoso come se il suolo avesse cominciato a tremare sotto i nostri piedi”. Così si esprime il grande scrittore all’indomani del tragico incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame la sera del 15 aprile 2019. Nel suo romanzo più famoso, “I pilastri della terra”, Ken Follett aveva descritto minuziosamente il rogo della cattedrale di Kingsbridge, come fosse una premonizione di quanto è accaduto a Parigi. In quel romanzo migliaia di uomini e donne erano giunti da diversi paesi per aiutare a ricostruire la cattedrale. Con questo breve scritto Ken Follett ha deciso di rendere omaggio a Notre-Dame, devolvendo i proventi alla Fondation du Patrimoine, raccontando come si è sentito quando ha assistito a questo disastro, e ripercorre i momenti storici salienti della vita della grande cattedrale che nei secoli ha esercitato una fascinazione universale, dalla sua costruzione durata quasi un secolo, all’influenza che ha avuto sul genio narrativo di Victor Hugo.

 

scrittori

La vita segreta degli scrittori

Guillaume Musso

La nave di Teseo

Prezzo: € 19,00

Pubblicato nel 2019

ISBN: 9788893448819

Pagine: 275

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Nel 1999, dopo aver pubblicato tre romanzi di culto, il celebre scrittore Nathan Fawles annuncia la sua decisione di smettere di scrivere per ritirarsi a vita privata a Beaumont, un’isola selvaggia e sublime al largo delle coste mediterranee. Autunno 2018. Fawles non rilascia interviste da più di vent’anni, mentre i suoi romanzi continuano ad attirare i lettori. Mathilde Monney, una giovane giornalista svizzera, sbarca sull’isola, decisa a svelare il segreto del celebre scrittore. Lo stesso giorno, viene ritrovato sulla spiaggia il cadavere di una donna e le autorità mettono sotto sequestro l’isola, bloccando ogni partenza e ogni arrivo. Comincia allora un pericoloso faccia a faccia tra Mathilde e Nathan, in cui si scontrano verità occulte e insospettabili menzogne, e si mescolano l’amore e la paura… Un romanzo indimenticabile, un affascinante mistero letterario che si rivela soltanto quando l’autore compie l’ultima mossa del suo piano diabolico. “Un thriller elegante, che è anche un fantastico gioco letterario.” Didier Jacob, The Obs “Un meraviglioso omaggio alla letteratura, un libro che ti fa venire voglia di leggere.” Stanislas Rigot, LCI

 

via

La via dei pianeti minori

Andrew Sean Greer

La nave di Teseo

Prezzo: € 20,00

Pubblicato nel 2019

ISBN: 9788893448680

Pagine: 395

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Nel 1965 un gruppo di astronomi si ritrova su una piccola isola del Pacifico per assistere al passaggio di una cometa. Ma quando un bambino muore durante la pioggia di meteore, la vita di tutti i presenti, e dei loro affetti, subirà un cambiamento radicale e silenzioso, che si rivelerà pienamente solo molti anni dopo. Denise, carica dei ricordi di un’infanzia molto particolare, combatte per ottenere il rispetto che merita nel suo lavoro; il suo amico Eli, sposato con una donna che adora ma impenetrabile, è sempre più attratto da Denise e dalla sua mente imprevedibile; la giovane Lydia cerca un modo per sfuggire alle ombre inquietanti che si allungano sul gruppo di scienziati. Dall’autore premio Pulitzer 2018, La via dei pianeti minori è una storia intensa che esplora le occasioni colte e quelle sfuggite, un romanzo sui nuovi amori, sui legami perduti e sulla forza invisibile che il tempo esercita sulle nostre vite.

 

Allora non mi rimane altro da fare che augurarvi buone vacanze, ma soprattutto…

…BUONA LETTURA!!!!

 

 

 

LA SOTTILE ARTE DELLA RECENSIO

Le recensioni non sono scritte per lo scrittore. Sono scritte per i lettori. Che una recensione sia favorevole o sfavorevole, è una cosa che davvero non tocca quel processo lungo, arduo e intricato attraverso il quale un romanzo prende forma. Nel corso di un singolo giorno di lavoro, uno scrittore alle prese con un romanzo compie migliaia di scelte e queste scelte sono decise da migliaia di altri fattori, eccetera. Il lavoro del recensore, non importa quanto dotato, si svolge in un’altra sfera – PHILIP ROTH

Sui social mi capita spesso di imbattermi in post dove ci si domandano se sia giusto favorire lo scrittore, proponendo solo l’aspetto positivo di una recensione perché, priva di critiche, non è una buona recensione in termini di veridicità.

Se volessimo sintetizzare il fatto, mi verrebbe da pensare che è un po’ come quando incontri qualcuno criticandolo per come è vestito, potresti semplicemente astenerti e non pensarci più. Tuttavia, la questione è certamente molto più seria e merita un maggiore approfondimento.

Intanto, partiamo dal termine RECENSIRE, il quale deriva dal verbo latino recensere e significa esaminare, passare in rassegna, riflettere.

Se facciamo una ricerca sui dizionari di lingua italiana, anche online, viene riportato più o meno: recensire, esaminare un’opera letteraria, scientifica o artistica di cui vengono analizzati gli aspetti contenutistici ed estetici.

Dovrebbe essere chiaro quello che è lo scopo di una recensione, ovviamente nello specifico mi riferisco alle recensioni libri, ma tutte le recensioni hanno lo stesso scopo, vale a dire avvicinare un potenziale fruitore, quindi il lettore, a un libro, suscitandone la curiosità, catturando così l’interesse di un potenziale acquirente, dopo che il libro è stato posto al vaglio del recensore. Che se onesto e ama fare ciò che fa NON PUÒ NON AVER LETTO CIÒ CHE SI ACCINGE A PROPORRE! Sarebbe una follia pensare di recensire un libro senza averlo letto, anche perché basta un’insidia dietro l’angolo per essere sbugiardati.

