L’EREDITÀ DI ARIANE Françoise Bourdin

<<[…] E poi, una casa nascosta nella foresta, che appare all’improvviso al centro di una radura, è qualcosa di magico. Quando vengo a trovarti e supero gli ultimi alberi lungo la strada, rimango sempre colpita dalla sobrietà della sua architettura, dal suo aspetto tranquillo e imponente. Ti viene voglia di entrare per metterti al riparo.>>

bourdinFrançoise Bourdin è una tra i più talentuosi romanzieri contemporanei, nel 2013 Le Figaro littéraire la colloca al quarto posto tra gli autori più letti, con cinque milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Uscito in Italia il 27 febbraio, edito da Baldini+Castoldi, L’eredità di Ariane supera le 300.000 copie vendute, rivelandosi un altro bestseller della Bourdin, narrato con uno stile elegante, vivace e fluido, in grado di sedurre il lettore con il suo linguaggio armonioso e ben articolato, che permette all’autrice di rappresentare la fragilità dei sentimenti umani, là dove la vita si diverte a porre tutto in discussione, anche le certezze ben radicate.

Ariane Nogaro, vedova senza figli, appartiene a un’importante famiglia di produttori di resine, delle Landes de Gascogne, un’attività tuttavia destinata a fallire a causa del padre di Ariane, costretto a vendere la tenuta dei Nogaro. Per anni la vita di Ariane trascorre nel tentativo di riacquistare la proprietà di famiglia, così la sua determinazione le permette di compiere tutti quei passi, che la condurranno al conseguimento dei suoi propositi. Ma a quale prezzo?

<<Ero egoista come lo si può essere a vent’anni, e con tanta fretta di ritrovare la vita di prima. Con il pensiero, chiuso in un angolino della mente, ma sempre presente, rivolto a questa casa che mi era stata confiscata e di cui ero determinata a riappropriarmi un giorno.>>

Ormai vecchia e malata, Ariane decide di mettere ordine nei suoi affari, incaricando il suo commercialista, Pierre Laborde, di redigere il testamento. Considerata una “vecchia pazza” dal fratello minore, un professore in pensione, così come dal resto della sua famiglia, Ariane coltiva un legame affettivo e una forte complicità con la figlia più piccola del fratello, Anne, da sempre considerata la nipote prediletta, la quale regolarmente, una volta a settimana, si reca in visita dalla zia per discutere del passato e di quella che fu un tempo la famiglia Nogaro.

Amava molto la zia, apprezzava il suo comportamento da vecchia stramba e il suo umorismo pungente, ammirava il percorso atipico della sua vita. Un tocco di follia benvenuto in una famiglia troppo saggia.

Sposata con un veterinario e madre del dodicenne Léo, Anne esercita la sua professione di contabile a casa, conducendo una vita apparentemente tranquilla, cadenzata da tutte quelle abitudini, che le hanno permesso di costruirsi una quotidianità strutturata su solide certezze. Fino a quando improvvisamente, morendo Ariane, Anne diviene l’unica erede di tutto il patrimonio della zia, inclusa villa Nogaro, la proprietà immersa in una radura tra la pineta e l’oceano, dove Anne si reca una volta a settimana, a guardia della quale si trova Goliath, il fedele mastino di Ariane. Un evento questo che avrà ripercussioni sui legami familiari, riportando in vita vecchi rancori, invidie e tutte quelle inquietudini che sapranno risvegliare i ricordi di un passato lontano, ormai sepolto e di cui Anne verrà a conoscenza attraverso il diario della zia Ariane.

Improvvisamente, Anne si troverà a dover compiere delle scelte, che metteranno in discussione il suo matrimonio e che alimenteranno i malumori con la sua famiglia di origine, esclusa dal testamento di Ariane.

I romanzi di Françoise Bourdin sono costruiti intorno a elementi ricorrenti: donne forti, uomini indecisi, insidie e magnifici paesaggi, una serie di combinazioni che per il lettore si rivelano trascinanti; non fa eccezione L’eredità di Ariane.

