10 BUONI MOTIVI PER DEDICARSI ALLA LETTURA

Mi è capitato di sentirmi rivolgere queste domande: “Come posso convincere i miei figli a leggere?”. Oppure, “Cosa rispondo ai miei figli quando mi chiedono perché la lettura è importante?”.

Se siete tra coloro che si pongono questi stessi interrogativi, eccovi forniti 10 buoni motivi con cui potrete argomentare.

Anche se è bene tenere a mente le parole dello scrittore francese Daniel Pennac, il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare” e il verbo “sognare”.

Sei pronta/o per iniziare?

Ecco allora 10 motivi per dedicarsi alla lettura:

 

Immaginazione

Leggendo, vieni coinvolto in tante storie meravigliose. Questo aiuta la tua immaginazione quando si tratta di pensare o stimolare la creatività e ti fornisce un aiuto indispensabile nel momento in cui a scuola devi affrontare il tema d’italiano. Leggendo, stai disegnando le immagini della storia nella tua mente, così i libri possono condurti ovunque tu voglia andare.

Gli audio libri sono un ottimo strumento per cominciare. Da bambina collezionavo Le fiabe sonore, una collana interamente dedicata alle fiabe classiche e devo dire che hanno rappresentato uno strumento interessante, alimentando il mio interesse per la lettura. Esistono comunque vari modi per aiutare i bambini a diventare avidi lettori, per risvegliare la loro immaginazione e migliorare le loro abilità linguistiche.

Vi segnalo le Audiofiabe, potete scaricare l’App, oppure ascoltarle direttamente cliccando qui… perfette, soprattutto in questo periodo di quarantena, per tenere i bambini occupati in modo piacevole.

Concentrazione

Quando leggi, ti stai concentrando su qualcosa. Stando fermo e leggendo stai allenando la tua mente e il tuo bambino è rilassato e concentrato sulla tua voce. Questo aiuta te e tuo figlio a rimanere focalizzati sulla lettura; inoltre, permettergli di toccare le pagine lo aiuta a memorizzare le parole da te lette, grazie alla sensazione tattile, che stimolano il suo cervello.

leggere storie

 

Memoria

Quando leggi, accetti tutto ciò di cui parla il libro: persone, luoghi, cose…!!! Durante la lettura, stai potenziando il cervello, allenando la tua memoria, soprattutto quella a lungo termine, quindi leggere a voce alta aiuta a memorizzare sul lungo termine. La lettura costituisce un importantissimo esercizio per la mente, migliora la memoria e stimola le capacità cerebrali.

Comunicazione

La lettura a voce alta aiuta tuo figlio a costruire un legame e a mantenere aperta la comunicazione. È sempre importante essere in grado di parlare con i propri figli, trovare un punto d’incontro, soprattutto quando entrano nell’adolescenza. Inizia loro a leggere quando sono ancora piccoli, in modo da alimentare e stabilire quella connessione e quel senso di conforto che perdurerà nel tempo ogni qualvolta parlano con te.

La lettura aiuta anche a comunicare da adulti, fornendo maggiori spunti su cui poter argomentare.

Divertimento

La lettura è una delle migliori forme d’intrattenimento. Porta con te tuo figlio in biblioteca e in libreria, abitualo sin da piccolo, aiutali a familiarizzare con i libri, insegnandogli che possono aprirsi su mondi straordinari, che non avrebbe mai potuto immaginare senza un buon libro tra le mani. Il divertimento è garantito…

 

imparare a leggere

Immedesimazione

Osservarti leggere incoraggia tuo figlio a formare un’associazione positiva con libri e lettura. Avere in casa una libreria da cui poter attingere, con una sezione dedicata alla letteratura per l’infanzia, agevola il processo di immedesimazione e quindi lo invoglia alla lettura. Qui ti fornisco un nutrito elenco di libri dedicato ai giovani lettori.

Sviluppo del linguaggio

Neonati e bambini imparano a parlare ascoltando i suoni e le parole. Più ascoltano, più è probabile che parlino e comprendano velocemente ciò che viene loro detto. Le competenze linguistiche e l’alfabetizzazione di tuo figlio dipendono in buona parte dal tuo modo di esprimerti, che può sempre migliorare con la buona lettura.

 

a voce alta

 

Rilassamento

Quando si è stressati, leggere rilassa, perché perdersi nella trama di una storia aiuta a distaccarsi dalle preoccupazioni quotidiane, quindi favorisce il rilassamento. Tanto che dedicarsi alla lettura prima di andare a dormire, concilia il sonno, aiutando il sistema nervoso a distendersi.

