GLI ESTIVI Luca Ricci

Gli dissi tutto di te, della rincorsa insensata e bellissima che avevamo preso diverse estati fa, di quanto mi mancassi, della morbosità come ingrediente indispensabile a qualsiasi passione amorosa.

gli estiviGli estivi, disponibile in libreria dal mese di febbraio, è il secondo tassello della quadrilogia delle stagioni di Luca Ricci, edito da La nave di Teseo; i lettori di Into The Read ricorderanno dello stesso autore Gli autunnali, recensito in aprile. Scrittore di grande spessore, ancora una volta ha saputo coinvolgere con una storia scritta all’insegna della crudeltà, dove l’amore si fa nuovamente ossessione, perché “il matrimonio è un atto di fondazione, mentre l’amore è un terremoto.

Con Gli estivi Luca Ricci offre al lettore una storia visionaria, che si consuma sotto il sole cocente di quindici estati, vissute al Circeo, in quel tempo senza tempo che solo il periodo estivo sa offrire. L’anonimo protagonista, oltre a essere la voce narrante, è uno scrittore impegnato nel tentativo di ultimare un romanzo che sembra non voler trovare una fine, al contempo funzionario RAI, è sposato con Ester da trent’anni, prigioniero di un matrimonio che aveva truffato entrambi.

Finché una sera “d’improvviso, a tradimento” una ragazzina di nome Teresa, notata per caso in un ristorante vista mare, qualche tavolo più in là rispetto a quello occupato da lui e dalla moglie, diventa “un desiderio che non avevo espresso, esaudito da una stella che non avevo visto cadere.

Quell’incontro del tutto casuale si fa prima amore e poi ossessione, consumato da un’urgenza che estate dopo estate concede sempre meno, divenendo un appuntamento fisso in cui a prevalere è un esercizio di crudeltà fatto di inganni, tradimenti e ripicche.

L’immagine di te sfocò a poco a poco, inesorabilmente, come qualsiasi immagine ci colpisca ma non abbia il tempo materiale di attecchire.

E sullo sfondo Roma, “il proscenio del mondo”, la Pontina, con le sue code “che accadono” e “Le sere di giugno che sanguinavano e ti dicevano bugie; le sere di luglio, in cui la luce sopravviveva al tramonto ma come svuotata dei colori; le sere d’agosto, camicette d’organza nera con gli astri al posto dei bottoni.

Un romanzo, Gli estivi, in cui non mancano interessanti spunti di riflessione sul mondo dell’editoria, ricordando che la letteratura non dovrebbe mai perdere di vista il “fattore Rimbaud”, cioè ispirarsi a un grido senza passato e senza futuro, cristallizzato nel trauma della giovinezza che non sa raccapezzarsi nella vita.

Elemento di continuità con Gli autunnali è Alberto Gittani, un personaggio che i lettori hanno già incontrato e che durante la narrazione de Gli estivi viene introdotto in un periodo narrativo breve; inoltre troviamo il richiamo a una monografia di John William Waterhouse, autore di un dipinto intitolato Circe offering the cup to Ulysses, dove Teresa agli occhi del protagonista è la Maga Circe, per somiglianza e intenti incantatori.

Quel ritratto era una tua fedele riproduzione e avrei potuto amarlo ogni volta che mi sarebbe parso. Sì, avrei anche potuto amarlo al posto tuo.

Ma se ne Gli autunnali l’amore ossessivo è totalizzante, con Gli estivi l’ossessione non è più la conseguenza di un’amour fou ma viene mitigata da una leggerezza, elemento precipuo di questa particolare stagione, consumata alla luce accecante e spietata dell’attesa, in un gioco crudele di ripicche.

E così con un lessico articolato in un bouquet di parole ben assortite: capzioso, borborigmi, eburnea, tautologia, ribaldo, artatamente, contubernio, Luca Ricci, con grande maestria, racconta ai suoi lettori un’altra stagione, sospesa nel tempo e ritmata in una sequenza di quindici estati, che gli permettono ancora una volta di scandagliare la sfera emotiva con ferocia e lucidità disarmante, in un romanzo che non ha nulla di scontato.

Ecco quindi cos’è la letteratura, un artificio della mente, una sperimentazione linguistica, un’invenzione a sostegno di una tesi esistenzialista, filtrata attraverso una comprensione artistico-letteraria del reale.

Dovresti mollare il romanzo che non riesci a consegnarmi e scriverne uno sull’estate,” mi suggerì Lello. “Magari un ciclo, una quadrilogia delle stagioni.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

È la notte di San Lorenzo quando un uomo nota una ragazzina al tavolo di un ristorante vista mare. Lei gli appare a sorpresa, come “un desiderio che non avevo espresso, esaudito da una stella che non avevo visto cadere”. Eppure quell’incontro fortuito lascia il segno, e tra i due comincia una storia particolare, vissuta sotto l’insegna tarlata della crudeltà, consumata da un’estate all’altra, come un appuntamento fisso. Tutt’intorno, Roma, la Pontina, il Circeo sono luoghi avvolti dalla stessa luce spietata che abbaglia i personaggi, la luce insolente dell’estate che a volte non concede “il margine di un’ombra, una possibilità di fuga rispetto a ciò che si è realmente”. Dopo Gli autunnali, Luca Ricci ci consegna il secondo tassello della quadrilogia delle stagioni in un romanzo visionario ed esatto allo stesso tempo, capace d’indagare l’ossessione d’amore in tutte le sue forme.

Chi è LUCA RICCI

Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, Premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018, in corso di traduzione nei principali paesi europei), Trascurate Milano (2018) e Gli estivi (2020). Insegna scrittura per Scuola Holden, Belleville, Scuola del Libro e Scuola Fenysia.

 

DETTAGLI

Autore: Luca Ricci

Titolo: Gli estivi

Editore: La nave di Teseo

Collana: Oceani

Data uscita: 27 febbraio 2020

Pagine: 229

Formato: brossura

Prezzo: € 18,00

EAN: 9788834602058

 

 

GLI AUTUNNALI Luca Ricci

Ricordarsi che il processo è essenzialmente studio dell’uomo; non dimenticarsi mai che tutte le nostre simmetrie sistematiche, tutte le nostre elegantiae juris, diventano schemi illusori se non ci avvediamo che al di sotto di essi di vero e di vivo non ci sono che gli uomini, colle loro luci e loro ombre, con le loro virtù e le loro aberrazioni.

IMG_20200530_162142.pngCosa accade quando, scavalcando la soglia del razionale, permettiamo al passato di confondersi con il presente, mescolando illusioni e sentimenti?

Il protagonista de Gli autunnali di Luca Ricci è un uomo senza nome, immerso in un matrimonio claustrofobico e noioso: “Non c’era scampo, non c’era salvezza” si sentiva come se vivesse “in scatole contenute in altre scatole, come in un quadro di Escher, come in una matrioska infinita…”.

Sino a quando, in una Roma d’inizio autunno, il protagonista, sfogliando un libro usato trovato in un mercatino rionale, rimane folgorato da una stampa di Jeanne Hébuterne, compagna dell’artista Amedeo Modigliani. Ed è così che Jeanne diviene l’unico elemento in grado di destabilizzare la crescente monotonia, per risolversi in un’ossessione.

L’amore folle, in cui si perde il protagonista, trova la sua ragion d’essere nel momento in cui la moglie Sandra non decide d’invitare a cena la cugina Gemma, che sembra somigliare in modo straordinario a Jeanne, in un autunno “in cui ognuno poteva essere come gli pareva, assumere la forma che preferiva.” L’irrazionale sovverte ogni logica, spingendolo a credere che Jeanne ricambi i suoi sentimenti attraverso Gemma, sua incarnazione vivente. Non gli rimane altro da fare che pianificare l’adulterio. Perché “Jeanne era la misura di tutte le cose, era il pensiero che conteneva tutti gli altri…”

Gli autunnali, edito da La nave di Teseo, è disponibile in tutte le librerie dal 22 febbraio 2018, un romanzo intenso e tormentato, candidato al Premio Strega 2018, che ha preso spunto da altri racconti di Luca Ricci, come lui stesso sottolinea nella nota conclusiva al romanzo.

