Quattro chiacchiere con MOONY WITCHER

Da quando ho inaugurato su Into The Read la sezione Kid’s Republic, dedicata ai giovani lettori, un dubbio comincia a farsi spazio nella mia mente: è crisi tra i giovani e la lettura?

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Il mio parametro sono i miei figli, quindi sabato mattina passeggiando con Carlotta in libreria, alla domanda lei mi ha risposto: “Mamma, lo vuoi capire, alla mia età non leggono”. Carlotta ha sedici anni e tra i miei due figli sicuramente è quella che ha sempre tentato un approccio un po’ più spontaneo con la lettura. Dal canto mio, ho sempre pensato che avendo in casa libri in ogni dove, con un buon esempio e per un naturale processo di identificazione i miei figli poteva non leggere…??? POTEVANO…!!! Sempre con il cellulare a portata di mano… 

E poi è arrivata la conferma, Mario, il più grande dei miei figli da quando ha deciso di accantonare i social quasi definitivamente, ha trasformato la lettura in un piacevole imperativo.

Per cui è probabile che le tecnologie moderne, con tutte le distrazioni che può fornire internet, rappresentino delle divagazioni tali da essere un valido motivo di rottura tra i giovani e la lettura.

Kid’s Republic è stata inaugurata il mese scorso, con la recensione Il lungo viaggio di Garry Hop dell’autrice Moony Witcher, i cui fantasy sono rivolti a una fascia di età che va dagli 8 ai 13 anni. il lungo

Certamente, Moony Witcher, nome d’arte di Roberta Rizzo, è un’autrice che non ha bisogno di presentazioni, basterà fare solo un piccolo ripasso: classe 1957, è nata a Venezia, dopo la laurea in filosofia ha cominciato a frequentare le redazioni dei giornali e da giornalista professionista si è dedicata alla cronaca nera.

Ma nel 2002 con lo pseudonimo di Moony Witcher, pubblica il suo primo romanzo fantasy, Nina, la bambina della sesta luna; sono trascorsi da allora sedici anni ed è sicuramente il più famoso dei suoi racconti, una saga tradotta in 34 Paesi.

Nel 2006 è la volta di un altro suo fortunato personaggio Geno, che dà vita a un’altra serie di racconti fantasy, per giungere al 2007 con La magica avventura di Gatto Fantasio e nel 2009 Morga, la maga del vento. Tutte saghe fantastiche, che hanno coinvolto giovani lettori italiani e stranieri.

Dal 21 marzo scorso, Moony Witcher è in libreria con Il lungo viaggio di Garry Hop, un’avventura sempre a tema fantastico, ma molto attuale, che ho recensito nel mese di ottobre.

Leggendo i suoi libri si comprende subito come quest’autrice riesca non solo a coinvolgere, divertendo con la sua straordinaria creatività, ma impreziosisce il testo con tutti quei valori che ogni giovane lettore dovrebbe far propri. nina

In questo periodo è nel pieno di una fase creativa, sta lavorando a un nuovo fantasy, di cui ci anticipa nel corso dell’intervista, si è resa comunque disponibile, concedendo a Into The Read quest’intervista, così le abbiamo posto una serie di domande inerenti l’attività di scrittrice e l’ingerenza che hanno le nuove tecnologie sui ragazzi.

Ed ecco cosa ci ha risposto…

Ho letto che i tuoi studi filosofici hanno inciso sulla scintilla fantastica, che sta alla base della tua creatività. Com’è avvenuto il passaggio dalla giornalista di cronaca nera, alla scrittrice di libri per ragazzi? 

