5 AUTORI PER 7 DOMANDE

Abbiamo coinvolto, in una breve intervista articolata in 7 domande, 5 autori brillanti e di talento! Requisito richiesto da Into the Read: s i n t e t i c i t à.

Quindi abbiamo dialogato con

 

Cinzia Giorgio (Amori Reali Newton Compton Editori)

Elisabetta Bricca (Il rifugio delle ginestre Garzanti)

Costanza Di Quattro (La mia casa di Montalbano Baldini+Castoldi)

Mattia Signorini (Stelle minori Feltrinelli)

Piero Sorrentino (Un cuore tuo malgrado Mondadori)

 

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Senza riepilogare in alcun modo, di cosa parla il tuo ultimo libro?

 

CINZIA GIORGIO: È un saggio che si intitola Amori Reali e racconta degli amori tra teste coronate. Parte da Giulio Cesare per arrivare a Meghan Markle.

ELISABETTA BRICCA: Della riscoperta del proprio valore in quanto donna, della lotta per la libertà di pensiero, di coraggio, di libri, di femminismo, di viaggi interiori. Di un’icona della letteratura del XIX secolo.

COSTANZA DI QUATTRO: Il mio libro è un tuffo nel passato, nella quotidiana esistenza di una famiglia borghese durante il periodo della villeggiatura che ha rappresentato, tra l’infanzia e l’adolescenza, uno dei periodi più belli della mia vita.

MATTIA SIGNORINI: Di un segreto del passato che ritorna insieme al primo accecante amore. Di padri che non abbiamo deciso. E di maestri che invece scegliamo.

PIERO SORRENTINO: Dei modi in cui affrontiamo il dolore; di bugie e verità; di (piccole) speranze che ci aiutano a vivere.

 

*

 

Senza citare autori o libri, quali influenze attraversano la tua scrittura?

 

CINZIA GIORGIO: La storia delle donne, materia che per altro insegno.

ELISABETTA BRICCA: Amo la letteratura inglese e quella americana. Credo che in piccola parte questo abbia influenzato il mio modo di scrivere.

COSTANZA DI QUATTRO: La grande letteratura siciliana del 900 ha senza dubbio influenzato in maniera significativa non soltanto la mia scrittura ma soprattutto il mio pensiero.

MATTIA SIGNORINI: Cerco di pormi con curiosità quando osservo e ascolto gli altri, senza giudicarli. Di vedere come ognuno di noi sia attraversato da imperfezioni e contraddizioni. È lo stesso modo con cui racconto i personaggi nei miei libri.

PIERO SORRENTINO: Gli scrittori veneti del ‘900 italiano, la letteratura americana, la musica post rock.

 

 *

 

Cosa è successo nella tua vita mentre scrivevi il tuo ultimo libro?

 

CINZIA GIORGIO: Andavo in giro a tenere conferenze sul Sacro Femminino.

ELISABETTA BRICCA: Ho imparato a guardarmi intorno da un’altra prospettiva, ho cucinato tanto, ho apprezzato la solitudine.

COSTANZA DI QUATTRO: Scrivere “la mia casa di Montalbano” ha avuto una funzione catartica. Riuscendo a mettere nero su bianco le emozioni che temevo perdute di quella casa, me ne sono riappropriata assaporando, a distanza di anni, la felicità del ritorno.

MATTIA SIGNORINI: Stavo finendo una storia d’amore che credevo sarebbe durata a lungo, e attraverso gli occhiali di quel momento mi chiedevo, spesso, quali erano le parti di me che ancora non conoscevo.

PIERO SORRENTINO: Sono diventato dottore di ricerca in studi letterari, mi sono sposato, ho viaggiato molto.

 

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Quali sono alcune delle parole, usate dai lettori e/o recensori, che ti hanno colpito particolarmente?

 

CINZIA GIORGIO: Quando mi dicono di aver provato emozioni e di aver avuto la curiosità di approfondire certi argomenti, io mi sento felice!

ELISABETTA BRICCA: Le confidenze sulla loro vita privata, il fatto che mi abbiano detto che il libro sia stata una letteratura terapeutica, che fa riflettere sulle scelte della propria vita e sul coraggio.

COSTANZA DI QUATTRO: “Il merito del tuo libro è stato quello di marcare il confine tra il successo della vita e il successo della finzione.” Questa, tra i tanti commenti ricevuti, è stata forse la frase che mi ha emozionata di più.

MATTIA SIGNORINI: Apprezzo quando mi scrivono che un mio romanzo è piaciuto, e accetto le critiche, ma infilo entrambe le cose in una scatola che non ha niente a vedere con quello che decido di scrivere in seguito. La scrittura è una cosa solitaria, cerco di tenerla separata dal mondo di fuori.

PIERO SORRENTINO: Paolo Isotta, nella sua bellissima recensione, ha parlato di “dominio classico della lingua”. Diego De Silva, candidandomi al Premio Strega 2019, ha detto di ’opera prima dalla scrittura sapientemente misurata nel trattare un tema delicato e indigesto come il senso di colpa”. Sono molto grato a entrambi.

 

*

 

Prescindendo dai requisiti e dalla formazione, se potessi scegliere una carriera oltre la scrittura quale sarebbe?

 

CINZIA GIORGIO: Insegno all’università, quindi la carriera accademica e l’organizzazione di eventi culturali.

ELISABETTA BRICCA: Il medico.

COSTANZA DI QUATTRO: Sceglierei sempre il teatro. Non quello da calcare sulle doghe di legno, bensì quello che si fa dietro le quinte. Quello dove mi sono formata e dove ho sviluppato ogni parte di me.

MATTIA SIGNORINI: È qualcosa che faccio già. Ho una scuola di scrittura, la Palomar, e un’agenzia di comunicazione che si chiama Giraffe. Cerco di trasferire ai miei studenti ciò che so sulla scrittura e di aiutare le aziende a far conoscere meglio i loro prodotti. Ed è sempre qualcosa che ha a che fare con le parole.

PIERO SORRENTINO: Quella di temuto critico gastronomico di fama internazionale.

 

*

 

Quali elementi ritieni siano il punto forte della tua scrittura?

 

CINZIA GIORGIO: La chiarezza e la fluidità.

ELISABETTA BRICCA: Ma, non so, sono sempre stati gli altri a dirlo. Partendo da ciò che mi sono sentire dire in questi anni: eleganza, lirismo, una scrittura molto visiva che coinvolge tutti i sensi.

COSTANZA DI QUATTRO: La linearità della forma e dello stile credo sia la mia peculiarità. Una scrittura semplice talvolta risulta più incisiva.

MATTIA SIGNORINI: Forse il lavoro che faccio per semplificare, per fare arrivare la storia nel modo più immediato possibile.

PIERO SORRENTINO: La lingua.

 

*

 

Il tuo prossimo obiettivo a cosa punta, qualche anticipazione?

 

CINZIA GIORGIO: In questi giorni sto editando il prossimo romanzo. È la storia di mia nonna.

ELISABETTA BRICCA: Crescere come autrice. Crescere. Crescere sempre.

COSTANZA DI QUATTRO: Mi piacerebbe proseguire sulla strada tracciata dal sogno della scrittura. Ci sto provando. Chissà…

MATTIA SIGNORINI: A vivere bene la vita, preoccupandomi di meno e lasciando che le cose vadano come devono andare. È un approccio che se gestito bene può illuminare tutto il resto.

PIERO SORRENTINO: Sto lavorando a un romanzo, temo assai ambizioso, sulla irrealtà.

 

 

 

 

 

 

 

 

ECCETERA NE HA DI PAROLE Giovanni Benincasa

{[(Ti chiamo Elisabetta quando sono lucido e distante, ti chiamo Elisa quando sono normale, ti chiamo Betta quando ti penso dolce, ti chiamo Bettina quando ti penso più dolce, ti chiamo Ely quando ti voglio bene, ti chiamo Sabè quando mi incanti. Lisa, Lisetta e Betti purtroppo le trascuro un po’: ma venite tutte qui, che usciamo!)]}

paroleEccetera ne ha di parole, di Giovanni Benincasa, edito da Baldini+Castoldi non è un romanzo convenzionale, ha le caratteristiche di un messaggio chiuso in una bottiglia e affidato al mare, in questo caso ai lettori a cui viene dato un compito, trovare Elisabetta.