Scioltezza

La scioltezza fornisce la capacità di leggere con velocità, precisione e intonazione. Ciò permette lo sviluppo di un linguaggio ricco di vocaboli e al contempo impeccabile: più leggi, più acquisisci scioltezza, un aspetto molto importante tanto per i bambini quanto per gli adulti.

Empatia

La lettura favorisce l’empatia. I bambini che leggono imparano il 50% di parole in più e in età adulta si dimostreranno più empatici, grazie anche al quel processo di immedesimazione a cui abbiamo accennato in precedenza. Leggere aiuta a immedesimarsi nell’altro, la descrizione di ciò che provano i personaggi, nel corso della lettura, rende più disponibili a mettersi nei panni dell’altro, riuscendo a comprendere come si sentono le persone nella vita reale e in una data situazione.

Ricorda, i bambini imitano quello che fai! Se sei un avido lettore, probabilmente anche i tuoi figli adoreranno i libri.

 

Il tempo per leggere è sempre tempo rubato, come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare. Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. È forse questa la ragione per cui la metropolitana – assennato simbolo del suddetto dovere – finisce per essere la più grande biblioteca del mondo.

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. Se dovessimo considerare l’amore tenendo conto dei nostri impegni, chi mai si arrischierebbe? Chi ha tempo di essere innamorato? Eppure, si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare? Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva. La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione del tempo sociale. La lettura è, come l’amore, un modo di essere. La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d’altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore.

DANIEL PENNAC Come un romanzo (Milano, Feltrinelli, 1993).

 

Quattro chiacchiere con MOONY WITCHER

Da quando ho inaugurato su Into The Read la sezione Kid’s Republic, dedicata ai giovani lettori, un dubbio comincia a farsi spazio nella mia mente: è crisi tra i giovani e la lettura?

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Il mio parametro sono i miei figli, quindi sabato mattina passeggiando con Carlotta in libreria, alla domanda lei mi ha risposto: “Mamma, lo vuoi capire, alla mia età non leggono”. Carlotta ha sedici anni e tra i miei due figli sicuramente è quella che ha sempre tentato un approccio un po’ più spontaneo con la lettura. Dal canto mio, ho sempre pensato che avendo in casa libri in ogni dove, con un buon esempio e per un naturale processo di identificazione i miei figli poteva non leggere…??? POTEVANO…!!! Sempre con il cellulare a portata di mano… 

E poi è arrivata la conferma, Mario, il più grande dei miei figli da quando ha deciso di accantonare i social quasi definitivamente, ha trasformato la lettura in un piacevole imperativo.

Per cui è probabile che le tecnologie moderne, con tutte le distrazioni che può fornire internet, rappresentino delle divagazioni tali da essere un valido motivo di rottura tra i giovani e la lettura.

Kid’s Republic è stata inaugurata il mese scorso, con la recensione Il lungo viaggio di Garry Hop dell’autrice Moony Witcher, i cui fantasy sono rivolti a una fascia di età che va dagli 8 ai 13 anni. il lungo

Certamente, Moony Witcher, nome d’arte di Roberta Rizzo, è un’autrice che non ha bisogno di presentazioni, basterà fare solo un piccolo ripasso: classe 1957, è nata a Venezia, dopo la laurea in filosofia ha cominciato a frequentare le redazioni dei giornali e da giornalista professionista si è dedicata alla cronaca nera.

Ma nel 2002 con lo pseudonimo di Moony Witcher, pubblica il suo primo romanzo fantasy, Nina, la bambina della sesta luna; sono trascorsi da allora sedici anni ed è sicuramente il più famoso dei suoi racconti, una saga tradotta in 34 Paesi.

Nel 2006 è la volta di un altro suo fortunato personaggio Geno, che dà vita a un’altra serie di racconti fantasy, per giungere al 2007 con La magica avventura di Gatto Fantasio e nel 2009 Morga, la maga del vento. Tutte saghe fantastiche, che hanno coinvolto giovani lettori italiani e stranieri.

Dal 21 marzo scorso, Moony Witcher è in libreria con Il lungo viaggio di Garry Hop, un’avventura sempre a tema fantastico, ma molto attuale, che ho recensito nel mese di ottobre.

Leggendo i suoi libri si comprende subito come quest’autrice riesca non solo a coinvolgere, divertendo con la sua straordinaria creatività, ma impreziosisce il testo con tutti quei valori che ogni giovane lettore dovrebbe far propri. nina

In questo periodo è nel pieno di una fase creativa, sta lavorando a un nuovo fantasy, di cui ci anticipa nel corso dell’intervista, si è resa comunque disponibile, concedendo a Into The Read quest’intervista, così le abbiamo posto una serie di domande inerenti l’attività di scrittrice e l’ingerenza che hanno le nuove tecnologie sui ragazzi.