Il passaggio è avvenuto per amore. Grazie all’ingresso di due bambini nella mia vita, avvenuto nel 2000, decisi di scrivere una storia per loro. Proprio la classica storia da raccontare prima di fare la nanna. Nina, la bambina della Sesta Luna, è nata così. L’intera saga è frutto di una grande passione per la filosofia unita alla felicità di dare ai bambini, a tutti i bambini, un’avventura da vivere nel mondo dell’immaginazione. Devo però precisare che Nina era già un personaggio che albergava nel mio cuore fin da piccola. Era l’amica immaginaria che avevo creato per sentirmi meno sola. Crescendo e diventando adulta dimenticai Nina…ma con l’arrivo di due bambini è rinata. Ed ora è amata da tantissimi miei lettori.

genoJ.K. Rowling, attribuisce ai suoi personaggi nomi che spesso ne identificano il modo di essere. Come avviene in te la scelta dei nomi e quanta importanza hanno nella definizione dei tuoi personaggi? I nomi, tutti i nomi di persone e oggetti, sono frutto di fantasia. Una fantasia che si avvale sempre di studi, ricerche e intuizioni.

I giovani sembrano avere scarsa concentrazione, almeno questo è quello che è emerso da uno studio condotto in Canada dall’University of Western Ontario’s Brain & Mind Institute. Internet, con i social, quindi l’uso massiccio di smartphone e tablet che tipo di incidenza hanno avuto sui giovani? 

Senza demonizzare i social, l’uso degli smartphone e tablet, penso che la velocità richiesta per risposte o post non sia una conquista. Anzi. La velocità non rispetta la riflessione. La velocità impedisce la critica costruttiva. Sono preoccupata perché il tempo è vissuto come grande nemico da sconfiggere. Senza pensare che ogni comportamento, gesto, scritto, azione abbisognano di tempo. Cosa significa fare tutto in modo veloce? Cosa significa scrivere alla velocità della luce senza chiedersi perché o fermarsi a pensare? Tutto viene consumato subito: amicizie, amori, sentimenti. Se le parole hanno un senso, direi che si sta perdendo il loro potere di comunicare. Così come si stanno perdendo valori nei sentimenti e nelle espressioni. Le lacrime o i sorrisi hanno bisogno di rispetto non si possono gettare al vento come fossero nulla. Insomma, che senso ha digitare messaggi a raffica? Che bisogno c’è di bruciare il tempo? Cosa c’è di urgente da fare dopo…e dopo ancora? Confido nei giovani, anche se li vedo spesso persi. Ma non si può generalizzare, la speranza è che l’umanità ritrovi il senso della convivenza civile e non solo nei social.

Eppure sappiamo che i libri aiutano a pensare e quindi a immaginare. Una generazione che non sa fantasticare, che uomini e donne del domani saranno?

L’immaginazione non potrà mai sparire dalla mente degli umani. Fa parte di noi. La lettura aiuta moltissimo e prego perché l’abbandono dei libri sia bloccato. Leggere è una passione, è un divertimento. È vivere tante vite. Ma devo anche dire che spessissimo la scuola, di ogni grado, non aiuta molto ad amare la lettura. Sono contraria ad imporre testi ai ragazzi. La lettura può essere consigliata ma non imposta. Sarebbe auspicabile che i ragazzi decidano cosa voler leggere, magari facendo un giro in libreria. fantasio.jpg

Senso dell’amicizia, rispetto per la diversità, amore per la pace e coraggio trovano spazio nei tuoi libri, tutti elementi che in parte si dovrebbero trasmettere ai figli con il bagaglio educativo e anche formativo. Eppure i più giovani alcune volte ne sembrano privi, perché secondo te? 

Non credo che i più giovani ne siano privi. Penso che non sappiano esprimere cosa provano. Dietro a comportamenti aggressivi o di indifferenza si celano problemi di aggregazione, di solitudine. Quando un libro ti parla di ciò che tu pensi e provi diventa un amico. Un confidente. Uno specchio per guardare la realtà anche attraverso la fantasia e accettarla o cambiarla.  Molti dei miei lettori restano legati ai personaggi e mi ringraziano per averli aiutati a superare momenti bui. E non capita solo con i miei libri…

La velocità e quindi l’immediatezza offerti dalla tecnologia, a cui tutti ci siamo abituati, allontanano sempre più da quel tipo di immedesimazione, concentrazione, ma anche solitudine che richiede per obbligo la lettura. In che modo pensi si possono abituare i più piccoli alla gioia di una buona lettura?

