CONSIGLI DI LETTURA? NAPOLI RISPONDE

Buongiorno miei lettori,

avrete avuto modo di notare come in questo periodo non mancano i gesti di solidarietà, la vita al tempo del coronavirus è attraversata da atti significativi, piccoli o grandi che siano ed è giusto sottolinearli, permettendo a tutti di venirne a conoscenza.

Così, oggi vorrei raccontarvi di un’iniziativa interessante del Grand Hotel Europa a Napoli il quale, come tutte le strutture turistiche, si trova ad affrontare una situazione difficile; i clienti hanno abbandonato da tempo le camere ma, come detta lo spirito del napoletano DOC, ci si reinventa e lo staff del Grand Hotel ha dato nuovo significato al concetto di solidarietà, in una forma del tutto digitale, con il suo progetto The Unstoppable Reception; tenere aperta la reception telefonica diventa una priorità, per far compagnia a coloro che possono sentirsi soli o semplicemente cercano un contatto con il mondo esterno.

E allora basta comporre il numero per discutere, chiedere, sapere: per farvi consigliare un libro, un film o semplicemente ricevere suggerimenti su una ricetta.

Oltre 900 milioni di persone in tutto il mondo sono confinate nelle loro abitazioni, al punto che con l’isolamento a Venezia sono tornati i cigni, i delfini sono riapparsi nel porto di Cagliari e la natura indisturbata si riappropria degli spazi, permettendo addirittura alle stelle di mostrarsi in tutti il loro splendore sul cielo notturno delle grandi capitali del mondo, fatto che non avveniva da tempo. Quindi affermare che il Covid-19 ha stravolto il Pianeta è dire poco, sappiamo che lo ha fatto in negativo, ma con un’incidenza sull’impatto ambientale insolitamente positiva e del tutto inaspettata.

E mentre le attività sono in stallo al Grand Hotel Europa, dopo aver rimborsato le prenotazioni, per non precipitare è bastato cambiare il modo di guardare alle cose, decidendo di arginare la solitudine e quel senso di abbandono in coloro che, soli, desiderano un contatto con l’esterno.

 

 

Così il Grand Hotel Europa non smette di accogliere e rassicurare, svolgendo le consuete mansioni, ma sotto un’altra ottica infatti, durante il lockdown, il telefono della reception diventa un numero di supporto per chi si sente solo.

Perché lo facciamo? Perché capiamo che le “prime necessità” non sono solo cibo e medicine. Perché sappiamo che la solitudine può essere molto dolorosa da combattere, ma che a volte basta poco per non sentirsi soli.

Quindi, se avete bisogno di compagnia, desiderate sfogarvi o solo per fare due chiacchiere, potete chiamare il Grand Hotel Europa, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 14.00 al numero 351 7027052 e dalle 15.00 alle 18.00 al 339 3585580; loro assicurano:

Noi siamo sempre pronti alle cornette, per consigliarvi un libro da sfogliare, un film da vedere, una ricetta da preparare, o un itinerario da iniziare a sognare.

 


 

GRAND HOTEL EUROPA

Indirizzo: Corso Meridionale, 14, 80143 Napoli NA

Telefono: 081 267511

NAPOLETANO? E FAMME ‘NA PIZZA! Guida ironica per sfuggire ai luoghi comuni partenopei Vincenzo Salemme

Persino la religione ci ricorda che polvere eravamo e polvere ritorneremo. E allora viva la fantasia che ci permette una via di uscita. Viva la cultura quando resta immaginazione.

salemmeFiglio della città partenopea, di cui ne esprime a pieno spirito e sensibilità, Vincenzo Salemme non è solo un attore, un po’ come Napoli, racchiude in sé mille sfaccettature: commediografo, doppiatore, comico, sceneggiatore, regista teatrale e cinematografico, si rivela anche scrittore, esordendo nel 2018 con il noir La bomba di Maradona, un romanzo edito da Baldini+Castoldi e ambientato a Napoli.

Il 27 febbraio è tornato in libreria con un libro divertente dal titolo Napoletano? E famme ‘na pizza! Guida ironica per sfuggire ai luoghi comuni partenopei, sempre edito da Baldini+Castoldi, dove, con sagace ironia, ci mostra una napoletanità, associabile a uno stile di vita, fortemente identitaria, tipica di chi nasce e vive a Napoli, una sorta di marchio di fabbrica, che solo il napoletano verace possiede, “una patente che ti viene data alla nascita ma che, a differenza di tutte le altre origini identitarie, è mille volte più dispotica, ardua e insidiosa”.

Questo perché essere napoletani significa manifestare un’appartenenza tale da riuscire a inficiare ogni ambito della vita, ma che richiede “devozione e disciplina assolute, nonché il rispetto di un gran numero di regole”.

Eppure l’assunto di questa guida ironica parte da una domanda che Salemme si pone e al contempo pone al lettore: essendo nato a Bacoli, un comune di Napoli, può o non può definirsi a tutti gli effetti un “Napoletano Verace”, come tutti coloro che nascono a Napoli città? E i Probi Viri, come chiama Salemme i napoletani veraci, che criticano i napoletani che non si dimostrano tali, avranno da ridire? Al lettore l’ardua sentenza.