Ogni personaggio, protagonista della propria storia personale, possiede tratti caratteriali tracciati con maestria e su cui l’autrice struttura universi esistenziali contrapposti e spesso inquieti: Anne, “spontanea, sincera, indisciplinata”, è un personaggio in continuo divenire, nel corso della narrazione subisce una serie di cambiamenti caratteriali dovuti alla lotta condotta per l’affermazione delle sue scelte e della sua indipendenza, che piano piano le permettono di venir fuori in tutta la sua spontaneità; Valère, il fratello maggiore di Anne, desidera da tempo un figlio, che la sua compagna Suki non riesce a dargli; Lily, la sorella maggiore di Anne, invidiosa e collerica, conduce un’esistenza che l’annoia profondamente, condotta tra la crescita delle figlie e un marito che sembra non bastarle. Infine, il fratello minore di Anne, Jérôme, un uomo di trentaquattro anni, che si trascina in una vita lontana dagli affetti familiari, riuscendo solo a mettersi nei guai, senza aver mai costruito nulla di concreto.

Anche Paul, il marito di Anne, apparentemente equilibrato e sempre sicuro di sé, consuma le proprie certezze all’ombra di quell’orgoglio, che non gli permette mai di compiere un passo in direzione della moglie dal momento in cui eredita, facendo sì che “non erano più fianco a fianco, ma uno di fronte all’altro”.

Aveva vissuto la conquista di Anne come qualcosa di molto importante e il loro matrimonio come un impegno coscienzioso. Non c’era stata nessuna leggerezza in tutto questo. Solo obiettivi, raggiunti grazie al buon senso.

Ariane di contro è un personaggio che si racconta attraverso le pagine di un diario, scoperto casualmente da Anne e che offre un’interessante alternarsi di situazioni, rendendo dinamica la narrazione. Anche il mastino di Ariane, Goliath, è un piccolo protagonista, anche se pur secondario, utilizzato per punteggiare l’azione, permettendo di passare a un piano narrativo più distensivo.

La conclusione un finale aperto, che offre diverse possibilità…

L’eredità di Ariane si rivela quindi un universo intriso di segreti e rivelazioni, che vi terrà compagnia in questi giorni tanto lunghi, quanto difficili, sottolineati da una distanza che spesso si fa opprimente, dove ci viene chiesto di restare in casa, al sicuro, lontano da un mondo che sembra crollare, schiacciato dal peso dell’incertezza… #iorestoacasa e anche voi mi raccomando, restate a casa.

Si alzò e andò ad aprire una delle finestre, quella che si affacciava sul lato posteriore della villa, là dove gli alberi erano più vicini. Un gufo emetteva il suo grido a intervalli regolari, con una sorta di sinistra testardaggine. La notte sembrava molto buia, senza nessuna stella visibile, e le alte silhouette dei pini si distinguevano appena.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Proveniente da un’ex famiglia di proprietari terrieri delle Landes, Ariane Nogaro, vedova e senza figli, decide di mettere ordine nei suoi affari e di redigere il suo testamento. Il bene più importante che possiede è una grande casa nascosta tra la pineta e l’oceano, la culla della sua famiglia. Ma Ariane non ha più contatti né col fratello maggiore, insegnante in pensione, né con la cognata poiché non apprezzano il suo carattere originale, tantomeno il suo stile di vita. Solo con Anne, una delle sue nipoti, ha un legame affettuoso e complice. Sposata con un veterinario e madre di un ragazzino di dodici anni, Anne conduce una vita tranquilla, dividendosi tra il suo lavoro di commercialista e le visite settimanali alla zia. Ma quando Ariane muore improvvisamente tutto cambia: è Anne a ereditare i suoi beni, tra cui la grande casa dei Nogaro. L’apertura del testamento fa riemergere vecchie gelosie e nascere rancori sconvolgendo l’unità famigliare finora preservata, mettendo Anne di fronte a una scelta: che fare di quella villa che racchiude tanti ricordi? Venderla? Oppure andare a viverci, come lei vorrebbe fare nonostante il marito si opponga categoricamente? È giusto che Anne metta il suo matrimonio in pericolo e litighi con la sua famiglia per colpa di un’eredità?