Semplicemente facendo in modo che conoscano le storie che gli scrittori portano alla luce. Veicolando in modo non invasivo il mondo della scrittura. La lettura ne è conseguenza. Almeno lo spero.

La scrittura come si articola nel tuo quotidiano? 

Scrivo circa 10-12 ore al giorno e talvolta anche di più. Scrivo e leggo. Penso e rifletto. Il lavoro di scrittrice è un vero e proprio impegno quotidiano. Ci sono momenti pesanti e giornate luminose e non sempre le idee vanno a buon fine. Amo molto alternare la scrittura con altre attività. Dipingo e cucino. E magari davanti ad un quadro incompleto o a un sugo che bolle mi vengono idee folgoranti per il romanzo che sto scrivendo. Inoltre la musica e il silenzio sono compagni inseparabili. Musica quando ho voglia di calmarmi e silenzio quando desidero ascoltare i miei pensieri.

Il lungo viaggio di Garry Hop avrà un sequel, oppure le sue avventure si sono esaurite con la prima stesura? Puoi anticiparci qualcosa? 

Sì. Garry Hop avrà un seguito. Lo sto scrivendo. Penso che il secondo libro uscirà a fine 2019. La trama non posso svelarla però dico che vi sbalordirà!

La magia è un elemento presente nei fantasy, non possiamo parlare di fantasy senza magia. Perché per i tuoi libri hai scelto l’alchimia? 

morgaL’alchimia è fonte seria di ispirazione. Non è magia ma studio degli elementi della natura secondo interpretazioni filosofiche ed addirittura mistiche. La magia è pur affascinante ma preferisco l’alchimia per la sua base simbolica.

Vuoi parlarci del tuo sito Sesta Luna Servizi Editoriali, un progetto che offre servizi “a tutti coloro che fanno delle parole un solido mestiere”? 

Sesta Luna Servizi Editoriali offre servizi per autori che desiderano far valutare e correggere l’opera. Fare l’editing di un testo non è cosa semplice ma sicuramente fondamentale. Un testo grezzo, seppur scritto decentemente, ha bisogno di una lettura approfondita per nascere come vero libro. Abbiamo molti autori, esordienti e non, che si avvalgono delle nostre competenze. Se alcuni testi sono ritenuti validi vengono poi valutati da una agenzia letteraria che, a sua volta, deciderà se proporli a case editrici. La strada della pubblicazione è irta, bisogna avere molta pazienza e umiltà. Tutti possono scrivere ma non tutti diventano scrittori.  Inoltre non basta aver pubblicato un libro o avere un successo per essere definiti scrittori. Ci sono autori che scompaiono come meteore. Certo, la colpa, se di colpa si può parlare, non è solo dell’autore illuso di toccare il cielo pensando di “avercela fatta” ma anche di certa editoria che divora e non segue chi ha vero talento.

Cosa stai leggendo in questo momento? 

Sto leggendo il secondo volume dei Codici Forster di Leonardo da Vinci. Più che una lettura è un volo fantastico nella mente di un genio senza eguali.

Con il ringraziare Moony Witcher per essersi resa disponibile, vorrei aggiungere a quanto detto che internet non è il male, ma questa è un’epoca in cui il valore assoluto è l’apparire, non l’essere; ogni giorno l’individuo sembra perdere consistenza, assorbendo informazioni ovunque e in ogni momento e acquisendo dati per lo più inutili alla definizione di una identità.

La velocità e l’immediatezza delle informazioni rende passivi, spesso apatici, anche di fronte ai cambiamenti più significativi della vita, si risponde agli impulsi esterni spinti dalla velocità del dire, non del fare, del credere, dell’agire.