Ed ecco cosa ci ha risposto…

Ho letto che i tuoi studi filosofici hanno inciso sulla scintilla fantastica, che sta alla base della tua creatività. Com’è avvenuto il passaggio dalla giornalista di cronaca nera, alla scrittrice di libri per ragazzi? 

Il passaggio è avvenuto per amore. Grazie all’ingresso di due bambini nella mia vita, avvenuto nel 2000, decisi di scrivere una storia per loro. Proprio la classica storia da raccontare prima di fare la nanna. Nina, la bambina della Sesta Luna, è nata così. L’intera saga è frutto di una grande passione per la filosofia unita alla felicità di dare ai bambini, a tutti i bambini, un’avventura da vivere nel mondo dell’immaginazione. Devo però precisare che Nina era già un personaggio che albergava nel mio cuore fin da piccola. Era l’amica immaginaria che avevo creato per sentirmi meno sola. Crescendo e diventando adulta dimenticai Nina…ma con l’arrivo di due bambini è rinata. Ed ora è amata da tantissimi miei lettori.

genoJ.K. Rowling, attribuisce ai suoi personaggi nomi che spesso ne identificano il modo di essere. Come avviene in te la scelta dei nomi e quanta importanza hanno nella definizione dei tuoi personaggi? I nomi, tutti i nomi di persone e oggetti, sono frutto di fantasia. Una fantasia che si avvale sempre di studi, ricerche e intuizioni.

I giovani sembrano avere scarsa concentrazione, almeno questo è quello che è emerso da uno studio condotto in Canada dall’University of Western Ontario’s Brain & Mind Institute. Internet, con i social, quindi l’uso massiccio di smartphone e tablet che tipo di incidenza hanno avuto sui giovani? 

Senza demonizzare i social, l’uso degli smartphone e tablet, penso che la velocità richiesta per risposte o post non sia una conquista. Anzi. La velocità non rispetta la riflessione. La velocità impedisce la critica costruttiva. Sono preoccupata perché il tempo è vissuto come grande nemico da sconfiggere. Senza pensare che ogni comportamento, gesto, scritto, azione abbisognano di tempo. Cosa significa fare tutto in modo veloce? Cosa significa scrivere alla velocità della luce senza chiedersi perché o fermarsi a pensare? Tutto viene consumato subito: amicizie, amori, sentimenti. Se le parole hanno un senso, direi che si sta perdendo il loro potere di comunicare. Così come si stanno perdendo valori nei sentimenti e nelle espressioni. Le lacrime o i sorrisi hanno bisogno di rispetto non si possono gettare al vento come fossero nulla. Insomma, che senso ha digitare messaggi a raffica? Che bisogno c’è di bruciare il tempo? Cosa c’è di urgente da fare dopo…e dopo ancora? Confido nei giovani, anche se li vedo spesso persi. Ma non si può generalizzare, la speranza è che l’umanità ritrovi il senso della convivenza civile e non solo nei social.

Eppure sappiamo che i libri aiutano a pensare e quindi a immaginare. Una generazione che non sa fantasticare, che uomini e donne del domani saranno?

L’immaginazione non potrà mai sparire dalla mente degli umani. Fa parte di noi. La lettura aiuta moltissimo e prego perché l’abbandono dei libri sia bloccato. Leggere è una passione, è un divertimento. È vivere tante vite. Ma devo anche dire che spessissimo la scuola, di ogni grado, non aiuta molto ad amare la lettura. Sono contraria ad imporre testi ai ragazzi. La lettura può essere consigliata ma non imposta. Sarebbe auspicabile che i ragazzi decidano cosa voler leggere, magari facendo un giro in libreria. fantasio.jpg

Senso dell’amicizia, rispetto per la diversità, amore per la pace e coraggio trovano spazio nei tuoi libri, tutti elementi che in parte si dovrebbero trasmettere ai figli con il bagaglio educativo e anche formativo. Eppure i più giovani alcune volte ne sembrano privi, perché secondo te? 

Non credo che i più giovani ne siano privi. Penso che non sappiano esprimere cosa provano. Dietro a comportamenti aggressivi o di indifferenza si celano problemi di aggregazione, di solitudine. Quando un libro ti parla di ciò che tu pensi e provi diventa un amico. Un confidente. Uno specchio per guardare la realtà anche attraverso la fantasia e accettarla o cambiarla.  Molti dei miei lettori restano legati ai personaggi e mi ringraziano per averli aiutati a superare momenti bui. E non capita solo con i miei libri…

La velocità e quindi l’immediatezza offerti dalla tecnologia, a cui tutti ci siamo abituati, allontanano sempre più da quel tipo di immedesimazione, concentrazione, ma anche solitudine che richiede per obbligo la lettura. In che modo pensi si possono abituare i più piccoli alla gioia di una buona lettura?