Giovanni Benincasa è un noto scrittore, giornalista e autore di programmi televisivi, straordinario nell’uso della parola e con Eccetera ne ha di parole sottolinea questa sua abilità, con una scrittura fluida e dinamica.

In un romanzo strutturato su più livelli narrativi, l’autore si rivolge direttamente al lettore:

Caro lettore (o cara lettrice, ancora meglio), per favore, ho bisogno della tua attenzione.

E presentando il libro come un oggetto prezioso da portare sempre con sé, ovunque si vada, per dare la possibilità a Elisabetta di riconoscere nel titolo quell’unico messaggio d’amore, che solo lei è in grado di decifrare.

Questo libro portalo sempre in giro: per strada, o in un parco, o in luoghi dove c’è qualche umano passaggio. Tienilo sempre con te: fallo vedere. Quando entri in un bar, poggialo sul banco e cerca di tenerlo bene in vista, anche se dovrai sederti in una sala d’attesa o deciderai di stenderti su un prato.

Questo perché un giorno, in un mercatino dell’usato, lo scrittore rinviene all’interno di una borsa di cuoio una serie di lettere, vecchie di quarant’anni, una fitta corrispondenza tra Giovanni, omonimo dello scrittore, e la venticinquenne Elisabetta; l’epistolario, risalente agli anni Settanta, racconta la storia d’amore che Giovanni Benincasa ricostruisce nel romanzo. Un solo dubbio, un’unica lettera mai spedita, che Elisabetta quindi non ebbe modo di leggere, ritrovata in una busta ancora chiusa, sempre all’interno della borsa di cuoio. Da qui il bisogno di capire, la necessità di ritrovare Elisabetta per poterle consegnare quella lettera mai spedita dal suo Giovanni. Il tempo ha cancellato completamente le tracce dei due protagonisti e si è divertito a trasformare una storia d’amore in una serie di cerchi concentrici che investiranno l’autore, mettendolo nella condizione di dare una svolta anche alla propria vita.

“Lei è la Signora Elisabetta, o Elisa, o Ely, spesso chiamata anche Sabè, Betta o Bettina, poche volte Betti, Lisa o Lisetta?”

Eccetera ne ha di parole è un canto d’amore, coinvolgente e trascinante, il cui dinamismo narrativo riconduce alle tecniche futuriste, caratterizzato da parole in libertà e “rumoriste”: il periodo, contornato da parentesi e punti di sospensione, si avvale dell’uso di parole onomatopeiche come sbang o il ricorrente bum con la sua ben precisa funzione.

Quando leggerai bum, significa che ho tagliato molte cose e ci sono buche e cadaveri narrativi tutti intorno: tu allunga la gamba e cammina saltando quei morti come dopo un’esplosione. Tutto quello che non trovi scritto, dovrai immaginartelo.

Al centro del racconto un parrocchetto di Lesson, collante capace di legare le tre storie d’amore, che si sfiorano durante la narrazione e presente anche nella significativa copertina del libro, il cui senso viene ulteriormente sottolineato nella sovraccoperta.

Come una Matrioska, moltiplicandosi in un crescendo narrativo, Eccetera ne ha di parole è un romanzo che si infila in un altro romanzo e in un altro ancora e che ci ricorda l’importanza del detto verba volant, scripta manent, in un tempo in cui la tecnologia ha reso la parola immediata, labile e riduttiva, ma che nella corrispondenza tra Elisabetta e Giovanni acquista valore, elevando il verbo a poesia. L’amore tra Giovanni ed Elisabetta si fa sofferto, tormentato, ma pur sempre profondo, in un percorso altalenante fatto di alti e bassi e per questo apparentemente privo di stabilità ed equilibri.

Eppure, ci sono amori destinati a non morire mai, sfidano il passare del tempo e si fanno storia, lasciandosi raccontare da chi si imbatte in esse e le fa proprie…  narrate, diventano eterne!

Non hai nemmeno trent’anni ma dentro di te conservi i bauli di un’adorabile vecchietta che ha cresciuto figli e nipoti, che ha visto la guerra e la pace, che ha molto sofferto e molto amato. Io ti fabbrico ricordi perché voglio esserti Storia, amore mio.

 

QUARTA DI COPERTINA

Caro lettore (o cara lettrice, ancora meglio), per favore, ho bisogno della tua attenzione. Fidati, ti divertirai. Comincio con una domanda: che cosa accadrebbe se un giorno tu entrassi in una libreria e comprassi un libro scritto apposta per esaudire una richiesta? Te lo chiedo perché è esattamente quello che fa il protagonista della storia che hai fra le mani. La storia di Giovanni e di un libro scritto perché tu, lettore (o lettrice, sempre meglio), possa portarlo a passeggio e farti notare dalla persona a cui è indirizzato. Una donna. Mi spiego: Giovanni, ma non quel Benincasa scrittore, un altro Giovanni, durante gli anni Settanta intratteneva una fitta corrispondenza con una ragazza di nome Elisabetta (detta anche Betta, Bettina, Lisa…). Una ragazza che allora aveva 29 anni. E Giovanni, stavolta sì, l’autore del romanzo, lo scopre dopo avere comprato una vecchia borsa di cuoio sulla bancarella di un mercatino dell’usato. Dentro, moltissime lettere tra Giovanni ed Elisabetta. Lettere d’amore. Lettere così coinvolgenti da spingere Giovanni, lo scrittore, a una ricerca forsennata della misteriosa ragazza. Fino all’atto conclusivo: la stesura di questo libro, affinché chi lo compra possa riuscire finalmente a recapitarlo a Elisabetta, a Betta, a Bettina, a Lisa, a Sabè, a Elisa…

Un libro magico. Un viaggio nelle emozioni che è poi il viaggio di una vita dentro una vita, dentro una vita, dentro una vita ancora.

 

Chi è GIOVANNI BENINCASA

Giovanni Benincasa (Napoli 1960), giornalista e autore televisivo. Questo è il suo primo romanzo.

 

DETTAGLI

Autore: Giovanni Benincasa

Titolo: Eccetera ne ha di parole

Editore: Baldini+Castoldi

Collana: Romanzi e Racconti

Pagine: 118

Data uscita: 9 settembre 2019

Prezzo: € 17,00

Formato: Brossura

EAN: 9788893882040

 

 

 

 

 

 

 

LA MIA CASA DI MONTALBANO Costanza DiQuattro

Io e il nonno di fronte a questo mare in lunghissimi silenzi o in sincere confessioni intervallate da retate improvvise di parenti vari, ci siamo detti e raccontati più di quanto io stessa riesca a ricordare.

montalbanoUn pomeriggio d’estate del 2010, dato che alloggiavamo a Scicli, decisi di portare i miei figli, allora piccoli, a sicca, come viene chiamata dai locali Puntasecca, quel piccolo borgo marinaro siciliano, frazione di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, divenuto famoso per quella che milioni di persone ormai conoscono come la casa di Montalbano.

Faceva caldo. Ad accoglierci un mare che gareggiava con il cielo, rubandogli tutte le possibili tonalità del blu. Ammirata, di fronte quella casa rimasi un intero pomeriggio, domandandomi a chi potesse appartenere, quale storia potesse custodire le sue mura, in una realtà oltre la finzione.

Qualche giorno fa, esattamente il 23 giugno, presso la Piazzetta della Torre antistante la casa di Montalbano, a Puntasecca, è stato presentato il libro di Costanza DiQuattro, La mia casa di Montalbano, edito da Baldini+Castoldi, collana Le Boe. Si tratta di una biografia, dal tono evocativo, attraverso la quale l’autrice ripercorre gli anni vissuti durante la villeggiatura a casa dei nonni, in quella stessa casa che funge da residenza privata del Commissario Salvo Montalbano che, nell’invenzione scenica del grande Andrea Camilleri, è diventata la casa di Vigata.

In un passato non tanto remoto, quella stessa casa era per Costanza DiQuattro il luogo felice dove trascorrere le vacanze dai nonni, con i genitori e la sorella Vicky, mentre la routine quotidiana veniva filtrata dalla piena felicità data da una vita semplice fatta di pesca dei ricci, i bagni, i tramonti arti dal sole, le visite che si susseguivano in una giostra alternata di parenti, amici e personaggi illustri, quali Gesualdo Bufalino ed Elvira Sellerio.

