KARAJAN. RITRATTO INEDITO DI UN MITO DELLA MUSICA Leone Magiera

Karajan non era soltanto il “mito” che veniva ritratto dalle riviste di tutto il mondo in pose divistiche al pari delle più celebri star di Hollywood; era anche un uomo sensibile e gentile, severo e imperioso all’occorrenza, ma con un profondo senso di umanità e di giustizia.

magieraChi non ha sentito parlare di Herbert von Karajan, uno tra i più grandi direttori d’orchestra del Novecento? Per chi serbasse questa mancanza o per chi volesse approfondire la figura di questo colosso della musica mondiale, dallo scorso 13 febbraio è disponibile in tutte le librerie il ritratto del suo mito, raccontato in una visione del tutto inedita da Leone Magiera, suo amico e collaboratore. Karajan. Ritratto inedito di un mito della musica, edito da La nave di Teseo, nasce dalla necessità del suo autore di parlare, oltre che del grande Maestro, dell’uomo, in quanto come egli stesso afferma:

Nel corso degli anni, ho letto racconti e giudizi sull’uomo e sul direttore che non sempre corrispondono ai miei ricordi, per cui, a trent’anni dalla morte, ho deciso di parlarne.

Appassionato di scrittura, lo stile di Magiera è scorrevole e accompagna il lettore nei suoi ricordi di vita, in un racconto che non deve considerarsi scontato, dato che si snoda attraverso un’analisi del personaggio-Karajan da un punto di vista compositivo e interpretativo.

Oggetto della sua immensa ammirazione, Magiera ha coltivato con Herbert von Karajan un rapporto artistico privilegiato; il Maestro austriaco, che poco si concedeva, lo scelse come collaboratore per numerose produzioni operistiche e come coordinatore dei corsi per cantanti lirici al Festival di Salisburgo.

Nel susseguirsi dei ricordi, il lettore viene accompagnato dall’autore nelle frequentazioni con Karajan fatte di esperienze, confidenze, scambi di opinioni, consigli avvenuti nei grandi teatri di tutto il mondo: Milano, Berlino, Salisburgo, Vienna, Parigi.

Ha visitato Berlino? Non ancora? Vada a vedere quell’obbrobrio che è il Muro. Avrebbe dovuto ammirare questa città prima della guerra. Meglio pensare alla musica: le parlerò di un progetto per il Festival di Salisburgo.

Oltre l’approfondita analisi di quella che è stata la leggendaria tecnica direttoriale di Karajan, di cui Magiera ne confessa “la resistenza opposta dal Maestro alle mie precise domande”, ne vengono fuori aspetti umani fino ad oggi poco noti: il sense of humor, che si rivela anche nell’abilità di travestirsi per sfuggire alle situazioni più difficili o semplicemente per non farsi riconoscere; la sua curiosità per il gossip  e il pettegolezzo, che gli permetteva di stare aggiornato su tutto ciò che accadeva nel mondo musicale internazionale; la sua generosità e l’inaspettata disponibilità.

Quindi, un uomo straordinario, dalle mille sfaccettature, a sostegno di una personalità magnetica, decisa e sicura. I tratti peculiari che trasfigurano Herbert von Karajan “nel vero Dio della musica” sono un raffinato gusto estetizzante del suono, la ricerca di timbri morbidi e vellutati, il culto del fraseggio legato, tutti elementi riconducibili a una sua precipua Weltanschauung.

Era una presenza magnetica che ispirava un misto di sentimenti: rispetto, timore, ammirazione. Notai che non era molto alto, ma si muoveva con grande agilità, e da ogni suo gesto traspariva una forza interiore che ci fece scattare immediatamente tutti in piedi, quasi sull’“attenti”.

Filo conduttore dell’amicizia tra i due direttori d’orchestra, Mirella Freni con cui Leone Magiera cominciò a flirtare in gioventù e che per vent’anni fu sua moglie, sua allieva, nonché la madre di sua figlia, per essere ricordata come uno dei soprani più famosi del secolo scorso.

Mirella Freni è venuta a mancare il 9 febbraio, qualche giorno prima dell’uscita del libro, a cui ha partecipato con la sua prefazione stringata, ma puntuale.

Per la carriera artistica di Mirella Freni, Herbert von Karajan fu fondamentale. Divenuta tra le sue interpreti predilette, l’aveva sentita in qualche occasione, senza palesare la propria presenza, dato che capitava che il Maestro si travestiva per non farsi riconoscere e andava in teatro ad ascoltare; fu così che la scelse per La Bohème. Da lì iniziò la straordinaria carriera della Freni.