Altro scoglio da superare è la definizione etimologica del termine, che serve a definire colui o colei che recensisce e che mi sono resa conto non è poi così scontata, dato che mi è capitato di imbattermi in recensionista, il termine non trova alcuna collocazione etimologica, essendo inesistente nella lingua italiana. Si utilizza recensore, raro il femminile recensitrice o recensóra.

Tuttavia, mi rifiuto di essere un recensore e ancor di più una recensora, anche con recensitrice ho i miei problemi, è un termine cacofonico, ha un suono orribile.  Ma questo è!

Quindi stabilito ciò, il lavoro del recensore/recensitrice è un impegno di grande responsabilità, devi essere assolutamente sincero con chi ti legge e al contempo devi essere fedele a te stesso.

Certo la “recensione” si presta a varie interpretazioni, in quanto la parola viene associata al CRITICARE, che a mio avviso non deve avere necessariamente una connotazione negativa.

La lingua italiana è un dedalo infernale!

Su Into the Read il contenuto principale del blog è dedicato proprio alle recensioni, ma sin dall’inizio, da quando ho cominciato a recensire, anche sul mio vecchio blog Dentro La Quarta, ho deciso di operare una scelta ben precisa: recensire solo ciò che mi è VERAMENTE e sottolineo veramente piaciuto, senza riserva alcuna!

Non recensisco mai autori il cui lavoro non mi ha convinta, non recensisco mai autori esordienti (e anche qui ci sarebbe tanto da dire), hanno ancora molta strada davanti e non recensisco generi che non amo.

Dietro ogni libro, dentro ogni storia, in ogni pagina ci sono sogni, speranze, ambizioni, fatica e tanta convinzione e per quanto spesso sarebbe facilissimo demolire l’impegno altrui, semplicemente supero e vado avanti.

Ѐ anche vero che mi vengono proposti libri e qualche volta mi permetto di propormi tuttavia, qualora non trovassi interessante la lettura, rimanderei indietro ciò che ho ricevuto, accompagnato dalle mie scuse più sincere, oppure considererei di aver fatto un pessimo acquisto. A tutt’oggi non ho ricevuto nulla che non valesse la pena di essere recensito e nelle mie scelte non mi sono mai sbagliata, esclusa qualche rarissima eccezione. Infatti, con presunzione affermo di aver sviluppato un ottimo intuito.

Valorizzare il lavoro di un autore che merita mi gratifica, aprire e leggere un buon libro è meraviglioso, ho cominciato a dedicarmi alla lettura piuttosto presto, l’interesse è sorto alle scuole elementari, il maestro proponeva letture di una piccola della biblioteca scolastica che, se fossero piaciute, si sarebbero potute acquistare. Ho continuato a leggere regolarmente dal primo anno di scuole medie e poi l’influenza familiare in tal senso è spesso determinante. Il tempo mi ha concesso di acquisire una certa esperienza, di affinare l’intuito. Leggere è trovarsi di fronte la vita in un concentrato di esperienze possibili, per me ha spesso rappresentato un rifugio e il processo di immedesimazione ha fatto il resto.

Quindi in considerazione della responsabilità che si ha nel momento in cui si recensisce, dell’impegno che si prende prima con il lettore e poi con l’autore, per quanto riguarda Into The Read sempre e solo recensioni costruttive.

Certo mi piacerebbe leggere molto di più, ci sono molti libri che in questi anni non ho fatto in tempo a recensire, la lettura mi proietta continuamente in avanti, eppure in un modo o in un altro ve li ho segnalati.

L’atto del leggere implica un evento di significazione, che sottintende il vissuto di una cultura all’interno delle relazioni tra autore e personaggio – CARLO AUGIERI

Altra scelta operata sul mio blog è quella di evitare di leggere il primo lavoro di un autore, mi è capitato di inficiare i giudizi successivi al primo libro, stranamente le ingenuità iniziali mi sono tornate in mente con il secondo. Quindi, spesso leggo il secondo lavoro e poi magari prendo il primo. Così come non leggo mai i generi che non prediligo particolarmente, questo avrebbe un’incidenza negativa sul lavoro del suo autore, sarebbe perfettamente inutile.

Amo l’entusiasmo dei “giovani” scrittori, la solidità dei professionisti, la forza creativa delle loro ambizioni e altrettanto detesto il volere a qualunque costo distruggere il lavoro altrui, quando immotivato.

In Italia, a differenza di ciò che viene detto, si legge tanto (anche se si potrebbe leggere ancora di più) e si scrive tantissimo!

E un buon lettore riconosce, intuisce, filtra: è ben capace di operare una scelta, al di là delle parole di un recensore. Comunicargli però che quel libro non è un buon libro significa mettere in discussione tutta una serie di fattori che vanno oltre il proporre una lettura, richiedono motivazioni concrete che poggiano su conoscenze profonde e specifiche, includendo vari campi del sapere. Per stroncare un libro servono competenze, non basta un semplice non mi piace, non si tratta di una chiacchierata tra amici, soprattutto se critichi l’operato altrui pubblicamente, quindi ci vuole qualcosa di più di tante letture.

