DIVERSITÀ E FIABA

Le fiabe, così come di fatto le favole, sono un retaggio che ci portiamo dentro sin dall’infanzia, rappresentano delle sfaccettature fantastiche, di una realtà altrimenti inesistente, che si sviluppano nel narratore con lo scopo di creare nel bambino un atteggiamento ottimistico e positivo nei confronti della vita, spesso entrando volutamente in contrasto con quelle che poi sono le esperienze reali del bambino.

 

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LA BELLA ADDORMENTATA

Così, la fiaba appartiene a quel filone letterario che più di tutti si presta ad aiutare il bambino a costruire una propria visione del mondo, acquisendo e condividendo un sistema di valori, attraverso esperienze e percorsi interiori, che il narratore descrive utilizzando un linguaggio simbolico, ma immediatamente fruibile per un fanciullo.

 

L’utilizzo di un linguaggio simbolico permette al narratore di celare aspetti della realtà troppo crudi o sgradevoli per un bambino, senza per questo rimuoverli; così attraverso uno sforzo interpretativo, anche i più piccoli giungono a conoscenza dei fatti più crudi della realtà, ma mitigati da una narrazione che porta in sé il magico mondo della fantasia e dell’immaginazione.

Ѐ dunque naturale che un concetto complesso come quello di diversità assuma spesso nella fiaba una veste simbolica tale, da giungere al bambino solo attraverso uno sforzo interpretativo.

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IL PRINCIPE RANOCCHIO

Per diversità, ovviamente, si intende tutto ciò che si scosta interamente dalla norma e che quindi, per definizione, differisce. ma è interessante notare come nelle fiabe la diversità, pur manifestandosi nelle sue forme più accentuate, si trasforma in un vantaggio per il protagonista, il quale riuscirà, grazie ad essa, a conseguire successi che senza non avrebbe potuto ottenere.

Sono molti i racconti, appartenenti alla tradizione fiabistica, dove la rappresentazione della diversità si fa strada all’interno della fiaba, divenendo la protagonista indiscussa e l’elemento strutturale intorno a cui ruotano le vicende in essa narrate.

Per fare un esempio concreto basti pensare alle fiabe dei fratelli Grimm, in cui capita spesso d’incontrare personaggi che a causa di un sortilegio o per una punizione vengono trasformati in animali (si pensi a Il principe ranocchio, Fratellino e Sorellina), la cui metamorfosi, attraverso un processo simbolico, permette facilmente di essere associata nella realtà ad un incidente o una malattia che rende diversi.

 

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FRATELLINO E SORELLINA

Tuttavia, connotato comune di quasi tutte le fiabe è che alla fine il diverso verrà salvato dall’amore, per il quale otterrà la piena accettazione, unico elemento capace di reintegrarlo nella società, restituendogli la sua “umanità”.

Quindi, da quanto detto finora, la diversità s trova nella fiaba il terreno fertile per germogliare nei modi e nei tempi più disparati, anzi, spesso fiaba e diversità diventano un tutt’uno, forse proprio perché nella fiaba nulla è reale, tutto è diverso da ciò che ci circonda nella quotidianità e tutto sembra ruotare intorno ad una dimensione onirica, fra conscio e inconscio.

Ma se diverso è ciò che si discosta dalla norma, la fiaba dal canto suo per definizione sembra sovvertire completamente la norma (poiché porta con sé, per estensione del termine, l’irreale), sposandosi in un ambito in cui la diversità deve per forza di cose impregnare il racconto, quello spazio senza tempo, né contorni, che poi più di tutti ci permette di esprimere e di esprimerci, per non essere sempre uguali e quindi normali.

 

 

 

SNOOPY lo straordinario beagle di Charlie Brown

Buongiorno webnauti,

quante volte vi sarà capitato di notare sui social post dedicati a Snoopy, post che io stessa mi diletto a pubblicare data la genuinità del personaggio che, con la sua vivace ironia, fornisce divertenti spunti di riflessione.

Snoopy è il personaggio di punta, quello più vivace dei Peanuts la famosa striscia a fumetti più venduta nel mondo e ideata da Charles Schulz, che ha reso la serie tanto popolare e che tutti abbiamo avuto modo di vedere rappresentato su pelouche, magliette, quaderni, tazze, biglietti d’auguri e altro. Chi a scuola non aveva un diario o un quaderno del celebre beagle?