La lettura, con tutta la riflessione, concentrazione e compenetrazione che richiede per obbligo, apre la mente e il cuore, permette di costruire un proprio mondo, secondo il personale modo di credere e sentire; leggere ci permette di essere noi stessi, ci rende liberi nelle riflessioni, nei ragionamenti. Leggere preserva il processo mentale, l’immaginazione, permette alla coscienza di coltivare ciò che siamo, no ciò che gli altri vorrebbero che fossimo, leggere ci definisce.

Ecco perché si dovrebbe cominciare a leggere da piccoli, per stimolare proprio quel processo cognitivo che definirà in età adulta: liberi da sovrastrutture mentali, capaci di fantasticare, e magari desiderare e sognare, coltivando una consapevolezza e preservando la mente, elemento fondamentale nella “costruzione” di un individuo senziente, libero da condizionamenti e quindi mentalmente autonomo.

 

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.

– Umberto Eco –

SARA MARENGHI la libraia che ha saputo coniugare libri, tanta fiducia e piccole meraviglie…

Ricordate Sara Marenghi, titolare della Bookbank Libri D’altri Tempi di Piacenza, che la notte lascia fuori dalla libreria un piccolo scaffale, i clienti possono scegliere un libro e lasciare il dovuto sotto la porta? Affascinati dall’iniziativa, abbiamo deciso di intervistare Sara ed ecco cosa ha raccontato a Into The Read. bookb

“Se ben ci pensi la FIDUCIA è la prima cosa che si fiuta in una persona, dopo quella arriva il sorriso, la stretta di mano e tanto altro”.

Se vi dovesse capitare di passare da Piacenza, non potete non recarvi alla Bookbank Libri D’altri Tempi, una piccola libreria in una viuzza del centro storico, distribuita su tre piani, che accoglie libri di ogni genere. Come si può leggere sul sito Bookbankpiacenza.it si interessano alla “compravendita di libri di seconda mano, fuori catalogo, rari e antichi. In negozio si possono acquistare libri di ogni genere, dalla narrativa alla saggistica, dalla storia alla poesia, dalla fantascienza ai libri per ragazzi, libri in lingua (inglese, francese, spagnolo e qualcuno in tedesco) anche di recente pubblicazione, in condizioni ottimali…”.

Alla Bookbank Libri D’altri Tempi il passato è di casa, i libri distribuiti sugli scaffali conservano il profumo e i colori del tempo, attraverso i quali ciò che ci ha preceduto rievoca i suoi trascorsi, suscitando quella particolare malinconia, mista a mistero, detta Vellichor, tipica di un negozio di libri usati, perché questo è un luogo intriso di magia, grazie al cuore e alla mente della sua titolare, Sara Marenghi.

Ma se è vero che “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, come recita un antico detto, alla Bookbank  non è così, infatti durante la bella stagione, tutte le sere alla chiusura viene lasciato fuori dal negozio uno scaffale con dei libri… Questo è il momento in cui avviene la magia, che può nascere solo quando i rapporti umani si fanno autentici, perché sostenuti dalla fiducia e dal rispetto reciproco.

mi fidoE anche se oggigiorno fidarsi è un po’ come compiere un salto nel vuoto, una sorta di scommessa, una donna che decide con la propria attività di concedere agli altri, credendo nel prossimo, senza alcuna riserva, non poteva che suscitare il nostro interesse.

Com’è nato il progetto #MiFidoDiTe, cosa ti ha spinta a fidarti senza alcuna remore degli altri e da quanto tempo lo porti avanti?

#MiFidoDiTe è nato nell’estate del 2015. Stanca dell’ennesimo brutto TG e di quell’aria di diffidenza che serpeggia come vento nei vicoli, con Giovanni, compagno di sogni e di vita, abbiamo deciso di fare qualcosa, anche di molto piccolo, che potesse ritornare a far guardare il nostro prossimo con il sorriso. Se ben ci pensi la FIDUCIA è la prima cosa che si fiuta in una persona, dopo quella arriva il sorriso, la stretta di mano e tanto altro. Così a Giovanni si è accesa una lampadina: uno scaffale di libri, libero da costrizioni e dove la FIDUCIA potesse essere la componente fondamentale.