 

Chi è Françoise Bourdin

Nata a Parigi nel 1952 da genitori cantanti lirici di professione, ha pubblicato il suo primo libro ancora minorenne. Nei suoi romanzi dipinge con passione e bravura i paesaggi incantevoli della Bretagna, e rende accattivante e piacevole l’aspetto sentimentale, usando un linguaggio musicale come l’ambiente in cui è cresciuta. Il suo universo affonda le proprie radici nelle storie di famiglia, nei segreti e nelle passioni che la attraversano. L Fra le scrittrici più amate in Francia, ha venduto oltre 9 milioni di copie e i suoi libri sono sempre ai vertici delle classifiche.

 

DETTAGLI

Autore: Françoise Bourdin

Editore: Baldini+Castoldi

Titolo: L’eredità di Ariane

Traduttrice: Raffaella Patriarca

Collana: Romanzi e Racconti

Data uscita: 27 febbraio 2020

Pagine: 336

Formato: brossura

Prezzo: € 19,00

EAN: 9788893882859

 

 

 

NAPOLETANO? E FAMME ‘NA PIZZA! Guida ironica per sfuggire ai luoghi comuni partenopei Vincenzo Salemme

Persino la religione ci ricorda che polvere eravamo e polvere ritorneremo. E allora viva la fantasia che ci permette una via di uscita. Viva la cultura quando resta immaginazione.

salemmeFiglio della città partenopea, di cui ne esprime a pieno spirito e sensibilità, Vincenzo Salemme non è solo un attore, un po’ come Napoli, racchiude in sé mille sfaccettature: commediografo, doppiatore, comico, sceneggiatore, regista teatrale e cinematografico, si rivela anche scrittore, esordendo nel 2018 con il noir La bomba di Maradona, un romanzo edito da Baldini+Castoldi e ambientato a Napoli.

Il 27 febbraio è tornato in libreria con un libro divertente dal titolo Napoletano? E famme ‘na pizza! Guida ironica per sfuggire ai luoghi comuni partenopei, sempre edito da Baldini+Castoldi, dove, con sagace ironia, ci mostra una napoletanità, associabile a uno stile di vita, fortemente identitaria, tipica di chi nasce e vive a Napoli, una sorta di marchio di fabbrica, che solo il napoletano verace possiede, “una patente che ti viene data alla nascita ma che, a differenza di tutte le altre origini identitarie, è mille volte più dispotica, ardua e insidiosa”.

Questo perché essere napoletani significa manifestare un’appartenenza tale da riuscire a inficiare ogni ambito della vita, ma che richiede “devozione e disciplina assolute, nonché il rispetto di un gran numero di regole”.

Eppure l’assunto di questa guida ironica parte da una domanda che Salemme si pone e al contempo pone al lettore: essendo nato a Bacoli, un comune di Napoli, può o non può definirsi a tutti gli effetti un “Napoletano Verace”, come tutti coloro che nascono a Napoli città? E i Probi Viri, come chiama Salemme i napoletani veraci, che criticano i napoletani che non si dimostrano tali, avranno da ridire? Al lettore l’ardua sentenza.

E qui entra in gioco la lista, redatta dall’autore con dovizia, in cui riporta una serie di stereotipi, che accompagnano il napoletano e che danno corpo a questa guida, per sfuggire ai luoghi comuni partenopei; a conclusione di ogni capitolo, Vincenzo Salemme si abbandona a una confessione, di ordine opposto e contrario al luogo comune esposto, attraverso la quale vuol dimostrare che, malgrado tutto, lui è e si sente un napoletano DOC.

Facciamo così: io vi dico quello che penso di ognuna delle voci che ho sopra elencato, ma alla fine di ogni paragrafo vi rivelo anche un mio peccato, un mio piccolo tradimento a ognuno dei nostri riti consacrati dalla Storia e dal Popolo.

Lo humour di Vincenzo Salemme, con la sua capacità di cogliere gli aspetti comici e paradossali della vita, accompagna il lettore lungo il percorso narrativo, velato da un pizzico di appocundria da cui emerge il profondo amore dell’autore per Napoli, il tutto esposto in un tono discorsivo, che a tratti si fa colloquiale.

