GLI ESTIVI Luca Ricci

Gli dissi tutto di te, della rincorsa insensata e bellissima che avevamo preso diverse estati fa, di quanto mi mancassi, della morbosità come ingrediente indispensabile a qualsiasi passione amorosa.

gli estiviGli estivi, disponibile in libreria dal mese di febbraio, è il secondo tassello della quadrilogia delle stagioni di Luca Ricci, edito da La nave di Teseo; i lettori di Into The Read ricorderanno dello stesso autore Gli autunnali, recensito in aprile. Scrittore di grande spessore, ancora una volta ha saputo coinvolgere con una storia scritta all’insegna della crudeltà, dove l’amore si fa nuovamente ossessione, perché “il matrimonio è un atto di fondazione, mentre l’amore è un terremoto.

Con Gli estivi Luca Ricci offre al lettore una storia visionaria, che si consuma sotto il sole cocente di quindici estati, vissute al Circeo, in quel tempo senza tempo che solo il periodo estivo sa offrire. L’anonimo protagonista, oltre a essere la voce narrante, è uno scrittore impegnato nel tentativo di ultimare un romanzo che sembra non voler trovare una fine, al contempo funzionario RAI, è sposato con Ester da trent’anni, prigioniero di un matrimonio che aveva truffato entrambi.

Finché una sera “d’improvviso, a tradimento” una ragazzina di nome Teresa, notata per caso in un ristorante vista mare, qualche tavolo più in là rispetto a quello occupato da lui e dalla moglie, diventa “un desiderio che non avevo espresso, esaudito da una stella che non avevo visto cadere.

Quell’incontro del tutto casuale si fa prima amore e poi ossessione, consumato da un’urgenza che estate dopo estate concede sempre meno, divenendo un appuntamento fisso in cui a prevalere è un esercizio di crudeltà fatto di inganni, tradimenti e ripicche.

L’immagine di te sfocò a poco a poco, inesorabilmente, come qualsiasi immagine ci colpisca ma non abbia il tempo materiale di attecchire.

E sullo sfondo Roma, “il proscenio del mondo”, la Pontina, con le sue code “che accadono” e “Le sere di giugno che sanguinavano e ti dicevano bugie; le sere di luglio, in cui la luce sopravviveva al tramonto ma come svuotata dei colori; le sere d’agosto, camicette d’organza nera con gli astri al posto dei bottoni.

Un romanzo, Gli estivi, in cui non mancano interessanti spunti di riflessione sul mondo dell’editoria, ricordando che la letteratura non dovrebbe mai perdere di vista il “fattore Rimbaud”, cioè ispirarsi a un grido senza passato e senza futuro, cristallizzato nel trauma della giovinezza che non sa raccapezzarsi nella vita.

Elemento di continuità con Gli autunnali è Alberto Gittani, un personaggio che i lettori hanno già incontrato e che durante la narrazione de Gli estivi viene introdotto in un periodo narrativo breve; inoltre troviamo il richiamo a una monografia di John William Waterhouse, autore di un dipinto intitolato Circe offering the cup to Ulysses, dove Teresa agli occhi del protagonista è la Maga Circe, per somiglianza e intenti incantatori.

Quel ritratto era una tua fedele riproduzione e avrei potuto amarlo ogni volta che mi sarebbe parso. Sì, avrei anche potuto amarlo al posto tuo.

Ma se ne Gli autunnali l’amore ossessivo è totalizzante, con Gli estivi l’ossessione non è più la conseguenza di un’amour fou ma viene mitigata da una leggerezza, elemento precipuo di questa particolare stagione, consumata alla luce accecante e spietata dell’attesa, in un gioco crudele di ripicche.

E così con un lessico articolato in un bouquet di parole ben assortite: capzioso, borborigmi, eburnea, tautologia, ribaldo, artatamente, contubernio, Luca Ricci, con grande maestria, racconta ai suoi lettori un’altra stagione, sospesa nel tempo e ritmata in una sequenza di quindici estati, che gli permettono ancora una volta di scandagliare la sfera emotiva con ferocia e lucidità disarmante, in un romanzo che non ha nulla di scontato.

Ecco quindi cos’è la letteratura, un artificio della mente, una sperimentazione linguistica, un’invenzione a sostegno di una tesi esistenzialista, filtrata attraverso una comprensione artistico-letteraria del reale.