Con Gli autunnali l’autore offre al lettore un’accurata indagine psicologica di ciò che rimane di un matrimonio, consumato nell’assoluta indifferenza, nel momento in cui ci si lascia coinvolgere da un amore portato alle estreme conseguenze. Dietro ogni parola del protagonista si celano i segreti del suo inconscio e di quella continua lotta contro i desideri a lungo repressi, che nella prostituta Kainene trovano un loro brutale sfogo.

Avevo sfogato un istinto, soddisfatto un bisogno, per darmi ancora di più a Gemma. Più precisamente quel vicolo aveva ristabilito un equilibrio nella mia vita, perfino un’armonia.  

Amedeo Modigliani è stato un pittore e uno scultore espressionista, ma l’intera struttura narrativa del romanzo sembra richiamare alcuni aspetti di questa corrente artistica e letteraria dei primi del Novecento e che ne Gli autunnali trova la sua massima espressione nell’esasperazione del lato emotivo della realtà a sacrificio di quello immediatamente percettibile.

Una Roma autunnale, decadente, diviene lo sfondo su cui costruire il rapporto uomo–natura, in una trasposizione per cui l’autunno è la stagione dei temperamenti inquieti, “una primavera tetra, una lunga agonia delle cose, compresi noi, l’esercitazione annuale (la prova generale?) in vista del trapasso.”

Se l’autunno era il culto, il parco era il tempio, la panchina l’altare, il cappotto la tonaca, le foglie l’incenso, il bacio l’ostia e Jeanne la sacerdotessa.

E dato che l’espressionismo ha un carattere metropolitano, si sofferma sull’aspetto estetico della metropoli, spazio in cui l’uomo moderno subisce il massimo dello stress causato dalle veloci trasformazioni sociali, Roma diviene lo spazio entro cui il protagonista si dilunga in passeggiate con l’amico Gittani, una Roma velata dai ricordi del passato e sempre in continuo mutamento.

Il chiostro Bramante era stato la fine di una storia d’amore; piazza Farnese un campo di calcio coi giacchetti al posto dei pali; il Pantheon il furto del portafoglio (con dentro la patente presa da un mese); la fontana dei Quattro Fiumi una cazzottata per futili motivi.

Anche il linguaggio del protagonista serve a mettere in risalto la sua distorta realtà emotiva, dentro cui trovano un apparente rifugio sentimenti e frustrazioni, a espressione di quell’istintivo moto di ribellione, che porrà fine al racconto con il sopraggiungere dell’inverno, a dissipazione del suo mondo.

L’amore non c’è, non esiste. Ci s’incapriccia di perfetti sconosciuti e si combinano un sacco di cazzate, perché fare cazzate ci mantiene allegri, ci fa sentire vivi. Sempre ci s’innamora e mai si ama.

L’amore con Luca Ricci si fa totalizzante, ossessivo e in quanto tale irrazionale, Gli autunnali è quindi la storia di un amour fou, un amore folle, scritta con maestria, che tiene con il fiato sospeso fino alle ultime pagine, a conclusione delle quali anche il lettore sarà consumato da quell’unico dubbio, che solo una logica distorta riesce a insinuare.

“E allora che c’è?”

“Non c’è niente”, dissi. “Sono un uomo autunnale.”

“Questa è bella! Potrebbe essere il titolo di un romanzo: Gli autunnali.”

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Un uomo, al rientro dalle vacanze d’agosto, è prigioniero del suo stanco rapporto matrimoniale. La moglie Sandra è ancora bella, ma lui non riesce più a provare desiderio per lei. Durante una passeggiata solitaria in un mercatino di Roma, l’uomo viene attratto da un vecchio volume sugli artisti di Montmartre, e rimane stregato dall’immagine di Jeanne Hébuterne, la compagna di Amedeo Modigliani. Scocca un particolare colpo di fulmine e Jeanne diventa per il narratore un’ossessione. L’uomo strappa la foto, la piega con cura e inizia a portarla sempre con sé, nella propria tasca. Tutto sembra avvenire soltanto nella sua mente, almeno fin quando sua moglie Sandra non invita a cena una vecchia cugina, Gemma, che all’uomo appare identica in tutto e per tutto a Jeanne. E l’ossessione inizia a riversarsi nella realtà, fatalmente, mentre l’autunno romano avvolge le cose nella sua luce struggente e diafana. Luca Ricci, dopo aver incantato critica e lettori con i suoi racconti, esordisce nel romanzo con un sillabario contemporaneo del sentimento amoroso e delle manie di oggi, un ritratto spietato degli uomini e delle loro passioni.

 

Chi è LUCA RICCI

Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, Premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018, in corso di traduzione nei principali paesi europei), Trascurate Milano (2018) e Gli estivi (2020). Insegna scrittura per Scuola Holden, Belleville, Scuola del Libro e Scuola Fenysia.

 

DETTAGLI

Autore: Luca Ricci

Editore: La nave di Teseo

Titolo: Gli autunnali

Collana: Oceani

Data uscita: 22 Febbraio 2018

Formato: rilegato

Pagine: 224

Prezzo: € 12,00

EAN: 9788893444835

 

KARAJAN. RITRATTO INEDITO DI UN MITO DELLA MUSICA Leone Magiera

Karajan non era soltanto il “mito” che veniva ritratto dalle riviste di tutto il mondo in pose divistiche al pari delle più celebri star di Hollywood; era anche un uomo sensibile e gentile, severo e imperioso all’occorrenza, ma con un profondo senso di umanità e di giustizia.

magieraChi non ha sentito parlare di Herbert von Karajan, uno tra i più grandi direttori d’orchestra del Novecento? Per chi serbasse questa mancanza o per chi volesse approfondire la figura di questo colosso della musica mondiale, dallo scorso 13 febbraio è disponibile in tutte le librerie il ritratto del suo mito, raccontato in una visione del tutto inedita da Leone Magiera, suo amico e collaboratore. Karajan. Ritratto inedito di un mito della musica, edito da La nave di Teseo, nasce dalla necessità del suo autore di parlare, oltre che del grande Maestro, dell’uomo, in quanto come egli stesso afferma:

Nel corso degli anni, ho letto racconti e giudizi sull’uomo e sul direttore che non sempre corrispondono ai miei ricordi, per cui, a trent’anni dalla morte, ho deciso di parlarne.

Appassionato di scrittura, lo stile di Magiera è scorrevole e accompagna il lettore nei suoi ricordi di vita, in un racconto che non deve considerarsi scontato, dato che si snoda attraverso un’analisi del personaggio-Karajan da un punto di vista compositivo e interpretativo.

Oggetto della sua immensa ammirazione, Magiera ha coltivato con Herbert von Karajan un rapporto artistico privilegiato; il Maestro austriaco, che poco si concedeva, lo scelse come collaboratore per numerose produzioni operistiche e come coordinatore dei corsi per cantanti lirici al Festival di Salisburgo.

Nel susseguirsi dei ricordi, il lettore viene accompagnato dall’autore nelle frequentazioni con Karajan fatte di esperienze, confidenze, scambi di opinioni, consigli avvenuti nei grandi teatri di tutto il mondo: Milano, Berlino, Salisburgo, Vienna, Parigi.

Ha visitato Berlino? Non ancora? Vada a vedere quell’obbrobrio che è il Muro. Avrebbe dovuto ammirare questa città prima della guerra. Meglio pensare alla musica: le parlerò di un progetto per il Festival di Salisburgo.

Oltre l’approfondita analisi di quella che è stata la leggendaria tecnica direttoriale di Karajan, di cui Magiera ne confessa “la resistenza opposta dal Maestro alle mie precise domande”, ne vengono fuori aspetti umani fino ad oggi poco noti: il sense of humor, che si rivela anche nell’abilità di travestirsi per sfuggire alle situazioni più difficili o semplicemente per non farsi riconoscere; la sua curiosità per il gossip  e il pettegolezzo, che gli permetteva di stare aggiornato su tutto ciò che accadeva nel mondo musicale internazionale; la sua generosità e l’inaspettata disponibilità.

Quindi, un uomo straordinario, dalle mille sfaccettature, a sostegno di una personalità magnetica, decisa e sicura. I tratti peculiari che trasfigurano Herbert von Karajan “nel vero Dio della musica” sono un raffinato gusto estetizzante del suono, la ricerca di timbri morbidi e vellutati, il culto del fraseggio legato, tutti elementi riconducibili a una sua precipua Weltanschauung.