Charles Schulz è stato un importante cartoonista statunitense, divenuto disegnatore con un corso per corrispondenza; negli anni ha pubblicato diversi libri, creato special televisivi e inventato una serie di prodotti che gli aprirono la strada dell’industria.

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Schulz ebbe modo di proporre Snoopy per la prima volta in una striscia nell’ottobre del 1950, creando un personaggio ispirato  dal proprio cane Spike, un pointer; inizialmente era un semplice cane di quartiere, di una cittadina statunitense imprecisata, in un mondo animato da bambini e animali, privo di adulti dove sono i bambini a sostenere tale ruolo, mettendo in gioco emozioni e debolezze.

Nel 1955, Schulz stabilì che il padrone di Snoopy fosse Charlie Brown, un personaggio all’inizio di soli 4 anni, i cui tratti caratteriali, e non solo, erano molto simili a quelli del suo autore, infatti come Schulz, Charlie Brown era timido e introverso, aveva un cane e i genitori ricoprivano lo stesso ruolo sociale dei genitori di Schulz: il padre barbiere e la madre casalinga. Il tema della solitudine è ricorrente, soprattutto nel personaggio di Charlie Brown, altro elemento autobiografico in cui si riflette il suo autore.

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Così dal 1950 fino al 2000, a Snoopy sono state dedicate più di 1700 strisce a fumetti; il 2000 è l’anno del decesso di Charles Schulz.

Ed è solo dal 1956 in poi che Snoopy acquista delle caratteristiche sempre più antropomorfe: cammina su due zampe, utilizzando quelle anteriori come se fossero delle mani; addirittura i personaggi della serie lo identificano a un bambino, Piperita Patty riferendosi a Snoopy dice: “il bambino buffo con un gran naso”. Eppure non parla, emette solo dei suoni, ma di contro pensa tantissimo.

Col passare del tempo nuovi filoni narrativi sono stati inventati per lui, con conseguenziali alter-ego: asso del volo durante la prima guerra mondiale, legionario, dottore, astronauta, giocatore di hockey, football e golf, scrittore dal famoso incipit “Era una notte buia e tempestosa”, capo scout e avvocato. Solo per citare alcuni dei 150 ruoli a lui attribuiti e impersonati nel corso degli anni.

Inoltre, ha interpretato più di un centinaio di personaggi famosi da Topolino a Joe Falchetto e si è trasformato in svariati animali, dall’avvoltoio al rinoceronte. Quindi Snoopy è una celebrità, oggi di fama mondiale, molto ben articolata, che si presta facilmente a diversi ruoli, un po’ nevrotico e grande sognatore, che riesce a ottenere ciò che vuole, ma solo nella sua immaginazione.

La serie dei Peanuts inoltre è stata oggetto di interesse da parte degli intellettuali: tradotta in più di 20 lingue, in Italia anche da Umberto Eco e pubblicata in oltre settanta nazioni.

A partire dal 1963, i Peanuts esordiscono in una serie di volumi di Giovanni Gandini, editi dalla Milano Libri, eppure il successo arriva nel momento in cui sempre la Milano Libri pubblica il primo numero della rivista a fumetti mensile Linus, nell’aprile 1965, che prende il nome da uno dei personaggi del fumetto.

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Attualmente, con la collana I Peanuts, in formato cartaceo, Baldini+Castoldi propone una vasta scelta di volumi dedicati proprio a Snoopy & Co. E tutti i giorni il giornale online il Post pubblica le strisce dei Peanuts.

Nel novembre 2017, Magazzini Salani pubblica Il meglio di Snoopy, in cui propone una raccolta delle strisce ufficiali più amate sul personaggio.

A seguire, per i lettori di Into The Read, alcune divertenti strisce

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LE 10 COPERTINE PIÙ BELLE DEL 2018… di autori italiani

Into The Read ha stilato una lista delle 10 copertine di autori italiani più belle del 2018, un anno ricco di novità, con tante uscite interessantissime, ma solo alcune Book Covers ci hanno veramente colpito.

La realtà è che lo stile di una cover può influenzare la scelta di un titolo, per tali ragioni i designer e gli artisti di talento creano immagini che catturano la nostra attenzione, esaltando così il contenuto di un libro.

Quando vado in libreria, mentre passeggio tra gli scaffali perdendomi in una sorta di contemplazione meditativa, ciò che richiama la mia attenzione, prima ancora dell’autore, è senza alcun dubbio la copertina.

