BERLINO, DUSSMANN E UN SOGNO CHE PROFUMA DI CARTA

Bentrovati webnauti,

eccoci agli inizi di un nuovo anno, ricco di progetti e nuove opportunità…

Il 2018 per me non poteva concludersi in modo migliore, con la famiglia riunita a casa di mio fratello, nella meravigliosa cornice di un Natale berlinese, che ho sperato non finisse mai.

A Berlino ho lasciato un pezzo del mio cuore!

Sony Center a Potsdamer Platz – Berlino

Al rientro, mentre la sorvolavo, nascosta da una spessa coltre nuvolosa, riflettevo sul fatto che indicare Berlino con il termine di città significa stritolarla in un ambito riduttivo, che non le appartiene; città è chiusura, limite, confine, invece Berlino è una capitale sempre in espansione, dove la storia accompagna per mano una modernità, che si oppone di continuo al passato, per proiettarsi in un futuro immediato e fortemente avveniristico.

Berlino è soprattutto ricordo e al contempo superamento di tutti quei limiti imposti da un periodo storico pesante e catastrofico, quindi è accoglienza, ma soprattutto è kultur che si nutre di nostalgia e storicità, a cui si accompagna una controcultura, gegenkultur, intesa come contrapposizione ai principi culturali dominanti. Inoltre, essendo un museo a cielo aperto, biblioteche, librerie e caffè letterari fanno da cornice a un mondo in continuo fermento culturale; in Germania si legge molto di più che in Italia.

Quindi, rivelatasi terra di grandi opportunità, con i quartieri multietnici e le sue possibilità di lavoro, Berlino è molto ambita e sono tanti coloro che provenienti da varie parti del mondo vi si sono trasferiti e tra questi, da oltre vent’anni, mio fratello.

In questo contesto trova la sua perfetta collocazione una delle librerie più belle del mondo e più grandi d’Europa, la libreria Dussmann das Kulturkaufhaus. Potevo non andare? Un’opportunità del genere non me la sarei mai fatta sfuggire!

Dussmann das Kulturkaufhaus

Peter Dussmann in un arco temporale di 40 anni ha costruito un impero finanziario enorme e diversificato, il Dussmann Group, composto da 64.000 dipendenti in 21 Paesi, con una internazionalizzazione che partita nel 1968, da Monaco di Baviera, con i bagni chimici, non si è più fermata. Infatti, il Dussmann Group non si occupa solo di attività culturali, ma abbraccia case di cura per anziani e asili nido; oltre ai servizi di catering, si occupa anche di servizi per la gestione degli edifici commerciali e gli uffici, per passare alla creazione di tecnologie per la refrigerazione e la climatizzazione e servizi per l’esercito tedesco, come la pulizia della caserma di Edelweiβ, a Mittenwald e in passato si è anche occupato della fornitura di pasti alle truppe.

 “Ogni insuccesso è un’opportunità” 

– Peter Dussmann –

 Quindi un colosso finanziario da un giro d’affari enorme che coinvolge, fra tutti gli altri Paesi, anche l’Italia.

DUSSMANN – Crime & Thriller

Ma focalizziamo la nostra attenzione su una piccola parte di questo incredibile impero, quella nota come la Dussmann das Kulturkaufhaus – Dussmann la grande casa della cultura – distribuita su cinque piani e che occupa una superficie di 7.300 metri quadrati, al numero 90 di Friedrichstraβe, una centralissima strada, nel cuore di Berlino, vicino il quartiere di Kreuzberg, aperta tutti i giorni fino a mezzanotte, fatta eccezione per il sabato che anticipano la chiusura di mezz’ora, mentre la domenica rispettano il riposo settimanale.

Entrare da Dussmann equivale a cominciare un viaggio entusiasmante, un’esperienza indimenticabile, tra pagine e pagine di libri, oltre ad abbracciare altri affascinanti rami culturali, quali musica e cinema con CD, Dvd, Blu-ray e film in 3D, con accessori incentrati su saghe famose, quali Harry Potter, Star Wars e Game of Thrones.

Andiamo per ordine…

La libreria venne fondata nel 1997 e volle essere un dono per i berlinesi, oltre a rappresentare la realizzazione di un sogno, quello di poter creare una libreria, di ispirazione americana, aperta fino a tarda sera, con una caffetteria interna, la musica dal vivo e offrire diversi servizi per i clienti, con eventi dedicati a mostre, esposizioni e presentazioni di libri. E il tutto richiama alla mente il film con Meg Ryan e Tom Hanks, C’è posta per te, stereotipo americano, molto in voga negli anni ’80.