Come afferma il regista Alberto Sironi, che dalla fine degli anni novanta dirige le puntate della famosa fiction RAI Il commissario Montalbano, “questo libro parla di quanta gioia abbia portato questa casa nell’animo di Costanza”. Una gioia tuttavia difficile da spiegare, perché per essere pienamente compresa andrebbe vissuta, eppure il lettore più attento si sentirà partecipe di tutta quella felicità che Costanza DiQuattro riesce a rievocare, con parole che spesso risuonano forti e incise:

Per il resto la giornata, salvo imprevisti, andava avanti così, tra bagni, polpette, sonnellini imposti e tramonti africani. I giorni si accavallavano ai giorni in un susseguirsi, a volte confuso altre volte nitido, di pacifica routine. Gesti ripetuti, orari rispettati, perfino le risate risuonavano sempre sulle stesse battute, sugli stessi argomenti, sulle storie del passato raccontate con meticolosa puntualità.

Durante la narrazione, i ricordi si fanno a tratti dolorosi e infine mesti là dove impregnati di quella nostalgica malinconia che travolge tutte le vicende legate a un’infanzia intrisa di una festosa spensieratezza, ormai capace di tornare a rivive solo nei ricordi di bambina dell’autrice. Ma si fa ancora più doloroso quando entra in gioco la perdita dei luoghi, avvenuta nel momento in cui venne deciso prima dal padre e, attraverso una scelta difficile, dal nonno, di cedere la casa al set televisivo del commissario Montalbano.

Di fatto questo fantomatico Montalbano era venuto e mi aveva rubato la casa, che non è un involucro di muri sul mare ma uno scrigno di ricordi che non ho avuto il tempo d’impacchettare e portare via.

Nella descrizione della casa e delle varie vicende familiari, l’autrice trascina il lettore nell’anima pulsante di una Sicilia ritualizzata da tutti quegli elementi che solo un siciliano riconosce nel senso e nel suo valore più profondo, perché tramandati di famiglia in famiglia, da generazione in generazione, quindi il bisogno del mare, che in un siciliano diviene assoluta necessità, l’amore indiscusso per la famiglia, i tramonti arsi dal sole cocente di Sicilia, i riposini pomeridiani, obbligo durante le lunghe giornate estive, le visite dei parenti e amici con il tradizionale pezzo duro (detto anche scumuni) da servire durante l’occasione. Ecco, in parte tutto ciò è Sicilia.

Quindi quella di Costanza DiQuattro una biografia evocativa e coinvolgente dal retrogusto dolce-amaro, che restituisce vita a una casa che “prima era mia e poi di tutti”.

Fu un attimo.

La porta si chiuse alle spalle e io ebbi la sensazione che nessuno l’avrebbe aperta mai più.

Per molti anni il ricordo di quella casa rimase sopito e a tratti lacerante.

Oggi la casa di Puntasecca, oltre a essere il set televisivo del commissario Montalbano, è anche un B&B, ma se vi recherete a visitarla, così come fu per me, vi basterà un’occhiata per comprende quanta serenità si percepisce tra quelle mura, impregnate di tutta quella gioia che solo l’amore di chi ci ha abitato e  le risate spensierate di due bambine che scendono leste le scale per raggiungere il mare, sanno dare a un luogo che sarà per sempre una casa dove aleggia la presenza rumorosa del nonno e quella elegante e pacifica della nonna. Una casa che si affaccia sul mare con uno sguardo imperturbabile e sornione, sorridente ed eternamente malinconico.

QUARTA DI COPERTINA

Sicilia, primi anni Novanta, una casa sul mare. La terrazza brulica di avventori accaldati, brocche di caffè freddo e aranciata presidiano la tavola, e i bambini seminano la sabbia sul pavimento. Tra loro, anche l’autrice, Costanza, che a tinte lievi e imbevute d’infanzia ripercorre la vita dentro e fuori le stanze della casa di villeggiatura di famiglia, prima che quelle facessero spazio al set televisivo ispirato ai romanzi più amati di Andrea Camilleri. In un valzer di ricordi, tra ospiti illustri, le corse ai ricci di mare e il confine impaziente tra l’inverno e l’estate, “La mia casa di Montalbano” regala personaggi insieme unici e veri: a cominciare dal nonno, chino sul pianoforte o in un baciamano, e dalla nonna, con la sua grazia decisa e i prendisole fiorati. Eppure, tutto non può che cambiare quando Punta Secca rinasce nella fittizia Vigata, il vecchio soggiorno in una camera da letto, e l’uomo di casa in un commissario di polizia: Salvo Montalbano. Una biografia corale e agrodolce che restituisce rughe, vita e passato a una casa che «prima era mia e poi di tutti» e ormai entrata, per rimanervi, nell’immaginario collettivo nazionale.

 

Chi è COSTANZA DIQUATTRO

Costanza DiQuattro (Ragusa, 1986), laureata in Lettere Moderne all’Università di Catania, dal 2008 si occupa attivamente del Teatro Donnafugata, teatro di famiglia restituito alla fruizione del pubblico dopo sei anni di restauri, e nel 2010 ne assume la Direzione artistica con la sorella Vicky, dando inizio a importanti collaborazioni artistiche con prestigiosi teatri nazionali e compagnie teatrali di fama. Parallelamente alle stagioni di prosa, di musica classica e di teatro per bambini, coadiuvata da uno staff tutto al femminile, si apre alla organizzazione di festival e mostre.

Ha collaborato con <<Il Foglio>> e poi con alcune testate online siciliane. Il suo campo di scrittura spazia dalla critica sociale al costume, dal mondo della cultura a quello più strettamente legato al teatro.

 

DETTAGLI

Autore: Costanza DiQuattro

Editore: Baldini+Castoldi

Collana: Le Boe

Data uscita: 20 giugno 2019

Formato: Brossura, illustrato

EAN: 9788893881944

Listino: € 15,00

Pagine: 122

 

 

INTO THE READ SUMMER EDITION… 10 letture per un’estate

Non c’è stagione di lettura migliore dell’estate, le giornate si allungano permettendoci di sfruttarle al meglio.

E non importa se preferite stare sdraiati in spiaggia o parcheggiati di fronte a un condizionatore d’aria, o semplicemente seduti sotto un portico in una casa di montagna, tutto può essere accompagnato da una lettura.

Quindi vi presento la lista di libri che Into The Read ha selezionato per quest’estate.

Voi cosa preferite leggere? Fatemi sapere nei commenti!

 

respiro

Respiro

Chiang Ted

Frassinelli

Prezzo: € 18,50

ISBN: 9788893420563

Pubblicato nel 2019

Pagine: 352

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L’universo ha avuto origine da un immenso respiro trattenuto. Perché non si sa, ma quale che ne sia stato il motivo, mi fa davvero piacere sia andata così, se sono vivo lo devo infatti a quel fenomeno. Tutti i miei desideri e le mie riflessioni non sono altro che vortici d’aria generati dalla successiva e graduale espirazione dell’universo. E finché questa grande espirazione non avrà termine, i miei pensieri continueranno a vivere.

Nel racconto che dà il nome alla raccolta, il protagonista è uno scienziato che fa una scoperta impossibile sulla propria esistenza. E chiude proprio con un’esortazione che contiene la poetica dell’autore: «Anche se quando mi leggerai, esploratore, io sarò morto da tempo, mi congedo adesso rivolgendoti un invito: contempla la meraviglia che è l’esistenza e rallegrati di poterlo fare. Mi sento in diritto di dirtelo. Mentre scrivo queste parole, infatti, io sto facendo lo stesso.» In questo uso della fantascienza come contenitore dei sentimenti e dei pensieri umani, Chiang è degno erede di Philip K. Dick. Nelle altre otto storie che compongono la raccolta ci sono sempre personaggi fuori dall’ordinario, che sperimentano la vita in dimensioni diverse dalla nostra. Come nel Mercante e il portale dell’alchimista, il racconto che apre la raccolta, in cui un varco temporale costringe un venditore di stoffe nell’antica Baghdad a fare i conti con i propri errori e gli offre il modo di rimediare.