Se la cover non mi dice nulla, o addirittura non mi piace e scelgo il libro semplicemente in base al suo autore, anche quando è una garanzia, il 98% delle volte il libro mi delude, l’istinto in tal senso non mi ha mai tradita! Ѐ come se la cover suscitasse in me una sorta di fascinazione rivelatrice, difficile da ignorare.

Quindi oltre al contenuto, con tutto il suo preziosissimo peso, nella scelta di un libro la sua copertina è sempre fondamentale; in fondo l’occhio si lascia attirare, a primo acchito, proprio dalla cover. Soprattutto quando il lettore sfoglia un catalogo online, pieno di copertine in formato thumbnail, quindi ridotto.

In considerazione di ciò, Into The Read ha stilato una lista delle copertine più belle del 2018 di autori italiani, basandosi sulle scelte grafiche, sulla creatività e sull’equilibrio tra contenuto e immagini.

Queste non sono alcune delle copertine eccellenti pubblicate nel 2018, sono le 10 che Into The Read ha selezionato su altre per i suoi lettori:

 

 

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Postorino

 

 

abbandono

 

 

Mazzariol

 

 

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cognetti

 

 

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sapienti

 

 

spiati

 

 

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SULLA FIABA

Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi. 

– Gianni Rodari –

Possiamo affermare, così come sosteneva Novalis, che “Tutto è fiaba”? Probabilmente no, ma possiamo sostenere l’assunto che fiaba è tutto o quasi: fiaba è estrapolazione fantastica in divenire, è creazione, è la perfetta rappresentazione dell’irrealtà nella finzione scenica del sogno. Ed è soprattutto la capacità di rendere vero ciò che non lo sarà mai.

Tuttavia una cosa è certa, di non-verità si tratta, anche se non possiamo parlare d’inganno, o bugia, poiché le fiabe non negano la verità, ma più semplicemente la trasmutano, la trasformano, quasi la trasfigurano, piegano la realtà al volere delle illusioni, facendone sogno, fascinazione e infine incanto.

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Scopo della fiabe, così come accade con il mito, è liberare l’uomo dalle paure primordiali, ponendo in essere la sua funzione apotropaica, attraverso la quale i pericoli vengono scongiurati, il male punito e la diversità, solitamente rappresentata come un limite apparente, valorizzata.

E ciò può avvenire solo in quell’ambito atemporale, dove il tempo è fuori dal tempo e all’interno del quale il mondo fanciullesco si trasforma in un’infanzia collettiva e contagiosa. Dove non solo ai bambini, ma anche agli adulti, è concesso di seppellire incubi, inquietudini e insicurezze, riuscendo a placare qualunque fobia.

Quindi, per quanto affermato finora, possiamo dire che ascoltare o leggere una fiaba permette di metabolizzare le angosce, rendendole pensabili e quindi superabili.

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Di contro, narrare fiabe significa abbandonarsi a un apparente nonsense, per concedere agli uomini di essere  re, orchi, nani e negando qualunque logica si imponga nella razionale esistenza.

Solo così all’io fanciullesco è concesso tutto e al contempo di essere tutto.

Come ha mostrato Italo Calvino, con la sua raccolta Fiabe Italiane (Oscar Mondadori), i costrutti fiabeschi per lo più si sviluppano in ambito regionale, o addirittura provinciale. Essi sono la memoria popolare, la Storia che si lascia narrare, talvolta rivisitata e all’occorrenza studiata.

Le fiabe sono quella strada che conduce alle origini della memoria psichica umana.

Io credo questo: le fiabe sono vere. Sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna.

– Dall’introduzione di Italo Calvino a Fiabe Italiane, edite da Einaudi nel novembre del 1956 –

BERLINO, DUSSMANN E UN SOGNO CHE PROFUMA DI CARTA

Bentrovati webnauti,

eccoci agli inizi di un nuovo anno, ricco di progetti e nuove opportunità…

Il 2018 per me non poteva concludersi in modo migliore, con la famiglia riunita a casa di mio fratello, nella meravigliosa cornice di un Natale berlinese, che ho sperato non finisse mai.

A Berlino ho lasciato un pezzo del mio cuore!

Sony Center a Potsdamer Platz – Berlino

Al rientro, mentre la sorvolavo, nascosta da una spessa coltre nuvolosa, riflettevo sul fatto che indicare Berlino con il termine di città significa stritolarla in un ambito riduttivo, che non le appartiene; città è chiusura, limite, confine, invece Berlino è una capitale sempre in espansione, dove la storia accompagna per mano una modernità, che si oppone di continuo al passato, per proiettarsi in un futuro immediato e fortemente avveniristico.

