BUNGALOW Åke Edwardson

Salì a passi lenti la scala vecchia di un secolo e mezzo che portava al piano superiore dell’House Memories. Sembrava che gli odori del passato non fossero mai svaniti, i ricordi sopravvivevano nel fetore di umido e caldo e morte.

BungalowÅke Edwardson, uno dei più noti e apprezzati scrittori svedesi del nostro tempo, con il suo venticinquesimo libro Bungalow, edito da Baldini+Castoldi nella traduzione di Stefania Forlani e Giulia Pillon, ci offre una lettura intima, toccante, profonda, trascinando il lettore in una spirale di intrighi da capogiro. Un thriller che tiene inchiodati alle sue 634 pagine con crudo e a volte brutale realismo.

Il protagonista, Kalle Edwards, intraprende un viaggio “nel cuore dell’oscurità”, alla ricerca della figlia Jenny, nel momento in cui le sue tracce si perdono definitivamente a Bangkok, trasformando l’intero percorso in una indagine dolorosa su se stesso, per perdonare e perdonarsi, in un viaggio intervallato da scene inerenti l’infanzia di Kalle, nello Småland degli anni Sessanta, in una continua alternanza di presente e passato.

Abbassò il finestrino della vecchia Toyota e sul viso sentì il vento verde e gli odori di umidità, benzina, cemento, muffa, olio di cocco, sole dimenticato. Il profumo di Bangkok.

Kalle, da giovane, fuggì dalla famiglia disfunzionale a cui apparteneva e dalla Svezia, con i suoi rigidi inverni, che sembravano ingabbiare l’anima, fino alle sue più oscure profondità, per scoprire un Sudest asiatico, dal caldo torrido, disseminato di bungalow, che lo spinse ad attraversare la Thailandia e la Malesia, con la sua Kuala Lumpur, “un mondo senza treni che viaggiano nel cielo. Senza tanti palazzi che lo grattavano”. E poi l’Indonesia, fino alla Birmania e il Laos.

Fuggire per riapparire, una costante nell’infanzia di Kalle imposta dal padre, sempre ubriaco, che li ha spesso abbandonati anche nei luoghi più impensati, come su di un ponte nel bel mezzo del traffico, per far ritorno dopo qualche tempo, rendendo quegli inverni ancora più duri e ancora più rigidi. Un difetto che il protagonista farà suo in età adulta.

Malgrado tutto, Kalle è riuscito a diventare uno scrittore affermato, pur avendo ereditato il gene malato del padre, che lo ha reso proprio come lui, un alcolista e che lo porta a ricalcarne il comportamento in ambito familiare, mettendo a nudo una natura irrequieta e malinconica, che lo spinge sempre lontano da casa, seguendo un destino che finirà per inghiottirlo.

Un aeroplano era passato nel buio, volando dritto nel futuro. Viviamo tutti nel futuro. Aveva visto le luci del futuro lasciate dall’aereo lassù. Ogni passo che facciamo è un passo nel futuro. L’aereo viaggia a mille chilometri all’ora nel futuro, girando intorno alla terra. Il futuro è eterno in una maniera diversa rispetto al passato. Il presente non esiste, non è mai esistito. Quando siamo vissuti nel presente? Era prima o dopo?

Anche nella relazione con la moglie, Maria, sembra ripercorrere le orme dei suoi genitori, tra continui litigi dovuti alla sua condizione di alcolizzato, che lo inducono spesso ad allontanarsi dalla Svezia, trascinando con sé i tormenti dell’anima nella convinzione che “bisogna meritarsi il proprio presente.”

Con Maria hanno una figlia, Jenny, che Kalle adora, ma che spesso abbandona a se stessa, facendole rivivere i lunghi inverni che lui stesso aveva vissuto con il padre. Ma Jenny è cosciente del fatto che tra lei e Kalle c’è sempre una bottiglia di troppo, una menzogna, un abbandono e la distruzione di quell’unità familiare, tanto desiderata, dovuta a tutti gli errori che Kalle non è riuscito a evitare.

In questa continua fuga, a conclusione della quale vi è sempre un ritorno, Jenny decide di intraprendere lo stesso viaggio che condusse il padre in Asia, più di quarant’anni prima, per visitare gli stessi luoghi…

Fino a quando Jenny scompare, dopo aver inviato un ultimo messaggio da Bangkok.