Era una presenza magnetica che ispirava un misto di sentimenti: rispetto, timore, ammirazione. Notai che non era molto alto, ma si muoveva con grande agilità, e da ogni suo gesto traspariva una forza interiore che ci fece scattare immediatamente tutti in piedi, quasi sull’“attenti”.

Filo conduttore dell’amicizia tra i due direttori d’orchestra, Mirella Freni con cui Leone Magiera cominciò a flirtare in gioventù e che per vent’anni fu sua moglie, sua allieva, nonché la madre di sua figlia, per essere ricordata come uno dei soprani più famosi del secolo scorso.

Mirella Freni è venuta a mancare il 9 febbraio, qualche giorno prima dell’uscita del libro, a cui ha partecipato con la sua prefazione stringata, ma puntuale.

Per la carriera artistica di Mirella Freni, Herbert von Karajan fu fondamentale. Divenuta tra le sue interpreti predilette, l’aveva sentita in qualche occasione, senza palesare la propria presenza, dato che capitava che il Maestro si travestiva per non farsi riconoscere e andava in teatro ad ascoltare; fu così che la scelse per La Bohème. Da lì iniziò la straordinaria carriera della Freni.

Il libro scorre intrecciando ricostruzioni di fatti e volti noti, quali Luciano Pavarotti, Riccardo Muti, John Vickers, Leontyne Price, Raina Kabaivanska e ancora Placido Domingo, Mario Del Monaco, Cecilia Gasdia, Montserrat Caballé, Fiamma Izzo D’Amico, Nicolai Ghiaurov e altri ancora, con altrettanti aneddoti che non rivelerò per evitare di togliere gusto alla lettura, lasciando al lettore il piacere di scoprire.

Dico indescrivibile perché la stecca della Caballé fu tanto sconvolgente da farmi pensare che Andrea Camilleri, il popolarissimo scrittore siciliano, fosse presente alla serata e vi si sia ispirato per scrivere successivamente uno dei suoi romanzi più belli, quel Birraio di Preston di cui consiglio vivamente la lettura agli appassionati di musica lirica.

Karajan diventa quindi un passaggio obbligato per ogni melomane, che alla fine del libro troverà un’appendice con brevi cenni di tecnica direttoriale, utile per chi professionalmente è interessato alla direzione d’orchestra e voglia approfondire i segreti di questa importante figura musicale; in egual modo, si rivelerà un libro interessante e coinvolgente anche per chi, attraverso le parole del suo autore, vuol conoscere i retroscena di un universo, quello lirico, che mette a nudo l’anima di uomini e donne che con tenacia, tecnica, talento e profonda sensibilità artistica l’hanno reso grande agli occhi del mondo; ma soprattutto Karajan mostra i retroscena del sodalizio tra due uomini, capaci di riconosce l’uno nell’altro l’indiscussa immensità artistica.

Ciò che appare chiaro durante la lettura, al di là della personalità straordinaria e unica di Karajan, è il modo in cui un uomo eccezionale viene ricordato da un uomo eccezionale, Leone Magiera, che con competenza e grandissima professionalità ha saputo fissare sulla carta un universo personale e professionale con assoluta modestia e uno stile talmente armonioso da riuscire a far vibrare le corde dell’animo umano.

Non ho mai potuto pensare che un uomo così sensibile, altruista e sempre pronto ad aiutare i giovani di qualsiasi razza e nazionalità, avesse potuto macchiarsi di crimini durante il suo passato nazista, come ebbe a confessarmi Nino Sanzogno, il suo vecchio amico e collega che lo soccorse a Trieste nel dopoguerra.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Leone Magiera ci dà, in questo volume, una visione del tutto inedita di Herbert von Karajan. Amico e collaboratore del Maestro per molti anni, Magiera, oltre ad analizzare in profondità la sua tecnica direttoriale e molte delle più famose interpretazioni, ci racconta, nei suoi incontri con Karajan, della personalità più nascosta e segreta del grande Maestro austriaco. Ne risulta un aspetto umano pressoché sconosciuto, con risvolti mai narrati precedentemente. Il sense of humor di Karajan, che si estrinsecava anche nell’abilità nel travestirsi per sfuggire alle situazioni più difficili e pericolose, ma anche semplicemente per non farsi riconoscere; la sua curiosità, quasi morbosa, che gli permetteva di stare continuamente aggiornato su tutto ciò che accadeva nel mondo musicale internazionale…

Una breve appendice tecnica, utile per chi è interessato professionalmente alla direzione d’orchestra o all’appassionato che voglia scoprire i segreti di questa importante figura musicale, espone in modo semplice ma efficace un pensiero forgiato dall’attività sul campo e dai grandi incontri artistici.

Questi e altri aspetti inediti fanno di questo libro una lettura indispensabile per chi voglia conoscere più compiutamente la personalità di uno dei più grandi direttori d’orchestra di ogni tempo.

 

Chi è LEONE MAGIERA

Leone Magiera, nato a Modena, enfant prodige – già a 12 anni si esibiva come pianista solista – è stato direttore d’orchestra, dirigente teatrale, collaboratore pianistico in recital cameristici di quasi tutti i più celebri cantanti della scena lirica internazionale. Docente di canto al Conservatorio G. B. Martini di Bologna, fra i tanti allievi divenuti celebri, ha avuto Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Ruggero Raimondi e, più recentemente, Carmela Remigio, Fabio Sartori e Mariangela Sicilia. Con Luciano Pavarotti, di cui è stato maestro sin dagli inizi, ha tenuto oltre mille serate teatrali dalla prima Bohème del debutto (1961) all’ultima esibizione per le Olimpiadi invernali del 2006. Vasta la sua discografia per le più importanti edizioni. Da sempre appassionato di scrittura, ha avuto un successo internazionale con il suo Pavarotti visto da vicino, anche nella versione inglese (Pavarotti Up Close).

 

DETTAGLI

Autore: Leone Magiera

Titolo: Karajan. Ritratto inedito di un mito della musica

Editore: La nave di Teseo

Data uscita: 13 febbraio 2020

Pagine: 265

Prezzo: € 18,00

Formato: brossura

EAN: 9788893950602

 

GLI EBOOK GRATUITI DI PAULO COELHO… e non solo

Miei carissimi lettori,

mentre l’isolamento sociale rende sempre più difficile l’accesso ai libri attraverso le librerie, di contro gli editori e gli autori stanno raddoppiando i loro sforzi in modo che i libri possano giungervi sempre più facilmente; uno dei tanti impegni presi in tal senso arriva anche dal più amato romanziere brasiliano, Paulo Coelho, che ha deciso di rendere gratuiti alcuni dei suoi titoli in formato digitale.

Sui social network, gli autori si fanno in quattro per riuscire a mantenere vivo l’interesse dei followers, e se organizzare presentazioni di nuove pubblicazioni è impensabile, capita spesso di notare scorrere, sulle varie homepage social, video in cui gli autori si cimentano in letture di brani tratti da prossimi libri in uscita, così come non è rara la pubblicazione di post contenenti brevi racconti inediti, per intrattenere i seguaci confinati.

E così, la scorsa settimana, scorrendo la mia homepage di Instagram mi sono imbattuta nel seguente post di Paulo Coelho

Sul suo sito web, l’autore rende disponibili molti dei suoi libri in formato EPUB, tra cui è  possibile trovare anche alcuni titoli in italiano, come sottolinea lo stesso autore nei commenti…

Per scaricare un titolo è semplicissimo: cliccate sulla copertina del libro che desiderate leggere; il formato EPUB consente l’accesso su vari supporti: PC, smartphone e tablet.

Inoltre volevo farvi presente che, dopo l’iniziativa #iorestoaleggere, dal 14 marzo l’intero catalogo ebook de La Nave di Teseo, Baldini+Castoldi e La Tartaruga offre uno sconto del 30%; come sottolinea l’ufficio stampa delle editrici su citate, questo vuole essere “Un gesto concreto considerata la chiusura temporanea delle librerie, per venire incontro al desiderio di lettura di tutti nel periodo complesso che stiamo attraversando.