Dovresti mollare il romanzo che non riesci a consegnarmi e scriverne uno sull’estate,” mi suggerì Lello. “Magari un ciclo, una quadrilogia delle stagioni.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

È la notte di San Lorenzo quando un uomo nota una ragazzina al tavolo di un ristorante vista mare. Lei gli appare a sorpresa, come “un desiderio che non avevo espresso, esaudito da una stella che non avevo visto cadere”. Eppure quell’incontro fortuito lascia il segno, e tra i due comincia una storia particolare, vissuta sotto l’insegna tarlata della crudeltà, consumata da un’estate all’altra, come un appuntamento fisso. Tutt’intorno, Roma, la Pontina, il Circeo sono luoghi avvolti dalla stessa luce spietata che abbaglia i personaggi, la luce insolente dell’estate che a volte non concede “il margine di un’ombra, una possibilità di fuga rispetto a ciò che si è realmente”. Dopo Gli autunnali, Luca Ricci ci consegna il secondo tassello della quadrilogia delle stagioni in un romanzo visionario ed esatto allo stesso tempo, capace d’indagare l’ossessione d’amore in tutte le sue forme.

Chi è LUCA RICCI

Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, Premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018, in corso di traduzione nei principali paesi europei), Trascurate Milano (2018) e Gli estivi (2020). Insegna scrittura per Scuola Holden, Belleville, Scuola del Libro e Scuola Fenysia.

 

DETTAGLI

Autore: Luca Ricci

Titolo: Gli estivi

Editore: La nave di Teseo

Collana: Oceani

Data uscita: 27 febbraio 2020

Pagine: 229

Formato: brossura

Prezzo: € 18,00

EAN: 9788834602058

 

 

GLI AUTUNNALI Luca Ricci

Ricordarsi che il processo è essenzialmente studio dell’uomo; non dimenticarsi mai che tutte le nostre simmetrie sistematiche, tutte le nostre elegantiae juris, diventano schemi illusori se non ci avvediamo che al di sotto di essi di vero e di vivo non ci sono che gli uomini, colle loro luci e loro ombre, con le loro virtù e le loro aberrazioni.

IMG_20200530_162142.pngCosa accade quando, scavalcando la soglia del razionale, permettiamo al passato di confondersi con il presente, mescolando illusioni e sentimenti?

Il protagonista de Gli autunnali di Luca Ricci è un uomo senza nome, immerso in un matrimonio claustrofobico e noioso: “Non c’era scampo, non c’era salvezza” si sentiva come se vivesse “in scatole contenute in altre scatole, come in un quadro di Escher, come in una matrioska infinita…”.

Sino a quando, in una Roma d’inizio autunno, il protagonista, sfogliando un libro usato trovato in un mercatino rionale, rimane folgorato da una stampa di Jeanne Hébuterne, compagna dell’artista Amedeo Modigliani. Ed è così che Jeanne diviene l’unico elemento in grado di destabilizzare la crescente monotonia, per risolversi in un’ossessione.

L’amore folle, in cui si perde il protagonista, trova la sua ragion d’essere nel momento in cui la moglie Sandra non decide d’invitare a cena la cugina Gemma, che sembra somigliare in modo straordinario a Jeanne, in un autunno “in cui ognuno poteva essere come gli pareva, assumere la forma che preferiva.” L’irrazionale sovverte ogni logica, spingendolo a credere che Jeanne ricambi i suoi sentimenti attraverso Gemma, sua incarnazione vivente. Non gli rimane altro da fare che pianificare l’adulterio. Perché “Jeanne era la misura di tutte le cose, era il pensiero che conteneva tutti gli altri…”

Gli autunnali, edito da La nave di Teseo, è disponibile in tutte le librerie dal 22 febbraio 2018, un romanzo intenso e tormentato, candidato al Premio Strega 2018, che ha preso spunto da altri racconti di Luca Ricci, come lui stesso sottolinea nella nota conclusiva al romanzo.

Con Gli autunnali l’autore offre al lettore un’accurata indagine psicologica di ciò che rimane di un matrimonio, consumato nell’assoluta indifferenza, nel momento in cui ci si lascia coinvolgere da un amore portato alle estreme conseguenze. Dietro ogni parola del protagonista si celano i segreti del suo inconscio e di quella continua lotta contro i desideri a lungo repressi, che nella prostituta Kainene trovano un loro brutale sfogo.

Avevo sfogato un istinto, soddisfatto un bisogno, per darmi ancora di più a Gemma. Più precisamente quel vicolo aveva ristabilito un equilibrio nella mia vita, perfino un’armonia.  