Ed è nato lo scaffale (costruito da Giovanni con legno di recupero) #MiFidoDiTe! Che poi è anche il titolo di una canzone di Jovanotti, nonché un libro di Massimo Carlotto…

Funziona così: tutte le sere, prima della chiusura della Bookbank, mettiamo fuori dalla porta uno scaffale di libri, diversi per generi e autori. Si possono consultare e se si sceglie di portarne a casa uno, bisogna semplicemente  infilare 1 EURO SOTTO LA PORTA!

In  realtà non è un’idea del tutto originale: in America il giornale si compra così, in alcuni Paesi del Nord acquisti non solo libri e giornali, ma anche viveri… diciamo che è una novità in Italia!

E a tutt’oggi sei mai stata delusa nelle tue aspettative?

La prima sera che ho messo lo scaffale #MiFidoDiTe fuori dalla porta, devo ammettere che non ho dormito bene, e invece SORPRESAAAA, sotto la porta c’erano delle monetine: 3 euro per 3 libri mancanti. E’ stato un po’ come arrivare alla mattina del 25 dicembre e scoprire che Babbo Natale è passato! La mia preoccupazione principale era che i libri venissero rovinati. Ecco mi sarebbe spiaciuto molto di più che non trovare i soldi sotto la porta. E invece i libri NON sono mai stati rovinati, strappati o altro.

Certo qualche furbetto c’è stato, ma fa parte anche del gioco. Poi se ci pensi, che senso ha rubare un libro per così poco? Io ci rimetto il valore economico ma tu, furbetto, ci rimetti in dignità: quanto vale la tua dignità? 1 euro? Pensaci.

Poi ci sono state tante belle storie da raccontare attorno al #MiFidoDiTe… come la ragazza straniera che non aveva spiccioli ed è tornata il giorno dopo, il ragazzo tatuato-borchiato dalla testa ai piedi, con cane appresso, che passa al mattino e mi fa i complimenti (e mi molla 5 euro per 5 libri presi la sera prima)… ed è pure scoccata una scintilla d’amore tra un signore insonne e una signora che fa i turni e che si son trovati lì per caso a curiosare e giorno dopo giorno è diventato un appuntamento fisso… e  per non parlare delle tante manifestazioni di solidarietà. Ecco, questo ci rende felici.

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Da alcuni è stato definito “un esperimento”… con scadenza?

Nato come un esperimento, è diventato un appuntamento fisso. Estivo, però. L’umidità, tipica piacentina, non dà tregua e così, proprio come un vecchio amico, lo scaffale notturno #MiFidoDiTe è meglio metterlo al riparo, pronto a risvegliarsi con la bella stagione. Non ha scadenza, almeno non finché sarò io a gestire Bookbank.

Cosa vuol dire oggi gestire una libreria?

Vuol dire non avere orari, vuol dire avere sempre una lampadina accesa, vuol dire sognare sempre e moltissimo. Perché di libri, soprattutto usati, non ci si campa (almeno non a Piacenza)!

Io vengo dal mondo del teatro e per me la libreria non è un punto di arrivo, ma di partenza. L’idea è quella di creare attorno alla Bookbank un mondo fatto di persone che parlano, che imparano, che guardano, che ridono, che si incontrano. Ed è per questo che organizzo tante attività, laboratori, incontri, mostre d’arte…

Da sempre, per esempio, in Bookbank si incrociano scrittura e arte: piccole e preziose esposizioni si alternano tra gli scaffali carichi di libri, moltiplicando le storie e creando nodi continui con l’illustrazione, la fotografia o i collage, grazie alla preziosa collaborazione di Elisa, curatrice d’arte, che con il progetto “C/Arte, arte in libreria” mi aiuta sempre ad organizzare mostre di alto livello. E da sempre si viene qui anche per imparare, ma soprattutto per sperimentare, per giocare. Laboratori, corsi, incontri in cui si parla di letteratura in inglese (Teatime with Jane – per info clicca qui) o in francese (Un verre de vin avec Jean Paul – per info clicca qui ) davanti a un tavolo carico di dolci o a un buon bicchiere di vino e a chi passa per la libreria arriva l’eco delle risate e non può non sorridere, di riflesso.