In genere, la valutazione critica di un prodotto editoriale viene operata da figure professionali ben precise, primo fra tutti il critico letterario, che è in possesso di tutti gli strumenti di ordine teorico, pratico, contenutistico, atti alla valutazione letteraria in generale e di un’opera nello specifico. Pensare di possedere le armi giuste per distruggere il lavoro altrui presentandosi in battaglia con una fionda è ridicolo, se devo criticare un’opera e quindi il suo autore mi dovrò armare di un’artiglieria talmente pensante da non destare alcun dubbio.

La letteratura ha le spalle larghe, è un campo di battaglia troppo serio per fingersi audaci!

Io non ricopro la funzione di critico letterario, né lo desidero, voglio solo che il lettore quando troverà una mia recensione potrà riconoscere tutti i punti di forza che sono stata in grado di cogliere e che fanno di buon libro un ottimo autore. Il lettore di contro, un essere senziente e capace di discernere una buona lettura, potrà comprendere il potenziale di ciò che il recensore vuole proporre, oppure semplicemente non condividerne l’entusiasmo.

Certamente ci sarà sempre chi dissente, democrazia è anche questo!

I genitori ti insegnano ad amare, ridere e correre. Ma solo entrando in contatto con i libri si scopre di avere le ali – HELEN HAYES

DIVERSITÀ E FIABA

Le fiabe, così come di fatto le favole, sono un retaggio che ci portiamo dentro sin dall’infanzia, rappresentano delle sfaccettature fantastiche, di una realtà altrimenti inesistente, che si sviluppano nel narratore con lo scopo di creare nel bambino un atteggiamento ottimistico e positivo nei confronti della vita, spesso entrando volutamente in contrasto con quelle che poi sono le esperienze reali del bambino.

 

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LA BELLA ADDORMENTATA

Così, la fiaba appartiene a quel filone letterario che più di tutti si presta ad aiutare il bambino a costruire una propria visione del mondo, acquisendo e condividendo un sistema di valori, attraverso esperienze e percorsi interiori, che il narratore descrive utilizzando un linguaggio simbolico, ma immediatamente fruibile per un fanciullo.

 

L’utilizzo di un linguaggio simbolico permette al narratore di celare aspetti della realtà troppo crudi o sgradevoli per un bambino, senza per questo rimuoverli; così attraverso uno sforzo interpretativo, anche i più piccoli giungono a conoscenza dei fatti più crudi della realtà, ma mitigati da una narrazione che porta in sé il magico mondo della fantasia e dell’immaginazione.

Ѐ dunque naturale che un concetto complesso come quello di diversità assuma spesso nella fiaba una veste simbolica tale, da giungere al bambino solo attraverso uno sforzo interpretativo.

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IL PRINCIPE RANOCCHIO

Per diversità, ovviamente, si intende tutto ciò che si scosta interamente dalla norma e che quindi, per definizione, differisce. ma è interessante notare come nelle fiabe la diversità, pur manifestandosi nelle sue forme più accentuate, si trasforma in un vantaggio per il protagonista, il quale riuscirà, grazie ad essa, a conseguire successi che senza non avrebbe potuto ottenere.

Sono molti i racconti, appartenenti alla tradizione fiabistica, dove la rappresentazione della diversità si fa strada all’interno della fiaba, divenendo la protagonista indiscussa e l’elemento strutturale intorno a cui ruotano le vicende in essa narrate.

Per fare un esempio concreto basti pensare alle fiabe dei fratelli Grimm, in cui capita spesso d’incontrare personaggi che a causa di un sortilegio o per una punizione vengono trasformati in animali (si pensi a Il principe ranocchio, Fratellino e Sorellina), la cui metamorfosi, attraverso un processo simbolico, permette facilmente di essere associata nella realtà ad un incidente o una malattia che rende diversi.

 

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FRATELLINO E SORELLINA

Tuttavia, connotato comune di quasi tutte le fiabe è che alla fine il diverso verrà salvato dall’amore, per il quale otterrà la piena accettazione, unico elemento capace di reintegrarlo nella società, restituendogli la sua “umanità”.

Quindi, da quanto detto finora, la diversità s trova nella fiaba il terreno fertile per germogliare nei modi e nei tempi più disparati, anzi, spesso fiaba e diversità diventano un tutt’uno, forse proprio perché nella fiaba nulla è reale, tutto è diverso da ciò che ci circonda nella quotidianità e tutto sembra ruotare intorno ad una dimensione onirica, fra conscio e inconscio.

Ma se diverso è ciò che si discosta dalla norma, la fiaba dal canto suo per definizione sembra sovvertire completamente la norma (poiché porta con sé, per estensione del termine, l’irreale), sposandosi in un ambito in cui la diversità deve per forza di cose impregnare il racconto, quello spazio senza tempo, né contorni, che poi più di tutti ci permette di esprimere e di esprimerci, per non essere sempre uguali e quindi normali.

 

 

 

SNOOPY lo straordinario beagle di Charlie Brown

Buongiorno webnauti,

quante volte vi sarà capitato di notare sui social post dedicati a Snoopy, post che io stessa mi diletto a pubblicare data la genuinità del personaggio che, con la sua vivace ironia, fornisce divertenti spunti di riflessione.

Snoopy è il personaggio di punta, quello più vivace dei Peanuts la famosa striscia a fumetti più venduta nel mondo e ideata da Charles Schulz, che ha reso la serie tanto popolare e che tutti abbiamo avuto modo di vedere rappresentato su pelouche, magliette, quaderni, tazze, biglietti d’auguri e altro. Chi a scuola non aveva un diario o un quaderno di Snoopy?

Charles Schulz è stato un importante cartoonista statunitense, divenuto disegnatore con un corso per corrispondenza; negli anni ha pubblicato diversi libri, creato special televisivi e inventato una serie di prodotti che gli aprirono la strada dell’industria.