Semplicemente facendo in modo che conoscano le storie che gli scrittori portano alla luce. Veicolando in modo non invasivo il mondo della scrittura. La lettura ne è conseguenza. Almeno lo spero.

La scrittura come si articola nel tuo quotidiano? 

Scrivo circa 10-12 ore al giorno e talvolta anche di più. Scrivo e leggo. Penso e rifletto. Il lavoro di scrittrice è un vero e proprio impegno quotidiano. Ci sono momenti pesanti e giornate luminose e non sempre le idee vanno a buon fine. Amo molto alternare la scrittura con altre attività. Dipingo e cucino. E magari davanti ad un quadro incompleto o a un sugo che bolle mi vengono idee folgoranti per il romanzo che sto scrivendo. Inoltre la musica e il silenzio sono compagni inseparabili. Musica quando ho voglia di calmarmi e silenzio quando desidero ascoltare i miei pensieri.

Il lungo viaggio di Garry Hop avrà un sequel, oppure le sue avventure si sono esaurite con la prima stesura? Puoi anticiparci qualcosa? 

Sì. Garry Hop avrà un seguito. Lo sto scrivendo. Penso che il secondo libro uscirà a fine 2019. La trama non posso svelarla però dico che vi sbalordirà!

La magia è un elemento presente nei fantasy, non possiamo parlare di fantasy senza magia. Perché per i tuoi libri hai scelto l’alchimia? 

morgaL’alchimia è fonte seria di ispirazione. Non è magia ma studio degli elementi della natura secondo interpretazioni filosofiche ed addirittura mistiche. La magia è pur affascinante ma preferisco l’alchimia per la sua base simbolica.

Vuoi parlarci del tuo sito Sesta Luna Servizi Editoriali, un progetto che offre servizi “a tutti coloro che fanno delle parole un solido mestiere”? 

Sesta Luna Servizi Editoriali offre servizi per autori che desiderano far valutare e correggere l’opera. Fare l’editing di un testo non è cosa semplice ma sicuramente fondamentale. Un testo grezzo, seppur scritto decentemente, ha bisogno di una lettura approfondita per nascere come vero libro. Abbiamo molti autori, esordienti e non, che si avvalgono delle nostre competenze. Se alcuni testi sono ritenuti validi vengono poi valutati da una agenzia letteraria che, a sua volta, deciderà se proporli a case editrici. La strada della pubblicazione è irta, bisogna avere molta pazienza e umiltà. Tutti possono scrivere ma non tutti diventano scrittori.  Inoltre non basta aver pubblicato un libro o avere un successo per essere definiti scrittori. Ci sono autori che scompaiono come meteore. Certo, la colpa, se di colpa si può parlare, non è solo dell’autore illuso di toccare il cielo pensando di “avercela fatta” ma anche di certa editoria che divora e non segue chi ha vero talento.

Cosa stai leggendo in questo momento? 

Sto leggendo il secondo volume dei Codici Forster di Leonardo da Vinci. Più che una lettura è un volo fantastico nella mente di un genio senza eguali.

Con il ringraziare Moony Witcher per essersi resa disponibile, vorrei aggiungere a quanto detto che internet non è il male, ma questa è un’epoca in cui il valore assoluto è l’apparire, non l’essere; ogni giorno l’individuo sembra perdere consistenza, assorbendo informazioni ovunque e in ogni momento e acquisendo dati per lo più inutili alla definizione di una identità.

La velocità e l’immediatezza delle informazioni rende passivi, spesso apatici, anche di fronte ai cambiamenti più significativi della vita, si risponde agli impulsi esterni spinti dalla velocità del dire, non del fare, del credere, dell’agire.

La lettura, con tutta la riflessione, concentrazione e compenetrazione che richiede per obbligo, apre la mente e il cuore, permette di costruire un proprio mondo, secondo il personale modo di credere e sentire; leggere ci permette di essere noi stessi, ci rende liberi nelle riflessioni, nei ragionamenti. Leggere preserva il processo mentale, l’immaginazione, permette alla coscienza di coltivare ciò che siamo, no ciò che gli altri vorrebbero che fossimo, leggere ci definisce.

Ecco perché si dovrebbe cominciare a leggere da piccoli, per stimolare proprio quel processo cognitivo che definirà in età adulta: liberi da sovrastrutture mentali, capaci di fantasticare, e magari desiderare e sognare, coltivando una consapevolezza e preservando la mente, elemento fondamentale nella “costruzione” di un individuo senziente, libero da condizionamenti e quindi mentalmente autonomo.

 

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.

– Umberto Eco –