Come in tutte le sue opere, Chiang sfiora la fantascienza immaginando mondi diversi, intelligenze artificiali, forse viaggi nel tempo (sicuramente nella memoria), e in realtà mette sul tavolo temi umanissimi: il valore della vita, l’ineluttabilità, la paura e il dolore della morte, la necessità della memoria, la ricchezza salvifica del sapere, e volere, comunicare.

la perfezione

La perfezione

Raul Montanari

Baldini+Castoldi

Prezzo: € 15,00

ISBN: 9788893881951

Pubblicato nel 2019

Pagine: 124

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«Lui non aveva paura della morte, non aveva paura di niente.» Lui è Willy l’Olandese, un vecchio killer implacabile. Un gigante silenzioso e in apparenza indifferente a tutto come un dio nordico. Quando arriva nella valle presso il grande lago del Norditalia che ogni anno è la sua meta estiva, in una pensione dove fa da cameriera la bella Adriana, non sa di avere appuntamento con il destino. Il telefono ha squillato in una casa a pochi chilometri da lì e un altro killer, un trentenne sfigurato al volto da un remoto incidente d’auto, ha ricevuto l’incarico di ucciderlo. Tutta la storia si svolge nell’arco di 24 ore, ma la tensione monta capitolo dopo capitolo nell’attesa del momento fatale: lo scontro fra due killer professionisti, due terribili macchine di morte. E tra loro l’inquietudine di Adriana, che senza saperlo ne deciderà le sorti. Tutt’intorno uno scenario affascinante: un piccolo paese rivierasco, le acque buie del grande lago, e una valle profonda, percorsa da un torrente gelido. Un paesaggio che sta per essere contaminato dall’approssimarsi del Male. Con rara potenza, Montanari ci restituisce il clima feroce e geometrico di Durrenmatt e del grande noir americano immergendoli nel contesto della provincia italiana, fino a creare un contrasto sorprendente e irresistibile.

 

concita

Nella Notte

Concita De Gregorio

Feltrinelli

Prezzo: € 16,50

ISBN: 9788807033414

Pubblicato nel 2019

Pagine: 240

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Nora è una ragazza brillante, appassionata al racconto della realtà e allo studio della politica. La sua tesi di dottorato, Nella notte, è un’indagine sulle ore durante le quali l’elezione a presidente della Repubblica di Onofrio Pegolani, data per certa dagli analisti e dalla maggioranza dei parlamentari, è sfumata senza un apparente perché. È proprio grazie alla qualità della sua tesi che Nora viene convocata dal suo relatore, il professor Atzeni, che le offre un impiego di prestigio in un centro studi di Roma: dovrà raccogliere e archiviare informazioni riservate da vendere al miglior offerente, alimentando un sottobosco di ricatti e giochi di potere.  Nora è pronta a rifiutare la proposta ma in quegli stessi luoghi ritrova Alice, la sua migliore amica degli anni del liceo: bellissima, a tratti cinica, molto abile nelle relazioni. Le due ragazze sono sempre state affascinate dalle reciproche diversità, il loro legame si riscopre intatto dopo anni di lontananza. Negli archivi del centro studi, Nora si imbatte in un fascicolo inaspettato: un capitolo inedito della sua tesi, espunto per volontà del professore e incentrato su un delitto scoperto la stessa notte in cui la carriera di Pegolani si è conclusa e il Partito dei Giusti, del quale era uno degli esponenti più prestigiosi, è caduto in una crisi irreversibile. Che cosa ci fa quel capitolo, in quell’archivio? Perché Atzeni ha deciso di non renderlo pubblico, consegnandolo invece a un organismo specializzato in ricerca di informazioni sensibili? A Nora non resta che tentare di scoprirlo, tornando a indagare. Una doppia indagine: su di sé, sulla vera natura delle relazioni di potere. Muovendosi tra la cronaca politica, descritta nei suoi retroscena con rara minuzia e penetrazione, e il ritratto di due giovani donne, Concita De Gregorio offre al lettore un’autentica anatomia del potere, analizzandone con spietata lucidità e passione antiche e nuove consuetudini: dalla corruzione endemica alla manipolazione sistematica delle informazioni, alle distorsioni alimentate dai nuovi media. Il confine fra verità e menzogna si nasconde e si riflette in un gioco di specchi. Un racconto che muove da trent’anni di conoscenza diretta di un mondo di cui l’autrice rivela gli snodi profondi.

 

notte a

Notte a Caracas

Karina Sainz Borgo

Einaudi Stile Libero Big

Prezzo: € 17,00

ISBN: 9788806241780

Pubblicato nel 2019

Pagine: 136

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In una terra meravigliosa che prima della recessione era la più ricca del subcontinente americano e che ora è dilaniata dalla corruzione, dalla criminalità e dalla repressione di qualsiasi voce discorde, Adelaida cerca solo di sopravvivere. Ma un giorno, di ritorno a casa, la chiave non gira più nella serratura: il suo appartamento è stato sequestrato. Un commando di militari, in seguito alle sue proteste, le spacca tutti i piatti davanti agli occhi, le strappa i libri, poi la tramortisce con il calcio di un fucile. Quando riprende i sensi, Adelaida si rifugia dalla vicina, Aurora Peralta, la cui porta è miracolosamente aperta, ma la trova stesa a terra, priva di vita. Ormai sola, non le resta che impossessarsi della sua grigia identità, indossarne il guardaroba antiquato, e grazie alla sua cittadinanza spagnola cercare di lasciare il Paese.

 

l'altra

L’altra Grace

Margaret Atwood

Ponte Alle Grazie

Prezzo: € 20,00y

Pubblicato nel 2017

ISBN: 9788868337377

Pagine: 576

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Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery. Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio. A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell’opinione pubblica – propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice -la protagonista di questo romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan. Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile. Il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale – in quanto povera e in quanto donna – e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l'”altro”.

 

karma

Karma City

Massimo Bisotti

HarperCollins Italia

Prezzo: € 18,00

Pubblicato nel 2019

ISBN: 9788869055072

Pagine: 422

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Cosa faremmo se ci venisse offerta l’opportunità di cambiare vita, di ripartire da zero? Amanda, Mary Jane, Sarah, Joy, Robin, Yuki, Zac e Sasha hanno tra i venticinque e i quarant’anni e ognuno di loro ha una sua storia particolare. Zac ha una discoteca di successo e gli è appena stata diagnosticata una brutta malattia. Amanda è una milionaria famosa sui social ma sente di aver costruito solo rapporti superficiali. Sasha è un tatuatore che fa anche il ghost writer, soffre per i mancati riconoscimenti e di notte va a disegnare meravigliosi graffi ti sui muri della sua città. Mary Jane è una scrittrice che ha perso l’ispirazione e non riesce a trovare l’amore… Tutti e otto sono accomunati da una cosa: sono insoddisfatti della loro vita. Per questo accettano la proposta, che viene da uno psicologo conosciuto online, di abbandonare la loro esistenza quotidiana e trasferirsi su un’isola bellissima e appartata che possa offrire loro la possibilità di ricominciare. Qui, assieme ad altri giovani, potranno vivere un nuovo inizio in un luogo capace di riportare l’anima in contatto con la sua parte più vera. Passano i mesi, si creano legami, amori, amicizie. Ma qualche tensione comincia a scuotere il gruppo. È possibile che non sia tutto perfetto come sembra? Forse il sogno di un luogo ideale è soltanto un’illusione…

A due anni e mezzo di distanza dal precedente romanzo, Massimo Bisotti torna con un nuovo straordinario libro capace, con il suo stile inconfondibile, di raccontare il mondo di oggi e quanto di unico è nascosto nelle profondità del cuore umano. Bisotti scende negli abissi delle nostre emozioni, e, con Karma City, restituisce ai lettori l’amore, il dolore, la debolezza e la forza degli esseri umani, con una scrittura che in ogni pagina colpisce la mente e il cuore

 

dentro

Dentro soffia il vento

Francesca Diotallevi

Neri Pozza

Prezzo: € 16,00

Pubblicato nel 2016

ISBN: 9788854512368

Pagine: 222

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In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile. Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche “anima pia” esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino. Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano “pozioni” approntate da una “strega” che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi. Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphael Rosset se n’è andato. Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphael, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia. Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana. Romanzo vincitore della Sezione Giovani del «Premio Neri Pozza – Fondazione Pini – Circolo dei Lettori». «Questa giovane autrice ha un prodigioso senso del racconto». Sandra Petrignani «Una scrittura tersa, misurata, di grande mestiere. Un’opera di sicuro talento». Romana Petri «L’ambientazione così remota, così radicale; la scrittura asciutta ed essenziale, la capacità di creare un’aspettativa, invogliando il lettore ad andare avanti… sono le qualità salienti di questo sorprendente romanzo». Francesco Durante