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Schulz ebbe modo di proporre Snoopy per la prima volta in una striscia nell’ottobre del 1950, creando un personaggio a modello del proprio cane Spike, un pointer; inizialmente era un semplice cane di quartiere, di una cittadina statunitense imprecisata, in un mondo animato da bambini e animali, privo di adulti dove sono i bambini a sostenere tale ruolo, mettendo in gioco emozioni e debolezze.

Nel 1955, Schulz stabilì che il padrone di Snoopy fosse Charlie Brown, un personaggio all’inizio di soli 4 anni, i cui tratti caratteriali, e non solo, erano molto simili a quelli del suo autore, infatti come Schulz, Charlie Brown era timido e introverso, aveva un cane e i genitori ricoprivano lo stesso ruolo sociale dei genitori di Schulz: il padre barbiere e la madre casalinga. Il tema della solitudine è ricorrente, soprattutto nel personaggio di Charlie Brown, altro elemento autobiografico in cui si riflette il suo autore.

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Così dal 1950 fino al 2000, a Snoopy sono state dedicate più di 1700 strisce a fumetti; il 2000 è l’anno del decesso di Charles Schulz.

Ed è solo dal 1956 in poi che Snoopy acquista delle caratteristiche sempre più antropomorfe: cammina su due zampe, utilizzando quelle anteriori come se fossero delle mani; addirittura i personaggi della serie lo identificano a un bambino, Piperita Patty riferendosi a Snoopy dice: “il bambino buffo con un gran naso”. Eppure non parla, emette solo dei suoni, ma di contro pensa tantissimo.

Col passare del tempo nuovi filoni narrativi sono stati inventati per lui, con conseguenziali alter-ego: asso del volo durante la prima guerra mondiale, legionario, dottore, astronauta, giocatore di hockey, football e golf, scrittore dal famoso incipit “Era una notte buia e tempestosa”, capo scout e avvocato. Solo per citare alcuni dei 150 ruoli a lui attribuiti e impersonati nel corso degli anni.

Inoltre, ha interpretato più di un centinaio di personaggi famosi da Topolino a Joe Falchetto e si è trasformato in svariati animali, dall’avvoltoio al rinoceronte. Quindi Snoopy è una celebrità, oggi di fama mondiale, molto ben articolata, che si presta facilmente a diversi ruoli, un po’ nevrotico e grande sognatore, che riesce a ottenere ciò che vuole, ma solo nella sua immaginazione.

La serie dei Peanuts inoltre è stata oggetto di interesse da parte degli intellettuali: tradotta in più di 20 lingue, in Italia anche da Umberto Eco e pubblicata in oltre settanta nazioni.

A partire dal 1963, i Peanuts esordiscono in una serie di volumi di Giovanni Gandini, editi dalla Milano Libri, eppure il successo arriva nel momento in cui sempre la Milano Libri pubblica il primo numero della rivista a fumetti mensile Linus, nell’aprile 1965, che prende il nome da uno dei personaggi del fumetto.

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Giorni di gloria, Charlie Brown!: 18

Attualmente, con la collana I Peanuts, in formato cartaceo, Baldini+Castoldi propone una vasta scelta di volumi dedicati proprio a Snoopy & Co. E tutti i giorni il giornale online il Post pubblica le strisce dei Peanuts.

Nel novembre 2017, Magazzini Salani pubblica Il meglio di Snoopy, in cui propone una raccolta delle strisce ufficiali più amate sul personaggio.

A seguire, per i lettori di Into The Read, alcune divertenti strisce

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LE 10 COPERTINE PIÙ BELLE DEL 2018… di autori italiani

Into The Read ha stilato una lista delle 10 copertine di autori italiani più belle del 2018, un anno ricco di novità, con tante uscite interessantissime, ma solo alcune Book Covers ci hanno veramente colpito.

La realtà è che lo stile di una cover può influenzare la scelta di un titolo, per tali ragioni i designer e gli artisti di talento creano immagini che catturano la nostra attenzione, esaltando così il contenuto di un libro.

Quando vado in libreria, mentre passeggio tra gli scaffali perdendomi in una sorta di contemplazione meditativa, ciò che richiama la mia attenzione, prima ancora dell’autore, è senza alcun dubbio la copertina.

Se la cover non mi dice nulla, o addirittura non mi piace e scelgo il libro semplicemente in base al suo autore, anche quando è una garanzia, il 98% delle volte il libro mi delude, l’istinto in tal senso non mi ha mai tradita! Ѐ come se la cover suscitasse in me una sorta di fascinazione rivelatrice, difficile da ignorare.

Quindi oltre al contenuto, con tutto il suo preziosissimo peso, nella scelta di un libro la sua copertina è sempre fondamentale; in fondo l’occhio si lascia attirare, a primo acchito, proprio dalla cover. Soprattutto quando il lettore sfoglia un catalogo online, pieno di copertine in formato thumbnail, quindi ridotto.

In considerazione di ciò, Into The Read ha stilato una lista delle copertine più belle del 2018 di autori italiani, basandosi sulle scelte grafiche, sulla creatività e sull’equilibrio tra contenuto e immagini.

Queste non sono alcune delle copertine eccellenti pubblicate nel 2018, sono le 10 che Into The Read ha selezionato su altre per i suoi lettori:

 

 

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Postorino

 

 

abbandono

 

 

Mazzariol

 

 

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cognetti

 

 

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sapienti

 

 

spiati

 

 

resto qui

 

SULLA FIABA

Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi. 

