IL MAGO DI OZ Sébastien Perez Benjamin Lacombe

I cinque compagni ebbero una lunga discussione e giunsero alla conclusione che la vita di una persona, per quanto meschina, valeva più di un cuore, di un cervello del ritorno a casa, o del coraggio.

9788817141529_0_0_626_75.jpgNell’ambito della letteratura per ragazzi, un genere tra i più diffusi e di maggiore successo è il romanzo fantastico, animato da storie ambientate in luoghi immaginari e popolato da personaggi dotati di poteri superiori, magici, le cui influenze provengono direttamente dalla tradizione fiabesca popolare.

Basti pensare al best seller americano Il meraviglioso mago di Oz (1900) di L. Frank Baum, che sembra fondere insieme elementi fantastici e valori universali, in modo indistricabile, dove la fantasia diviene uno strumento asservito allo stesso concetto di valore.

Pochi giorni fa, su internet mi sono imbattuta in una serie di tavole del giovane illustratore francese Benjamin Lacombe, che con lo scrittore Sébastien Perez hanno realizzato una versione de Il mago di Oz, edito da Rizzoli, attinente al classico, ma per certi aspetti del tutto nuova. Il libro è in una nuovissima veste grafica, rivoluzionaria direi, e adesso vi spiego in cosa consiste questa rivoluzione.

Premetto che non sono mai stata una fan de Il meraviglioso mago di Oz, neanche nella sua trasposizione cinematografica, eppure nel momento in cui ho avuto modo di visionare il libro di Sébastien Perez e Benjamin Lacombe, nella sua nuova stesura, non ho resistito, ho voluto acquistarlo.

La novità si presenta evidente sin dalle prime pagine, dove il protagonista principale sembra essere lo spaventapasseri, il perno che dà impulso all’intero romanzo, tutto il racconto ruota attorno a lui; inoltre viene maggiormente accentuato il legame dei personaggi, la cui unione, come sempre, fa la forza. Il racconto comincia nel momento in cui lo spaventapasseri prende vita, dopo essere stato assemblato, poco per volta, in un campo di grano, notata una ragazzina, Dorothy, coglie l’occasione per chiedere aiuto, facendosi liberare dal palo dove è stato posto dai Munchkin.

I protagonisti sono quelli di sempre, ognuno alla ricerca di qualcosa: Dorothy, con il suo cagnolino Toto, desidera ritornare nel Kansas, dagli zii, lo spaventapasseri desidera un cervello, l’uomo di latta un cuore e il leone il coraggio. Così, in un viaggio rocambolesco, dovranno percorrere il sentiero di mattoni gialli, che li condurrà alla Città di Smeraldo, dove regna il mago di Oz, l’unico in grado di dare loro ciò che più desiderano. Non mancano le quattro streghe, due buone quella del Nord e del Sud e le cattive, Est e Ovest.

Sulle prime lo spaventapasseri si sentì un idiota, e quel pensiero lo ferì. Ma poi si ripromise di osservare meglio per imparare le cose un po’ alla volta. Dopotutto, aveva soltanto tre giorni di vita.

Alla base del racconto, il concetto di diversità, mostrato in tutta la sua bellezza, che si fa accettazione dell’altro, al di là del luogo di provenienza, del colore della pelle, della lingua, del credo. L’uomo di latta sembra rappresentare un personaggio riconducibile alla disabilità, il quale ha bisogno di costanti interventi di oliatura, da parte dei suoi compagni di viaggio, per poter proseguire il cammino, senza la quale rimarrebbe paralizzato. E tutti si prodigano, avvicendandosi, in questo compito…

“Ma voi chi siete? Siete diversi dai bipedi che ho visto finora.”

Dalla reinterpretazione del libro di Baum si ricava sempre qualcosa di diverso, a seconda dell’artista che la reinterpreta e a prescindere dalla chiave di lettura, sia essa letterale, moderna, tradizionale e del mezzo di comunicazione attraverso cui si decide di veicolarla: libro, fumetto, teatro, televisione e cinema. Ogni sua versione mette in evidenza aspetti differenti, in un’alternanza di luci e ombre, perché sono molteplici gli insegnamenti contenuti in esso, così come sono infinite le varianti interpretative che del racconto se ne sono volute dare nel tempo. E la poetica elaborazione operata da Sébastien Perez aggiunge profondità ai personaggi, rendendoli tutti più umani.

Probabilmente, Il meraviglioso Mago di Oz riassume in sé le molteplici sfaccettature della personalità di Baum, di cui vi parlerò in un articolo successivo.

Tuttavia una cosa è certa, ciò che rende prezioso il volume della Rizzoli sono le tavole di Benjamin Lacombe, le sue illustrazioni sembrano possedere la soffice consistenza delle visioni oniriche e al contempo la forza interpretativa della realtà: le linee morbide assecondano la brillantezza dei colori caldi, rendendo il tutto molto realistico. Il colore predominante è il verde, per il quale sembra sia stato incaricato Pantone di brevettarne una versione più brillante e iridescente.