#IoRestoALeggere, sempre a casa. Perché con un libro non si è mai soli.

 

 

image002

 

DITA DI DAMA Chiara Ingrao

Operaia. Era bastata quella parola, a farle crollare il mondo addosso. Operaia: lacrime calde che mi colavano nel collo, il naso gonfio strofinato sulla camicetta, a sbrodolarmi di moccio. Frasi smozzicate, fra un singhiozzo e l’altro, come una bambina piccola: perché quello ha detto…? Ma come fanno a pensare…? E la stenodattilo? L’operaia, Francé. L’operaia!!

IMG_20200530_165102.pngIn occasione del cinquantesimo anniversario delle lotte operaie e sindacali del 1969, per la collana “i Delfini” de La nave di Teseo, è stato ristampato il romanzo di Chiara Ingrao Dita di dama, con postfazione di Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, che pone l’accento sull’importanza storica degli avvenimenti di allora.

Il romanzo, pubblicato per la prima volta nel 2009 da La Tartaruga, è vincitore del Premio Alessandro Tassoni 2010.

Le vicende narrate da Chiara Ingrao sono ispirate alla vita delle ex operaie della Voxson, un’azienda romana operante nel settore dell’elettronica di consumo, in particolare di apparecchi televisivi e radiofonici, che l’autrice ebbe modo di frequentare negli anni Settanta, da giovane sindacalista.

E in questo contesto, nello spaccato dell’Italia operaia, durante gli anni che vanno dal 1969, ai tumulti di Reggio Calabria del 1972, che Chiara Ingrao ambienta la storia di Francesca e Maria, due amiche inseparabili, cresciute insieme nello stesso cortile della periferia romana, a Casal Bertone, fino a quando compiuti i diciotto anni le loro strade subiscono una deviazione forzata: Francesca si iscrive all’Università e, malgrado volesse diventare una veterinaria, assecondando il volere del padre frequenta la facoltà di Giurisprudenza; Maria, invece, per quanto fosse stata una promettente studentesse, viene costretta dalla famiglia a lavorare come operaia in una fabbrica di televisori.

Il rosso è volgare, diceva sempre. E controllava l’effetto sotto la lampada, del luccichio rosato sulle dita sottili. Dita di dama, scherzavo io; ma a lei non piaceva perché “dita di dama” era il nome di certi biscotti, dolciastri e un po’ insipidi – troppo stucchevoli, diceva Maria.

Le dita sottili di Maria, “dita di dama affusolate e veloci”, dita da pianista e perfette per una stenografa, la catapultano in una realtà dove il duro lavoro alla linea di montaggio si mescola a parole prive di significato per chi non sa cosa sia la bolla, i marcatempo, la paletta, la stira. La vita dura della fabbrica cambierà velocemente la protagonista, che da crumira a scioperante, diviene rappresentante della parte più agguerrita delle lavoratrici, per essere eletta delegata FIOM. La presa di coscienza di Maria non è dovuta solo al lavoro in fabbrica, è anche conseguenziale al vissuto personale delle colleghe, tutti personaggi dai tratti caratteriali molto forti: Mammassunta, che si impegna a insegnare il lavoro a Maria, Nina, detta Ninanana, per la quale è “meglio in baracca che donnetta”, ‘Aroscetta perché “rossa di testa e di cuore” e Paolona, che perde due dita della mano in un incidente sul lavoro.

La voce narrante è quella di Francesca, l’amica di sempre, che nei suoi ricordi ripercorre non solo la vita lavorativa di Maria, ma anche quella sentimentale, messa spesso in discussione dal ruolo ricoperto dalla cara amica all’interno della fabbrica, che sembra ostacolare la sua storia d’amore con Peppe, un giovane marcatempo conosciuto sul posto di lavoro.

Sono una delegata, non posso sottrarmi alle mie responsabilità, dichiarava solenne; e continuava a rinviare, come se in queste cose fosse possibile.

Ma Francé è anche la giovane intellettuale, sfiorata dalla contestazione studentesca, che vede Maria sempre più impegnata politicamente, in una direzione democratica e femminista. E sullo sfondo l’Italia che cambia, da Piazza Fontana, alla legge sul divorzio, allo Statuto dei lavoratori.

Avrei fatto qualunque cosa, pur di farle dimenticare le sue angosce. Notte dopo notte, ho tirato giù le stelle a una a una, per tentare inutilmente di strapparle un sorriso: a ogni stella assegnavo un nome, una morfologia, una flora e una fauna. Facevo il verso a Saint-Exupéry, con il suo Piccolo Principe a vagare tra gli asteroidi: inventavo per lei pianeti improbabili, deserti iridati di polvere cosmica e foreste fitte di ginestre giganti, con gialle chiome fiammeggianti a riscaldare i pianeti vicini, mentre nel buio sottostante, nel groviglio dei tronchi, vive un popolo geniale e minuscolo, di esserini fosforescenti che comunicano fra loro con un ammiccare di luminosità, come le lucciole…

All’interno del romanzo, la figura di Maria è il perno attorno al quale ruotano i fatti storici salienti, riportati in vita dai ricordi di Francesca, la cui amicizia si intreccerà anche alla vita lavorativa della protagonista, nel momento in cui verrà coinvolta, prestando assistenza all’ufficio vertenze del sindacato.

Nel corso della narrazione è possibile cogliere una pluralità di registri linguistici, che vanno dal parlato romanesco delle lavoratrici, al linguaggio tecnico della fabbrica e ancora l’eloquenza delle assemblee studentesche e la colloquialità informale dei dialoghi tra Francesca e Maria, nonché il sindacalese. E alla base il ricorso alla memorialistica che con Francesca riporta in essere le vicende legate a Maria, nello specifico e alla Storia, in generale. Inoltre, a dare il titolo ai vari capitoli sono i versi di Dante, estrapolati dall’Inferno, a sostegno probabilmente della dura realtà vissuta dalle donne nella fabbrica, prima di quel tanto anelato “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, titolo del penultimo capitolo, che segna il raggiungimento di tutti gli obiettivi, sia collettivi che personali, all’interno del romanzo.

Dita di dama, nella sua ricostruzione storica, è il risultato di tutte le testimonianze raccolte da Chiara Ingrao, anche se, come specificato dall’autrice nei Ringraziamenti, nessun personaggio riproduce fedelmente la vita di coloro che hanno vissuto la realtà di quegli anni.

Gli anni raccontati dall’autrice sono stati fondamentali per il nostro Paese, così come evidenzia Maurizio Landini nella sua postfazione; nelle fabbriche i lavoratori acquisiscono consapevolezza, si sentono parte di una classe, la classe operaia e l’autrice, intrecciando i sentimenti dei personaggi, alle vicende storiche di quegli anni, ricostruisce la realtà della fabbrica vissuta da tutti coloro che vi lavoravano e da lei stessa, in quanto sindacalista CGIL negli anni Settanta.

Dal 2017, Laura Pozone porta in scena una sua versione teatrale di Dita di dama, offrendo interessanti spunti di riflessione, per una storia che ci invita a guardare indietro, per non dimenticare quei “giorni così, tempi così: allegri e feroci, e più veloci della luce”.

Anche per questa ragione, abbiamo bisogno di non dimenticare la nostra storia, per trovare forza e nutrimento, ricordando i modi in cui cinquant’anni fa siamo stati capaci di <<cambiare il modo di pensare, di lavorare, di vivere>>.

–  Maurizio Landini

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Maria ha 18 anni, nell’autunno del 1969: un seno troppo sfacciato, e dita di dama. È la prima della classe, ma finisce operaia: come ‘Aroscetta, Ninanana, Paolona, Mammassunta… Le loro storie, fra rabbia e risate, nel turbinio dell’Italia che cambia. Il contratto dei metalmeccanici, Piazza Fontana, la legge sul divorzio. Fare la crumira, poi scioperare e diventare delegata: scontrarsi con i genitori, crescere, essere travolta da un amore che sembra impossibile. E l’amicizia: a raccontare la storia è Francesca, l’amica di sempre. Quella che è cresciuta nello stesso palazzone della periferia romana, ma ha potuto studiare. Quella che oggi si guarda indietro, e pensa che ci ha lasciato una parte di sé, in quei “giorni così, tempi così: allegri e feroci, e più veloci della luce”. “Abbiamo bisogno di non dimenticare la nostra storia,” scrive Maurizio Landini nella postfazione in cui riflette sui nessi fra l’autunno caldo e le sfide del presente, “per trovare forza e nutrimento, ricordando i modi in cui cinquant’anni fa siamo stati capaci di ‘cambiare il modo di pensare, di lavorare, di vivere’.”