– Gianni Rodari –

Possiamo affermare, così come sosteneva Novalis, che “Tutto è fiaba”? Probabilmente no, ma possiamo sostenere l’assunto che fiaba è tutto o quasi: fiaba è estrapolazione fantastica in divenire, è creazione, è la perfetta rappresentazione dell’irrealtà nella finzione scenica del sogno. Ed è soprattutto la capacità di rendere vero ciò che non lo sarà mai.

Tuttavia una cosa è certa, di non-verità si tratta, anche se non possiamo parlare d’inganno, o bugia, poiché le fiabe non negano la verità, ma più semplicemente la trasmutano, la trasformano, quasi la trasfigurano, piegano la realtà al volere delle illusioni, facendone sogno, fascinazione e infine incanto.

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Fiabe e Storie. Ediz. Integrale

Scopo della fiabe, così come accade con il mito, è liberare l’uomo dalle paure primordiali, ponendo in essere la sua funzione apotropaica, attraverso la quale i pericoli vengono scongiurati, il male punito e la diversità, solitamente rappresentata come un limite apparente, valorizzata.

E ciò può avvenire solo in quell’ambito atemporale, dove il tempo è fuori dal tempo e all’interno del quale il mondo fanciullesco si trasforma in un’infanzia collettiva e contagiosa. Dove non solo ai bambini, ma anche agli adulti, è concesso di seppellire incubi, inquietudini e insicurezze, riuscendo a placare qualunque fobia.

Quindi, per quanto affermato finora, possiamo dire che ascoltare o leggere una fiaba permette di metabolizzare le angosce, rendendole pensabili e quindi superabili.

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Fiabe italiane

Di contro, narrare fiabe significa abbandonarsi a un apparente nonsense, per concedere agli uomini di essere  re, orchi, nani e negando qualunque logica si imponga nella razionale esistenza.

Solo così all’io fanciullesco è concesso tutto e al contempo di essere tutto.

Come ha mostrato Italo Calvino, con la sua raccolta Fiabe Italiane (Oscar Mondadori), i costrutti fiabeschi per lo più si sviluppano in ambito regionale, o addirittura provinciale. Essi sono la memoria popolare, la Storia che si lascia narrare, talvolta rivisitata e all’occorrenza studiata.

Le fiabe sono quella strada che conduce alle origini della memoria psichica umana.

Io credo questo: le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna.

– Dall’introduzione di Italo Calvino a Fiabe Italiane, edite da Einaudi nel novembre del 1956 –

BERLINO, DUSSMANN E UN SOGNO CHE PROFUMA DI CARTA

Bentrovati webnauti,

eccoci agli inizi di un nuovo anno, ricco di progetti e nuove opportunità…

Il 2018 per me non poteva concludersi in modo migliore, con la famiglia riunita a casa di mio fratello, nella meravigliosa cornice di un Natale berlinese, che ho sperato non finisse mai.

A Berlino ho lasciato un pezzo del mio cuore!

Sony Center a Potsdamer Platz – Berlino

Al rientro, mentre la sorvolavo, nascosta da una spessa coltre nuvolosa, riflettevo sul fatto che indicare Berlino con il termine di città significa stritolarla in un ambito riduttivo, che non le appartiene; città è chiusura, limite, confine, invece Berlino è una capitale sempre in espansione, dove la storia accompagna per mano una modernità, che si oppone di continuo al passato, per proiettarsi in un futuro immediato e fortemente avveniristico.

Berlino è soprattutto ricordo e al contempo superamento di tutti quei limiti imposti da un periodo storico pesante e catastrofico, quindi è accoglienza, ma soprattutto è kultur che si nutre di nostalgia e storicità, a cui si accompagna una controcultura, gegenkultur, intesa come contrapposizione ai principi culturali dominanti. Inoltre, essendo un museo a cielo aperto, biblioteche, librerie e caffè letterari fanno da cornice a un mondo in continuo fermento culturale; in Germania si legge molto di più che in Italia.

Quindi, rivelatasi terra di grandi opportunità, con i quartieri multietnici e le sue possibilità di lavoro, Berlino è molto ambita e sono tanti coloro che provenienti da varie parti del mondo vi si sono trasferiti e tra questi, da oltre vent’anni, mio fratello.

In questo contesto trova la sua perfetta collocazione una delle librerie più belle del mondo e più grandi d’Europa, la libreria Dussmann das Kulturkaufhaus. Potevo non andare? Un’opportunità del genere non me la sarei mai fatta sfuggire!

Dussmann das Kulturkaufhaus

Peter Dussmann in un arco temporale di 40 anni ha costruito un impero finanziario enorme e diversificato, il Dussmann Group, composto da 64.000 dipendenti in 21 Paesi, con una internazionalizzazione che partita nel 1968, da Monaco di Baviera, con i bagni chimici, non si è più fermata. Infatti, il Dussmann Group non si occupa solo di attività culturali, ma abbraccia case di cura per anziani e asili nido; oltre ai servizi di catering, si occupa anche di servizi per la gestione degli edifici commerciali e gli uffici, per passare alla creazione di tecnologie per la refrigerazione e la climatizzazione e servizi per l’esercito tedesco, come la pulizia della caserma di Edelweiβ, a Mittenwald e in passato si è anche occupato della fornitura di pasti alle truppe.

 “Ogni insuccesso è un’opportunità” 

– Peter Dussmann –

 Quindi un colosso finanziario da un giro d’affari enorme che coinvolge, fra tutti gli altri Paesi, anche l’Italia.