Quanta magia c’è in un negozio di libri usati, dove il passato fa da padrone?

Questo dei libri è un mondo così magico che non potrei farne a meno. La bellezza di conoscere le persone e le case dove vado a recuperare i libri, di conoscere le storie che hanno da raccontarti, il profumo della carta, i tesori che ci trovi dentro (lettere, segnalibri, santini, fiori, biglietti del treno, cartoline…) e questo secondo me si trasmette anche a chi ci entra. Qui non trovi l’ultimo libro fresco di stampa, qui devi farti trovare dal libro.

Sara-MarenghiLa Bookbank nasce come libreria, ma non è solo una libreria. È un posto in cui si sta bene. Un posto pieno di storie, parole, intrecci, un rifugio nel cuore della città dove ritrovare un tempo lento, dedicato a se stessi e alle piccole felicità. È per questo che qui non trovi solo libri, ma anche occasioni per scoprire cose nuove, rilassarti o lasciarti trasportare in mondi lontani e bellissimi. Bookbank è piccola, ma è disposta su tre piani e ci sono angoli di lettura quasi intimi.

Qualche tempo fa, poi, alle due B di BookBank ho aggiunto la terza, di Bottega, perché se è bellissimo trovare le storie giuste, che ci tengano per mano, è ancora più bello accompagnarle con sapori e profumi speciali. Insieme a Cecilia della Farmacia di San Polo ho creato le Tisane Letterarie, ispirate alle più famose donne della letteratura classica (per info clicca qui). E poi ho aggiunto bibite, vini, birre artigianali, miele, marmellate, biscotti… perché sono tanti i modi in cui si può gustare un buon libro e volevo che la Bookbank li avesse qui, per tutti i sognatori come me.

Occupandoti anche di libri antichi, ce n’è stato uno che ha raggiunto la Bookbank Libri D’altri Tempi e che non pensavi sarebbe mai stato tra le tue mani?

Ho da poco in libreria un paio di libri molto rari del 1600 circa… dei gioielli! La carta spessa, brunita, i caratteri particolari… Altro libro che mi ha stupita che capitasse proprio a me, è stata la prima edizione originale di A Moveable Feast di Hemingway. Poi nel tempo anche altre prime edizioni italiane: ogni volta per me è una grande emozione.

Cosa stai leggendo in questo periodo?

Di tutto e di più. In questo preciso momento Mostri di Stefano Benni e Le ragazze di Sanfrediano di Vasco Pratolini e Mister Pip di Lloyd Jones. Io al posto del classico comodino ho una piccola libreria, zeppa di libri ancora da leggere!

Per concludere Sara, quali progetti nell’immediato futuro?

Innanzitutto potenziare il progetto “Una libraia tutta per sé” (per info clicca qui) e “Colibrì” (per info clicca qui) e poi sto lavorando a nuovi gadget da fare con i libri, oltre al già affermato “Il giardino nei libri” (per info clicca qui). Vige la ferrea regola del “non si butta via niente” e quindi cerco di riutilizzare i libri in altra maniera: découpage con vecchie pagine di libro per realizzare scatole regalo, creo sacchetti di carta, buste e biglietti particolari… e ho in mente un paio di idee che però non posso ancora svelare, per scaramanzia!

Ah, di sicuro insieme a Sonia della libreria Fahrenheit 451 di Piacenza organizzeremo la seconda edizione del Festival Transumanza Letteraria, Libri e Lettori in Movimento sia a Piacenza che sulle nostre montagne.

Ecco, questa è Sara Marenghi, una donna che ogni giorno con entusiasmo, confidando negli altri, non solo rappresenta ma fa la differenza in un mondo dove non si crede più a niente, in una società che bisogna di incentivi, di esempi positivi.

 

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