 

notre

Notre-Dame

Ken Follett

Mondadori

Prezzo: € 9,00

Data Uscita: 2 luglio 2019

ISBN: 9788804719953

Pagine: 84

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“L’immagine di Notre-Dame in fiamme mi ha stupefatto e sconvolto nel profondo. Un bene di inestimabile valore stava morendo davanti ai nostri occhi. È stato spaventoso come se il suolo avesse cominciato a tremare sotto i nostri piedi”. Così si esprime il grande scrittore all’indomani del tragico incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame la sera del 15 aprile 2019. Nel suo romanzo più famoso, “I pilastri della terra”, Ken Follett aveva descritto minuziosamente il rogo della cattedrale di Kingsbridge, come fosse una premonizione di quanto è accaduto a Parigi. In quel romanzo migliaia di uomini e donne erano giunti da diversi paesi per aiutare a ricostruire la cattedrale. Con questo breve scritto Ken Follett ha deciso di rendere omaggio a Notre-Dame, devolvendo i proventi alla Fondation du Patrimoine, raccontando come si è sentito quando ha assistito a questo disastro, e ripercorre i momenti storici salienti della vita della grande cattedrale che nei secoli ha esercitato una fascinazione universale, dalla sua costruzione durata quasi un secolo, all’influenza che ha avuto sul genio narrativo di Victor Hugo.

 

scrittori

La vita segreta degli scrittori

Guillaume Musso

La nave di Teseo

Prezzo: € 19,00

Pubblicato nel 2019

ISBN: 9788893448819

Pagine: 275

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Nel 1999, dopo aver pubblicato tre romanzi di culto, il celebre scrittore Nathan Fawles annuncia la sua decisione di smettere di scrivere per ritirarsi a vita privata a Beaumont, un’isola selvaggia e sublime al largo delle coste mediterranee. Autunno 2018. Fawles non rilascia interviste da più di vent’anni, mentre i suoi romanzi continuano ad attirare i lettori. Mathilde Monney, una giovane giornalista svizzera, sbarca sull’isola, decisa a svelare il segreto del celebre scrittore. Lo stesso giorno, viene ritrovato sulla spiaggia il cadavere di una donna e le autorità mettono sotto sequestro l’isola, bloccando ogni partenza e ogni arrivo. Comincia allora un pericoloso faccia a faccia tra Mathilde e Nathan, in cui si scontrano verità occulte e insospettabili menzogne, e si mescolano l’amore e la paura… Un romanzo indimenticabile, un affascinante mistero letterario che si rivela soltanto quando l’autore compie l’ultima mossa del suo piano diabolico. “Un thriller elegante, che è anche un fantastico gioco letterario.” Didier Jacob, The Obs “Un meraviglioso omaggio alla letteratura, un libro che ti fa venire voglia di leggere.” Stanislas Rigot, LCI

 

via

La via dei pianeti minori

Andrew Sean Greer

La nave di Teseo

Prezzo: € 20,00

Pubblicato nel 2019

ISBN: 9788893448680

Pagine: 395

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Nel 1965 un gruppo di astronomi si ritrova su una piccola isola del Pacifico per assistere al passaggio di una cometa. Ma quando un bambino muore durante la pioggia di meteore, la vita di tutti i presenti, e dei loro affetti, subirà un cambiamento radicale e silenzioso, che si rivelerà pienamente solo molti anni dopo. Denise, carica dei ricordi di un’infanzia molto particolare, combatte per ottenere il rispetto che merita nel suo lavoro; il suo amico Eli, sposato con una donna che adora ma impenetrabile, è sempre più attratto da Denise e dalla sua mente imprevedibile; la giovane Lydia cerca un modo per sfuggire alle ombre inquietanti che si allungano sul gruppo di scienziati. Dall’autore premio Pulitzer 2018, La via dei pianeti minori è una storia intensa che esplora le occasioni colte e quelle sfuggite, un romanzo sui nuovi amori, sui legami perduti e sulla forza invisibile che il tempo esercita sulle nostre vite.

 

Allora non mi rimane altro da fare che augurarvi buone vacanze, ma soprattutto…

…BUONA LETTURA!!!!

 

 

 

CHIEDI ALLA NOTTE Antonella Boralevi

Guardava e riguardava il ritratto, lo ingrandiva, cercava di penetrare il blu delicato degli occhi, la pelle del colore delle rose e si ritrovò a stringere il cellulare come se cercasse di toccare quella creatura irraggiungibile.

Lo splendore che emanava proveniva da dentro, non solo dalla vita sana.

chiediDopo aver completato la lettura dell’ultimo libro di Antonella Boralevi, Chiedi alla notte, non posso fare a meno di sorridere mentre mi torna in mente una puntata speciale di Che tempo che fa, dedicata ad Andrea Camilleri, dell’aprile 2011, in cui lo scrittore affermava:

Non sopporto le scrittrici di romanzi gialli di sesso femminile. Le donne sanno commettere i delitti ma non li sanno raccontare. Sono di una noia mortale.

Il patrimonio letterario inerente i gialli firmati da grandi autrici è vasto, anche se spesso giallo e thriller tendono a confondersi, in una chiave di lettura assolutamente moderna, si pensi alle americane Patricia Cornwell, Mary Higgins Clarkecco e Paula Hawkins autrice de La ragazza del treno, in Francia Fred Vargas (pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau), alla scandinava Camilla Läckberg, in Italia Eleonora Carta, Rosa Mogliasso e Barbara Baraldi, che con il suo Aurora nel buio è considerata una delle voci del thriller italiano più interessanti e incisive. E sono solo alcune, quelle che ho voluto ricordare, che preferisco. Ma basterebbe solamente Chiedi alla notte di Antonella Boralevi per smontare completamente l’affermazione di Andrea Camilleri, scrittore e uomo di profonda cultura, che apprezzo senza riserva alcuna.

A distanza di un anno, il 19 aprile, Antonella Boralevi è tornata in libreria con l’attesissimo sequel de La bambina nel buio, intitolato Chiedi alla notte e ancora una volta edito da Baldini+Castoldi. Un lieve filo conduttore unisce questa storia alla precedente, permettendo anche a chi non ha letto La bambina nel buio di potersi riallacciare, orientandosi facilmente all’interno del racconto.

Chiedi alla notte è un romanzo a metà strada tra thriller al femminile e giallo, una storia di sentimenti e di misteri, ambientato ancora una volta a Venezia che, così come è avvenuto con il libro precedente, offre una cornice perfetta per una storia che sembra un film, più che un libro.

Antonella Boralevi racconta di una Serenissima che risplende sotto i riflettori accesi sull’evento più mondano dell’anno, la 75° Mostra del Cinema, evento impreziosito dalla presenza della giovane attrice Vivi Wilson, protagonista del film di apertura, A glorious day.

Era una Titania appena uscita dal Bosco delle fate. Persino gli omaccioni che la circondavano per proteggerla parevano istupiditi dalla sua grazia.

Non sorrideva.

Esisteva.

Eppure, il giorno dopo Vivi Wilson, da attrice amata e ammirata, si trasforma in vittima, poiché il suo cadavere viene rinvenuto sulla spiaggia degli Alberoni, aprendo così la strada alle indagini del bel commissario siciliano Alfio Mancuso, aiutato dall’avvocato di Netflix, Emma Thorpe, che i lettori ricorderanno essere i protagonisti del precedente romanzo La bambina nel buio. Infatti, tra Emma e Alfio rimane in sospeso una situazione sentimentale interrotta bruscamente, un legame spezzato, che ha ferito entrambi.

Nel momento in cui Emma deve rientrare a Londra, è invitata dalla Contessa Maria Morosini, proprietaria della Villa “La Furibonda”, a trattenersi ancora per qualche giorno come sua ospite, coinvolgendola nella loro vita mondana fatta di feste e pranzi e gite, in compagnia di altri personaggi del jet set: attori, registi famosi, giornalisti di gossip.