DUSSMANN – Crime & Thriller

Ma focalizziamo la nostra attenzione su una piccola parte di questo incredibile impero, quella nota come la Dussmann das Kulturkaufhaus – Dussmann la grande casa della cultura – distribuita su cinque piani e che occupa una superficie di 7.300 metri quadrati, al numero 90 di Friedrichstraβe, una centralissima strada, nel cuore di Berlino, vicino il quartiere di Kreuzberg, aperta tutti i giorni fino a mezzanotte, fatta eccezione per il sabato che anticipano la chiusura di mezz’ora, mentre la domenica rispettano il riposo settimanale.

Entrare da Dussmann equivale a cominciare un viaggio entusiasmante, un’esperienza indimenticabile, tra pagine e pagine di libri, oltre ad abbracciare altri affascinanti rami culturali, quali musica e cinema con CD, Dvd, Blu-ray e film in 3D, con accessori incentrati su saghe famose, quali Harry Potter, Star Wars e Game of Thrones.

Andiamo per ordine…

La libreria venne fondata nel 1997 e volle essere un dono per i berlinesi, oltre a rappresentare la realizzazione di un sogno, quello di poter creare una libreria, di ispirazione americana, aperta fino a tarda sera, con una caffetteria interna, la musica dal vivo e offrire diversi servizi per i clienti, con eventi dedicati a mostre, esposizioni e presentazioni di libri. E il tutto richiama alla mente il film con Meg Ryan e Tom Hanks, C’è posta per te, stereotipo americano, molto in voga negli anni ’80.

Sono arrivata da Dussmann il 24 dicembre, intorno a mezzogiorno, quindi a ridosso delle 14,00, orario di chiusura anticipata per via delle festività natalizie, con la riapertura prevista per il 27, giorno del mio rientro in Italia.

Al primo piano, ho avuto modo di ammirare la Sfinge della Regina Hatshepsut,

Sfinge della Regina Hatshepsut, Civiltà Egizia, Nuovo Regno, XVIII dinastia.

un prestito permanente, antico 4000 anni, del Museo Egizio di Berlino, che si trova nell’androne centrale e sembra dare il benvenuto; alle spalle della Sfinge, vi sono le scale, che permettono di scendere al piano 0, per raggiungere il caffè-ristorante Ursprung, inaugurato nel 2012 e aperto dalle 09,00 alle 21,00 con cucina tipica tedesca, ma con un pizzico di innovazione; qui è possibile fare colazione, o semplicemente consumare il pranzo, per esempio a base di tagliatelle fatte in casa, con verdure colorate, pomodori secchi e parmigiano, al prezzo di € 7,20 e non manca il tè pomeridiano, servito non prima delle 16,00. I posti al suo interno sono 74 e alle prime 9 telefonate è permesso prenotare.

Sotto la scala, che immette al caffè, si trova una vasca impreziosita da mosaici, al cui interno è possibile ammirare alcuni pesci rossi. Ma l’elemento straordinario del piano 0 è il giardino verticale, che occupa una parete di 270 metri quadrati, dove sono state collocate 6000 piante tropicali, si tratta del “Mur Végétal”, opera d’arte (vivente) del famoso botanico Patrick Blanc.

MUR VÉGÉTAL, un’opera d’arte vivente, di Patrick Blanc

Il Mur Végétal vuole simboleggiare il rispetto per la sostenibilità da parte del Dussmann Group.

Poi, man mano che si salgono i piani, abbiamo una distribuzione di libri, Dvd, Blu-ray, film in 3D e Cd, di cui non ricordo l’esatta distribuzione per piano ma, una cosa è certa, la scelta è ampia e riesce a soddisfare qualunque richiesta, grazie anche alla presenza del personale addetto, sempre molto disponibile e prodigo di consigli.  Le varie sezioni si susseguono tra un piano e un altro, dove si possono trovare tutte le novità in campo letterario, con una vasta esposizione di oggetti di cartolibreria, una room dedicata ai libri per bambini in lingua straniera, la Children’s International e ancora libri in lingua originale: italiano, spagnolo, francese, e una piccola sezione in lingua polacca e svedese. I libri in lingua italiana sono suddivisi in libri d’importazione e libri scritti da autori tedeschi in italiano. Inoltre, vi è una sezione dedicata alla letteratura specialistica e libri di saggistica su argomenti vari, libri di psicologia, cucina, oppure guide, libri di viaggio e ancora al terzo piano troviamo libri per l’apprendimento del tedesco, ma anche di altre lingue e libri di marketing o per la programmazione. Molto ricca è la sezione fantasy, a cui si affianca un’ala dedicata alla letteratura per l’infanzia, con una nutrita esposizione di libri in 3D.

Durante la visita è anche possibile occupare una delle poltrone presenti in libreria, leggendo ciò che si desidera, senza essere disturbati, oppure ci si può accomodare in una delle scrivanie, per cominciare una ricerca o una semplice consultazione. hdr

E dato che a Berlino tutto è possibile, da Dussmann potete realizzare il sogno di rimanere in libreria per una notte. Come è semplicissimo: una volta all’anno, 20 persone vengono sorteggiate e chiuse dentro la libreria, per dieci ore. Le richieste sono così tante, che non si può scegliere senza un sorteggio, così come per sorteggio si scelgono 19 lettori, che uno alla volta al mese vengono ospitati nel salotto letterario, per discutere con l’autore del suo ultimo libro.

È una cattedrale della cultura, un concetto riuscitissimo di libreria supermercato, con dentro una libreria raffinata. Ha un proprietario ricchissimo e atipico, che vuole avere un centro di cultura. E la più brava direttrice del mondo

– Inge Feltrinelli –

Credo, comunque, che Dussmann non si debba raccontare, bisogna andare a vedere con i propri occhi come un sogno, di ispirazione americana, possa diventare il sogno di chiunque vi si rechi, giungendo in un giorno qualunque, da qualunque parte del mondo.