Estrasse il cellulare dal taschino e cercò la foto di Jenny. Sorrideva, ma non troppo. Era già dall’altra parte del mondo in quella foto. Lui avrebbe ritrovato il resto di quel sorriso e l’avrebbe ricomposto.

Così, Kalle ripartirà ancora volta per la Thailandia, alla ricerca della figlia, riattraversando paesi, città e luoghi già visitati in passato, in un alternarsi di flashback, che lo costringeranno a fare i conti con le inquietudini esistenziali di tutta una vita.

Bungalow è un thriller complesso, avvincente, un lavoro ben articolato, che ha impegnato Åke Edwarson per sei anni, un romanzo fortemente emotivo sulle scelte di vita, la riconciliazione e le lunghe ombre del passato. Una storia quindi che spinge ad avere coraggio, dando voce a quella speranza, di cui spesso la vita si avvale, che induce a non arrendersi e a ricominciare.

Lui le chiese se aveva paura ma lei rispose che non aveva mai paura. Non aveva mai avuto paura. Ѐ pericoloso non avere paura, diceva lui. Ѐ la cosa più pericolosa al mondo. Dobbiamo sempre avere paura perché è l’unica cosa che ci può salvare.

 

QUARTA DI COPERTINA

Da giovane, Kalle Edwards ha viaggiato nel Sudest asiatico e quei viaggi hanno plasmato la sua vita futura. Più di quarant’anni dopo, sua figlia Jenny parte sulle orme del padre.

Ma Jenny scompare. L’ultimo suo segno di vita è un messaggio da Bangkok. Nessuno sa dove sia, o se sia sparita di sua volontà. Kalle decide di andare in Thailandia a cercarla.

Nella sua ricerca, torna nei posti che ha visitato molto tempo prima. Il giovane e l’uomo di mezza età si ritrovano nella stessa vita. E il viaggio va ancora più indietro, fino ai ricordi della sua infanzia negli anni Sessanta, nello Småland, alla sua vita di bambino in una famiglia complicata, alla partenza dal piccolo paese e ai tentativi di diventare adulto. Di diventare padre. Un romanzo che si legge come un thriller, ma anche un racconto sulle scelte di vita, le lunghe ombre del passato e la riconciliazione.

 

Chi è ÅKE EDWARDSON

Åke Edwardson è considerato uno tra i principali scrittori di gialli e thriller della Svezia. Oltre alla fortunata serie che ha venduto più di 5 milioni di copie  con protagonista il commissario Erik Winter, ha scritto romanzi vincitori di premi, raccolte di racconti e libri per ragazzi.

Bungalow è il suo venticinquesimo libro, e il suo sforzo maggiore, su cui ha lavorato per sei anni. Un romanzo fortemente emotivo, che riunisce dei temi della sua prosa: la città e la campagna.

Quando non scrive, Åke Edwardson va in moto e cucina, non contemporaneamente, però!

 

DETTAGLI

Autore: Åke Edwardson

Titolo: Bungalow

Editore: Baldini+Castoldi

Traduttori: Stefania Forlani e Giulia Pillon

Collana: Romanzi e racconti

Genere: Thriller

Data uscita: 20 febbraio 2020

Formato: brossura

Pagine: 634

Prezzo: € 22,00

EAN: 9788893882637

 

CHIEDI ALLA NOTTE Antonella Boralevi

Guardava e riguardava il ritratto, lo ingrandiva, cercava di penetrare il blu delicato degli occhi, la pelle del colore delle rose e si ritrovò a stringere il cellulare come se cercasse di toccare quella creatura irraggiungibile.

Lo splendore che emanava proveniva da dentro, non solo dalla vita sana.

chiediDopo aver completato la lettura dell’ultimo libro di Antonella Boralevi, Chiedi alla notte, non posso fare a meno di sorridere mentre mi torna in mente una puntata speciale di Che tempo che fa, dedicata ad Andrea Camilleri, dell’aprile 2011, in cui lo scrittore affermava:

Non sopporto le scrittrici di romanzi gialli di sesso femminile. Le donne sanno commettere i delitti ma non li sanno raccontare. Sono di una noia mortale.