 

Chi è CHIARA INGRAO

Chiara Ingrao ha lavorato come sindacalista, interprete, parlamentare, programmista radio, consulente su diritti delle donne e diritti umani. Per Baldini+Castoldi ha pubblicato Soltanto una vitaIl resto è silenzio e Migrante per sempre. Ha scritto anche libri per ragazzi, filastrocche e saggi. È sposata con Paolo Franco e ha due figlie, due figliocci e tre nipoti.

 

DETTAGLI

Autore: Chiara Ingrao

Editore: La nave di Teseo

Titolo: Dita di dama

Collana: i Delfini

Pagine: 311

Formato: brossura

Prezzo: € 12,00

EAN: 9788834602102

Postfazione di Maurizio Landini

INTO THE READ SUMMER EDITION… 10 letture per un’estate

Non c’è stagione di lettura migliore dell’estate, le giornate si allungano permettendoci di sfruttarle al meglio.

E non importa se preferite stare sdraiati in spiaggia o parcheggiati di fronte a un condizionatore d’aria, o semplicemente seduti sotto un portico in una casa di montagna, tutto può essere accompagnato da una lettura.

Quindi vi presento la lista di libri che Into The Read ha selezionato per quest’estate.

Voi cosa preferite leggere? Fatemi sapere nei commenti!

 

respiro

Respiro

Chiang Ted

Frassinelli

Prezzo: € 18,50

ISBN: 9788893420563

Pubblicato nel 2019

Pagine: 352

 

L’universo ha avuto origine da un immenso respiro trattenuto. Perché non si sa, ma quale che ne sia stato il motivo, mi fa davvero piacere sia andata così, se sono vivo lo devo infatti a quel fenomeno. Tutti i miei desideri e le mie riflessioni non sono altro che vortici d’aria generati dalla successiva e graduale espirazione dell’universo. E finché questa grande espirazione non avrà termine, i miei pensieri continueranno a vivere.

Nel racconto che dà il nome alla raccolta, il protagonista è uno scienziato che fa una scoperta impossibile sulla propria esistenza. E chiude proprio con un’esortazione che contiene la poetica dell’autore: «Anche se quando mi leggerai, esploratore, io sarò morto da tempo, mi congedo adesso rivolgendoti un invito: contempla la meraviglia che è l’esistenza e rallegrati di poterlo fare. Mi sento in diritto di dirtelo. Mentre scrivo queste parole, infatti, io sto facendo lo stesso.» In questo uso della fantascienza come contenitore dei sentimenti e dei pensieri umani, Chiang è degno erede di Philip K. Dick. Nelle altre otto storie che compongono la raccolta ci sono sempre personaggi fuori dall’ordinario, che sperimentano la vita in dimensioni diverse dalla nostra. Come nel Mercante e il portale dell’alchimista, il racconto che apre la raccolta, in cui un varco temporale costringe un venditore di stoffe nell’antica Baghdad a fare i conti con i propri errori e gli offre il modo di rimediare.

Come in tutte le sue opere, Chiang sfiora la fantascienza immaginando mondi diversi, intelligenze artificiali, forse viaggi nel tempo (sicuramente nella memoria), e in realtà mette sul tavolo temi umanissimi: il valore della vita, l’ineluttabilità, la paura e il dolore della morte, la necessità della memoria, la ricchezza salvifica del sapere, e volere, comunicare.

la perfezione

La perfezione

Raul Montanari

Baldini+Castoldi

Prezzo: € 15,00

ISBN: 9788893881951

Pubblicato nel 2019

Pagine: 124

 

«Lui non aveva paura della morte, non aveva paura di niente.» Lui è Willy l’Olandese, un vecchio killer implacabile. Un gigante silenzioso e in apparenza indifferente a tutto come un dio nordico. Quando arriva nella valle presso il grande lago del Norditalia che ogni anno è la sua meta estiva, in una pensione dove fa da cameriera la bella Adriana, non sa di avere appuntamento con il destino. Il telefono ha squillato in una casa a pochi chilometri da lì e un altro killer, un trentenne sfigurato al volto da un remoto incidente d’auto, ha ricevuto l’incarico di ucciderlo. Tutta la storia si svolge nell’arco di 24 ore, ma la tensione monta capitolo dopo capitolo nell’attesa del momento fatale: lo scontro fra due killer professionisti, due terribili macchine di morte. E tra loro l’inquietudine di Adriana, che senza saperlo ne deciderà le sorti. Tutt’intorno uno scenario affascinante: un piccolo paese rivierasco, le acque buie del grande lago, e una valle profonda, percorsa da un torrente gelido. Un paesaggio che sta per essere contaminato dall’approssimarsi del Male. Con rara potenza, Montanari ci restituisce il clima feroce e geometrico di Durrenmatt e del grande noir americano immergendoli nel contesto della provincia italiana, fino a creare un contrasto sorprendente e irresistibile.

 

concita

Nella Notte

Concita De Gregorio

Feltrinelli

Prezzo: € 16,50

ISBN: 9788807033414

Pubblicato nel 2019

Pagine: 240

 

Nora è una ragazza brillante, appassionata al racconto della realtà e allo studio della politica. La sua tesi di dottorato, Nella notte, è un’indagine sulle ore durante le quali l’elezione a presidente della Repubblica di Onofrio Pegolani, data per certa dagli analisti e dalla maggioranza dei parlamentari, è sfumata senza un apparente perché. È proprio grazie alla qualità della sua tesi che Nora viene convocata dal suo relatore, il professor Atzeni, che le offre un impiego di prestigio in un centro studi di Roma: dovrà raccogliere e archiviare informazioni riservate da vendere al miglior offerente, alimentando un sottobosco di ricatti e giochi di potere.  Nora è pronta a rifiutare la proposta ma in quegli stessi luoghi ritrova Alice, la sua migliore amica degli anni del liceo: bellissima, a tratti cinica, molto abile nelle relazioni. Le due ragazze sono sempre state affascinate dalle reciproche diversità, il loro legame si riscopre intatto dopo anni di lontananza. Negli archivi del centro studi, Nora si imbatte in un fascicolo inaspettato: un capitolo inedito della sua tesi, espunto per volontà del professore e incentrato su un delitto scoperto la stessa notte in cui la carriera di Pegolani si è conclusa e il Partito dei Giusti, del quale era uno degli esponenti più prestigiosi, è caduto in una crisi irreversibile. Che cosa ci fa quel capitolo, in quell’archivio? Perché Atzeni ha deciso di non renderlo pubblico, consegnandolo invece a un organismo specializzato in ricerca di informazioni sensibili? A Nora non resta che tentare di scoprirlo, tornando a indagare. Una doppia indagine: su di sé, sulla vera natura delle relazioni di potere. Muovendosi tra la cronaca politica, descritta nei suoi retroscena con rara minuzia e penetrazione, e il ritratto di due giovani donne, Concita De Gregorio offre al lettore un’autentica anatomia del potere, analizzandone con spietata lucidità e passione antiche e nuove consuetudini: dalla corruzione endemica alla manipolazione sistematica delle informazioni, alle distorsioni alimentate dai nuovi media. Il confine fra verità e menzogna si nasconde e si riflette in un gioco di specchi. Un racconto che muove da trent’anni di conoscenza diretta di un mondo di cui l’autrice rivela gli snodi profondi.