Berlino è soprattutto ricordo e al contempo superamento di tutti quei limiti imposti da un periodo storico pesante e catastrofico, quindi è accoglienza, ma soprattutto è kultur che si nutre di nostalgia e storicità, a cui si accompagna una controcultura, gegenkultur, intesa come contrapposizione ai principi culturali dominanti. Inoltre, essendo un museo a cielo aperto, biblioteche, librerie e caffè letterari fanno da cornice a un mondo in continuo fermento culturale; in Germania si legge molto di più che in Italia.

Quindi, rivelatasi terra di grandi opportunità, con i quartieri multietnici e le sue possibilità di lavoro, Berlino è molto ambita e sono tanti coloro che provenienti da varie parti del mondo vi si sono trasferiti e tra questi, da oltre vent’anni, mio fratello.

In questo contesto trova la sua perfetta collocazione una delle librerie più belle del mondo e più grandi d’Europa, la libreria Dussmann das Kulturkaufhaus. Potevo non andare? Un’opportunità del genere non me la sarei mai fatta sfuggire!

Dussmann das Kulturkaufhaus

Peter Dussmann in un arco temporale di 40 anni ha costruito un impero finanziario enorme e diversificato, il Dussmann Group, composto da 64.000 dipendenti in 21 Paesi, con una internazionalizzazione che partita nel 1968, da Monaco di Baviera, con i bagni chimici, non si è più fermata. Infatti, il Dussmann Group non si occupa solo di attività culturali, ma abbraccia case di cura per anziani e asili nido; oltre ai servizi di catering, si occupa anche di servizi per la gestione degli edifici commerciali e gli uffici, per passare alla creazione di tecnologie per la refrigerazione e la climatizzazione e servizi per l’esercito tedesco, come la pulizia della caserma di Edelweiβ, a Mittenwald e in passato si è anche occupato della fornitura di pasti alle truppe.

 “Ogni insuccesso è un’opportunità” 

– Peter Dussmann –

 Quindi un colosso finanziario da un giro d’affari enorme che coinvolge, fra tutti gli altri Paesi, anche l’Italia.

DUSSMANN – Crime & Thriller

Ma focalizziamo la nostra attenzione su una piccola parte di questo incredibile impero, quella nota come la Dussmann das Kulturkaufhaus – Dussmann la grande casa della cultura – distribuita su cinque piani e che occupa una superficie di 7.300 metri quadrati, al numero 90 di Friedrichstraβe, una centralissima strada, nel cuore di Berlino, vicino il quartiere di Kreuzberg, aperta tutti i giorni fino a mezzanotte, fatta eccezione per il sabato che anticipano la chiusura di mezz’ora, mentre la domenica rispettano il riposo settimanale.

Entrare da Dussmann equivale a cominciare un viaggio entusiasmante, un’esperienza indimenticabile, tra pagine e pagine di libri, oltre ad abbracciare altri affascinanti rami culturali, quali musica e cinema con CD, Dvd, Blu-ray e film in 3D, con accessori incentrati su saghe famose, quali Harry Potter, Star Wars e Game of Thrones.

Andiamo per ordine…

La libreria venne fondata nel 1997 e volle essere un dono per i berlinesi, oltre a rappresentare la realizzazione di un sogno, quello di poter creare una libreria, di ispirazione americana, aperta fino a tarda sera, con una caffetteria interna, la musica dal vivo e offrire diversi servizi per i clienti, con eventi dedicati a mostre, esposizioni e presentazioni di libri. E il tutto richiama alla mente il film con Meg Ryan e Tom Hanks, C’è posta per te, stereotipo americano, molto in voga negli anni ’80.

Sono arrivata da Dussmann il 24 dicembre, intorno a mezzogiorno, quindi a ridosso delle 14,00, orario di chiusura anticipata per via delle festività natalizie, con la riapertura prevista per il 27, giorno del mio rientro in Italia.

Al primo piano, ho avuto modo di ammirare la Sfinge della Regina Hatshepsut,

Sfinge della Regina Hatshepsut, Civiltà Egizia, Nuovo Regno, XVIII dinastia.

un prestito permanente, antico 4000 anni, del Museo Egizio di Berlino, che si trova nell’androne centrale e sembra dare il benvenuto; alle spalle della Sfinge, vi sono le scale, che permettono di scendere al piano 0, per raggiungere il caffè-ristorante Ursprung, inaugurato nel 2012 e aperto dalle 09,00 alle 21,00 con cucina tipica tedesca, ma con un pizzico di innovazione; qui è possibile fare colazione, o semplicemente consumare il pranzo, per esempio a base di tagliatelle fatte in casa, con verdure colorate, pomodori secchi e parmigiano, al prezzo di € 7,20 e non manca il tè pomeridiano, servito non prima delle 16,00. I posti al suo interno sono 74 e alle prime 9 telefonate è permesso prenotare.