Entrambi gli autori, pur operando su piani differenti, hanno trasformato un racconto di notevole pregio, in un capolavoro, conferendo nuovo slancio e offrendolo al lettore in una variante moderna, pur mantenendo l’intento originario.

“Ho sentito parlare di quel potente mago. Credi che potrebbe darmi un cuore?” chiese l’uomo di latta.

A Sébastien Perez il merito di una maggiore profondità, in una nuova chiave di lettura e con il raggiungimento di un obiettivo finale, che permette al giovane lettore di acquisire un bagaglio di valori oggi più che mai valido, fatto di accettazione dell’altro e riscoperta di sé.

In Benjamin Lacombe è evidente l’utilizzo di elementi tipici dell’Art Nouveau, che permettono di accentuare, nella bellezza delle immagini, le atmosfere rarefatte e retrò, dando così al racconto intensità e slancio.

Il mago di Oz, edito da Rizzoli, fa parte di una collana presentata e diretta da Benjamin Lacombe, dove i grandi classici di ieri, vengono rivisitati in una veste moderna, creando un legame tra le immagini del giovane illustratore francese e i testi dei grandi maestri del passato, riuscendo a coinvolgere lettori appartenenti a fasce di età differenti. Per comprendere quanto detto finora basterà acquistare questo prezioso libro, lasciandosi trasportare dal rapimento di un racconto fantastico senza tempo.

“Ѐ il grande problema della mia vita” rispose il leone a testa bassa e con la criniera arruffata. “Sono nato privo di coraggio.”

 

Chi sono SÉBASTIEN PEREZ e BENJAMIN LACOMBE

Sébastien Perez nasce illustratore, ma presto si dedica alla scrittura, che scopre essere la sua vera passione, nonché efficace terapia per le proprie paure infantili. Nei suoi testi mescola abilmente storia e finzione, umorismo e cinismo, realismo e fantastico.

Benjamin Lacombe è uno dei principali esponenti della nuova illustrazione francese. Il suo universo creativi è di straordinaria ricchezza e spazia dalla realizzazione di disegni a carboncino, volumi illustrati, libri digitali, alla creazione di manifesti, scenografie e motivi per oggetti e tessuti.

 

DETTAGLI

Autori: Sébastien Perez e Benjamin Lacombe

Titolo: Il mago di Oz

Editore: Rizzoli

Data uscita: 1 Ottobre 2019

Formato: rilegato, illustrato

Traduttore: Giulio Lupieri

Listino: € 25,00

Pagine: 120

EAN: 9788817141529

CREATURE FANTASTICHE DI SICILIA Rosario Battiato Chiara Nott

creature

Ci sono libri che ti scelgono, che ti chiamano, è il libro che cerca di attirare la tua attenzione, puoi ignorarlo, ma troverà il modo di raggiungerti comunque, a me è capitato tantissime volte e sono certa che capiti a chiunque ami profondamente i libri e quindi la lettura.

Riguardo a ciò, durante una delle mie visite in libreria, mentre mi trovavo alla cassa e stavo per pagare i miei acquisti, sul bancone scorgo un libretto: Creature fantastiche di Sicilia… è stato un attimo, d’impulso, senza neppure poterlo aprire dato che era incellofanato, decido di acquistarlo.

Ho letto tantissimo in merito a questo argomento, eppure sulle creature fantastiche tipiche di Sicilia non avevo molti dati.

Il libro in questione è stato scritto da Rosario Battiato (giornalista catanese) e illustrato dal raffinato tratto di Chiara Nott (illustratrice catanese): 168 pagine di pura suggestione, che si fanno leggere tutte d’un fiato.

Le creature descritte da Rosario Battiato popolano esclusivamente la notte siciliana, quindi sono creature notturne, dietro alle quali fanno da supporto narrativo spunti e citazioni di autori siciliani e non, tra cui ricordiamo Giuseppe Pitrè, Gesualdo Bufalino, Ugo Antonio Amico, Santo Calì, ed ancora Maria Savi Lopez, ecc…

La costruzione del progetto delle Creature muove da un approccio narrativo, basato sugli spunti forniti dagli autori popolari più o meno noti, e mira alla creazione di un mondo nuovo che, soltanto nelle fondamenta, si nutre delle vecchie storie siciliane.

E attraverso una suddivisione quadripartitica dell’opera vengono catalogate le varie creature suddivise  in anime, creature, diavoli e donne mostruose, a ognuna di esse fa capo la descrizione specifica della creatura di appartenenza. Ogni racconto è accompagnato da un’illustrazione di Chiara Nott,  la cui mente creativa, sostenuta da un tratto delicato e armonioso, traccia l’essenza dell’essere citato, trasformando la parola in immagine; le atmosfere fortemente gotiche e surreali che ne derivano riportano alla mente i racconti cinematografici di Tim Burton.