 

notte a

Notte a Caracas

Karina Sainz Borgo

Einaudi Stile Libero Big

Prezzo: € 17,00

ISBN: 9788806241780

Pubblicato nel 2019

Pagine: 136

 

In una terra meravigliosa che prima della recessione era la più ricca del subcontinente americano e che ora è dilaniata dalla corruzione, dalla criminalità e dalla repressione di qualsiasi voce discorde, Adelaida cerca solo di sopravvivere. Ma un giorno, di ritorno a casa, la chiave non gira più nella serratura: il suo appartamento è stato sequestrato. Un commando di militari, in seguito alle sue proteste, le spacca tutti i piatti davanti agli occhi, le strappa i libri, poi la tramortisce con il calcio di un fucile. Quando riprende i sensi, Adelaida si rifugia dalla vicina, Aurora Peralta, la cui porta è miracolosamente aperta, ma la trova stesa a terra, priva di vita. Ormai sola, non le resta che impossessarsi della sua grigia identità, indossarne il guardaroba antiquato, e grazie alla sua cittadinanza spagnola cercare di lasciare il Paese.

 

l'altra

L’altra Grace

Margaret Atwood

Ponte Alle Grazie

Prezzo: € 20,00y

Pubblicato nel 2017

ISBN: 9788868337377

Pagine: 576

 

Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery. Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio. A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell’opinione pubblica – propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice -la protagonista di questo romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan. Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile. Il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale – in quanto povera e in quanto donna – e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l'”altro”.

 

karma

Karma City

Massimo Bisotti

HarperCollins Italia

Prezzo: € 18,00

Pubblicato nel 2019

ISBN: 9788869055072

Pagine: 422

 

Cosa faremmo se ci venisse offerta l’opportunità di cambiare vita, di ripartire da zero? Amanda, Mary Jane, Sarah, Joy, Robin, Yuki, Zac e Sasha hanno tra i venticinque e i quarant’anni e ognuno di loro ha una sua storia particolare. Zac ha una discoteca di successo e gli è appena stata diagnosticata una brutta malattia. Amanda è una milionaria famosa sui social ma sente di aver costruito solo rapporti superficiali. Sasha è un tatuatore che fa anche il ghost writer, soffre per i mancati riconoscimenti e di notte va a disegnare meravigliosi graffi ti sui muri della sua città. Mary Jane è una scrittrice che ha perso l’ispirazione e non riesce a trovare l’amore… Tutti e otto sono accomunati da una cosa: sono insoddisfatti della loro vita. Per questo accettano la proposta, che viene da uno psicologo conosciuto online, di abbandonare la loro esistenza quotidiana e trasferirsi su un’isola bellissima e appartata che possa offrire loro la possibilità di ricominciare. Qui, assieme ad altri giovani, potranno vivere un nuovo inizio in un luogo capace di riportare l’anima in contatto con la sua parte più vera. Passano i mesi, si creano legami, amori, amicizie. Ma qualche tensione comincia a scuotere il gruppo. È possibile che non sia tutto perfetto come sembra? Forse il sogno di un luogo ideale è soltanto un’illusione…

A due anni e mezzo di distanza dal precedente romanzo, Massimo Bisotti torna con un nuovo straordinario libro capace, con il suo stile inconfondibile, di raccontare il mondo di oggi e quanto di unico è nascosto nelle profondità del cuore umano. Bisotti scende negli abissi delle nostre emozioni, e, con Karma City, restituisce ai lettori l’amore, il dolore, la debolezza e la forza degli esseri umani, con una scrittura che in ogni pagina colpisce la mente e il cuore

 

dentro

Dentro soffia il vento

Francesca Diotallevi

Neri Pozza

Prezzo: € 16,00

Pubblicato nel 2016

ISBN: 9788854512368

Pagine: 222

 

In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile. Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche “anima pia” esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino. Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano “pozioni” approntate da una “strega” che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi. Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphael Rosset se n’è andato. Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphael, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia. Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana. Romanzo vincitore della Sezione Giovani del «Premio Neri Pozza – Fondazione Pini – Circolo dei Lettori». «Questa giovane autrice ha un prodigioso senso del racconto». Sandra Petrignani «Una scrittura tersa, misurata, di grande mestiere. Un’opera di sicuro talento». Romana Petri «L’ambientazione così remota, così radicale; la scrittura asciutta ed essenziale, la capacità di creare un’aspettativa, invogliando il lettore ad andare avanti… sono le qualità salienti di questo sorprendente romanzo». Francesco Durante

 

notre

Notre-Dame

Ken Follett

Mondadori

Prezzo: € 9,00

Data Uscita: 2 luglio 2019

ISBN: 9788804719953

Pagine: 84

 

“L’immagine di Notre-Dame in fiamme mi ha stupefatto e sconvolto nel profondo. Un bene di inestimabile valore stava morendo davanti ai nostri occhi. È stato spaventoso come se il suolo avesse cominciato a tremare sotto i nostri piedi”. Così si esprime il grande scrittore all’indomani del tragico incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame la sera del 15 aprile 2019. Nel suo romanzo più famoso, “I pilastri della terra”, Ken Follett aveva descritto minuziosamente il rogo della cattedrale di Kingsbridge, come fosse una premonizione di quanto è accaduto a Parigi. In quel romanzo migliaia di uomini e donne erano giunti da diversi paesi per aiutare a ricostruire la cattedrale. Con questo breve scritto Ken Follett ha deciso di rendere omaggio a Notre-Dame, devolvendo i proventi alla Fondation du Patrimoine, raccontando come si è sentito quando ha assistito a questo disastro, e ripercorre i momenti storici salienti della vita della grande cattedrale che nei secoli ha esercitato una fascinazione universale, dalla sua costruzione durata quasi un secolo, all’influenza che ha avuto sul genio narrativo di Victor Hugo.

 

scrittori

La vita segreta degli scrittori

Guillaume Musso

La nave di Teseo

Prezzo: € 19,00

Pubblicato nel 2019

ISBN: 9788893448819

Pagine: 275

 

Nel 1999, dopo aver pubblicato tre romanzi di culto, il celebre scrittore Nathan Fawles annuncia la sua decisione di smettere di scrivere per ritirarsi a vita privata a Beaumont, un’isola selvaggia e sublime al largo delle coste mediterranee. Autunno 2018. Fawles non rilascia interviste da più di vent’anni, mentre i suoi romanzi continuano ad attirare i lettori. Mathilde Monney, una giovane giornalista svizzera, sbarca sull’isola, decisa a svelare il segreto del celebre scrittore. Lo stesso giorno, viene ritrovato sulla spiaggia il cadavere di una donna e le autorità mettono sotto sequestro l’isola, bloccando ogni partenza e ogni arrivo. Comincia allora un pericoloso faccia a faccia tra Mathilde e Nathan, in cui si scontrano verità occulte e insospettabili menzogne, e si mescolano l’amore e la paura… Un romanzo indimenticabile, un affascinante mistero letterario che si rivela soltanto quando l’autore compie l’ultima mossa del suo piano diabolico. “Un thriller elegante, che è anche un fantastico gioco letterario.” Didier Jacob, The Obs “Un meraviglioso omaggio alla letteratura, un libro che ti fa venire voglia di leggere.” Stanislas Rigot, LCI

 

via

La via dei pianeti minori

Andrew Sean Greer

La nave di Teseo

Prezzo: € 20,00

Pubblicato nel 2019

ISBN: 9788893448680

Pagine: 395

 

Nel 1965 un gruppo di astronomi si ritrova su una piccola isola del Pacifico per assistere al passaggio di una cometa. Ma quando un bambino muore durante la pioggia di meteore, la vita di tutti i presenti, e dei loro affetti, subirà un cambiamento radicale e silenzioso, che si rivelerà pienamente solo molti anni dopo. Denise, carica dei ricordi di un’infanzia molto particolare, combatte per ottenere il rispetto che merita nel suo lavoro; il suo amico Eli, sposato con una donna che adora ma impenetrabile, è sempre più attratto da Denise e dalla sua mente imprevedibile; la giovane Lydia cerca un modo per sfuggire alle ombre inquietanti che si allungano sul gruppo di scienziati. Dall’autore premio Pulitzer 2018, La via dei pianeti minori è una storia intensa che esplora le occasioni colte e quelle sfuggite, un romanzo sui nuovi amori, sui legami perduti e sulla forza invisibile che il tempo esercita sulle nostre vite.

 

Allora non mi rimane altro da fare che augurarvi buone vacanze, ma soprattutto…

…BUONA LETTURA!!!!