Sotto la scala, che immette al caffè, si trova una vasca impreziosita da mosaici, al cui interno è possibile ammirare alcuni pesci rossi. Ma l’elemento straordinario del piano 0 è il giardino verticale, che occupa una parete di 270 metri quadrati, dove sono state collocate 6000 piante tropicali, si tratta del “Mur Végétal”, opera d’arte (vivente) del famoso botanico Patrick Blanc.

MUR VÉGÉTAL, un’opera d’arte vivente, di Patrick Blanc

Il Mur Végétal vuole simboleggiare il rispetto per la sostenibilità da parte del Dussmann Group.

Poi, man mano che si salgono i piani, abbiamo una distribuzione di libri, Dvd, Blu-ray, film in 3D e Cd, di cui non ricordo l’esatta distribuzione per piano ma, una cosa è certa, la scelta è ampia e riesce a soddisfare qualunque richiesta, grazie anche alla presenza del personale addetto, sempre molto disponibile e prodigo di consigli.  Le varie sezioni si susseguono tra un piano e un altro, dove si possono trovare tutte le novità in campo letterario, con una vasta esposizione di oggetti di cartolibreria, una room dedicata ai libri per bambini in lingua straniera, la Children’s International e ancora libri in lingua originale: italiano, spagnolo, francese, e una piccola sezione in lingua polacca e svedese. I libri in lingua italiana sono suddivisi in libri d’importazione e libri scritti da autori tedeschi in italiano. Inoltre, vi è una sezione dedicata alla letteratura specialistica e libri di saggistica su argomenti vari, libri di psicologia, cucina, oppure guide, libri di viaggio e ancora al terzo piano troviamo libri per l’apprendimento del tedesco, ma anche di altre lingue e libri di marketing o per la programmazione. Molto ricca è la sezione fantasy, a cui si affianca un’ala dedicata alla letteratura per l’infanzia, con una nutrita esposizione di libri in 3D.

Durante la visita è anche possibile occupare una delle poltrone presenti in libreria, leggendo ciò che si desidera, senza essere disturbati, oppure ci si può accomodare in una delle scrivanie, per cominciare una ricerca o una semplice consultazione. hdr

E dato che a Berlino tutto è possibile, da Dussmann potete realizzare il sogno di rimanere in libreria per una notte. Come è semplicissimo: una volta all’anno, 20 persone vengono sorteggiate e chiuse dentro la libreria, per dieci ore. Le richieste sono così tante, che non si può scegliere senza un sorteggio, così come per sorteggio si scelgono 19 lettori, che uno alla volta al mese vengono ospitati nel salotto letterario, per discutere con l’autore del suo ultimo libro.

È una cattedrale della cultura, un concetto riuscitissimo di libreria supermercato, con dentro una libreria raffinata. Ha un proprietario ricchissimo e atipico, che vuole avere un centro di cultura. E la più brava direttrice del mondo

– Inge Feltrinelli –

Credo, comunque, che Dussmann non si debba raccontare, bisogna andare a vedere con i propri occhi come un sogno, di ispirazione americana, possa diventare il sogno di chiunque vi si rechi, giungendo in un giorno qualunque, da qualunque parte del mondo.

 

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Berlin Mur – Street Art

 

 

 

 

 

 

LETTURE ASSOLATE… cosa leggo quest’estate…!!!???

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Ed eccoci giunti al 23 giugno con temperature, almeno in Sicilia, che si avvicinano più a un anticipatario autunno e preannuncianti una tardiva estate; editorialmente parlando invece è un’esplosione di iniziative, promozioni legate al periodo estivo  e nuove uscite che vedono coinvolte le librerie non solo qui a Catania, ma anche fuori porta, ve ne segnalo qualcuna…

Intanto, per chi si trovasse in zona Piacenza, la libreria Bookbank Libri D’altri Tempi ha deciso di lanciare un’iniziativa molto interessante e a mio avviso fuori dall’ordinario, indicata come Una libraia tutta per sé e che si riassume in un Buono Felicità, perché l’obiettivo di Sara Marenghi, titolare della Bookbank è proprio questo, far sì che chi si reca nella sua libreria possa uscirne una persona felice. book2

Ora per farvi comprendere al meglio in cosa consiste esattamente il tutto, riporto le istruzioni per l’uso nella sua sintesi presentate da Sara Marenghi e Valeria Zangrandi, che ha contribuito alla costruzione dell’idea, ecco i dettagli: tu dovrai solo scrivermi, decidere quando godere della tua magia e rispondere a un piccolo questionario che mi aiuterà a capire i tuoi gusti in fatto di libri, musica e sapori.

