BOZZE Antonio Dikele Distefano

Buon pomeriggio lettori,

eccomi con una nuova thumbnail review, un’altra piccola recensione, questa volta dedicata a BOZZE di Antonio Dikele Distefano, scrittore cult italiano, tra i più amati dalle nuove generazioni. Edito da Mondadori, Bozze è un libro che incanta, affascina, stupisce.

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Vorrei due cuori, ma non si può, e quindi provo ad avere due cervelli, ma va ancora peggio.

Dal viaggio interiore del suo autore prende corpo Bozze, dove sentimenti e stati d’animo universali vengono raccontati con una scrittura vera, sincera.

Il libro si legge velocemente, dando così giustificazione al titolo, attraverso frasi brevi e immediate, che spingono il lettore a credere di scorrere dei semplici appunti… quindi delle bozze.

Vorrei un amore di cui non devo preoccuparmi.

Prima di cominciare la lettura, però, spegnete il cervello e attivate il cuore: solo così potrete cogliere tutte quelle ragioni che la mente dell’autore crea, anche attraverso percorsi poetici, per non offendere le ragioni del cuore.

 

QUARTA DI COPERTINA

Non ho scritto un romanzo. Ho scritto una cosa che vorrei che leggessi. Ho scritto che mi sento piccolo rispetto al mondo quando provo a capire come mi sento. Ho scritto che vorrei un amore di cui non devo preoccuparmi. Ho scritto che sono stanco. Se le mie parole ti piaceranno e sentirai che condividendole con altri possano essere d’aiuto fallo. Condividi quello che ho scritto con più persone possibili. Io ho iniziato a scrivere per questo. Perché volevo che le persone capissero quello che non riuscivo a descrivere a parole. Io che non ho mai saputo raccontare un’emozione mentre la sentivo. Quindi è tutto nelle tue mani.

 

Chi è ANTONIO DIKELE DISTEFANO

Antonio Dikele Distefano ha ventisei anni e ha origini angolane. Ha pubblicato con Mondadori i romanzi bestseller Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti? (2015), Prima o poi ci abbracceremo (2016), Chi sta male non lo dice (2017) e Non ho mai avuto la mia età (2018).

 

DETTAGLI

Autore: Antonio Dikele Distefano

Editore: Mondadori

Collana: Novel

Pagine: 216

Data uscita: 6 Novembre 2018

Prezzo: 14,00

Formato: rilegato

EAN: 9788804708810

 

 

NIENTE CAFFÈ PER SPINOZA Alice Cappagli

Buongiorno lettori,

con NIENTE CAFFÈ PER SPINOZA inauguro su Into The Read una nuova categoria, Thumbnail Reviews, dedicata alle recensioni di dimensioni ridotte.

Le giornate richiedono maggiore impegno e dato che leggo veramente tantissimo, con molte priorità in attesa di essere recensite,  dedicare anche due parole a un libro, mi permette di consigliarvi la sua lettura in modo immediato, senza dover lasciare nulla in sospeso…

NIENTE CAFFÈ PER SPINOZA di Alice Cappagli, edito da Einaudi, coinvolge fin dalle prime pagine!

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Casa mia era nella penombra,  mi venne per la prima volta da pensare che una casa con poca luce non fa germogliare le speranze.

Marvi è una giovane donna disorientata da un matrimonio giunto al capolinea; Luciano Farnesi è un anziano professore che ha perso la vista, ma capace di orientarsi nella vita seguendo gli insegnamenti universali, dettati dai grandi filosofi.

La cecità diviene un ponte di collegamento tra due universi apparentemente opposti e lontani.

Alice Cappagli, con una scrittura asciutta ed essenziale, costruisce un romanzo coinvolgente e a tratti ironico e commovente, ricordandoci che dai libri abbiamo sempre da imparare.

 

QUARTA DI COPERTINA

Lei gli legge i filosofi e gli riordina la casa, lui le insegna che nei libri si possono trovare le idee giuste per riordinare anche la vita. Perché lui è un anziano professore capace di vedere nel buio, lei una giovane donna che ha perso la bussola. E mentre il sole entra a secchiate dai vetri, mentre il libeccio passa «in un baleno dall’orizzonte al midollo, modificando i pensieri e l’umore», il profumo della zuppa di lenticchie si mescola ai Pensieri di Pascal, creando tra i due un’armonia silenziosa e bellissima. «Bisogna che io legga nelle cose piccole verità universali. Ma mi occorre la sua collaborazione», dice il Professore a Maria Vittoria. E non resta che dargli ragione, perché in fondo siamo tutti responsabili della forma che imprimiamo alla felicità, nostra e degli altri.

Quando all’ufficio di collocamento le propongono di fare da cameriera e lettrice a un vecchio professore di filosofia che ha perso la vista, Maria Vittoria accetta senza pensarci due volte. Il suo matrimonio sta in piedi «come una capannuccia fatta con gli stuzzicadenti» e tutto, intorno a lei, sembra suggerirle di essere arrivata al capolinea. Il Professore la accoglie nella sua casa piena di vento e di luce e basta poco perché tra i due nasca un rapporto vero, a tratti comico e mordace, a tratti tenero e affettuoso, complice. Con lo stesso piglio livornese gioioso e burbero, Maria Vittoria cucina zucchine e legge per lui stralci di Pascal, Epitteto, Spinoza, Sant’Agostino, Epicuro. Il Professore sa sempre come ritrovare le verità dei grandi pensatori nelle piccole faccende di economia domestica e Maria Vittoria scopre che la filosofia può essere utile nella vita di tutti i giorni. Ogni lettura, per lei, diventa uno strumento per mettere a fuoco delle cose che fino ad allora le erano parse confuse e raccogliere i cocci di un’esistenza trascorsa ad assecondare gli altri. Intorno c’è Livorno, col suo mercato generale, la terrazza Mascagni e Villa Fabbricotti, le chiese affacciate sul mare. E una girandola di personaggi: gli amici coltissimi del Professore, la figlia Elisa, la temibile Vally, cognata maniaca del controllo, la signora Favilla alla costante ricerca di un gatto che le ricorda il suo ex marito, i vecchi studenti che vengono a far visita per imbastire interminabili discussioni. E poi Angelo, ma quello è un discorso a parte. A poco a poco Maria Vittoria e il Professore s’insegneranno molto a vicenda, aiutandosi nel loro opposto viaggio: uno verso la vita e l’altro – come vuole l’ordine delle cose – verso la morte. Senza troppi clamori, con naturalezza, una volta chiuso il libro ci rendiamo conto che la lezione del Professore sedimenta dentro a tutti noi: dai libri che amiamo è possibile ripartire sempre, anche quando ogni cosa intorno ci dice il contrario.

 

Chi è ALICE CAPPAGLI

Alice Cappagli è livornese e suona il violoncello nell’orchestra del Teatro alla Scala dal 1982. Laureata in filosofia, ha pubblicato nel 2010 per Statale 11 un racconto a tema musicale dal titolo Una grande esecuzione. Per Einaudi ha pubblicato Niente caffè per Spinoza (2019).

 

DETTAGLI

Autore: Alice Cappagli

Editore: Einaudi

Collana: I Coralli

Pagine: 280

Data pubblicazione: 5 febbraio 2019

Prezzo: € 17,50

Formato: Brossura

EAN: 9788806240035