 

 

 

WASAN L’ARTE DELLA MATEMATICA GIAPPONESE Toshimitsu Hirano

Nella nostra cultura la parola wasan (giapponese 和算) non trova alcun riscontro, in quanto si tratta di un’antica arte legata alla matematica applicata giapponese, risalente al periodo Edo (1603 – 1868), quando il Giappone si isolò completamente dal resto del mondo. Due secoli dopo, sotto il governo Meiji, iniziò l’occidentalizzazione, con l’introduzione delle scienze matematiche e quindi della matematica europea, ma fino a quel momento fu il wasan a influenzare le discipline scientifiche  giapponesi.

wasan

In Giappone, il wasan ha sempre goduto di un ampio seguito di appassionati grazie alla sua unicità, all’importanza storica e ai vari livelli di difficoltà che rendono alcuni dei problemi semplicemente divertenti e ingegnosi.

I 12 quesiti matematici più antichi del wasan (o matematica giapponese) sono proposti in questo saggio da Toshimitsu Hirano, docente alla Kyoto Women’s University; nel 2008, essendo venuto a conoscenza dei sangaku (che letteralmente significa “tavoletta di calcolo”) del tempio di Yasui Kompiragu a Kyoto, il professore Hirano ha raccolto questo suo studio in Wasan L’arte della matematica Giapponese.

Il principio primo del libro è che vi sono delle creazioni artistiche, tipiche del Giappone, legate anche e non solo ad aspetti della vita quotidiana, che non possono essere realizzate senza l’applicazione del wasan, come a esempio la lanterna tourou, le strisce poetiche tanzaku, le bambole tsuchi-ningyo, sino ad arrivare ad aspetti della vita pratica, quali la preparazione delle torte di riso noshimochi, la disposizione dei crisantemi, ecc. I 12 sangaku riportati in questo saggio sono i più antichi e offrono tutti gli elementi per poter cercare di  sfidarsi risolvendoli, in un percorso che, partendo dal procedimento più complesso, giunge al più semplice, fornendo la chiave di applicazione con soluzione finale.

Un esempio di problema contenuto nel saggio:

Oggi è la Festa dei crisantemi, e quindi vorresti mettere dei crisantemi in alcuni vasi da fiori. Hai 5 tipi di crisantemi e 5 tipi di vasi. Se metti un tipo di crisantemo in ogni vaso, quante combinazioni differenti sono possibili?

È anche vero che non vi è nulla di più distante della matematica dal mio modo di essere, questa disciplina, che con me da scienza si fa fantascienza, ha sempre rappresentato un grosso problema, siamo divergenti, eppure contro ogni logica ho deciso di acquistare il libro, poiché fornisce spunti storici e cognitivi interessanti e stimoli mentali che spingono a misurarsi con un passato sì complesso, ma al contempo armoniosamente ben strutturato. Infatti, l’armonica perfezione è l’elemento su cui poggia lo sviluppo dei sangaku, che venivano appesi fuori dai templi per sfidare e quindi incuriosire tutti coloro che ne erano interessati, senza fare distinzione di età, sesso e ceto sociale.

Contare il numero di foglie, che cadono in un dato periodo di tempo, o misurare la distanza dall’orizzonte e ancora calcolare le offerte al tempio diventa un avvincente rompicapo per tutte quelle menti matematicamente allenate, che solo con l’applicazione del wasan trovano il punto di equilibrio per essere risolti.

Per cui il wasan, con i suoi principi matematici, fornisce all’estetica giapponese, nel divenire creazione artistica, la sua soddisfazione, facendo ricorso a quel perfetto equilibrio che, senza il principio di armonia, non avrebbe alcun valore per questa particolare cultura.

Leggendolo, vi scervellerete… già lo so!

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Per oltre due secoli, tra il 1603 e il 1868, il Giappone visse un lungo periodo di isolamento, durante il quale interruppe quasi del tutto le relazioni con il resto del mondo e sviluppò una cultura unica e originale. In quegli anni nacque la poesia haiku e fiorì la matematica che prende il nome di wasan, una pratica antica che unisce la creatività dell’arte, l’intuito della filosofia e la precisione della scienza. Il wasan era praticato,da studenti ma anche da persone comuni, che affrontavano problemi matematici per divertimento e per risolvere le necessità della vita quotidiana, come costruire un ventaglio e disporre i fiori nei vasi. I quesiti erano disegnati su piccole tavolette di legno, i sangaku, che venivano appese di fronte ai templi per sfidare i passanti a scrivere la soluzione sul retro della tavola. Una matematica partecipativa e divertente, di cui nei secoli si sono perse le tracce e che questo libro riporta finalmente alla luce. Un tuffo in una cultura sconosciuta attraverso 12 giochi matematici ispirati alla vita di tutti i giorni, una sfida per i lettori di tutte le età che aspetta di essere risolta da 150 anni.

 

Chi è Toshimitsu Hirano?

Toshimitsu Hirano insegna alla Kyoto Women’s University e utilizza i principi del wasan per le sue lezioni e conferenze. Nel 2008, grazie alla segnalazione di uno studente, ha scoperto i sangaku del tempio di Yasui Kompiragu a Kyoto, da cui ha tratto i problemi contenuti in questo libro.

 

DETTAGLI

Autore: Toshimitsu Hirano

Editore: La nave di Teseo

Collana: Le Onde

Data uscita: 18 ottobre 2018

Pagine: 180

Formato: brossura, illustrato

Illustrazioni: Jessica Lagatta

Lingua: Italiano

Traduzione: Rino Serù

EAN: 9788893446532

Listino: € 15,00

 

 

 

LETTURE ASSOLATE… cosa leggo quest’estate…!!!???

lettureestive_siciliajournal.it_

Ed eccoci giunti al 23 giugno con temperature, almeno in Sicilia, che si avvicinano più a un anticipatario autunno e preannuncianti una tardiva estate; editorialmente parlando invece è un’esplosione di iniziative, promozioni legate al periodo estivo  e nuove uscite che vedono coinvolte le librerie non solo qui a Catania, ma anche fuori porta, ve ne segnalo qualcuna…

Intanto, per chi si trovasse in zona Piacenza, la libreria Bookbank Libri D’altri Tempi ha deciso di lanciare un’iniziativa molto interessante e a mio avviso fuori dall’ordinario, indicata come Una libraia tutta per sé e che si riassume in un Buono Felicità, perché l’obiettivo di Sara Marenghi, titolare della Bookbank è proprio questo, far sì che chi si reca nella sua libreria possa uscirne una persona felice. book2

Ora per farvi comprendere al meglio in cosa consiste esattamente il tutto, riporto le istruzioni per l’uso nella sua sintesi presentate da Sara Marenghi e Valeria Zangrandi, che ha contribuito alla costruzione dell’idea, ecco i dettagli: tu dovrai solo scrivermi, decidere quando godere della tua magia e rispondere a un piccolo questionario che mi aiuterà a capire i tuoi gusti in fatto di libri, musica e sapori.

Poi, quando arriverà il giorno del nostro appuntamento, ci troveremo qui in Bookbank e… chiuderemo il mondo fuori. Ti racconterò i libri che ho selezionato in base alle tue risposte, se ti andrà te ne leggerò alcuni brani, chiacchiereremo di parole e letteratura. Sceglierai tra vecchi vinili la musica che ci accompagni: in libreria, solo note leggere, il fruscio delle pagine e il profumo di una tisana letteraria – o il silenzio incantato di un bicchiere di vino.

Quando il tuo tempo sarà finito, deciderai quali libri portare con te – tra quelli che ti ho consigliato ma non solo, il catalogo Bookbank è a tua disposizione – e spero che insieme ai libri terrai con te anche un po’ di magia.

Trovo che sia un progetto interessante, da non perdere assolutamente, il tutto è in linea con i meravigliosi e numerosi progetti di Sara Marenghi e della sua straordinaria Bookbank Libri D’altri Tempi di Piacenza.

Per maggiori dettagli basterà cliccare qui

E ancora, per un’estate all’insegna della lettura sotto l’ombrellone, in riva a un lago, in cima a una montagna o in qualunque altro luogo possiate desiderare di trovarvi, basterà far scorpacciate di libri usufruendo della promozione che ormai da qualche anno interessa La Feltrinelli, infatti dal 26 aprile al 31 agosto potrete acquistare due libri, dell’Universale Economica Feltrinelli, su una vasta e interessante scelta di 50 titoli, a soli € 9,90; questi quelli scelti per Into The Read:

Mauro Corona La casa dei sette ponti 

Erri De Luca La natura esposta

Yukio Mishima Musica

Stefano Benni Prendiluna

Banana Yoshimoto Kitchen

Isabel Allende Amore.