Accettato l’invito, Emma intuisce che tanto “La Furibonda”, quanto i personaggi che la popolano custodiscono segreti inquietanti, che porranno in essere una serie di elementi a sostegno di un thriller trascinante, coinvolgente, dove mistero e sentimenti si alternano, immergendo il lettore in un’atmosfera sfarzosa, ma al contempo carica di intrighi irrisolti.

Il tuo corpo esile vola sott’acqua come un aquilone dentro il cielo sbagliato.

La luna volta gli occhi.

E sparisce.

Come sempre accade, l’amore rappresenterà l’elemento salvifico, per liberarsi da tutte quelle ombre che gravano non solo su “La Furibonda”, ma nell’anima di coloro che tramano e ordiscono.

Infatti Antonella Boralevi, ancora una volta, sonda l’animo umano, mettendo a nudo quel buio interiore, quel nero abisso, dove abitano certe esistenze che la vita si diverte a trasformare in altro.

Lo stile dell’autrice incanta, rapisce, trascina con le sue descrizioni minuziose, arricchite da un tono aulico, ispirato dalla bellezza di Venezia, che rivela tutto il suo fascino attraverso i riflessi di luce sull’acqua, le calli, il respiro del suo antico tempo; così, durante la lettura, si ha sempre l’impressione di seguire un film, più che di leggere un libro. I periodi spesso sono brevi, trasmettendo al lettore una certa urgenza, che spinge a divorare il romanzo, passando velocemente da un capitolo all’altro.

Ed è dove la luce si fa ombra che le apparenze, in un crescendo, divengono l’elemento centrale, il cardine, intorno a cui ruota tutto il thriller, poiché come confida Jack Oliver a Emma:

Non so se ti può servire, ma nel mondo dove sei capitata nessuno dice la verità, capisci? E nulla è come sembra. Farai bene a ricordartelo.

Quindi aspettatevi un finale mozzafiato, neanche il più attento dei lettori potrà dare per scontata la sua conclusione.

Ci baceremo.

Poi faremo l’amore.

Come si fa l’amore, dopo i funerali, per sentirsi vivi.

Non so cosa sarà di noi.

Ma ora siamo qui, abbracciati nell’oro della sera.

 

QUARTA DI COPERTINA

Ciascuno di noi può diventare un altro.

Un altro che fa paura.

29 agosto 2018.

Venezia splende. È la Serata di Gala della Mostra del Cinema.

Red Carpet, Star, limousine, champagne, fotografi. E Vivi Wilson. La protagonista incantevole del Film di Apertura.

Ma nell’aria vibra una nota di inquietudine. Un’ansia che cresce a ogni pagina.

Verità inaccessibili aspettano nell’ombra.

Vivi brilla per una sera soltanto. Il giorno dopo è un mucchietto di stracci, sulla spiaggia elegante del Lido.

La sua morte è un mistero.

Alfio, il bel commissario siciliano sciupafemmine, viene chiamato a indagare. E il suo cuore perde un colpo. Emma è tornata. L’inglesina che gli è entrata, suo malgrado, dentro la pelle, è l’avvocato di Netflix, che coproduce il film. È ospite di una Contessa affascinante e misteriosa, in una magnifica Villa.

Emma e Alfio sono due anime che si cercano. Due vite sospese.

Il Destino gioca con loro e con la sporcizia nascosta nelle vite dei ricchi.

Insieme, entrano nel buio.

Tre indiziati, tre confessioni da spavento.

Ma alla verità manca una riga.

Quella sepolta dentro un Passato che urla.

Antonella Boralevi «conosce le anime per averle frequentate e gli abissi neri che possono conservare al loro interno», ha scritto Maurizio de Giovanni.

Chiedi alla notte lo conferma.

Un romanzo che parla all’anima, la fruga e la consola. Una grande storia di sentimenti e di misteri. Una bomba a orologeria.

«Boralevi è molto brava a addentrarsi in un tessuto sociale cupissimo nella sua allegria mondana.» Corriere della Sera

«Un thriller vasto e conturbante.» Il Messaggero

«600 pagine che tengono incollati fino alla fine.» Il Giornale

«Ora vado a cercare gli altri titoli di questa autrice, perché ho decisamente intenzione di leggere altro di suo.» Due lettrici quasi perfette

«Antonella Boralevi ha trovato, in questa sua anima nera, un nuovo filone narrativo da cui attingere a piene mani.» La lettrice geniale

«Alla fine, Antonella Boralevi suggerisce anche una colonna sonora che accompagni la lettura, ma potrebbero bastare anche sospiri, fiato sospeso e attacchi di tachicardia.»

Mangialibri

«Una lettura corposa e vorace che non lascia scampo a pause o interruzioni.»

Leggereinsilenzio

«Ti tiene incollata alle pagine e porta sulla carta le nostre paure e i vizi di una classe sociale.» La Biblioteca di Eliza

«È letteralmente impossibile metterlo giù.» Il salotto dei libri

«Sento di aver goduto fino all’ultimo segno di punteggiatura.» Critica letteraria

 

Chi è Antonella Boralevi

È autrice di romanzi, racconti, sceneggiature, saggi. Ha portato in televisione il talk show di approfondimento emotivo.

Tiene rubriche su quotidiani e settimanali. Il suo “Lato Boralevi” esce ogni giorno sul sito de la Stampa. Per Rizzoli ha pubblicato i best sellers Prima che il vento (2004), Il lato luminoso (2007), I baci di una notte (2013). È tradotta in Germania, Francia, Giappone, Russia. Per ora.

Questo è il suo ventesimo libro.

Il suo sito è http://www.antonellaboralevi.it

La sua pagina facebook è Antonella Boralevi Official

Su Instagram è antoboralevi

Per scriverle: salotto.boralevi@tin.it

 

DETTAGLI

Autore: Antonella Boralevi

Editore: Baldini+Castoldi

Collana: Romanzi e racconti

Formato: Brossura

Pagine: 558

Prezzo: € 21,00

EAN: 9788893881937

Data uscita: 19 aprile 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SNOOPY lo straordinario beagle di Charlie Brown

Buongiorno webnauti,

quante volte vi sarà capitato di notare sui social post dedicati a Snoopy, post che io stessa mi diletto a pubblicare data la genuinità del personaggio che, con la sua vivace ironia, fornisce divertenti spunti di riflessione.

Snoopy è il personaggio di punta, quello più vivace dei Peanuts la famosa striscia a fumetti più venduta nel mondo e ideata da Charles Schulz, che ha reso la serie tanto popolare e che tutti abbiamo avuto modo di vedere rappresentato su pelouche, magliette, quaderni, tazze, biglietti d’auguri e altro. Chi a scuola non aveva un diario o un quaderno di Snoopy?

Charles Schulz è stato un importante cartoonista statunitense, divenuto disegnatore con un corso per corrispondenza; negli anni ha pubblicato diversi libri, creato special televisivi e inventato una serie di prodotti che gli aprirono la strada dell’industria.

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Schulz ebbe modo di proporre Snoopy per la prima volta in una striscia nell’ottobre del 1950, creando un personaggio a modello del proprio cane Spike, un pointer; inizialmente era un semplice cane di quartiere, di una cittadina statunitense imprecisata, in un mondo animato da bambini e animali, privo di adulti dove sono i bambini a sostenere tale ruolo, mettendo in gioco emozioni e debolezze.

Nel 1955, Schulz stabilì che il padrone di Snoopy fosse Charlie Brown, un personaggio all’inizio di soli 4 anni, i cui tratti caratteriali, e non solo, erano molto simili a quelli del suo autore, infatti come Schulz, Charlie Brown era timido e introverso, aveva un cane e i genitori ricoprivano lo stesso ruolo sociale dei genitori di Schulz: il padre barbiere e la madre casalinga. Il tema della solitudine è ricorrente, soprattutto nel personaggio di Charlie Brown, altro elemento autobiografico in cui si riflette il suo autore.

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Così dal 1950 fino al 2000, a Snoopy sono state dedicate più di 1700 strisce a fumetti; il 2000 è l’anno del decesso di Charles Schulz.