Essendo una guida, il lettore viene introdotto alla conoscenza di tutti quei luoghi comuni, invariati per secoli, intorno a cui viene strutturata la napoletanità, spaziando dalla pizza, al caffè, per giungere alla religione attraverso San Gennaro, con un cenno a San Patrizia, sino a raccontare dei grandi della napoletanità, quali Totò, Troisi, Eduardo De Filippo, per coinvolgere il pensiero filosofico di Benedetto Croce, approdando alle prelibatezze tipiche partenopee, note ormai in tutto il mondo, quali la mozzarella, la pastiera, i dolci di Natale. Non può mancare un cenno alla camorra, argomento introdotto affiancando la commedia Il sindaco del rione sanità e includendo Gomorra che “ce lo teniamo così com’è e gli auguriamo lunga vita, e speriamo che serva da monito per ricordarci sempre che, mentre il giorno e la luce sono patrimonio della Napoli di Un posto al sole, il buio e le tenebre sono il patrimonio dell’universale natura umana, quella che parla la lingua del male ma purtroppo non abbiamo i sottotitoli per capirla e combatterla“.

Quindi tutti “segni identitari, ma di una cultura dispotica e dogmatica”.

Un insegnamento importante, quello che è possibile cogliere dalle pagine di Vincenzo Salemme, per cui dobbiamo avere il coraggio di liberarci da tutte quelle sovrastrutture che ci vogliono ingabbiati in stereotipi, radicalizzati attraverso futili preconcetti… liberi di esprimerci per potere essere!

Lasciamo che chi ci guarda non veda in noi un napoletano, ma un essere umano e che non venga più spontaneo pensare: “Napoletano? E famme ‘na pizza!”

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Dici Vincenzo Salemme, dici Napoli. Infatti non c’è sua opera, sia essa teatrale o cinematografica, e recentemente anche narrativa, che non ci cali nell’atmosfera del Golfo e, soprattutto, che non ce ne trasmetta i colori vividi, la filosofia, il modo di intendere la vita. A volte però essere napoletani è difficile: bisogna farsi piacere il caffè bollente, mangiare il ragù la domenica e il capitone a Natale, saper raccontare barzellette, suonare il mandolino e cantare perfettamente intonati i grandi classici della canzone partenopea, amare la pizza sopra ogni cosa, saper nuotare e fare il bagno in ogni stagione dell’anno… Ma come mai, si è chiesto Vincenzo, tutte queste pretese le subisce soltanto chi è napoletano mentre chi nasce da un’altra parte è in fin dei conti più libero di essere e fare quel che gli pare? È da una domanda come questa che nasce il suo nuovo libro, una confessione sincera ed esilarante che ci mostra un altro volto di Napoli e dei suoi abitanti. Attraverso un viaggio negli stereotipi e nei luoghi comuni più duri a morire, Salemme ci racconta quanta “fatica” comporta essere sempre all’altezza delle aspettative e quanto è liberatorio, invece, rompere ogni tanto gli schemi, per essere soltanto se stessi.

Chi è VINCENZO SALEMME

Vincenzo Salemme (Bacoli, 1957) è attore, commediografo, regista teatrale e cinematografico, sceneggiatore, ed è uno dei più popolari artisti della sua generazione. Dagli anni Settanta, in cui a teatro era uno degli interpreti preferiti da Eduardo De Filippo, a oggi, campione di incassi con i suoi film, Salemme rappresenta l’anima migliore di Napoli, quella popolare e insieme nobile, e lo fa sempre con la sensibilità e lo spirito dei figli prediletti della città. Fra le messe in scena da lui firmate, ricordiamo solo l’ultima (per ora…) Con tutto il cuore. Al cinema, sono molti i film che lo hanno visto nel doppio ruolo di regista e attore, da L’amico del cuore a E fuori nevica! In televisione, è stato recentemente protagonista di un esperimento di straordinario successo su Raidue: portare per la prima volta le sue commedie in diretta tv come fossero uno show televisivo vero e proprio. Nelle vesti di scrittore, nel 2018 Baldini+Castoldi ha pubblicato il suo esordio nella narrativa, il romanzo noir La bomba di Maradona.

DETTAGLI

Autore: Vincenzo Salemme

Editore: Baldini+Castoldi

Titolo: Napoletano? E famme ‘na pizza! Guida ironica per sfuggire ai luoghi comuni partenopei.