E qui entra in gioco la lista, redatta dall’autore con dovizia, in cui riporta una serie di stereotipi, che accompagnano il napoletano e che danno corpo a questa guida, per sfuggire ai luoghi comuni partenopei; a conclusione di ogni capitolo, Vincenzo Salemme si abbandona a una confessione, di ordine opposto e contrario al luogo comune esposto, attraverso la quale vuol dimostrare che, malgrado tutto, lui è e si sente un napoletano DOC.

Facciamo così: io vi dico quello che penso di ognuna delle voci che ho sopra elencato, ma alla fine di ogni paragrafo vi rivelo anche un mio peccato, un mio piccolo tradimento a ognuno dei nostri riti consacrati dalla Storia e dal Popolo.

Lo humour di Vincenzo Salemme, con la sua capacità di cogliere gli aspetti comici e paradossali della vita, accompagna il lettore lungo il percorso narrativo, velato da un pizzico di appocundria da cui emerge il profondo amore dell’autore per Napoli, il tutto esposto in un tono discorsivo, che a tratti si fa colloquiale.

Essendo una guida, il lettore viene introdotto alla conoscenza di tutti quei luoghi comuni, invariati per secoli, intorno a cui viene strutturata la napoletanità, spaziando dalla pizza, al caffè, per giungere alla religione attraverso San Gennaro, con un cenno a San Patrizia, sino a raccontare dei grandi della napoletanità, quali Totò, Troisi, Eduardo De Filippo, per coinvolgere il pensiero filosofico di Benedetto Croce, approdando alle prelibatezze tipiche partenopee, note ormai in tutto il mondo, quali la mozzarella, la pastiera, i dolci di Natale. Non può mancare un cenno alla camorra, argomento introdotto affiancando la commedia Il sindaco del rione sanità e includendo Gomorra che “ce lo teniamo così com’è e gli auguriamo lunga vita, e speriamo che serva da monito per ricordarci sempre che, mentre il giorno e la luce sono patrimonio della Napoli di Un posto al sole, il buio e le tenebre sono il patrimonio dell’universale natura umana, quella che parla la lingua del male ma purtroppo non abbiamo i sottotitoli per capirla e combatterla“.

Quindi tutti “segni identitari, ma di una cultura dispotica e dogmatica”.

Un insegnamento importante, quello che è possibile cogliere dalle pagine di Vincenzo Salemme, per cui dobbiamo avere il coraggio di liberarci da tutte quelle sovrastrutture che ci vogliono ingabbiati in stereotipi, radicalizzati attraverso futili preconcetti… liberi di esprimerci per potere essere!

Lasciamo che chi ci guarda non veda in noi un napoletano, ma un essere umano e che non venga più spontaneo pensare: “Napoletano? E famme ‘na pizza!”

 

 

QUARTA DI COPERTINA

Dici Vincenzo Salemme, dici Napoli. Infatti non c’è sua opera, sia essa teatrale o cinematografica, e recentemente anche narrativa, che non ci cali nell’atmosfera del Golfo e, soprattutto, che non ce ne trasmetta i colori vividi, la filosofia, il modo di intendere la vita. A volte però essere napoletani è difficile: bisogna farsi piacere il caffè bollente, mangiare il ragù la domenica e il capitone a Natale, saper raccontare barzellette, suonare il mandolino e cantare perfettamente intonati i grandi classici della canzone partenopea, amare la pizza sopra ogni cosa, saper nuotare e fare il bagno in ogni stagione dell’anno… Ma come mai, si è chiesto Vincenzo, tutte queste pretese le subisce soltanto chi è napoletano mentre chi nasce da un’altra parte è in fin dei conti più libero di essere e fare quel che gli pare? È da una domanda come questa che nasce il suo nuovo libro, una confessione sincera ed esilarante che ci mostra un altro volto di Napoli e dei suoi abitanti. Attraverso un viaggio negli stereotipi e nei luoghi comuni più duri a morire, Salemme ci racconta quanta “fatica” comporta essere sempre all’altezza delle aspettative e quanto è liberatorio, invece, rompere ogni tanto gli schemi, per essere soltanto se stessi.

Chi è VINCENZO SALEMME

Vincenzo Salemme (Bacoli, 1957) è attore, commediografo, regista teatrale e cinematografico, sceneggiatore, ed è uno dei più popolari artisti della sua generazione. Dagli anni Settanta, in cui a teatro era uno degli interpreti preferiti da Eduardo De Filippo, a oggi, campione di incassi con i suoi film, Salemme rappresenta l’anima migliore di Napoli, quella popolare e insieme nobile, e lo fa sempre con la sensibilità e lo spirito dei figli prediletti della città. Fra le messe in scena da lui firmate, ricordiamo solo l’ultima (per ora…) Con tutto il cuore. Al cinema, sono molti i film che lo hanno visto nel doppio ruolo di regista e attore, da L’amico del cuore a E fuori nevica! In televisione, è stato recentemente protagonista di un esperimento di straordinario successo su Raidue: portare per la prima volta le sue commedie in diretta tv come fossero uno show televisivo vero e proprio. Nelle vesti di scrittore, nel 2018 Baldini+Castoldi ha pubblicato il suo esordio nella narrativa, il romanzo noir La bomba di Maradona.

DETTAGLI

Autore: Vincenzo Salemme

Editore: Baldini+Castoldi

Titolo: Napoletano? E famme ‘na pizza! Guida ironica per sfuggire ai luoghi comuni partenopei.

Collana: Le Boe

Data uscita: 27 febbraio 2020

Formato: brossura

Pagine: 160

Prezzo: € 15,00

EAN: 9788893882774