Ed è solo dal 1956 in poi che Snoopy acquista delle caratteristiche sempre più antropomorfe: cammina su due zampe, utilizzando quelle anteriori come se fossero delle mani; addirittura i personaggi della serie lo identificano a un bambino, Piperita Patty riferendosi a Snoopy dice: “il bambino buffo con un gran naso”. Eppure non parla, emette solo dei suoni, ma di contro pensa tantissimo.

Col passare del tempo nuovi filoni narrativi sono stati inventati per lui, con conseguenziali alter-ego: asso del volo durante la prima guerra mondiale, legionario, dottore, astronauta, giocatore di hockey, football e golf, scrittore dal famoso incipit “Era una notte buia e tempestosa”, capo scout e avvocato. Solo per citare alcuni dei 150 ruoli a lui attribuiti e impersonati nel corso degli anni.

Inoltre, ha interpretato più di un centinaio di personaggi famosi da Topolino a Joe Falchetto e si è trasformato in svariati animali, dall’avvoltoio al rinoceronte. Quindi Snoopy è una celebrità, oggi di fama mondiale, molto ben articolata, che si presta facilmente a diversi ruoli, un po’ nevrotico e grande sognatore, che riesce a ottenere ciò che vuole, ma solo nella sua immaginazione.

La serie dei Peanuts inoltre è stata oggetto di interesse da parte degli intellettuali: tradotta in più di 20 lingue, in Italia anche da Umberto Eco e pubblicata in oltre settanta nazioni.

A partire dal 1963, i Peanuts esordiscono in una serie di volumi di Giovanni Gandini, editi dalla Milano Libri, eppure il successo arriva nel momento in cui sempre la Milano Libri pubblica il primo numero della rivista a fumetti mensile Linus, nell’aprile 1965, che prende il nome da uno dei personaggi del fumetto.

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Giorni di gloria, Charlie Brown!: 18

Attualmente, con la collana I Peanuts, in formato cartaceo, Baldini+Castoldi propone una vasta scelta di volumi dedicati proprio a Snoopy & Co. E tutti i giorni il giornale online il Post pubblica le strisce dei Peanuts.

Nel novembre 2017, Magazzini Salani pubblica Il meglio di Snoopy, in cui propone una raccolta delle strisce ufficiali più amate sul personaggio.

A seguire, per i lettori di Into The Read, alcune divertenti strisce

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GINO BARTALI. UNA BICI CONTRO IL FASCISMO Alberto Toscano

Gli ebrei nel Manifesto di Verona erano definiti <<nemici dello Stato>>. Ad aiutarli si rischiava la galera, la deportazione, anche la pelle. Per 800 almeno di loro e altri antifascisti Bartali fu postino e salvatore.

Coloro che dimenticano il passato sono condannati a ripeterlo, sosteneva il filosofogino George Santayana e proprio per non dimenticare questo passato 26.973 persone vengono ricordate nel Giardino dei Giusti, al Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme, dove troviamo anche il nome di una leggendaria figura del ciclismo italiano, Gino Bartali, citato tra gli altri 500 italiani che rischiarono la vita per aiutare i perseguitati durante la Shoah.

Lui che metteva in pratica i comandamenti e amava il prossimo suo, ha fatto quello che riteneva giusto e da questa primavera un albero lo ricorda nel Giardino dei Giusti, con la g maiuscola.

E infatti, nel 2013, i responsabili di Yad Vashem gli riconobbero l’impegno speso in favore degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, nominandolo ufficialmente Giusto tra le Nazioni.

Alberto Toscano, autore del libro Gino Bartali. Una bici contro il fascismo, edito da Baldini+Castoldi, ricorda lo sportivo, vincitore di tre Giri d’Italia e di due Tour de France e l’uomo che, con la sua forte personalità, sostenuta da una fede incrollabile, ha ricoperto una parte fondamentale nel contrastare la dittatura fascista, mostrando apertamente il proprio dissenso.

Il libro, nella sua ricostruzione storica, si snoda esattamente come un romanzo: partendo dalla prefazione di Gianni Mura, prosegue nel ricordo di Gino il Pio, Gino il Giusto e Gino il Vecchio, ponendo una rilettura dell’Italia contadina, che vedeva nella bicicletta un simbolo di libertà, trasformandola in quell’unica possibilità di riscatto sociale, che permetteva di costruire qualcosa di concreto. E Bartali ha saputo riporre nella bicicletta non solo le proprie speranze, ma anche quelle di tutti gli ebrei perseguitati tra la Toscana e l’Umbria.

Infatti Ginettaccio, macinando chilometri, attraversava la Toscana e l’Umbria in sella alla bici, nella quale trasportava nascosti i documenti falsi, che gli permisero di mettere in salvo moltissimi ebrei rifugiati nei conventi o presso famiglie disposte a dar asilo. E nel periodo che va dal 1943 al 1944, Bartali tenne nascosta in casa la famiglia di Giorgio Goldenberg, una famiglia ebrea.

Non abbiamo prove che il capo della Wehrmacht ad Assisi abbia direttamente salvato degli ebrei, ma abbiamo tanta voglia di crederlo. Ѐ bello credere al bene.

Eppure, Gino Bartali non considerava questo suo impegno un gesto fuori dal comune, da fervido credente sapeva che la sua era la semplice reazione che ogni persona dovrebbe avere nei confronti degli altri in un momento di pericolo. Nel corso degli anni, anche dopo la guerra, Bartali non raccontò mai nulla di ciò che fece per tanti ebrei in fuga, ma grazie alle testimonianze di coloro che ebbero rapporti diretti, venne messo in luce il suo impegno verso i perseguitati dal regime nazista e fascista.

Un campione Bartali che in tutti i modi cercò di contrastare la dittatura di Mussolini, anche rifiutandosi di compiere il saluto romano a conclusione di ogni gara, mettendo così in luce la sua totale estraneità al potere nazifascista.

Da uomo onesto, Gino non sopportava i prepotenti, quindi era umanamente incompatibile col fascismo.

Il tutto sostenuto da una grande fede, principale punto di forza nella sua avversione verso le discriminazioni alimentate dalle leggi razziali, introdotte in Italia da Mussolini nel 1938.

Io voglio essere ricordato per le mie imprese sportive e non come un eroe di guerra. Gli eroi sono altri. Quelli che hanno patito nelle membra, nelle menti, negli affetti. Io mi sono limitato a fare ciò che sapevo meglio fare. Andare in bicicletta. Il bene va fatto, ma non bisogna dirlo. Se viene detto non ha più valore perché è segno che uno vuol trarre della pubblicità dalle sofferenze altrui. Queste sono medaglie che si appuntano sull’anima e varranno nel Regno dei Cieli, non su questa terra.

Un grande uomo, un esempio, bisognoso di fare del bene perché dotato di quel senso dell’umano che spinge ad amare il prossimo al di là di qualunque pregiudizio. Un’umanità che oggi sembra quasi del tutto svanita e che non trova spazio in un mondo dove prevaricazioni, odio e diseguaglianze sociali, spingono a dar vigore a quelle ombre del passato che, facendo leva e strisciando tra le crepe dell’insoddisfazione, hanno rappresentato una pagina vergognosa della storia, non solo italiana, ma anche europea.

Il romanzo è il risultato delle ricerche condotte da Alberto Toscano, giornalista italiano, che vive e lavora a Parigi da 33 anni, raccolte in una precedente edizione del libro scritto in francese e pubblicato dall’editore Armand Colin, con il titolo Un vélo contre la barbarie nazie, uscito nell’aprile del 2018 a Parigi.

L’ultima parte del testo è dedicata al secondo dopoguerra e al rapporto che Gino Bartali istaurò con il nemico-amico di sempre Fausto Coppi, in compagnia del quale intrattenne e divertì gli italiani, nel momento in cui si accesero le telecamere sul programma serale Il Musichiere, in un periodo dove era “tutto sbagliato, tutto da rifare!” e in un’Italia che cercava di riprendersi dai disastri della guerra.

A concludere Gino Bartali. Una bici contro il fascismo la postfazione di Marek Halter.

Da bravo giornalista, Alberto Toscano ha seguito passo dopo passo le tracce del suo eroe. In questo libro racconta come la bicicletta, per decenni oggetto del desiderio di milioni di adolescenti italiani, abbia potuto diventare per un grande atleta, ammirato da un’intera nazione, il mezzo per compiere gesta umanamente straordinarie.