 

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Berlin Mur – Street Art

 

 

 

 

 

 

LETTURE ASSOLATE… cosa leggo quest’estate…!!!???

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Ed eccoci giunti al 23 giugno con temperature, almeno in Sicilia, che si avvicinano più a un anticipatario autunno e preannuncianti una tardiva estate; editorialmente parlando invece è un’esplosione di iniziative, promozioni legate al periodo estivo  e nuove uscite che vedono coinvolte le librerie non solo qui a Catania, ma anche fuori porta, ve ne segnalo qualcuna…

Intanto, per chi si trovasse in zona Piacenza, la libreria Bookbank Libri D’altri Tempi ha deciso di lanciare un’iniziativa molto interessante e a mio avviso fuori dall’ordinario, indicata come Una libraia tutta per sé e che si riassume in un Buono Felicità, perché l’obiettivo di Sara Marenghi, titolare della Bookbank è proprio questo, far sì che chi si reca nella sua libreria possa uscirne una persona felice. book2

Ora per farvi comprendere al meglio in cosa consiste esattamente il tutto, riporto le istruzioni per l’uso nella sua sintesi presentate da Sara Marenghi e Valeria Zangrandi, che ha contribuito alla costruzione dell’idea, ecco i dettagli: tu dovrai solo scrivermi, decidere quando godere della tua magia e rispondere a un piccolo questionario che mi aiuterà a capire i tuoi gusti in fatto di libri, musica e sapori.

Poi, quando arriverà il giorno del nostro appuntamento, ci troveremo qui in Bookbank e… chiuderemo il mondo fuori. Ti racconterò i libri che ho selezionato in base alle tue risposte, se ti andrà te ne leggerò alcuni brani, chiacchiereremo di parole e letteratura. Sceglierai tra vecchi vinili la musica che ci accompagni: in libreria, solo note leggere, il fruscio delle pagine e il profumo di una tisana letteraria – o il silenzio incantato di un bicchiere di vino.

Quando il tuo tempo sarà finito, deciderai quali libri portare con te – tra quelli che ti ho consigliato ma non solo, il catalogo Bookbank è a tua disposizione – e spero che insieme ai libri terrai con te anche un po’ di magia.

Trovo che sia un progetto interessante, da non perdere assolutamente, il tutto è in linea con i meravigliosi e numerosi progetti di Sara Marenghi e della sua straordinaria Bookbank Libri D’altri Tempi di Piacenza.

Per maggiori dettagli basterà cliccare qui

E ancora, per un’estate all’insegna della lettura sotto l’ombrellone, in riva a un lago, in cima a una montagna o in qualunque altro luogo possiate desiderare di trovarvi, basterà far scorpacciate di libri usufruendo della promozione che ormai da qualche anno interessa La Feltrinelli, infatti dal 26 aprile al 31 agosto potrete acquistare due libri, dell’Universale Economica Feltrinelli, su una vasta e interessante scelta di 50 titoli, a soli € 9,90; questi quelli scelti per Into The Read:

Mauro Corona La casa dei sette ponti 

Erri De Luca La natura esposta

Yukio Mishima Musica

Stefano Benni Prendiluna

Banana Yoshimoto Kitchen

Isabel Allende Amore.

E tantissimi altri ancora, con altrettanti autori, aspettano di essere acquistati in tutte le librerie…

basilicoL’estate tuttavia è breve, in soli tre mesi consuma le sue aspettative di relax (per chi può) e divertimenti, così ho deciso di concentrare le mie ore libere su un solo titolo fra quelli che avrei voluto leggere, dato che le mie indecisioni spaziavano da Paolo Giordano e il suo tanto atteso Divorare il cielo, all’ultimo libro di Giuseppina Torregrossa Il basilico di Palazzo Galletti, presentato dall’autrice proprio ieri pomeriggio presso la Libreria Cavallotto di Viale Jonio, a Catania e ancora Io resto qui di Angelo Dilivio e La donna alla finestra di A.J. Finn un intricato thriller, sul genere Hitchcock, il cui titolo richiama proprio il film La finestra sul cortile.

Quindi, spazzata via ogni indecisione, alla fine l’unica recensione di questo periodo estivo sarà dedicata al libro di Alessandro Barbaglia L’Atlante dell’Invisibile, un libroinvisibile con una quarta di copertina tanto accattivante e coinvolgente non poteva non carpire il mio interesse…

Ti sei mai chiesto dove va a finire

Tutto quel bianco quando la neve si scioglie?

O il vento quando smette di soffiare,

o le quattro di pomeriggio quando arrivano le cinque?

Ti sei mai chiesto dove vanno a finire

Le cose infinite quando finiscono? – da L’Atlante dell’Invisibile di Alessandro Barbaglia.

 

Vorrei anche anticiparvi alcune uscite e segnalarvi quelle più recenti, per questo mese di giugno in libreria:

il 28 giugno troverete disponibile l’ultimo libro di

yoshimotoBanana Yoshimoto

LE SORELLE DONGURI

Feltrinelli Editore

€ 12,00

Rimaste orfane, Guriko e Donko gestiscono un sito di posta del cuore che si chiama Le sorelle Donguri (donguri significa ghianda in giapponese). Donko è tanto energica e indipendente quanto la sorella è solitaria e taciturna. Questo fino a quando Guriko riceve il messaggio di una donna che le scrive del dolore per la perdita del marito, parole che inducono Guriko a ripensare al suo primo amore, Mugi, incontrato ai tempi della scuola e poi sparito nel nulla. Segretamente cova da sempre il desiderio e la speranza di ritrovarlo, decide allora di interrompere la sua clausura e di andare a cercarlo. Attraverso la delicata voce narrante di Guriko, Banana Yoshimoto affronta temi quali la perdita e il superamento del dolore, ponendo l’accento sul potere salvifico della condivisione e sulla capacità dei sogni di sciogliere tensioni e problemi. Guriko e Donko, due sorelle rimaste orfane da bambine, aprono un sito di posta del cuore. Se all’inizio è soprattutto un gioco, ben presto diventa un’occupazione a tempo pieno colma di inattese rivelazioni.