Il libro scorre intrecciando ricostruzioni di fatti e volti noti, quali Luciano Pavarotti, Riccardo Muti, John Vickers, Leontyne Price, Raina Kabaivanska e ancora Placido Domingo, Mario Del Monaco, Cecilia Gasdia, Montserrat Caballé, Fiamma Izzo D’Amico, Nicolai Ghiaurov e altri ancora, con altrettanti aneddoti che non rivelerò per evitare di togliere gusto alla lettura, lasciando al lettore il piacere di scoprire.

Dico indescrivibile perché la stecca della Caballé fu tanto sconvolgente da farmi pensare che Andrea Camilleri, il popolarissimo scrittore siciliano, fosse presente alla serata e vi si sia ispirato per scrivere successivamente uno dei suoi romanzi più belli, quel Birraio di Preston di cui consiglio vivamente la lettura agli appassionati di musica lirica.

Karajan diventa quindi un passaggio obbligato per ogni melomane, che alla fine del libro troverà un’appendice con brevi cenni di tecnica direttoriale, utile per chi professionalmente è interessato alla direzione d’orchestra e voglia approfondire i segreti di questa importante figura musicale; in egual modo, si rivelerà un libro interessante e coinvolgente anche per chi, attraverso le parole del suo autore, vuol conoscere i retroscena di un universo, quello lirico, che mette a nudo l’anima di uomini e donne che con tenacia, tecnica, talento e profonda sensibilità artistica l’hanno reso grande agli occhi del mondo; ma soprattutto Karajan mostra i retroscena del sodalizio tra due uomini, capaci di riconosce l’uno nell’altro l’indiscussa immensità artistica.

Ciò che appare chiaro durante la lettura, al di là della personalità straordinaria e unica di Karajan, è il modo in cui un uomo eccezionale viene ricordato da un uomo eccezionale, Leone Magiera, che con competenza e grandissima professionalità ha saputo fissare sulla carta un universo personale e professionale con assoluta modestia e uno stile talmente armonioso da riuscire a far vibrare le corde dell’animo umano.

Non ho mai potuto pensare che un uomo così sensibile, altruista e sempre pronto ad aiutare i giovani di qualsiasi razza e nazionalità, avesse potuto macchiarsi di crimini durante il suo passato nazista, come ebbe a confessarmi Nino Sanzogno, il suo vecchio amico e collega che lo soccorse a Trieste nel dopoguerra.

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Leone Magiera ci dà, in questo volume, una visione del tutto inedita di Herbert von Karajan. Amico e collaboratore del Maestro per molti anni, Magiera, oltre ad analizzare in profondità la sua tecnica direttoriale e molte delle più famose interpretazioni, ci racconta, nei suoi incontri con Karajan, della personalità più nascosta e segreta del grande Maestro austriaco. Ne risulta un aspetto umano pressoché sconosciuto, con risvolti mai narrati precedentemente. Il sense of humor di Karajan, che si estrinsecava anche nell’abilità nel travestirsi per sfuggire alle situazioni più difficili e pericolose, ma anche semplicemente per non farsi riconoscere; la sua curiosità, quasi morbosa, che gli permetteva di stare continuamente aggiornato su tutto ciò che accadeva nel mondo musicale internazionale…

Una breve appendice tecnica, utile per chi è interessato professionalmente alla direzione d’orchestra o all’appassionato che voglia scoprire i segreti di questa importante figura musicale, espone in modo semplice ma efficace un pensiero forgiato dall’attività sul campo e dai grandi incontri artistici.

Questi e altri aspetti inediti fanno di questo libro una lettura indispensabile per chi voglia conoscere più compiutamente la personalità di uno dei più grandi direttori d’orchestra di ogni tempo.

 

Chi è LEONE MAGIERA

Leone Magiera, nato a Modena, enfant prodige – già a 12 anni si esibiva come pianista solista – è stato direttore d’orchestra, dirigente teatrale, collaboratore pianistico in recital cameristici di quasi tutti i più celebri cantanti della scena lirica internazionale. Docente di canto al Conservatorio G. B. Martini di Bologna, fra i tanti allievi divenuti celebri, ha avuto Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Ruggero Raimondi e, più recentemente, Carmela Remigio, Fabio Sartori e Mariangela Sicilia. Con Luciano Pavarotti, di cui è stato maestro sin dagli inizi, ha tenuto oltre mille serate teatrali dalla prima Bohème del debutto (1961) all’ultima esibizione per le Olimpiadi invernali del 2006. Vasta la sua discografia per le più importanti edizioni. Da sempre appassionato di scrittura, ha avuto un successo internazionale con il suo Pavarotti visto da vicino, anche nella versione inglese (Pavarotti Up Close).

 

DETTAGLI

Autore: Leone Magiera

Titolo: Karajan. Ritratto inedito di un mito della musica

Editore: La nave di Teseo

Data uscita: 13 febbraio 2020

Pagine: 265

Prezzo: € 18,00

Formato: brossura

EAN: 9788893950602