 

QUARTA DI COPERTINA

Alberto Toscano analizza la figura del leggendario ciclista Gino Bartali, vincitore di tre Giri d’Italia e due Tour de France, a partire da tutti gli aspetti del suo essere: l’uomo, lo sportivo, il credente, il marito fedele «di due mogli» (la sua bicicletta da corsa e quella in carne e ossa, Adriana), l’antifascista, l’anima controversa e schiva lacerata dalla morte prematura del fratello Giulio. Un uomo giusto, che preferiva inimicarsi il potere piuttosto che concludere una gara col saluto romano. La sua religiosità ha giocato un ruolo importante nell’avversione verso le leggi razziali, nel rifiuto dei simboli della dittatura, oltre che nello straordinario dinamismo della rete clandestina nata nel 1943 per nascondere e salvare moltissimi ebrei. Per questo motivo oggi leggiamo il suo nome sul Muro dei Giusti al Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme. «Ginettaccio» non amava parlare dei suoi meriti extra sportivi e tantomeno dei suoi «chilometri per la vita», percorsi fra la Toscana e l’Umbria per salvare gli ebrei perseguitati, procurando loro i documenti falsi, che nascondeva nell’intelaiatura metallica e nella sella della sua bicicletta. Non lo considerava un gesto fuori dal comune, ma la reazione che ogni persona dovrebbe avere di fronte alla vita minacciata degli altri. Un esempio di umanità per ricordarci la nostra. Un esempio importante soprattutto nei momenti difficili della nostra storia passata, presente e futura. Prefazione di Gianni Mura. Postfazione di Marek Halter.

 

Chi è Alberto Toscano?

Alberto Toscano (Novara, 1948) è giornalista, saggista e politologo. È stato ricercatore dell’ISPI di Milano e redattore del settimanale «Relazioni Internazionali». A Parigi, dove vive dal 1986 e collabora con i principali gruppi radiotelevisivi, i media lo hanno definito «il più francese dei giornalisti italiani». Ex presidente dell’Associazione stampa estera in Francia e attuale presidente del Club de la presse européenne di Parigi, è membro dell’Unità di formazione e ricerca di italiano della Sorbona. È cavaliere dell’Ordine del merito sia della Repubblica francese sia della Repubblica italiana.

 

DETTAGLI

Autore: Alberto Toscano

Titolo: Gino Bartali. Una bici contro il fascismo

Editore: Baldini+Castoldi

Collana: Le Boe

Formato: Brossura

Pagine: 198

Prezzo: € 17,00

EAN: 9788893881654

Data di uscita: 24/01/2019

 

 

 

ANCHE LE FORMICHE NEL LORO PICCOLO POSTANO Gino & Michele, Francesco Bozza

le formiche 2Avete presente quei giorni in cui gira storto, poi aprite Facebook e scorrete tutti quei meme o freddure tipiche del web, che cominciano a divertirvi sciogliendo la tensione? Bene! Preparatevi, perché dopo quasi 30 anni dalla nascita del primo libro, Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, ritorna la saga comica più famosa, quella delle Formiche, con Gino (Vignali) & Michele (Mozzati), noi le avevamo lasciate “incazzate”, ma adesso in compagnia di Francesco Bozza, noto pubblicitario, si fanno social e danno vita al secondo libro, scritto a sei mani, Anche le formiche nel loro piccolo postano, edito da Baldini+Castoldi.

Certo i tempi sono cambiati, oggi una buona parte di quotidianità si svolge davanti a un display e tutto si fa più veloce e immediato, anche l’umorismo, che richiede una certa dose di agilità mentale. Infatti, se siete social al punto giusto, leggendo Anche le formiche nel loro piccolo postano, non potrete non conoscere, e quindi riconoscere, tutta una serie di battute-tormentone che, rimbalzando da un post a un altro, finiscono con il consumarsi su WhatsApp, dando vita così a nuove tipologie e a nuove espressioni, non solo lessicali, di una comicità sempre più trascinante.

  1. Ricominciamo dai fondamentali: la Terra gira intorno al Sole, gli scudetti della Juve sono 34 e chiunque abbandona 629 persone in mare è uno stronzo. (Gipo di Napoli, dalla pagina Facebook <<Satiraptus>>).

Per cui freddure estemporanee e molto attuali, che permettono anche di dire come la si pensa su determinate problematiche.

Per questo torna a essere decisivo il <<cartaceo>>. Il libro con il suo profumo di cellulosa e di inchiostro. Perché il libro ti obbliga a leccarti il dito per girare la pagina, tempo necessario per tre secondi di riflessione.

Anche le formiche nel loro piccolo postano è un lavoro ben strutturato, che ha richiesto una bipartizione: una prima parte, contenente 540 battute, come nel primo libro, che si susseguono mettendo in luce la comicità del popolo del web, fatta di calembours sagaci, freddure, botta e risposta divertenti e dedicando invece la seconda parte, con gli ultimi 10 capitoli, alla storia che si nasconde dietro i meme più famosi, di come sono nati e perché sono stati realizzati. Sicuramente, quello che mi ha più sorpresa è il fenomeno virale Keep Calm and Carry On, dietro al quale la storia inglese e una semplice coincidenza hanno dato il loro contributo.

Ci sono libri che vanno letti in un determinato momento e con un preciso stato d’animo, disposto ad accogliere, quindi

540 battute che si consumano su un Frecciarossa o in una pausa pranzo. Per essere un po’ meno cupi e incazzosi, ma solari e incazzati, quello può andar bene.

Insomma, se vi siete persi qualche battuta sui social, la recupererete facilmente con Anche le formiche nel loro piccolo postano e poi con le formiche ci si può anche intenerire, per questo vi rimando alla lettura della prefazione di Francesco Bozza e alla conclusione dei suoi ringraziamenti, che recita così:

Ovunque egli sia: Papà visto? Ci siamo vendicati…

Ma per scoprire a cosa si riferisce Bozza, dovete leggere il libro.

Quindi, se volete farvi trascinare dalla comicità di Gino & Michele, o dal senso dell’humor di Francesco Bozza partendo da tutto ciò che normalmente avete sotto gli occhi, ossia i social network, con internet a portata di mano, non potete perdere Anche le formiche nel loro piccolo postano, una raccolta destinata a regalarvi momenti di puro divertimento!

Mason Cooley affermava che l’umorismo non ci salva dall’infelicità, ma ci consente di scostarcene di qualche passo… un passo che evidentemente si fa sempre più 2.0.

 

QUARTA DI COPERTINA

Un grande ritorno. A quasi trent’anni dalla nascita si ripete la saga comica più famosa d’Italia, quella delle Formiche.

Insieme al pubblicitario Francesco Bozza, da sempre cultore di battute e grande conoscitore del web, Gino & Michele tornano a proporre, con 540 battute nuovissime, l’antologia che ha lanciato un genere nell’editoria italiana, raggiungendo milioni di lettori. Questa volta Gino & Michele e Francesco Bozza raccolgono il meglio della comicità del web e dei social in una divertentissima e curiosa rassegna che diventa quasi una fotografia della contemporaneità attraverso il virtuale. Ancora una volta si parte dal comico, oltre che per divertirsi, per conoscere un po’ la società sia nei suoi aspetti più frivoli che in quelli più critici. Inoltre, in dieci schede, viene spiegata dagli autori, la storia dei meme più famosi del mondo, dallo schiaffo di Batman al John Travolta confuso.

Anche le formiche nel loro piccolo postano entra di diritto a far parte di un filone, quello di una comicità istantanea e libera che ha saputo conquistare un numero sempre crescente di lettori dal loro esordio a oggi.

 

Chi sono Gino & Michele, Francesco Bozza?

Gino Vignali e Michele Mozzati, meglio noti come Gino & Michele, sono scrittori, autori televisivi e teatrali e condirettori di Smemoranda.

Francesco Bozza è un affermato pubblicitario. Durante la sua carriera ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali. Oggi è Chief Creative Officer di FCB Milan.

 

DETTAGLI

Editore: Baldini + Castoldi

Collana: Le Boe

Genere: Umorismo

Listino: € 15,00

Formato: Cartonato, Illustrato

Ean: 9788893881456

Pagine: 286

Data di pubblicazione: 27/09/2018