Il patrimonio letterario inerente i gialli firmati da grandi autrici è vasto, anche se spesso giallo e thriller tendono a confondersi, in una chiave di lettura assolutamente moderna, si pensi alle americane Patricia Cornwell, Mary Higgins Clarkecco e Paula Hawkins autrice de La ragazza del treno, in Francia Fred Vargas (pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau), alla scandinava Camilla Läckberg, in Italia Eleonora Carta, Rosa Mogliasso e Barbara Baraldi, che con il suo Aurora nel buio è considerata una delle voci del thriller italiano più interessanti e incisive. E sono solo alcune, quelle che ho voluto ricordare, che preferisco. Ma basterebbe solamente Chiedi alla notte di Antonella Boralevi per smontare completamente l’affermazione di Andrea Camilleri, scrittore e uomo di profonda cultura, che apprezzo senza riserva alcuna.

A distanza di un anno, il 19 aprile, Antonella Boralevi è tornata in libreria con l’attesissimo sequel de La bambina nel buio, intitolato Chiedi alla notte e ancora una volta edito da Baldini+Castoldi. Un lieve filo conduttore unisce questa storia alla precedente, permettendo anche a chi non ha letto La bambina nel buio di potersi riallacciare, orientandosi facilmente all’interno del racconto.

Chiedi alla notte è un romanzo a metà strada tra thriller al femminile e giallo, una storia di sentimenti e di misteri, ambientato ancora una volta a Venezia che, così come è avvenuto con il libro precedente, offre una cornice perfetta per una storia che sembra un film, più che un libro.

Antonella Boralevi racconta di una Serenissima che risplende sotto i riflettori accesi sull’evento più mondano dell’anno, la 75° Mostra del Cinema, evento impreziosito dalla presenza della giovane attrice Vivi Wilson, protagonista del film di apertura, A glorious day.

Era una Titania appena uscita dal Bosco delle fate. Persino gli omaccioni che la circondavano per proteggerla parevano istupiditi dalla sua grazia.

Non sorrideva.

Esisteva.

Eppure, il giorno dopo Vivi Wilson, da attrice amata e ammirata, si trasforma in vittima, poiché il suo cadavere viene rinvenuto sulla spiaggia degli Alberoni, aprendo così la strada alle indagini del bel commissario siciliano Alfio Mancuso, aiutato dall’avvocato di Netflix, Emma Thorpe, che i lettori ricorderanno essere i protagonisti del precedente romanzo La bambina nel buio. Infatti, tra Emma e Alfio rimane in sospeso una situazione sentimentale interrotta bruscamente, un legame spezzato, che ha ferito entrambi.

Nel momento in cui Emma deve rientrare a Londra, è invitata dalla Contessa Maria Morosini, proprietaria della Villa “La Furibonda”, a trattenersi ancora per qualche giorno come sua ospite, coinvolgendola nella loro vita mondana fatta di feste e pranzi e gite, in compagnia di altri personaggi del jet set: attori, registi famosi, giornalisti di gossip.

Accettato l’invito, Emma intuisce che tanto “La Furibonda”, quanto i personaggi che la popolano custodiscono segreti inquietanti, che porranno in essere una serie di elementi a sostegno di un thriller trascinante, coinvolgente, dove mistero e sentimenti si alternano, immergendo il lettore in un’atmosfera sfarzosa, ma al contempo carica di intrighi irrisolti.

Il tuo corpo esile vola sott’acqua come un aquilone dentro il cielo sbagliato.

La luna volta gli occhi.

E sparisce.

Come sempre accade, l’amore rappresenterà l’elemento salvifico, per liberarsi da tutte quelle ombre che gravano non solo su “La Furibonda”, ma nell’anima di coloro che tramano e ordiscono.

Infatti Antonella Boralevi, ancora una volta, sonda l’animo umano, mettendo a nudo quel buio interiore, quel nero abisso, dove abitano certe esistenze che la vita si diverte a trasformare in altro.

Lo stile dell’autrice incanta, rapisce, trascina con le sue descrizioni minuziose, arricchite da un tono aulico, ispirato dalla bellezza di Venezia, che rivela tutto il suo fascino attraverso i riflessi di luce sull’acqua, le calli, il respiro del suo antico tempo; così, durante la lettura, si ha sempre l’impressione di seguire un film, più che di leggere un libro. I periodi spesso sono brevi, trasmettendo al lettore una certa urgenza, che spinge a divorare il romanzo, passando velocemente da un capitolo all’altro.