Poi, quando arriverà il giorno del nostro appuntamento, ci troveremo qui in Bookbank e… chiuderemo il mondo fuori. Ti racconterò i libri che ho selezionato in base alle tue risposte, se ti andrà te ne leggerò alcuni brani, chiacchiereremo di parole e letteratura. Sceglierai tra vecchi vinili la musica che ci accompagni: in libreria, solo note leggere, il fruscio delle pagine e il profumo di una tisana letteraria – o il silenzio incantato di un bicchiere di vino.

Quando il tuo tempo sarà finito, deciderai quali libri portare con te – tra quelli che ti ho consigliato ma non solo, il catalogo Bookbank è a tua disposizione – e spero che insieme ai libri terrai con te anche un po’ di magia.

Trovo che sia un progetto interessante, da non perdere assolutamente, il tutto è in linea con i meravigliosi e numerosi progetti di Sara Marenghi e della sua straordinaria Bookbank Libri D’altri Tempi di Piacenza.

Per maggiori dettagli basterà cliccare qui

E ancora, per un’estate all’insegna della lettura sotto l’ombrellone, in riva a un lago, in cima a una montagna o in qualunque altro luogo possiate desiderare di trovarvi, basterà far scorpacciate di libri usufruendo della promozione che ormai da qualche anno interessa La Feltrinelli, infatti dal 26 aprile al 31 agosto potrete acquistare due libri, dell’Universale Economica Feltrinelli, su una vasta e interessante scelta di 50 titoli, a soli € 9,90; questi quelli scelti per Into The Read:

Mauro Corona La casa dei sette ponti 

Erri De Luca La natura esposta

Yukio Mishima Musica

Stefano Benni Prendiluna

Banana Yoshimoto Kitchen

Isabel Allende Amore.

E tantissimi altri ancora, con altrettanti autori, aspettano di essere acquistati in tutte le librerie…

basilicoL’estate tuttavia è breve, in soli tre mesi consuma le sue aspettative di relax (per chi può) e divertimenti, così ho deciso di concentrare le mie ore libere su un solo titolo fra quelli che avrei voluto leggere, dato che le mie indecisioni spaziavano da Paolo Giordano e il suo tanto atteso Divorare il cielo, all’ultimo libro di Giuseppina Torregrossa Il basilico di Palazzo Galletti, presentato dall’autrice proprio ieri pomeriggio presso la Libreria Cavallotto di Viale Jonio, a Catania e ancora Io resto qui di Angelo Dilivio e La donna alla finestra di A.J. Finn un intricato thriller, sul genere Hitchcock, il cui titolo richiama proprio il film La finestra sul cortile.

Quindi, spazzata via ogni indecisione, alla fine l’unica recensione di questo periodo estivo sarà dedicata al libro di Alessandro Barbaglia L’Atlante dell’Invisibile, un libroinvisibile con una quarta di copertina tanto accattivante e coinvolgente non poteva non carpire il mio interesse…

Ti sei mai chiesto dove va a finire

Tutto quel bianco quando la neve si scioglie?

O il vento quando smette di soffiare,

o le quattro di pomeriggio quando arrivano le cinque?

Ti sei mai chiesto dove vanno a finire

Le cose infinite quando finiscono? – da L’Atlante dell’Invisibile di Alessandro Barbaglia.