E tantissimi altri ancora, con altrettanti autori, aspettano di essere acquistati in tutte le librerie…

basilicoL’estate tuttavia è breve, in soli tre mesi consuma le sue aspettative di relax (per chi può) e divertimenti, così ho deciso di concentrare le mie ore libere su un solo titolo fra quelli che avrei voluto leggere, dato che le mie indecisioni spaziavano da Paolo Giordano e il suo tanto atteso Divorare il cielo, all’ultimo libro di Giuseppina Torregrossa Il basilico di Palazzo Galletti, presentato dall’autrice proprio ieri pomeriggio presso la Libreria Cavallotto di Viale Jonio, a Catania e ancora Io resto qui di Angelo Dilivio e La donna alla finestra di A.J. Finn un intricato thriller, sul genere Hitchcock, il cui titolo richiama proprio il film La finestra sul cortile.

Quindi, spazzata via ogni indecisione, alla fine l’unica recensione di questo periodo estivo sarà dedicata al libro di Alessandro Barbaglia L’Atlante dell’Invisibile, un libroinvisibile con una quarta di copertina tanto accattivante e coinvolgente non poteva non carpire il mio interesse…

Ti sei mai chiesto dove va a finire

Tutto quel bianco quando la neve si scioglie?

O il vento quando smette di soffiare,

o le quattro di pomeriggio quando arrivano le cinque?

Ti sei mai chiesto dove vanno a finire

Le cose infinite quando finiscono? – da L’Atlante dell’Invisibile di Alessandro Barbaglia.

 

Vorrei anche anticiparvi alcune uscite e segnalarvi quelle più recenti, per questo mese di giugno in libreria:

il 28 giugno troverete disponibile l’ultimo libro di

yoshimotoBanana Yoshimoto

LE SORELLE DONGURI

Feltrinelli Editore

€ 12,00

Rimaste orfane, Guriko e Donko gestiscono un sito di posta del cuore che si chiama Le sorelle Donguri (donguri significa ghianda in giapponese). Donko è tanto energica e indipendente quanto la sorella è solitaria e taciturna. Questo fino a quando Guriko riceve il messaggio di una donna che le scrive del dolore per la perdita del marito, parole che inducono Guriko a ripensare al suo primo amore, Mugi, incontrato ai tempi della scuola e poi sparito nel nulla. Segretamente cova da sempre il desiderio e la speranza di ritrovarlo, decide allora di interrompere la sua clausura e di andare a cercarlo. Attraverso la delicata voce narrante di Guriko, Banana Yoshimoto affronta temi quali la perdita e il superamento del dolore, ponendo l’accento sul potere salvifico della condivisione e sulla capacità dei sogni di sciogliere tensioni e problemi. Guriko e Donko, due sorelle rimaste orfane da bambine, aprono un sito di posta del cuore. Se all’inizio è soprattutto un gioco, ben presto diventa un’occupazione a tempo pieno colma di inattese rivelazioni.

 

Il 14 giugno è uscito il nuovo libro di

Coelho-hippiePaulo Coelho

HIPPIE

edito da La nave di Teseo

€ 18,00

Nel suo romanzo più autobiografico, Paulo Coelho ci porta a rivivere il sogno di rivoluzione e pace della generazione hippie.

Karla è una ragazza olandese, che sogna il Nepal e aspetta di incontrare il compagno ideale per iniziare questo viaggio. Paulo, l’altro protagonista, è un giovane brasiliano che vuole diventare scrittore: porta i capelli lunghi e gira il mondo alla ricerca della libertà, del significato più profondo dell’esistenza.

Le loro strade si incontrano ad Amsterdam nel 1970 e insieme decidono di partire per l’Asia a bordo del Magic Bus, lungo la rotta hippie. Sulla strada vivono una straordinaria storia d’amore, in un susseguirsi di avventure e incontri occasionali destinati a lasciare il segno.

Durante il viaggio dall’Europa a Kathmandu, Karla, Paulo e i loro compagni affrontano desideri e paure, vivono grandi e piccole rivoluzioni e trasformano le proprie vite abbracciando nuovi valori che li cambieranno per sempre.

 

Dal 10 giugno è disponibile

_una-lunga-vita-da-idealista-1526156247UNA LUNGA VITA DA IDEALISTA

di Jean-Michel Guenassia

edito da Salani Editore

€ 18,00

«A chi mi domanda la ragione dei miei viaggi, rispondo che so bene da cosa fuggo, e non cosa cerco». Con questa famosissima frase di Montaigne si conclude la storia di Thomas Larch, inglese in India e indiano in Inghilterra, Signor Nessuno sfiorato da fama planetaria, ingenuo e sincero, istintivo e spigoloso: un protagonista come solo Jean-Michel Guenassia sa raccontare intessendo le vicende individuali nella trama della Storia. Bambino e adolescente sensibile e introverso, Thomas sembra condannato a perdere tutte le persone che gli sono care: la donna che l’ha cresciuto, la madre, il primo amore, gli amici, mentre il rapporto con il padre s’incrina fino a spezzarsi. Appena l’età glielo permette fugge di casa per arruolarsi nei Royal Marines: quindici anni di teatri di guerra, dall’Irlanda del Nord all’Iraq, dove inciampa continuamente nella morte e sempre sopravvive, al punto da diventare un caso mediatico. A un soffio dalla ricchezza e dal potere, nella sua innocenza di eterno idealista Thomas sceglie di restare se stesso, e perciò perde di nuovo tutto. È a questo punto che accetta l’incarico di cercare una persona scomparsa in India: proprio là, dove tutto è cominciato e dove tutto, in un finale mozzafiato, può ricominciare.

E ancora

_orrore-1526157286ORRORE

di Pietro Grossi

edito da Feltrinelli Editore

€ 14,00

Tutto ha inizio con una casa nel bosco. Una casa apparentemente abbandonata. Al suo interno, polvere e muffa dappertutto, a eccezione di alcuni angoli lindi e scrupolosamente ordinati. E poi una maschera demoniaca di cartapesta, il disegno di un bambino che sembra appeso al frigo da qualche giorno soltanto, forniture ospedaliere. Al piano superiore, una maschera ancora più inquietante, ricavata da una tanichetta opaca. L’intera casa urla che qualcosa di sinistro accade fra quelle mura, ma cosa?
Il protagonista e sua moglie sono appena rientrati in Italia per Natale: vivono a New York, e da poco è nato il loro bambino. Sono immersi nell’atmosfera morbida di quei primi mesi e approfittano delle vacanze per rivedere i vecchi amici. È allora che, seduti al tavolo di un ristorante, Diego e Lidia raccontano loro della misteriosa casa. Lui in particolare li ascolta con attenzione: è uno scrittore in cerca di storie e viene subito attratto dalla possibilità di trovare materia per un romanzo.
Durante le vacanze il pensiero torna continuamente alla casa, perciò – quando è il momento di rientrare negli Stati Uniti – la moglie gli propone di restare, da solo, a fare qualche ricerca. Accettando, lui progetta di prendersi giusto un paio di settimane. Ma quel mistero è così inesplicabile, qualcosa lo attrae così visceralmente, che il tempo e le distanze – la distanza dalla sua famiglia, ma anche quella dal se stesso che credeva di conoscere – si spalancano. Gli appostamenti davanti alla casa diventano infatti – giorno dopo giorno, notte dopo notte – qualcos’altro, come se lo sguardo si spostasse dall’esterno al centro di sé.
Pietro Grossi, scrittore inquieto e penna precisa come un bisturi, vira verso l’horror, immergendoci in ombre popolate da paure striscianti, inesprimibili, per farci poi precipitare nell’abisso. Senza più alzare gli occhi dalla pagina.

Qualunque cosa sia accaduta in quel posto, non è normale.

 

Allora non mi rimane altro da fare che augurarvi una felice estate, ma soprattutto…

…BUONA LETTURA!!!!