Collana: Le Boe

Data uscita: 27 febbraio 2020

Formato: brossura

Pagine: 160

Prezzo: € 15,00

EAN: 9788893882774

CONSIGLI DI LETTURA PER GIOVANI LETTORI… Le grandi storie non invecchiano mai!

Buon venerdì miei lettori!

Questa mattina, leggendo un articolo dedicato a Piccole donne di Louisa May Alcott, ho scoperto che  il 30 settembre ha compiuto 150 anni. Che bel traguardo, vero? Infatti, uscito nel 1868 è stato tradotto in più di 50 lingue, continuando a essere un evergreen. Tra l’altro è uno di quei libri che custodisco gelosamente, si tratta di una copia editata nel 1949 dall’editore Marzocco e regalata alla mia mamma, in occasione della sua Prima Comunione. Un dono che a suo tempo lei non poteva immaginare avrei riposto tra i miei libri, così come non avrei mai creduto possibile di vedere in mano della mia Carlotta il mio Piccole donne, acquistato all’età di undici anni in una libreria vicino la scuola.

Un buon libro può diventare un prezioso cimelio di famiglia, le grandi storie non invecchiano mai!

Considerando che ci siamo, il Natale è alle porte, ho pensato di stilare una lista con una serie di titoli dedicati alla letteratura per ragazzi, in modo da permettere ai giovani lettori di potersi orientare, magari anche per farsi regalare un buon libro. Qualsiasi occasione è quella giusta, non solo a Natale, tenendo sempre a mente che leggere è un piacere in quanto evasione, nutre la fantasia, è scoperta anche di luoghi dove non saremmo mai arrivati senza averli immaginati.

Nel mio elenco troverete titoli che hanno ispirato generazioni di lettori, che a loro volta divenuti genitori hanno voluto leggere o raccontare una di queste storie ai propri figli.

Io sono una di questi…

Certo tutti conosciamo Harry Potter, eppure vi sono letture altrettanto intriganti da cui lasciarsi entusiasmare. Quindi, se siete degli appassionati di fantasy o di avventura, o volete semplicemente un racconto divertente, o un giallo coinvolgente, la mia lista è piena di storie destinate a stimolare immaginazione, curiosità e conoscenza.

Agli autori classici di ieri ho voluto affiancare scrittori moderni e contemporanei, guardando al presente senza dimenticare il passato, fondamento imprescindibile del futuro.

Se vorrete aiutarmi a mantenere la lista aggiornata, consapevole del fatto che vi possano essere tantissimi altri libri meritevoli di entrare in questo elenco che mi sono sfuggiti, o che addirittura potrei non conoscere, basterà inserire nei commenti quelli che riterrete più opportuni: il bello di una lista è che può essere sempre aggiornata, in qualsiasi momento.

Vorrei precisare che l’elencazione NON procede in ordine di importanza, inoltre cliccando sui titoli evidenziati in azzurro sarà possibile leggere una breve anteprima:

  1. La storia infinita di Michael End
  2. Il piccolo principe di Antoine Saint-Exupéry
  3. Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak
  4. Favole al telefono di Gianni Rodari
  5. Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes
  6. L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson
  7. Harry Potter e la pietra filosofale di J. K. Rowling
  8. Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett
  9. Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll
  10. Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne
  11. Le avventure di Peter Pan di James Matthew Barrie
  12. Il mago di Oz di L. Frank Baum
  13. La tela di Carlotta di Elwyn Brooks White
  14. Anche Superman era un rifugiato di AA. VV.
  15. L’alfabeto dei sogni di Susan Fletcher
  16. Il lungo viaggio di Garry Hop di Moony Witcher
  17. Un sogno lungo un’estate di Barbara Baraldi
  18. Zanna Bianca di Jack London
  19. Il libro della giungla di Rudyard Kipling
  20. La spada addormentata di Michael Morpurgo
  21. Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne
  22. Le più belle fiabe di Hans Christian Andersen
  23. Lo Hobbit di John R. R. Tolkien
  24. Le parole segrete di Joanne Harris
  25. Il treno del sole di Renée Reggiani
  26. Pomi d’ottone e manici di scopa di Mary Norton
  27. Wonder di R. J. Palacio
  28. Dieci piccoli indiani di Agatha Christie
  29. Fiabe del focolare di Jacob e Wilhelm Grimm
  30. Viaggio al centro della Terra di Jules Verne
  31. L’isola misteriosa di Jules Verne
  32. Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain
  33. Il richiamo della foresta di Jack London
  34. Le avventure di Gordon Pym di Edgard Allan Poe
  35. Piccole donne di Louisa May Alcott
  36. Il venditore di felicità di Davide Calì e Marco Somà
  37. Le cronache di Narnia di C. S. Lewis
  38. Anne Frank – Diario di Anna Frank
  39. Un ponte per Terabithia di Katherine Paterson
  40. L’evoluzione di Calpurnia di Jacqueline Kelly
  41. Le fiabe di Beda il Bardo di J. K. Rowling
  42. Fiabe Italiane di Italo Calvino
  43. Il libro delle ore felici di Jacominus Gainsborough di Rebecca Dautremer
  44. Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway
  45. Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani
  46. Cuore d’inchiostro di Cornelia Funke
  47. La saga del Dominio di Licia Troisi
  48. Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi
  49. L’Atlante di Smeraldo di John Stephens
  50. La casa dei bambini speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs
  51. Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo di Rick Riordan
  52. Il signore della magia di Raymond E. Feist
  53. Animali fantastici: dove trovarli di J. K. Rowling
  54. Fidanzati dell’inverno di Christelle Dabos
  55. Storie per un fragile pianeta di Kenneth Steven e Jane Ray
  56. I figli del capitano Grant di Jules Verne
  57. La leggenda di Otori di Lian Hearn
  58. Lumina di Kai Meyer
  59. Le avventure del capitano Hatteras di Jules Verne
  60. Le avventure del barone di Münchhausen di Erich Raspe
  61. Cinque settimane in pallone di Jules Verne
  62. Il risveglio delle tenebre di Susan Cooper
  63. Labyrinth di A. C. H. Smith
  64. Eragon di Christopher Paolini
  65. Hunger Games. La trilogia di Suzanne Collins
  66. Divergent Saga di Veronica Roth
  67. Maze Runner di James Dashner
  68. Il bambino con il pigiama a righe di John Boyne
  69. Noi siamo qui Oliver Jeffers
  70. Storia di una ladra di libri di Markus Zusak
  71. Il Silmarillion di J. R. R. Tolkien
  72. Il giudice ragazzino di Nando Dalla Chiesa
  73. Il mistero della casa del tempo di John Bellairs
  74. Arrivederci tra le stelle di Jack Cheng
  75. 321 cose da sapere prima di diventare grandi di Mathilda Masters
  76. Colpa delle stelle di John Green
  77. La tigre della Malesia di Emilio Salgari
  78. The Giver di Lois Lowry
  79. Cuore di Edmondo De Amicis
  80. Queste oscure materie. La trilogia completa di Philip Pullman
  81. James e la Pesca Gigante di Roald Dahl
  82. Il vento nei salici di Kenneth Grahame
  83. Robinson Crusoe di Daniel Defoe
  84. Cartoline dall’Italia di Nicola Cinquetti
  85. Wolf la ragazza che sfidò il destino di Ryan Graudin
  86. Il circolo Pickwik di Charles Dickens
  87. I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift
  88. La fonte magica di Natalie Babbitt
  89. Buchi nel deserto di Louis Sachar
  90. Il figlio del cimitero di Neil Gaiman
  91. Stanotte guardiamo le stelle di Alì Ehsani
  92. Tredici fiabe e mezza di Juan Benet
  93. Lo strano caso del dottor Jeckyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson
  94. Le avventure Huckleberry Finn di Mark Twain
  95. Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery
  96. C’era una volta la filosofia di Nicola Zippel
  97. La voce delle ombre di Frances Hardinge
  98. La vita segreta delle donne fiore di Ledicia Costas
  99. Explorer Academy – Il segreto di Nebula di Trudi Trueit
  100. Il GGG di Roald Dahl
  101. 101 film per ragazzi e ragazze di Sebastiano Barcaroli e Federica Lippi

Alcuni di questi titoli mi hanno riportata con prepotenza in dietro nel tempo, altri invece mi rammentano di stare con i piedi ben piantati in terra e la testa là dov’è sempre… un po’ fra le nuvole…!!!