 

Vorrei anche anticiparvi alcune uscite e segnalarvi quelle più recenti, per questo mese di giugno in libreria:

il 28 giugno troverete disponibile l’ultimo libro di

yoshimotoBanana Yoshimoto

LE SORELLE DONGURI

Feltrinelli Editore

€ 12,00

Rimaste orfane, Guriko e Donko gestiscono un sito di posta del cuore che si chiama Le sorelle Donguri (donguri significa ghianda in giapponese). Donko è tanto energica e indipendente quanto la sorella è solitaria e taciturna. Questo fino a quando Guriko riceve il messaggio di una donna che le scrive del dolore per la perdita del marito, parole che inducono Guriko a ripensare al suo primo amore, Mugi, incontrato ai tempi della scuola e poi sparito nel nulla. Segretamente cova da sempre il desiderio e la speranza di ritrovarlo, decide allora di interrompere la sua clausura e di andare a cercarlo. Attraverso la delicata voce narrante di Guriko, Banana Yoshimoto affronta temi quali la perdita e il superamento del dolore, ponendo l’accento sul potere salvifico della condivisione e sulla capacità dei sogni di sciogliere tensioni e problemi. Guriko e Donko, due sorelle rimaste orfane da bambine, aprono un sito di posta del cuore. Se all’inizio è soprattutto un gioco, ben presto diventa un’occupazione a tempo pieno colma di inattese rivelazioni.

 

Il 14 giugno è uscito il nuovo libro di

Coelho-hippiePaulo Coelho

HIPPIE

edito da La nave di Teseo

€ 18,00

Nel suo romanzo più autobiografico, Paulo Coelho ci porta a rivivere il sogno di rivoluzione e pace della generazione hippie.

Karla è una ragazza olandese, che sogna il Nepal e aspetta di incontrare il compagno ideale per iniziare questo viaggio. Paulo, l’altro protagonista, è un giovane brasiliano che vuole diventare scrittore: porta i capelli lunghi e gira il mondo alla ricerca della libertà, del significato più profondo dell’esistenza.

Le loro strade si incontrano ad Amsterdam nel 1970 e insieme decidono di partire per l’Asia a bordo del Magic Bus, lungo la rotta hippie. Sulla strada vivono una straordinaria storia d’amore, in un susseguirsi di avventure e incontri occasionali destinati a lasciare il segno.

Durante il viaggio dall’Europa a Kathmandu, Karla, Paulo e i loro compagni affrontano desideri e paure, vivono grandi e piccole rivoluzioni e trasformano le proprie vite abbracciando nuovi valori che li cambieranno per sempre.

 

Dal 10 giugno è disponibile

_una-lunga-vita-da-idealista-1526156247UNA LUNGA VITA DA IDEALISTA

di Jean-Michel Guenassia

edito da Salani Editore

€ 18,00

«A chi mi domanda la ragione dei miei viaggi, rispondo che so bene da cosa fuggo, e non cosa cerco». Con questa famosissima frase di Montaigne si conclude la storia di Thomas Larch, inglese in India e indiano in Inghilterra, Signor Nessuno sfiorato da fama planetaria, ingenuo e sincero, istintivo e spigoloso: un protagonista come solo Jean-Michel Guenassia sa raccontare intessendo le vicende individuali nella trama della Storia. Bambino e adolescente sensibile e introverso, Thomas sembra condannato a perdere tutte le persone che gli sono care: la donna che l’ha cresciuto, la madre, il primo amore, gli amici, mentre il rapporto con il padre s’incrina fino a spezzarsi. Appena l’età glielo permette fugge di casa per arruolarsi nei Royal Marines: quindici anni di teatri di guerra, dall’Irlanda del Nord all’Iraq, dove inciampa continuamente nella morte e sempre sopravvive, al punto da diventare un caso mediatico. A un soffio dalla ricchezza e dal potere, nella sua innocenza di eterno idealista Thomas sceglie di restare se stesso, e perciò perde di nuovo tutto. È a questo punto che accetta l’incarico di cercare una persona scomparsa in India: proprio là, dove tutto è cominciato e dove tutto, in un finale mozzafiato, può ricominciare.