Sono arrivata da Dussmann il 24 dicembre, intorno a mezzogiorno, quindi a ridosso delle 14,00, orario di chiusura anticipata per via delle festività natalizie, con la riapertura prevista per il 27, giorno del mio rientro in Italia.

Al primo piano, ho avuto modo di ammirare la Sfinge della Regina Hatshepsut,

Sfinge della Regina Hatshepsut, Civiltà Egizia, Nuovo Regno, XVIII dinastia.

un prestito permanente, antico 4000 anni, del Museo Egizio di Berlino, che si trova nell’androne centrale e sembra dare il benvenuto; alle spalle della Sfinge, vi sono le scale, che permettono di scendere al piano 0, per raggiungere il caffè-ristorante Ursprung, inaugurato nel 2012 e aperto dalle 09,00 alle 21,00 con cucina tipica tedesca, ma con un pizzico di innovazione; qui è possibile fare colazione, o semplicemente consumare il pranzo, per esempio a base di tagliatelle fatte in casa, con verdure colorate, pomodori secchi e parmigiano, al prezzo di € 7,20 e non manca il tè pomeridiano, servito non prima delle 16,00. I posti al suo interno sono 74 e alle prime 9 telefonate è permesso prenotare.

Sotto la scala, che immette al caffè, si trova una vasca impreziosita da mosaici, al cui interno è possibile ammirare alcuni pesci rossi. Ma l’elemento straordinario del piano 0 è il giardino verticale, che occupa una parete di 270 metri quadrati, dove sono state collocate 6000 piante tropicali, si tratta del “Mur Végétal”, opera d’arte (vivente) del famoso botanico Patrick Blanc.

MUR VÉGÉTAL, un’opera d’arte vivente, di Patrick Blanc

Il Mur Végétal vuole simboleggiare il rispetto per la sostenibilità da parte del Dussmann Group.

Poi, man mano che si salgono i piani, abbiamo una distribuzione di libri, Dvd, Blu-ray, film in 3D e Cd, di cui non ricordo l’esatta distribuzione per piano ma, una cosa è certa, la scelta è ampia e riesce a soddisfare qualunque richiesta, grazie anche alla presenza del personale addetto, sempre molto disponibile e prodigo di consigli.  Le varie sezioni si susseguono tra un piano e un altro, dove si possono trovare tutte le novità in campo letterario, con una vasta esposizione di oggetti di cartolibreria, una room dedicata ai libri per bambini in lingua straniera, la Children’s International e ancora libri in lingua originale: italiano, spagnolo, francese, e una piccola sezione in lingua polacca e svedese. I libri in lingua italiana sono suddivisi in libri d’importazione e libri scritti da autori tedeschi in italiano. Inoltre, vi è una sezione dedicata alla letteratura specialistica e libri di saggistica su argomenti vari, libri di psicologia, cucina, oppure guide, libri di viaggio e ancora al terzo piano troviamo libri per l’apprendimento del tedesco, ma anche di altre lingue e libri di marketing o per la programmazione. Molto ricca è la sezione fantasy, a cui si affianca un’ala dedicata alla letteratura per l’infanzia, con una nutrita esposizione di libri in 3D.

Durante la visita è anche possibile occupare una delle poltrone presenti in libreria, leggendo ciò che si desidera, senza essere disturbati, oppure ci si può accomodare in una delle scrivanie, per cominciare una ricerca o una semplice consultazione. hdr

E dato che a Berlino tutto è possibile, da Dussmann potete realizzare il sogno di rimanere in libreria per una notte. Come è semplicissimo: una volta all’anno, 20 persone vengono sorteggiate e chiuse dentro la libreria, per dieci ore. Le richieste sono così tante, che non si può scegliere senza un sorteggio, così come per sorteggio si scelgono 19 lettori, che uno alla volta al mese vengono ospitati nel salotto letterario, per discutere con l’autore del suo ultimo libro.

È una cattedrale della cultura, un concetto riuscitissimo di libreria supermercato, con dentro una libreria raffinata. Ha un proprietario ricchissimo e atipico, che vuole avere un centro di cultura. E la più brava direttrice del mondo

– Inge Feltrinelli –

Credo, comunque, che Dussmann non si debba raccontare, bisogna andare a vedere con i propri occhi come un sogno, di ispirazione americana, possa diventare il sogno di chiunque vi si rechi, giungendo in un giorno qualunque, da qualunque parte del mondo.

 

berlin mur
Berlin Mur – Street Art