Ed è dove la luce si fa ombra che le apparenze, in un crescendo, divengono l’elemento centrale, il cardine, intorno a cui ruota tutto il thriller, poiché come confida Jack Oliver a Emma:

Non so se ti può servire, ma nel mondo dove sei capitata nessuno dice la verità, capisci? E nulla è come sembra. Farai bene a ricordartelo.

Quindi aspettatevi un finale mozzafiato, neanche il più attento dei lettori potrà dare per scontata la sua conclusione.

Ci baceremo.

Poi faremo l’amore.

Come si fa l’amore, dopo i funerali, per sentirsi vivi.

Non so cosa sarà di noi.

Ma ora siamo qui, abbracciati nell’oro della sera.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Ciascuno di noi può diventare un altro.

Un altro che fa paura.

29 agosto 2018.

Venezia splende. È la Serata di Gala della Mostra del Cinema.

Red Carpet, Star, limousine, champagne, fotografi. E Vivi Wilson. La protagonista incantevole del Film di Apertura.

Ma nell’aria vibra una nota di inquietudine. Un’ansia che cresce a ogni pagina.

Verità inaccessibili aspettano nell’ombra.

Vivi brilla per una sera soltanto. Il giorno dopo è un mucchietto di stracci, sulla spiaggia elegante del Lido.

La sua morte è un mistero.

Alfio, il bel commissario siciliano sciupafemmine, viene chiamato a indagare. E il suo cuore perde un colpo. Emma è tornata. L’inglesina che gli è entrata, suo malgrado, dentro la pelle, è l’avvocato di Netflix, che coproduce il film. È ospite di una Contessa affascinante e misteriosa, in una magnifica Villa.

Emma e Alfio sono due anime che si cercano. Due vite sospese.

Il Destino gioca con loro e con la sporcizia nascosta nelle vite dei ricchi.

Insieme, entrano nel buio.

Tre indiziati, tre confessioni da spavento.

Ma alla verità manca una riga.

Quella sepolta dentro un Passato che urla.

Antonella Boralevi «conosce le anime per averle frequentate e gli abissi neri che possono conservare al loro interno», ha scritto Maurizio de Giovanni.

Chiedi alla notte lo conferma.

Un romanzo che parla all’anima, la fruga e la consola. Una grande storia di sentimenti e di misteri. Una bomba a orologeria.

«Boralevi è molto brava a addentrarsi in un tessuto sociale cupissimo nella sua allegria mondana.» Corriere della Sera

«Un thriller vasto e conturbante.» Il Messaggero

«600 pagine che tengono incollati fino alla fine.» Il Giornale

«Ora vado a cercare gli altri titoli di questa autrice, perché ho decisamente intenzione di leggere altro di suo.» Due lettrici quasi perfette

«Antonella Boralevi ha trovato, in questa sua anima nera, un nuovo filone narrativo da cui attingere a piene mani.» La lettrice geniale

«Alla fine, Antonella Boralevi suggerisce anche una colonna sonora che accompagni la lettura, ma potrebbero bastare anche sospiri, fiato sospeso e attacchi di tachicardia.»

Mangialibri

«Una lettura corposa e vorace che non lascia scampo a pause o interruzioni.»

Leggereinsilenzio

«Ti tiene incollata alle pagine e porta sulla carta le nostre paure e i vizi di una classe sociale.» La Biblioteca di Eliza

«È letteralmente impossibile metterlo giù.» Il salotto dei libri

«Sento di aver goduto fino all’ultimo segno di punteggiatura.» Critica letteraria

 

Chi è Antonella Boralevi

È autrice di romanzi, racconti, sceneggiature, saggi. Ha portato in televisione il talk show di approfondimento emotivo.

Tiene rubriche su quotidiani e settimanali. Il suo “Lato Boralevi” esce ogni giorno sul sito de la Stampa. Per Rizzoli ha pubblicato i best sellers Prima che il vento (2004), Il lato luminoso (2007), I baci di una notte (2013). È tradotta in Germania, Francia, Giappone, Russia. Per ora.

Questo è il suo ventesimo libro.

Il suo sito è http://www.antonellaboralevi.it

La sua pagina facebook è Antonella Boralevi Official

Su Instagram è antoboralevi

Per scriverle: salotto.boralevi@tin.it

 

DETTAGLI

Autore: Antonella Boralevi

Editore: Baldini+Castoldi

Collana: Romanzi e racconti

Formato: Brossura

Pagine: 558

Prezzo: € 21,00

EAN: 9788893881937

Data uscita: 19 aprile 2019