Amedeo Modigliani è stato un pittore e uno scultore espressionista, ma l’intera struttura narrativa del romanzo sembra richiamare alcuni aspetti di questa corrente artistica e letteraria dei primi del Novecento e che ne Gli autunnali trova la sua massima espressione nell’esasperazione del lato emotivo della realtà a sacrificio di quello immediatamente percettibile.

Una Roma autunnale, decadente, diviene lo sfondo su cui costruire il rapporto uomo–natura, in una trasposizione per cui l’autunno è la stagione dei temperamenti inquieti, “una primavera tetra, una lunga agonia delle cose, compresi noi, l’esercitazione annuale (la prova generale?) in vista del trapasso.”

Se l’autunno era il culto, il parco era il tempio, la panchina l’altare, il cappotto la tonaca, le foglie l’incenso, il bacio l’ostia e Jeanne la sacerdotessa.

E dato che l’espressionismo ha un carattere metropolitano, si sofferma sull’aspetto estetico della metropoli, spazio in cui l’uomo moderno subisce il massimo dello stress causato dalle veloci trasformazioni sociali, Roma diviene lo spazio entro cui il protagonista si dilunga in passeggiate con l’amico Gittani, una Roma velata dai ricordi del passato e sempre in continuo mutamento.

Il chiostro Bramante era stato la fine di una storia d’amore; piazza Farnese un campo di calcio coi giacchetti al posto dei pali; il Pantheon il furto del portafoglio (con dentro la patente presa da un mese); la fontana dei Quattro Fiumi una cazzottata per futili motivi.

Anche il linguaggio del protagonista serve a mettere in risalto la sua distorta realtà emotiva, dentro cui trovano un apparente rifugio sentimenti e frustrazioni, a espressione di quell’istintivo moto di ribellione, che porrà fine al racconto con il sopraggiungere dell’inverno, a dissipazione del suo mondo.

L’amore non c’è, non esiste. Ci s’incapriccia di perfetti sconosciuti e si combinano un sacco di cazzate, perché fare cazzate ci mantiene allegri, ci fa sentire vivi. Sempre ci s’innamora e mai si ama.

L’amore con Luca Ricci si fa totalizzante, ossessivo e in quanto tale irrazionale, Gli autunnali è quindi la storia di un amour fou, un amore folle, scritta con maestria, che tiene con il fiato sospeso fino alle ultime pagine, a conclusione delle quali anche il lettore sarà consumato da quell’unico dubbio, che solo una logica distorta riesce a insinuare.

“E allora che c’è?”

“Non c’è niente”, dissi. “Sono un uomo autunnale.”

“Questa è bella! Potrebbe essere il titolo di un romanzo: Gli autunnali.”

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Un uomo, al rientro dalle vacanze d’agosto, è prigioniero del suo stanco rapporto matrimoniale. La moglie Sandra è ancora bella, ma lui non riesce più a provare desiderio per lei. Durante una passeggiata solitaria in un mercatino di Roma, l’uomo viene attratto da un vecchio volume sugli artisti di Montmartre, e rimane stregato dall’immagine di Jeanne Hébuterne, la compagna di Amedeo Modigliani. Scocca un particolare colpo di fulmine e Jeanne diventa per il narratore un’ossessione. L’uomo strappa la foto, la piega con cura e inizia a portarla sempre con sé, nella propria tasca. Tutto sembra avvenire soltanto nella sua mente, almeno fin quando sua moglie Sandra non invita a cena una vecchia cugina, Gemma, che all’uomo appare identica in tutto e per tutto a Jeanne. E l’ossessione inizia a riversarsi nella realtà, fatalmente, mentre l’autunno romano avvolge le cose nella sua luce struggente e diafana. Luca Ricci, dopo aver incantato critica e lettori con i suoi racconti, esordisce nel romanzo con un sillabario contemporaneo del sentimento amoroso e delle manie di oggi, un ritratto spietato degli uomini e delle loro passioni.

 

Chi è LUCA RICCI

Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, Premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018, in corso di traduzione nei principali paesi europei), Trascurate Milano (2018) e Gli estivi (2020). Insegna scrittura per Scuola Holden, Belleville, Scuola del Libro e Scuola Fenysia.

 

DETTAGLI

Autore: Luca Ricci

Editore: La nave di Teseo

Titolo: Gli autunnali

Collana: Oceani

Data uscita: 22 Febbraio 2018

Formato: rilegato

Pagine: 224

Prezzo: € 12,00

EAN: 9788893444835