E ancora

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di Pietro Grossi

edito da Feltrinelli Editore

€ 14,00

Tutto ha inizio con una casa nel bosco. Una casa apparentemente abbandonata. Al suo interno, polvere e muffa dappertutto, a eccezione di alcuni angoli lindi e scrupolosamente ordinati. E poi una maschera demoniaca di cartapesta, il disegno di un bambino che sembra appeso al frigo da qualche giorno soltanto, forniture ospedaliere. Al piano superiore, una maschera ancora più inquietante, ricavata da una tanichetta opaca. L’intera casa urla che qualcosa di sinistro accade fra quelle mura, ma cosa?
Il protagonista e sua moglie sono appena rientrati in Italia per Natale: vivono a New York, e da poco è nato il loro bambino. Sono immersi nell’atmosfera morbida di quei primi mesi e approfittano delle vacanze per rivedere i vecchi amici. È allora che, seduti al tavolo di un ristorante, Diego e Lidia raccontano loro della misteriosa casa. Lui in particolare li ascolta con attenzione: è uno scrittore in cerca di storie e viene subito attratto dalla possibilità di trovare materia per un romanzo.
Durante le vacanze il pensiero torna continuamente alla casa, perciò – quando è il momento di rientrare negli Stati Uniti – la moglie gli propone di restare, da solo, a fare qualche ricerca. Accettando, lui progetta di prendersi giusto un paio di settimane. Ma quel mistero è così inesplicabile, qualcosa lo attrae così visceralmente, che il tempo e le distanze – la distanza dalla sua famiglia, ma anche quella dal se stesso che credeva di conoscere – si spalancano. Gli appostamenti davanti alla casa diventano infatti – giorno dopo giorno, notte dopo notte – qualcos’altro, come se lo sguardo si spostasse dall’esterno al centro di sé.
Pietro Grossi, scrittore inquieto e penna precisa come un bisturi, vira verso l’horror, immergendoci in ombre popolate da paure striscianti, inesprimibili, per farci poi precipitare nell’abisso. Senza più alzare gli occhi dalla pagina.

Qualunque cosa sia accaduta in quel posto, non è normale.

 

Allora non mi rimane altro da fare che augurarvi una felice estate, ma soprattutto…

…BUONA LETTURA!!!!

 

 

INTO THE READ

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Ciao a tutte/i,

mi presento, sono Savina Trapani, una lettrice innamorata del concetto di libro, sotto ogni suo aspetto e forma; sono anche un’autrice di libri per ragazzi: ho cominciato con la fiaba, sono passata per le favole, fino ad approdare al fantasy.

E’ con grande piacere che mi accingo a presentarvi il mio nuovo blog INTO THE READ, nato da un passaggio personalmente quasi obbligato: dal blogspot DENTRO LA QUARTA al nuovo blog WordPress.

E dato che omnia tempus habent, pur avendo solo 5 mesi di vita, Dentro La Quarta era diventato un contenitore troppo stretto, per quello che mi sono prefissata di realizzare.

Anche INTO THE READ nasce dal desiderio di condividere con voi le mie varie e variegate letture che, se avrete la voglia e l’interesse di continuare a seguirmi, vi condurranno in un percorso di analisi dei libri proposti, dando giustificazione allo stesso titolo. La lettura è un processo che ci permette di comprendere, mentre al contempo ci informa e richiede un certo quantitativo di concentrazione, per cogliere tutti quegli aspetti che tendono a suscitare in noi un qualche interesse. Recensire, permette di mettere in luce, attraverso un’indagine del testo proposto, tutti quegli aspetti che dovrebbero spingere un lettore a scegliere, assecondando i propri gusti e le proprie inclinazioni  di genere.

L’intento di INTO THE READ quindi è analogo a quello di Dentro La Quarta, ossia analizzare non solo le letture proposte, ma anche conoscere, sondando quello che è il mondo culturale ed editoriale in genere.

Così non parleremo solo di nuove uscite e di work in progress ma anche di pubblicazioni che, pur stuzzicando il vostro interesse, possibilmente non saranno più in commercio. E allora cosa fare…? Magari cercherete un po’ in giro, rovistando in una bancarella di libri usati, di un qualunque mercatino.

Mi occuperò di generi diversi, da leggere in cartaceo, e-book, paperback, hardcover books, quindi tascabili o con copertina rigida e quant’altro.

Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso… (Daniel Pennac)

Un’ulteriore parte di INTO THE READ verrà dedicata alle librerie, da quelle storiche a quelle che hanno lasciato un segno in ambito editoriale e bibliofilo.

Parleremo infine anche di Editori, deus ex machina di questa industria complessa, produttrice di miraggi incisi sulla carta.

Un editore è fatto più spesso di difetti che di qualità. Deve essere, per esempio, aggressivo, prepotente e colonialista. Deve spingere la propria ambizione fino alla vanità, per far propria la vanità segreta dello scrittore. Deve saper mentire per poter sostenere anche i libri di cui non sia convinto. Deve, talvolta, dar credito più all’istinto che al raziocinio. (Valentino Bompiani, Discorso in omaggio a Arnoldo Mondadori, 1970)

Forse un progetto un po’ ambizioso, che spero riuscirò a portare avanti in ogni suo punto, suscitando interesse in chi mi vorrà seguire.

Quindi anticipatamente grazie e…

…BUONA LETTURA…!!!!