 

Il 14 giugno è uscito il nuovo libro di

Coelho-hippiePaulo Coelho

HIPPIE

edito da La nave di Teseo

€ 18,00

Nel suo romanzo più autobiografico, Paulo Coelho ci porta a rivivere il sogno di rivoluzione e pace della generazione hippie.

Karla è una ragazza olandese, che sogna il Nepal e aspetta di incontrare il compagno ideale per iniziare questo viaggio. Paulo, l’altro protagonista, è un giovane brasiliano che vuole diventare scrittore: porta i capelli lunghi e gira il mondo alla ricerca della libertà, del significato più profondo dell’esistenza.

Le loro strade si incontrano ad Amsterdam nel 1970 e insieme decidono di partire per l’Asia a bordo del Magic Bus, lungo la rotta hippie. Sulla strada vivono una straordinaria storia d’amore, in un susseguirsi di avventure e incontri occasionali destinati a lasciare il segno.

Durante il viaggio dall’Europa a Kathmandu, Karla, Paulo e i loro compagni affrontano desideri e paure, vivono grandi e piccole rivoluzioni e trasformano le proprie vite abbracciando nuovi valori che li cambieranno per sempre.

 

Dal 10 giugno è disponibile

_una-lunga-vita-da-idealista-1526156247UNA LUNGA VITA DA IDEALISTA

di Jean-Michel Guenassia

edito da Salani Editore

€ 18,00

«A chi mi domanda la ragione dei miei viaggi, rispondo che so bene da cosa fuggo, e non cosa cerco». Con questa famosissima frase di Montaigne si conclude la storia di Thomas Larch, inglese in India e indiano in Inghilterra, Signor Nessuno sfiorato da fama planetaria, ingenuo e sincero, istintivo e spigoloso: un protagonista come solo Jean-Michel Guenassia sa raccontare intessendo le vicende individuali nella trama della Storia. Bambino e adolescente sensibile e introverso, Thomas sembra condannato a perdere tutte le persone che gli sono care: la donna che l’ha cresciuto, la madre, il primo amore, gli amici, mentre il rapporto con il padre s’incrina fino a spezzarsi. Appena l’età glielo permette fugge di casa per arruolarsi nei Royal Marines: quindici anni di teatri di guerra, dall’Irlanda del Nord all’Iraq, dove inciampa continuamente nella morte e sempre sopravvive, al punto da diventare un caso mediatico. A un soffio dalla ricchezza e dal potere, nella sua innocenza di eterno idealista Thomas sceglie di restare se stesso, e perciò perde di nuovo tutto. È a questo punto che accetta l’incarico di cercare una persona scomparsa in India: proprio là, dove tutto è cominciato e dove tutto, in un finale mozzafiato, può ricominciare.

E ancora

_orrore-1526157286ORRORE

di Pietro Grossi

edito da Feltrinelli Editore

€ 14,00

Tutto ha inizio con una casa nel bosco. Una casa apparentemente abbandonata. Al suo interno, polvere e muffa dappertutto, a eccezione di alcuni angoli lindi e scrupolosamente ordinati. E poi una maschera demoniaca di cartapesta, il disegno di un bambino che sembra appeso al frigo da qualche giorno soltanto, forniture ospedaliere. Al piano superiore, una maschera ancora più inquietante, ricavata da una tanichetta opaca. L’intera casa urla che qualcosa di sinistro accade fra quelle mura, ma cosa?
Il protagonista e sua moglie sono appena rientrati in Italia per Natale: vivono a New York, e da poco è nato il loro bambino. Sono immersi nell’atmosfera morbida di quei primi mesi e approfittano delle vacanze per rivedere i vecchi amici. È allora che, seduti al tavolo di un ristorante, Diego e Lidia raccontano loro della misteriosa casa. Lui in particolare li ascolta con attenzione: è uno scrittore in cerca di storie e viene subito attratto dalla possibilità di trovare materia per un romanzo.
Durante le vacanze il pensiero torna continuamente alla casa, perciò – quando è il momento di rientrare negli Stati Uniti – la moglie gli propone di restare, da solo, a fare qualche ricerca. Accettando, lui progetta di prendersi giusto un paio di settimane. Ma quel mistero è così inesplicabile, qualcosa lo attrae così visceralmente, che il tempo e le distanze – la distanza dalla sua famiglia, ma anche quella dal se stesso che credeva di conoscere – si spalancano. Gli appostamenti davanti alla casa diventano infatti – giorno dopo giorno, notte dopo notte – qualcos’altro, come se lo sguardo si spostasse dall’esterno al centro di sé.
Pietro Grossi, scrittore inquieto e penna precisa come un bisturi, vira verso l’horror, immergendoci in ombre popolate da paure striscianti, inesprimibili, per farci poi precipitare nell’abisso. Senza più alzare gli occhi dalla pagina.

Qualunque cosa sia accaduta in quel posto, non è normale.

 

Allora non mi rimane altro da fare che augurarvi una felice estate, ma soprattutto…

…BUONA LETTURA!!!!