E sono proprio queste atmosfere ad attingere dalla superstizione isolana, ricordandomi alcune storie facenti parte della mia infanzia, come a esempio la marabbecca, la strega delle cisterne, riaffiora dai miei ricordi di bambina, quando in campagna dai miei nonni, per evitare che mi sporgersi dal pozzo, mi raccontavano della vecchia marabbecca, che aspettava solo questo per trascinarmi sul fondo.

Non c’è pozzo nero senza marabbecca e non c’è chiesa sconsacrata senza “missa scurdata”, perché la Sicilia occulta e nascosta può sempre dormire, ma non muore mai.

Sicilia non è solo storia, profumo di zagara, mare, pietra lavica e stupendi tramonti, Sicilia è anche un mondo enigmatico, occulto, intriso di credenze, che si manifesta solo all’occhio vigile che sa scrutare nella notte più buia, quando si popola di creature misteriose, ripescate dalla storia e dal folklore siciliano, dove la suggestione riporta in vita tutti quegli esseri, sepolti nella memoria popolare e come ci dimostrano Rosario Battiato e Chiara Nott, mai dimenticati.

Il libro contiene, in uno dei risvolti di copertina, la mappa della Sicilia disegnata da Chiara Nott con indicati i luoghi in cui sono segnalati gli avvistamenti delle creature fantastiche sull’isola.

C’è un’altra Sicilia che trasuda indifferenza e distacco. È la bella di notte: sotterranea, enigmatica, timida, scostante.

 

QUARTA DI COPERTINA

Creature fantastiche si Sicilia recupera dagli abissi della memoria popolare le creature, rigorosamente notturne, più strane e tipiche dell’isola con l’intento di far affiorare l’eco oscura e suggestiva di un tempo lontano ancora vivo nelle storie e nel folklore siciliano. Scopriremo così, sotto forma di brevi storie illustrate, la vita e le vicende di anime condannate, donne mostruose come la Bellina, folletti, diavoli di varia stirpe, fate, streghe, sirene e di altri abitanti della “Sicilia dell’eterna notte”.

Il libro è arricchito dalla prefazione di Nicola Lo Bianco e dalla postfazione di Daniele Barbieri.

Chi sono Rosario Battiato e Chiara Nott?

ROSARIO BATTIATO giornalista, scrive per il «Quotidiano di Sicilia» ed è direttore responsabile del magazine «Move in Sicily». Ha scritto per il «Corriere del Mezzogiorno» e altre testate regionali. Dopo aver completato gli studi accademici in Storia contemporanea, con una tesi su Philip K. Dick, ha alternato la passione per la letteratura di genere con l’analisi e lo studio del settore editoriale.
Ha curato una rubrica dedicata ai mostri nella letteratura e nel cinema dell’orrore per horror.it e suoi racconti sono apparsi sulla rivista «Parallaxis», sul blog di Daniele Barbieri (labottegadelbarbieri.org), e all’interno del volume di narrativa weird Strane visioni delle Edizioni Hypnos. Continua a fare il giornalista, ma sogna dischi volanti ricavati dai cerchioni e mostri con la coppola. Per il Palindromo ha pubblicato, con i disegni di Chiara Nott, Creature fantastiche di Sicilia.

CHIARA NOTT si diploma presso il vecchio Istituto d’arte di Catania e in seguito l’Accademia di Belle Arti; ha scritto una tesi sperimentale sulla Fototerapia, studiando i benefici della fotografia applicata alla psicologia clinica.
Nel corso degli anni ha partecipato a diversi workshop su reportage e camera oscura, il più significativo nel 2007 con Enzo Cei: La via dritta, frammenti visivi. Ha fatto parte della scena fotografica catanese che l’ha vista protagonista in diverse esposizioni, sia collettive che personali. Poi, in seguito a un incidente nel 2011, e dopo un periodo di riflessione, decide di tornare alle sue origini, al disegno.
Nel corso degli ultimi anni si è dedicata alla realizzazione di una raccolta di 110 illustrazioni che raccontano la sua Sicilia, e gli uomini che l’hanno animata, da diverse angolazioni. Il progetto delle Creature fantastiche di Sicilia è una naturale prosecuzione di questo percorso di ricerca che, accompagnato dai testi di Rosario Battiato, ha preso forma in un libro de il Palindromo.

DETTAGLI

Collana: Kalispéra
Data di pubblicazione: marzo 2018

Pagine: 168
Formato: 11,5 x 16,5 cm, brossura
ISBN: 978-88-98447-42-8
prezzo: 12,00 €